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	<title>Blog Web Marketing: Tutti gli articoli | INGEMATIC Web Marketing Blog</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 22 Sep 2025 10:04:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>KPI dei Pagamenti: come Influenzano il tuo Fatturato?</title>
		<link>https://www.ingematic.com/kpi-dei-pagamenti-come-influenzano-il-tuo-fatturato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 11:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[E-COMMERCE]]></category>
		<category><![CDATA[WEB MARKETING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il controllo dei metodi di pagamento e dei loro KPI è essenziale per ottimizzare il funnel di pagamento del nostro e-commerce ed assicurarci che le conversioni si trasformino in vendite. Come migliorare questo aspetto e monitorarne i risultati? Analizziamo insieme i punti fondamentali relativi ai pagamenti e capiamo come renderli più efficienti. Cos’è  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 22 Settembre 2025
Data Pubblicazione: 16 Settembre 2025
Pubblicato in: ARCHIVIO |E-COMMERCE |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/carrelli-abbandonati/" rel="tag">carrelli abbandonati</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/funnel-marketing/" rel="tag">funnel marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/kpi/" rel="tag">KPI</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/pagamenti/" rel="tag">pagamenti</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/pagamento-online/" rel="tag">pagamento online</a>
Tempo di Lettura: 15 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
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<div class="fusion-text fusion-text-2"><p><em>Il controllo dei metodi di pagamento e dei loro KPI è essenziale per ottimizzare il funnel di pagamento del nostro e-commerce ed assicurarci che le conversioni si trasformino in vendite.</em> <em>Come migliorare questo aspetto e monitorarne i risultati? Analizziamo insieme i punti fondamentali relativi ai pagamenti e capiamo come renderli più efficienti.</em></p>
<h2>Cos’è il funnel di pagamento?</h2>
<p>Il funnel di pagamento è il percorso effettuato dal cliente una volta terminato il processo di acquisto. Questi passaggi sono spesso sottovalutati dal venditore, in quanto si tende a dare maggiore rilevanza al momento precedente del processo di vendita: il funnel di acquisto. Il funnel di acquisto si compone delle fasi di aggiunta degli articoli nel carrello, registrazione dell’utente, conferma e pagamento. Nel momento in cui si arriva alla fase di pagamento, possono però insorgere degli altri inconvenienti, in quanto anche questa fase si articola in ulteriori livelli: checkout, autenticazione e autorizzazione.</p>
<h3>1) Checkout</h3>
<p>Questo momento determina il <strong>tasso di conversione</strong>, quindi la capacità di convertire le visite in acquisti sul proprio sito, e si calcola sulla base del numero di visitatori che hanno raggiunto questo step dopo aver navigato sul proprio sito.</p>
<p>Il proseguimento verso la sezione dei pagamenti è spesso interrotto dal fatto che si riscontra l’assenza di un certo metodo di pagamento adoperato dall’utente, dalla presenza di una pagina dedicata che non presenta un aspetto rassicurante e dalla presenza di un processo di acquisto che richiede molti dati e passaggi.</p>
<h3>2) Autenticazione</h3>
<p>Questo momento determina il tasso di autenticazione, dunque il processo di riconoscimento di chi effettua gli acquisti per garantire maggiore controllo e sicurezza alle transazioni.</p>
<p>Si ricorre all’utilizzo della Strong Customer Authentication (SCA) o <strong>autenticazione a due fattori</strong> per prevenire le frodi e rendere più difficile l’utilizzo di un metodo di pagamento da parte di terzi in caso di furti o smarrimento da parte del titolare.<br />
Tale processo prevede l’utilizzo di metodi di riconoscimento specificatamente associati all’utente, come un PIN, una chiavetta o l’impronta digitale.</p>
<p>È stato tuttavia riscontrato che, in particolare fra i giovani acquirenti appartenenti alla GenZ, un passaggio come l’autenticazione a due fattori rappresenti un forte ostacolo all’acquisto: durante questa fase si riscontrano frequentemente problematiche relative alla connessione di rete e alla mancanza di un cellulare nelle vicinanze, che impediscono il completamento della stessa e comportano l’abbandono del carrello.</p>
<p>Per questa ragione si tende a voler aumentare i <strong>pagamenti frictionless</strong> o OneClick, che permettono di evitare tale ulteriore passaggio. Anche in questo caso, bisogna tenere a mente che la presenza esclusiva di transazioni agevolate può esporre ad un maggiore rischio di frode e conseguentemente ad una maggiore percentuale di insoluti, causando danni al proprio business a alla propria reputazione con la banca.</p>
<h3>3) Autorizzazione</h3>
<p>Questo ultimo momento determina il <strong>tasso di accettazione dei pagamenti</strong>, individuando il rapporto che esiste fra il numero di pagamenti andati a buon fine e il numero di tentativi effettuati dagli utenti per raggiungere tale risultato.</p>
<p>Per quanto sia normale la presenza di alcuni tentativi di pagamento non andati a buon fine, ad esempio per mancanza di fondi sulla carta utilizzata o per la presenza di errori nei dati inseriti dall’utente, la presenza di un tasso di accettazione elevato conferma una certa facilità da parte dell’utente nel procedere al pagamento e dunque la presenza di procedura senza inconvenienti.</p>
<h2>Punti di attrito</h2>
<p>Notiamo dunque che, nei diversi momenti che caratterizzano il funnel, possono esserci altrettante problematiche da affrontare per l’utente ed è nostro compito, nonché nostro interesse, far sì che queste si presentino meno spesso possibile.</p>
<p>Ricapitolando, è bene prestare attenzione ad alcuni aspetti:</p>
<h3>• Tempi di caricamento della pagina</h3>
<p>Nel momento in cui le pagine web risultano troppo lente, sarà assai probabile che gli utenti decidano di abbandonare completamente l’operazione che stanno svolgendo. Siamo ormai abituati a dei siti web molto performanti, perciò nel momento in cui il caricamento delle pagine richiede più di 3 secondi almeno il 90% degli utenti tenderà a lasciare la pagina su cui si trovava.</p>
<h3>• Errori nella programmazione del sito web</h3>
<p>Poiché i metodi di pagamento sono integrati con JavaScript, possono presentarsi errori di programmazione del sito web. Spesso si tratta di errori riguardanti altre funzionalità della pagina e non i metodi di pagamento, tuttavia questo può creare blocchi nel codice di quest’ultimo. Ciò comporta che il sito web non risponda correttamente, creando difficoltà all’utente nel procedere col checkout e inducendolo ad abbandonare la nostra pagina.</p>
<h3>• Processo di pagamento complesso</h3>
<p>Come abbiamo detto precedentemente, la procedura di pagamento dovrebbe risultare quanto più lineare possibile, al fine di evitare l’abbandono del carrello. Per quanto alcuni pagamenti possano non andare a buon fine per problematiche relative all’utente, ad esempio mancanza di fondi sulla carta, bisogna cercare di rendere agevole la procedura che proponiamo sul nostro sito.<br />
Tanti più passaggi si richiedono all’utente per completare il pagamento e tanti più dati deve inserire per completare la procedura, più si espone il processo alla presenza di errori, problemi di connessione, problemi da parte dell’utente e quindi abbandono del carrello.</p>
<h3>• Possibilità di acquistare come ospite</h3>
<p>Per quanto la creazione di un account per ogni utente sia utile sotto diversi aspetti, anzitutto per la generazione di lead, possono esserci delle casistiche in cui l’obbligo nella creazione di un account può solo risultare controproducente.<br />
La presenza di un passaggio intermedio fra il checkout e il pagamento può distogliere l’utente dal suo acquisto: il cliente potrebbe avere necessità di completare il processo in fretta, perciò obbligarlo ad una registrazione in cui magari sono richiesti anche molti dati potrebbe portarlo ad abbandonare la nostra pagina.</p>
<h3>• Preoccupazioni relative alla sicurezza dei dati</h3>
<p>Gli utenti sono sempre più informati sulle questioni relative alla sicurezza dei propri dati e tutela della privacy, perciò prestano maggior attenzione alle pagine su cui navigano, specialmente quando si tratta di inserirvi dati così importanti come quelli relativi ai metodi di pagamento.<br />
L’aspetto poco rassicurante della nostra pagina di pagamento può indurli a ritenerla poco sicura per il trattamento di informazioni tanto delicate e ad abbandonare il processo di pagamento.</p>
<h3>• Interfaccia che reindirizza all’esterno</h3>
<p>Ricollegandoci al punto precedente, il reindirizzamento a pagine esterne di cui non si conosce la natura, può rappresentare per l’utente un campanello d’allarme.<br />
Pagine che possono avere un aspetto poco rassicurante o che sono sconosciute all’utente, possono instillare il dubbio di essere approdati su una pagina scam o poco sicura, spingendolo spesso ad interrompere la transazione.</p>
<p>Durante questi reindirizzamenti possono inoltre verificarsi problemi di connessione, che interrompono la procedura e infastidiscono l’utente facendogli perdere tempo, che non necessariamente ha a disposizione per ripetere tutti i passaggi che portano all’acquisto.</p>
<p>A questi elementi possiamo aggiungere anche la presenza di costi aggiuntivi non specificati o elevati, che generano ulteriori dubbi nell’utente: nessuno è soddisfatto quando si ritrova a pagare più del previsto, specialmente se non riesce a comprenderne la ragione. È importante segnalare all’utente in fase di pagamento tutte le voci di spesa in cui incorrerà, per evitare che si ritrovi alla fine a rinunciare all’acquisto per la presenza di fastidiose spese nascoste.</p>
<h2>Cosa fare per migliorare i propri KPI di pagamento?</h2>
<p>È fondamentale tenere sotto controllo non solo il tasso di conversione, ma anche altri aspetti da non sottovalutare:</p>
<h3>1. Metodi di pagamento adeguati</h3>
<p>La presenza di un ventaglio di metodi di pagamento adeguato, adatto al nostro target di riferimento è fondamentale per garantire <strong>un’esperienza di acquisto lineare e positiva</strong>.<br />
Qualora il nostro utente abbia una preferenza riguardo i metodi di pagamento o semplicemente riscontri delle problematiche con qualcuna delle nostre proposte, è utile che gli si presenti la possibilità di sceglierne uno che si adatti alle sue esigenze.</p>
<p>Vi sono, inoltre, delle differenze notevoli nelle abitudini di target diversi in merito a questo aspetto: fascia d’età, tipologia di acquisto e zona geografica di riferimento giocano un ruolo essenziale nella definizione di questo aspetto apparentemente poco rilevante.<br />
Fornendo più varietà al nostro utente, siamo più sicuri di lasciare spazio alle sue preferenze e invogliarlo a tornare nuovamente sul nostro sito.</p>
<h3>2. Pagina di pagamento rassicurante</h3>
<p>L’attenzione degli utenti alle questioni relative alla privacy è sempre maggiore, perciò è importante che soprattutto la pagine del nostro e-commerce che riguardano l’inserimento di dati sensibili come quelli relativi ai pagamenti non generi in loro perplessità e dubbi.</p>
<p>La cura dell’aspetto della nostra pagina di pagamento è fondamentale, in quanto con piccoli accorgimenti estetici possiamo renderla <strong>accogliente</strong> ed evidentemente collegata alla nostra piattaforma, invogliando l’utente a proseguire col pagamento.<br />
Possiamo inoltre inserire recensioni positive o il logo di partner che si occupano della sicurezza online che siano riconoscibili dall’utente, per farlo sentire ulteriormente tutelato.</p>
<h3>3. Reindirizzamento a pagine di terzi</h3>
<p>La soluzione ottimale in questa fase del funnel sarebbe quella di mantenere del tutto l’utente sul nostro sito e-commerce, così da evitare situazioni spiacevoli derivanti da pagine terze apparentemente poco sicure dal punto di vista dell’utente o <strong>problematiche</strong> quali interferenze nella connessione. Tali piccoli accorgimenti permettono di non distrarre l’utente dalla pagina di pagamento e di proseguire agevolmente nel processo intrapreso.</p>
<h3>4. Registrazione non obbligatoria per l’utente</h3>
<p>Come abbiamo detto in precedenza, spesso gli utenti non hanno tempo o desiderio di creare un account sul nostro e-commerce, specialmente se per loro si tratta di un primo acquisto e se la proceduta richiede l’inserimento di molti dati.<br />
Fornire ai clienti la possibilità di completare <strong>l&#8217;acquisto come ospite</strong> li porterà più probabilmente a completare la procedura in corso e magari a tornare sul nostro e-commerce più volte nel tempo, invogliandoli a lasciare i propri dati in un secondo momento.</p>
<h3>5. Numero di carrelli abbandonati</h3>
<p>Oltre agli accorgimenti specifici evidenziati finora, controllare periodicamente i dati sul numero di carrelli abbandonati può essere utile per individuare la presenza di <strong>problematiche ricorrenti</strong> nel processo di checkout. Magari si tratta di piccoli errori che impediscono all’utente di portare a termine la procedura, che però rischiano di avere ripercussioni importanti sull’affidabilità del nostro e-commerce e sulla percezione che hanno di noi i nostri utenti.</p>
<h3>6. Tasso di frode</h3>
<p>Cercando di interfacciarsi con la banca per semplificare le transazioni andando incontro alle esigenze del cliente, prediligendo quelle <strong>frictionless</strong> o OneClick, non bisogna dimenticare le problematiche per il venditore nel caso in cui queste ultime vengano sfruttate per operare degli illeciti.<br />
È importante verificare questo tipo di transazioni, al fine di mantenere una reputazione positiva con la banca e permettere a sempre più utenti di usufruirne.</p>
<h3>7. Processo di acquisto nell’insieme</h3>
<p>L’intero il processo di acquisto deve essere quanto più possibile <strong>lineare e semplice</strong>, senza che comporti passaggi e inserimenti di dati superflui e fuorvianti per l’utente. Più semplice risulterà tale processo, più diminuirà la presenza di errori e la probabilità di inefficienze di varia natura.</p>
<p>Un altro aspetto importante riguarda <strong>l’ottimizzazione della piattaforma</strong>, ad esempio su mobile, in quanto un sito e-commerce efficiente risulta anche maggiormente gradito dagli utenti che possono effettuare acquisti nella modalità che preferiscono e soprattutto di navigarvi efficacemente ovunque si trovino.</p>
<p>L’utente risulterà così invogliato a ritornare sul nostro e-commerce e ad effettuare nuovamente degli acquisti, garantendoci un maggior profitto e anche un maggior tasso di fidelizzazione.</p>
<h2>Ingematic ti aiuta a massimizzare i tuoi risultati</h2>
<p>Ingematic garantisce esperienza e professionalità nella gestione delle piattaforme e-commerce, suggerendo accorgimenti per implementare le prestazioni del vostro sito o per crearne uno nuovo sulla base delle vostre esigenze.</p>
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		<item>
		<title>Semplici Strategie per far Crescere il tuo e-Commerce: Up-Selling e Cross-Selling</title>
		<link>https://www.ingematic.com/semplici-strategie-per-far-crescere-il-tuo-e-commerce-up-selling-e-cross-selling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 14:29:27 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/semplici-strategie-per-far-crescere-il-tuo-e-commerce-up-selling-e-cross-selling/">Semplici Strategie per far Crescere il tuo e-Commerce: Up-Selling e Cross-Selling</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-3"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 15 Aprile 2025
Data Pubblicazione: 15 Aprile 2025
Pubblicato in: ARCHIVIO |E-COMMERCE |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/carrello/" rel="tag">carrello</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/cross-selling/" rel="tag">cross-selling</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/marketing-transazionale/" rel="tag">marketing transazionale</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/up-selling/" rel="tag">up-selling</a>
Tempo di Lettura: 14 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
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<p><em>Il corretto utilizzo di strategie di marketing specifiche ci permette di migliorare le prestazioni del nostro sito e-commerce, tuttavia non serve che si tratti di operazioni complesse: spesso bastano piccoli accorgimenti per aumentare il valore medio del carrello dei nostri clienti. Vorresti sapere come fare? Vediamo di seguito di cosa si tratta e degli esempi di azioni da intraprendere per applicare queste strategie.</em></p>
<h2><strong>Valore medio del carrello in ribasso? Un problema sempre più diffuso</strong></h2>
<p>I consumatori sono spinti ad acquistare sempre più spesso, sia dalla nostra attività che da tutte le altre presenti sul mercato. I potenziali clienti hanno moltissimi stimoli e opportunità fra cui scegliere, perciò emergere per il singolo merchant non è mai semplice.</p>
<p>Inoltre, a causa delle numerose possibilità di ottenere vantaggi spendendo importi bassi o acquistando da smartphone, la frequenza di acquisto da parte di ogni consumatore è aumentata sensibilmente, causando una decrescita nel valore medio del carrello che risulta sempre più incentrato su articoli di uso quotidiano a prezzi moderati.</p>
<p>Ciò rappresenta un problema per il merchant, che vorrebbe mantenere numeri più elevati e vedere crescere il proprio fatturato e la propria azienda.</p>
<p>Come risolvere dunque questa problematica? Si può ricorrere a due semplici tecniche di marketing per ovviare a quanto sopra esposto (e non solo), perciò vediamole insieme e capiamo come applicarle alla nostra attività.</p>
<h2><strong>Marketing transazionale: cos’è e come si utilizza?</strong></h2>
<p>Un insieme di tecniche efficaci da adottare per restare al passo con le offerte dei competitors riguarda l’utilizzo del marketing transazionale.</p>
<p>Queste strategie consistono nel far leva sull’impulsività di acquisto dei clienti, creando offerte allettanti che devono essere colte immediatamente: un esempio sono le BOGO (prendi due paghi uno) oppure le vendite a tempo limitato o fino ad esaurimento scorte.</p>
<p>Questo tipo di proposte di vendita inducono il cliente a decidere molto più in fretta se comprare qualcosa oppure no, in quanto nasce in loro un senso di urgenza nel bisogno di quell’oggetto che non può essere posticipato. Per questo motivo queste tecniche risultano efficaci: la mancanza di tempo per riflettere su quella proposta di acquisto induce il consumatore ad acquistare impulsivamente il bene e, se accompagnati lungo il funnel di vendita con i giusti riferimenti, queste azioni diventeranno molto più probabilmente delle conversioni.</p>
<p>Il marketing transazionale si oppone al marketing relazionale, in cui si crea invece un rapporto duraturo e di fiducia con il consumatore, che richiede molto tempo e interazioni e che presenta altri vantaggi rispetto al marketing transazionale.</p>
<p>Vediamo dunque come applicare il marketing transazionale più nello specifico, affinché possano crearsi questo genere di dinamiche di acquisto in maniera più costante nel tempo, a cui abbinare proposte speciali di tanto in tanto.</p>
<h2><strong>Up-selling e i suoi vantaggi per la tua attività</strong></h2>
<p>L’up-selling è una strategia che consiste nella vendita di un prodotto o servizio di valore superiore a quello già scelto dal cliente. Questa tecnica permette di incrementare il valore di un’unica transazione, aumentando contemporaneamente il valore percepito dal cliente proponendogli una versione migliore di ciò che già possiede.</p>
<p>Per applicare correttamente questa strategia e fornire davvero un valore aggiunto tangibile per il cliente, la proposta deve non solo essere più alta della precedente in termini economici, ma anche:</p>
<ul>
<li><strong>Adatta alle sue esigenze</strong>: più conosci il tuo target, più sai che genere di prodotti possono destare il suo interesse, perciò nel momento in cui acquisterà un bene saprai di poter fare l’upsell su qualcosa che generi un senso di bisogno e il desiderio di colmarlo.</li>
<li><strong>Di tendenza fra i nostri clienti: </strong>nel momento in cui i clienti si rendono conto del fatto che un prodotto presenta numerose recensioni ed è stato largamente apprezzato, faranno l’upgrade con più convinzione, in quanto supportati dal riscontro positivo ricevuto dagli altri.</li>
</ul>
<p>Queste caratteristiche rendono l’up-selling una tecnica molto efficace e applicabile a diversi ambiti di mercato, abbinata ad altre strategie di marketing nelle quali declinare la nostra proposta:</p>
<ul>
<li>Offerta <strong>Premium</strong> di un nostro servizio, ad esempio fornendo vantaggi specifici o accesso ad aree riservate a chi decide di registrarsi al nostro portale invece di accedervi come ospite.</li>
<li>Prodotto con <strong>caratteristiche migliori </strong>di quello già visionato dal cliente, ad esempio una nuova versione dello smartphone che ricercavano.</li>
<li>Prodotto in un <strong>formato più conveniente</strong> rispetto a quello a cui è interessato, ad esempio il formato più grande e, in proporzione, meno costoso del loro prodotto skincare preferito.</li>
<li><strong>Sconti </strong>o<strong> agevolazioni</strong> ottenibili grazie ad un acquisto già effettuato, ad esempio un buono che si ottiene dopo il primo acquisto sul nostro e-commerce.</li>
</ul>
<p>Tutti questi sono esempi di accorgimenti che possono essere adottati dal merchant per invogliare ad un up-sell, variamente applicabili a diverse tipologie di attività con un po’ di esperienza e creatività. Passiamo dunque alla seconda strategia di marketing transazionale.</p>
<h2><strong>Cross-selling per aumentare il valore medio del carrello</strong></h2>
<p>Il cross-selling consiste nella vendita di prodotti o servizi aggiuntivi rispetto a ciò che si sta acquistando; si tratta infatti di articoli diversi da ciò che il cliente sta ricercando, ma logicamente riconducibili a tale articolo.</p>
<p>Per applicare correttamente questa tecnica bisogna abbinare i prodotti secondo uno di questi criteri:</p>
<ul>
<li><strong>Frequentemente acquistati insieme</strong>, perché generalmente utilizzati insieme a ciò che stiamo comprando. Un esempio può riguardare i prodotti per il make-up, in quanto una matita labbra può essere utilizzata e venduta assieme al rossetto.</li>
<li><strong>Consigliati</strong>, perché complementari per lo svolgimento di un’attività. Un esempio sono gli accessori necessari per andare in campeggio, in quanto insieme alla tenda si avrà probabilmente bisogno di un sacco a pelo.</li>
</ul>
<p>Mostrando i prodotti che vogliamo abbinare vicini l’uno all’altro, il cliente considererà la possibilità di poter acquistare altro a cui magari non aveva pensato, aumentando di fatto il valore del carrello.</p>
<p>Il momento in cui facciamo cross-selling è molto importante per creare una relazione positiva e duratura con il cliente, in quanto invogliandolo ad acquistare più prodotti da un&#8217;unica attività tenderà a non voler cercare altrove quando dovesse aver bisogno di articoli diversi anche in futuro, in quanto saprà di poter trovare presso lo stesso venditore tutto ciò che gli occorre.</p>
<p>Inoltre, adottando una strategia che si basi sui comportamenti d’acquisto più diffusi fra i nostri clienti, sarà possibile anche per la nostra attività adattarsi meglio alle loro esigenze e rispondervi più prontamente. Questo permetterà di creare un rapporto più duraturo con i nostri attuali clienti, risparmiando sul raggiungimento di nuovi target e consolidando un’immagine positiva dell’azienda.</p>
<p>Per rendere davvero efficace il cross-selling è importante prestare attenzione alle caratteristiche che devono contraddistinguere la nostra proposta:</p>
<ul>
<li><strong>Ottima</strong> <strong>comunicazione</strong>: è essenziale che il cliente abbia ben chiare le motivazioni per cui dovrebbe effettuare un ulteriore acquisto, in quanto deve percepire esattamente i vantaggi che derivano dalla nostra proposta.</li>
<li><strong>Momento giusto</strong>: il punto del funnel in cui inserire il cross-sell è essenziale, in quanto la nostra proposta deve essere complementare a ciò che il cliente vuole già acquistare, senza distrarlo eccessivamente dal motivo per cui si trova già sul nostro sito e-commerce.</li>
<li><strong>Recensioni positive: </strong>nel momento in cui abbiamo una buona reputazione e i nostri prodotti sono valutati positivamente dai clienti, sarà molto più probabile che chi si è affidato a noi per l’acquisto di un certo prodotto torni ad acquistare nuovamente da noi oppure che ci porti nuova clientela.</li>
</ul>
<h2><strong>Svantaggi del marketing transazionale</strong></h2>
<p>Le strategie di marketing finora esposte possono portare dei risultati molto positivi alla nostra attività, tuttavia vi sono degli errori che è facile commettere che possono compromettere o vanificare ciò che facciamo, causando l’abbandono del carrello o che il cliente abbandoni del tutto il nostro e-commerce.</p>
<ul>
<li><strong>Troppe proposte</strong>: nel momento in cui proponiamo un prodotto diverso da quello che l’utente sta ricercando, è importante evitare di bombardarlo con un numero di alternative eccessive. Il cliente deve avere la possibilità di scegliere, ma senza essere portato fuori strada rispetto a ciò che cercava in origine.</li>
<li><strong>Esperienza negativa</strong>: è importante per la nostra attività cercare di incrementare le vendite, tuttavia bisogna ricordare che dietro le vendite ci sono dei clienti in carne ed ossa. Per il cliente è importante che l’esperienza sul nostro e-commerce e con i servizi che offriamo sia piacevole, altrimenti non tornerebbe da noi a prescindere e avremmo perso un cliente.</li>
<li><strong>Fare la proposta giusta</strong>: nel momento in cui proponiamo un prodotto deve essere coerente con le aspettative e i bisogni del cliente, portando concretamente valore al suo acquisto. Ad esempio, non possiamo fare cross-selling di capi da uomo se chi acquista sta visionando solo capi da donna oppure proporre un servizio Premium che non offra nulla di più di ciò che si può fare con la sua versione base.</li>
<li><strong>Momento sbagliato</strong>: se facciamo la nostra proposta nel momento sbagliato del funnel rischiamo di distrarre o infastidire il nostro cliente, inducendolo ad abbandonare il nostro sito o a non acquistare più un certo prodotto.</li>
<li><strong>Prodotto complesso</strong>: nel momento in cui facciamo proposte di cross-selling ai nostri clienti, loro saranno portati ad effettuare acquisti impulsivi, ma ci sono prodotti che richiedono maggiore considerazione e confronto, per cui questo tipo di strategie potrebbero non portare grande riscontro.</li>
<li><strong>Mancanza di rapporto sul lungo termine</strong>: è vero che, come dicevamo in precedenza, se il cliente si è trovato bene sul nostro sito probabilmente ci tornerà sopra in futuro, ma per creare un legame solido con i clienti bisognerebbe abbinare a queste tecniche di marketing altre strategie per aumentare la retention dei clienti.</li>
</ul>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>Abbiamo visto che il transational marketing può risultare molto efficace se impostato correttamente: questo insieme di strategie servono per ottenere migliori risultati di vendita senza utilizzare tecniche complesse, puntando sull’impulsività di acquisto dei consumatori.</p>
<p>Una delle strategie utilizzate in questo ambito è l’up-selling, che consiste nel vendere un prodotto di valore più alto al cliente, proponendogli la versione migliore di ciò che lui sta visionando. L’up-selling veicola l’idea che quello che il cliente sta acquistando non sia solo più costoso, ma soprattutto porti vantaggio al cliente e per questo gli sia di grande utilità.</p>
<p>La seconda è il cross-selling, che consiste invece nella vendita di prodotti correlati a quello che il cliente sta visionando e che possono essergli utili in quanto correlati a ciò che il cliente già cercava. Questa strategia permette di stimolare il cliente a pensare a dei collegamenti fra prodotti a cui in precedenza non aveva pensato, per questo risulta utile per aumentare il valore del carrello.</p>
<p>Grazie all’applicazione di queste strategie di marketing, il cliente non acquisterà più solo il prodotto per cui aveva visitato il nostro e-commerce, ma anche altri prodotti di cui riconosce il valore proposto dal venditore.</p>
<h2><strong>Ingematic ti aiuta a massimizzare i tuoi risultati</strong></h2>
<p><strong> </strong>Vorresti applicare queste strategie anche tu ma non sai da dove cominciare?</p>
<p>Bisogna prestare attenzione alle modalità che utilizziamo per metterle in atto, per non incorrere in errori che possono vanificare i nostri sforzi, tuttavia si è riscontrato che grazie a piccoli accorgimenti si possono ottenere risultati estremamente positivi.</p>
<p>Ingematic garantisce esperienza e professionalità nella gestione delle piattaforme e-commerce, fornendo suggerimenti per implementare le prestazioni del vostro sito o per crearne uno nuovo sulla base delle vostre esigenze.</p>
<p>Contattaci per una consulenza!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/semplici-strategie-per-far-crescere-il-tuo-e-commerce-up-selling-e-cross-selling/">Semplici Strategie per far Crescere il tuo e-Commerce: Up-Selling e Cross-Selling</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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		<title>Social Media Strategy: come farlo al meglio per la tua azienda</title>
		<link>https://www.ingematic.com/social-media-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Angelo Foglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 09:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[SOCIAL MEDIA]]></category>
		<category><![CDATA[WEB MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[benchmark]]></category>
		<category><![CDATA[piano editoriale digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Social Media Strategy, ovvero "strategia sui social media". Quanto sono importanti i social nel 2020? Tanto. Quanto sono importanti i social per le aziende? Tantissimo. Per questo, Ingematic è pronta ad illustrarti tutti i consigli per avviare una strategia social vincente. Social Media e Utenti: quanto li usiamo? Prima di entrare nel vivo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/social-media-strategy/">Social Media Strategy: come farlo al meglio per la tua azienda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-4"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Michele Angelo Foglia
Data Aggiornamento: 19 Maggio 2021
Data Pubblicazione: 30 Ottobre 2020
Pubblicato in: ARCHIVIO |SOCIAL MEDIA |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/benchmark/" rel="tag">benchmark</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/piano-editoriale-digitale/" rel="tag">piano editoriale digitale</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/social-media/" rel="tag">social media</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/social-media-marketing/" rel="tag">social media marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/social-media-strategy/" rel="tag">social media strategy</a>
Tempo di Lettura: 54 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
</div>

<p><em>Social Media Strategy, ovvero &#8220;strategia sui social media&#8221;. Quanto sono importanti i social nel 2020? Tanto. Quanto sono importanti i social per le aziende? Tantissimo. Per questo, Ingematic è pronta ad illustrarti tutti i consigli per avviare una strategia social vincente.</em></p>
<h2>Social Media e Utenti: quanto li usiamo?</h2>
<p>Prima di entrare nel vivo della nostra guida, analizziamo prima di tutto alcuni dati riguardanti proprio i social media.<br />
Grazie al &#8220;<em>digital report 2020 di wearesocial</em>&#8220;, infatti, sappiamo che, a livello globale, su una popolazione mondiale di 7.75 miliardi, 4.54 miliardi di persone sono connesse ad internet, 5.19 miliardi sono utenti mobile e ben 3.80 miliardi di cittadini utilizzano i social media (aumentati del 9% rispetto al 2019). Facendo pertanto una media percentuale, si evince come il 55% della popolazione mondiale siano utenti mobile, web e social.</p>
<div id="attachment_3324" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3324" class="wp-image-3324 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1.png" alt="Social nel mondo, dati statistici 2020 - Blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3324" class="wp-caption-text">Stato dei social nel mondo nel 2020 (fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; &#8211; wearesocial.com)</p></div>
<p>Sempre con riferimento ai social, il report indica che gli accessi ai social sono aumentati del 2,4%, portando al 99% la percentuale degli utenti che accede direttamente da mobile, confermando l’importanza del “<strong>mobile first</strong>”.</p>
<h2>I Social nel Mondo</h2>
<p>Questi dati ci mostrano un mondo continuamente connesso e sempre online. A rafforzare questa tesi, vi sono gli altri dati sui singoli social utilizzati globalmente.<br />
Le prime tre posizioni sono conquistate da <strong>Facebook</strong>, <strong>YouTube</strong> e <strong>WhatsApp</strong>, che registrano rispettivamente ben <strong>2.449 milioni</strong>, <strong>2.000 milioni</strong> e <strong>1.600 milioni</strong> di utenti.<br />
Li seguono in quarta e quinta posizione <strong>WeChat</strong> e<strong> Instagram</strong>, che hanno rispettivamente <strong>1.000</strong> e <strong>800</strong> milioni di utenti attivi.</p>
<div id="attachment_3295" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3295" class="size-full wp-image-3295" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic.png" alt="Social più utilizzati nel mondo, dati statistici grafico - blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3295" class="wp-caption-text">Social più usati nel Mondo nel 2020 (Fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; di wearesocial.com)</p></div>
<h3>I Social in Italia</h3>
<p>Dovendo parlare della nostra Nazione, i dati confermano mediamente questa tendenza. Infatti, su<strong> 60 milioni</strong> di cittadini, gli utenti mobile sono ben <strong>80.40 milioni</strong> (133%), con <strong>49.48 milioni</strong> di utenti web (82%) e <strong>35 milioni</strong> di utenti social media (58%).</p>
<div id="attachment_3293" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3293" class="size-full wp-image-3293" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic.png" alt="Social in Italia, dati statistici grafico - blog Ingematic" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3293" class="wp-caption-text">Stato dei social in Italia nel 2020 (Fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; di wearesocial.com)</p></div>
<p>Inutile dire quanto in Italia si amino i <strong>device mobili</strong>, tanto da superare addirittura, da superare come percentuale, il valore a livello mondiale di un 9%. Questo significa ovviamente che ogni singolo utente ha a disposizione più di un dispositivo con il quale connettersi ai social e al web.</p>
<h3>Quanto Tempo stiamo sui Social?</h3>
<p>Questi dati, portano a chiederci: quanto tempo passiamo noi Italiani sui social? Non poco, se vediamo i dati dello stesso report di wearesocial.<br />
Partiamo con l’utilizzo del mezzo di connessione più diffuso: internet.<strong> Sul web</strong>, gli utenti sono connessi per <strong>6 ore circa</strong> al giorno. Seguono la <strong>TV</strong>, con circa <strong>3 ore</strong> di utilizzo medio, ed i <strong>social</strong> con quasi<strong> 2 ore</strong> di utilizzo quotidiano. <strong>Musica</strong> e<strong> video game</strong> sono in quarta e quinta posizione, registrando rispettivamente<strong> 1 ora</strong> di ascolto e<strong> 49 minuti</strong> di videogiochi.</p>
<p>Come si comporta il resto del <strong>Mondo</strong>, rispetto alla nostra Nazione? Stando sempre ai dati del &#8220;<em>Digital report 2020</em>&#8220;, nel Mondo gli utenti sono connessi quotidianamente sul <strong>web</strong> per <strong>6 ore e 43 minuti</strong>, sui <strong>social</strong> <strong>2 ore e 24 minuti</strong>, guardando <strong>TV</strong> (ormai sempre più &#8220;smart&#8221;) <strong>3 ore e 18 minuti</strong>, ascoltando musica <strong>1 ora e 26 minuti</strong>, e <strong>videogiocando</strong> per <strong>1 ora e 10 minuti</strong>. Tutto questo tempo indica la grande quantità di fruizione dei contenuti dai social media, il punto successivo di questa analisi introduttiva.</p>
<div id="attachment_3326" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3326" class="size-full wp-image-3326" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media.png" alt="Tempo di connessione quotidiano, In Italia e nel Mondo, dati statistici 2020 - Blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3326" class="wp-caption-text">Tempo di connessione quotidiano, in Italia e nel Mondo, nel 2020 (fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; &#8211; wearesocial.com)</p></div>
<h3>Quali Social utilizziamo di più?</h3>
<p>Confrontando i dati dei social più utilizzati, possiamo notare quanto tendenzialmente si avvicinino con i dati di utilizzo globale. Per questo, vediamo la presenza di YouTube in prima posizione con un utilizzo dell&#8217;88%. Seguono WhatsApp (83%) e poi i social Facebook e Instagram (rispettivamente con l’80% ed il 64% di utilizzo). Fanalini di coda sono Messenger con il 34% (che ora dovrebbe includere la messaggistica privata di Facebook e Instagram), Twitter con il 34% e LinkedIn con il 31%. Ultimo è TikTok, il social dei millennials, con un 11 percento di utilizzo.</p>
<div id="attachment_2972" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2972" class="size-full wp-image-2972" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1.png" alt="Social media più usati, grafico dati Italia - Blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-2972" class="wp-caption-text">I social media più utilizzati in Italia (Fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; di wearesocial.com)</p></div>
<p>Anche in questo caso, possiamo quindi affermare quanto l’utilizzo di internet e dei social sia ormai capillare e diffuso. Aspetto, quest’ultimo, che ci porta alla considerazione successiva: quanto è utile per un’azienda essere presente sui social?<br />
La risposta è ovvia. Qualsiasi azienda, ente, attività commerciale non può non avere un proprio profilo social di riferimento.</p>
<h2>Perché avere una Pagina Social?</h2>
<p>I dati che abbiamo fin qui analizzato, non sono fini a loro stessi. Se letti nel giusto modo, ci indicano diverse riflessioni.<br />
Anzitutto, ci suggerisce quanti cittadini siano connessi stabilmente e quotidianamente soprattutto tramite smartphone. Il secondo aspetto riguarda l’aspetto più importante: la comunicazione.</p>
<p>Nel 2020 l’informazione e la comunicazione stessa, infatti, passano ormai per la maggior parte tramite social. Questi due aspetti, cittadini connessi e comunicazione, sono essenziali se si pensa in ottica commerciale ed aziendale. Grazie a questi strumenti comunicativi, le attività commerciali e le aziende possono raggiungere facilmente le persone, che possono potenzialmente divenire nuovi clienti.</p>
<p>I numeri sono in continua crescita e le aziende se ne sono accorte, comprendendo il ruolo strategico dei social nello stabilire un rapporto diretto con i clienti, praticamente in tempo reale se si pensa all&#8217;utilizzo quasi totale del dispositivo mobile, capace, se ben pianificato, di aumentare la brand awareness ed aumentare i leads.</p>
<p>Qui subentrano altre considerazioni: come gestire una pagina social? Tutti i social sono adatti per tutte le aziende? Come comunicare efficacemente?</p>
<p>La scelta di una strategia rappresenta il punto di partenza per una qualsiasi azienda che voglia comunicare online, perché solo in questo modo sarà possibile valutare le performance rispetto agli obiettivi prefissati, sfruttando le potenzialità del web ed evitando gli errori che potrebbero ledere l’immagine agli occhi del pubblico.</p>
<p>Ingematic è qui per rispondere a queste domande ed introdurvi nel vasto mondo della social media strategy e le sue caratteristiche.</p>
<h2>Social Media Strategy: definizione</h2>
<p>La <strong>Social Media Strategy</strong> rappresenta un aspetto della più generale strategia di marketing digitale, che stabilisce le giuste strategie e gli strumenti di digital marketing, occupandosi della pianificazione, gestione controllo di tutte le attività di marketing e di comunicazione che devono essere eseguite sui propri canali social ufficiali, con la finalità di riuscire a <strong>stabilire una comunicazione bidirezionale</strong> tra azienda e potenziali clienti, raggiungendo gli obiettivi definiti.</p>
<p>Descritto in altre parole: la social media strategy, fissati degli obiettivi chiari e misurabili, individua gli strumenti, studia e pianifica strategicamente le azioni specifiche, utili ad incrementare la visibilità dell&#8217;azienda, rafforzare e amplificare la percezione positiva del brand (brand awareness), creare community, costruire un rapporto di fiducia col pubblico target, migliorare la reputazione online, creare condivisione dei valori aziendali, il tutto tramite i canali social media. Parte essenziale della strategia, è la fase in cui si delinea il pubblico target al quale la comunicazione sarà rivolta, identificandone caratteristiche, gusti, preferenze e motivazioni che dovrebbero indurlo a seguire i nostri canali social, si decide il piano editoriale, si sceglie il tono di voce da adottare, tempi e frequenza di pubblicazione.</p>
<p>Si tratta di una strategia di comunicazione che deve essere <strong>integrata, coordinata e coerente,</strong> poiché la presenza su una piattaforma social dovrà tenere in considerazione ed essere allineata con quella adottata sugli altri canali, social e non solo (ad esempio il blog e il sito aziendale).</p>
<p>Come si può generare visibilità, in questo senso? La Social Media Strategy cerca di generare visibilità tramite azioni di interazione (engagement) e condivisione (social sharing). Se uniti e sfruttati al meglio, infatti, queste operazioni possono accrescere la notorietà di un brand oppure di un&#8217;azienda (piccola o media).</p>
<h3>Far crescere la Social Media Audience</h3>
<p>Grazie al <strong>social media marketing</strong>, le imprese, aziende, attività commerciali, liberi professionisti, hanno a disposizione un mezzo dalle grande potenzialità.<br />
Ampliare la propria audience tramite Facebook, Instagram, LinkedIn, è sicuramente un grande vantaggio. Nonostante tutto non sempre è facile operare al meglio per ottenere risultati.<br />
Proprio per questo, per attuare una Social Media Strategy efficace è essenziale adottare appunto una strategia che garantisca il raggiungimento di precisi obiettivi prefissati, e nei tempi stabiliti.</p>
<h3>Strategia sui Social Media: Errori da Evitare</h3>
<p>È evidente che, considerati i numeri legati al loro utilizzo e alla loro immediatezza, i social rappresentano uno strumento con enormi potenzialità, per entrare in contatto in maniera non invasiva, con gli utenti interessati ai nostri servizi o prodotti, ma proprio per questo loro grande potenziale, utilizzarli in maniera non corretta, sicuramente significherebbe perdere una enorme opportunità per l&#8217;azienda, ma nel caso peggiore potrebbe anche ledere l&#8217;immagine della stessa agli occhi dei consumatori.</p>
<p>Prima di approfondire le giuste azioni in ottica di Social Media Strategy, è bene sottolineare un aspetto fondamentale: non è facile impostare una Social Media Strategy né che dia risultati nell&#8217;immediato.<br />
Come abbiamo visto in precedenza, se da un lato l&#8217;utilizzo dei social è cresciuto sia in Italia che nel Mondo, è altrettanto vero quanto tutti abbiano a disposizione questi strumenti.</p>
<p>Gli stessi social ci forniscono guide, ma nessuno ci spiega come pianificare una strategia di social marketing, come realizzare correttamente un piano editoriale e con quale frequenza pubblicare, come realizzare una comunicazione integrata e coerente su tutti i canali incluso il blog aziendale. Ne derivano pagine gestite in maniera poco professionale, con contenuti pubblicati in maniera discontinua, di bassa qualità sia dal punto di vista copy che per la qualità grafica.</p>
<p>È altresì diffusa l&#8217;opinione secondo cui gestire un profilo Instagram o una pagina Facebook sia un&#8217;operazione alla portata di tutti. Certamente è semplice &#8220;aprire&#8221; una pagina su Facebook, creare un profilo su Instagram e impostarne l&#8217;immagine o il logo, ma il difficile viene sicuramente dopo, perché ogni social ha il suo linguaggio specifico, la propria struttura di organizzazione delle informazioni, le sue regole sulle giuste dimensioni dei media utilizzati, e ogni azienda ha il suo pubblico che va intercettato con la giusta comunicazione, il giusto tono di voce e le giuste tempistiche.</p>
<h4>Chi può fare Social Media Strategy</h4>
<p>E&#8217; proprio questo aspetto che Ingematic ci tiene a sottolineare: non tutti possono fare azioni di Social Media Strategy.<br />
<strong>Perché?</strong> Anzitutto, perché vi sono dei corsi di specializzazione che formano professionisti del settore. Studiare le giuste strategie da adottare in ambito social media marketing, è ben lontano dalla semplice attivazione di un qualsiasi account.<br />
In secondo luogo perché, all&#8217;interno di un&#8217;<strong>agenzia web strutturata</strong>, come <strong>Ingematic</strong>, esiste un <strong>reparto</strong> dedicato al <strong>social media marketing</strong>, con delle figure professionali dedicate, che grazie alla loro prepazione, competenza ed esperienza sul campo, garantiscono l&#8217;erogazione di un servizio completo, focalizzato sull&#8217;ottimizzazione e su performance garantite.</p>
<h4>Chi non può fare Social Media Strategy</h4>
<p>In virtù di questo, il contesto nel quale si opera è divenuto ormai sempre più impervio e pieno di disinformazione. Le guide in rete sono tante, gli stessi social ce le forniscono, ma nessuno ci spiega come definire e attuare correttamente una strategia di social marketing, come realizzare correttamente un piano editoriale e con quale frequenza pubblicare, come prestare attenzione ad una comunicazione integrata e coerente su tutti i canali incluso il blog aziendale. Ne derivano pagine gestite in maniera poco professionale, con contenuti pubblicati in maniera discontinua, di bassa qualità sia dal punto di vista copy che per la qualità grafica, senza nessuna programmazione.</p>
<p>Due esempi fra tutti. Se da un lato il mondo del marketing soprattutto in ottica dei social media ha &#8220;instillato&#8221; l&#8217;idea che chiunque sia in grado di gestire un profilo tanto che spesso ci si rivolge alla persona più &#8220;vicina&#8221; (da qui l&#8217;ormai stigmatizzata figura del &#8220;cugino&#8221;), dall&#8217;altra ha permesso l&#8217;ingresso in questo campo di quelli che vengono definiti come &#8220;guru del web&#8221;. Quest&#8217;ultimi, in particolare, promettono il raggiungimento di grandi risultati già nel breve termine, magari facendo leva sulla quantità dei follower dei loro profili Instagram, o peggio ancora, in alcuni casi, attingendo a servizi di vendita di pacchetti di followers, commenti e in generale interazioni, generate da bot e pertanto di nessun valore, ma capaci di penalizzare definitivamente un profilo.</p>
<p>Ciò che dovrebbe essere invece chiaro è che gli obiettivi di una Social Media Strategy si raggiungono con uno studio approfondito e con l&#8217;applicazione di strategie mirate. Raggiungere i &#8220;traguardi&#8221; comporta tempo e dedizione, confrontandosi con i professionisti del settore come i copywriter ed i social media manager. Fatte queste dovute premesse, possiamo addentrarci alla scoperta di un mondo apparentemente conosciuto.</p>
<h2>Piano Editoriale Digitale: pianificazione strategica</h2>
<p>Prima di attuare qualsiasi tipo di Social Media Strategy, per prima cosa è essenziale impostare quello che nel settore viene definito come <strong>&#8220;piano editoriale digitale&#8221;</strong>.<br />
Conosciuto anche con l&#8217;acronimo di <strong>PED</strong>, esso è lo strumento base che accompagna la strategia da attuare sui social media in tutte le sue fasi, da quelle di base fino a quelle più avanzate.<br />
Per ogni tipo di Social Media Strategy, la fase di avvio è quella più importante e delicata ed il PED aiuta in questo senso.<br />
Vediamolo assieme più in dettaglio.</p>
<h3>Competitors: Benchmark e Analisi di Mercato</h3>
<p>Per qualsiasi tipo di attività commerciale, azienda oppure libero professionista (avvocato, dentista ecc&#8230;) che richieda l&#8217;attivazione di un profilo social, si parte dalla base. Come nel <strong>marketing convenzionale</strong>, anche per la <strong>Social Media Strategy</strong> la base è la medesima: il <strong>mercato</strong> al quali ci si riferisce. Quest&#8217;ultimo rappresenta il tessuto nel quale si muove l&#8217;attività che andremo a promuovere sui social. Per questo, ancor prima di iniziare è essenziale effettuare un&#8217;<strong>analisi di benchmark</strong>. Con essa, ci chiediamo anzitutto quale sia il mercato di riferimento. Ogni specifica attività ha il proprio. In un&#8217;analisi di mercato, possiamo comprendere il rapporto fra il territorio nel quale opera un&#8217;attività e<strong> la sua concorrenza</strong>.</p>
<p>Nel 2020,<strong> i competitor</strong> vi sono in tutti i settori, spesso sono tanti e magari hanno accumulato una importante esperienza, ma questo aspetto non deve spaventarci, perché con la conoscenza dei dati e la giusta strategia ogni obiettivo sarà raggiungibile. Per questo è bene evidenziare potenzialità e debolezze dei nostri competitor, per poter sfruttare quest&#8217;ultime come propri punti di forza e magari intervenendo proprio in quella &#8220;<strong>nicchia</strong>&#8221; aperta ed offerta da un potenziale concorrente. Ingematic, in questo senso, offre ai propri clienti un&#8217;analisi di mercato dettagliata esaminando nello specifico il territorio nel quale si opera e valutando le<strong> migliori azioni da seguire</strong>.</p>
<h4>Definire gli Obiettivi</h4>
<p>A tal proposito è bene ricordare come gli obiettivi, anche in ottica di <strong>Social Media Strategy,</strong> in visione di un piano editoriale digitale, devono essere ben chiari e definiti fin dall&#8217;inizio. Studi dimostrano che avere ben chiari gli obiettivi e quindi i risultati che si vogliono raggiungere, aumenta la probabilità di successo del 30% e fino al 40% in alcuni casi. Senza la definizione di obiettivi precisi non ci sarebbe strategia, e senza la capacità di poterli misurare non sarebbe possibile dare una valutazione al ritorno sull&#8217;investimento (ROI), parametro essenziale di qualsiasi investimento aziendale.</p>
<p>Ad aiutare in questo senso, viene il già noto <strong>acronimo SMART</strong>. Un obiettivo, infatti, deve corrispondere a queste cinque caratteristiche: <em><strong>S</strong>pecificità</em>, <em><strong>M</strong>isurabilità, <strong>R</strong>ealizzabilità, <strong>R</strong>ilevanza, <strong>T</strong>emporalità.</em></p>
<h4>Obiettivi SMART</h4>
<p>Un obiettivo deve essere &#8220;<strong>Specifico&#8221;</strong>. La chiarezza e precisione devono essere punto cardine della Social Media Stragey. Affinché lo sia, la specificità di un obiettivo deve necessariamente corrispondere alle cinque &#8220;<strong>W</strong>&#8221; care al giornalismo: <strong>Who</strong> (chi), <strong>What</strong> (cosa), <strong>When</strong> (quando), <strong>Where</strong> (dove), <strong>Which</strong> (quale), <strong>Why</strong> (perché).</p>
<ul>
<li><strong>Chi:</strong> definire i ruoli del team nello svolgimento degli incarichi sia nel pianificare la Social Media Strategy che nell&#8217;attuare il piano editoriale digitale.</li>
<li><strong>Cosa</strong>: definire ciò che si vuole raggiungere, in termini di obiettivi</li>
<li><strong>Quando</strong>: calendarizzare i contenuti del Piano Editoriale Digitale è alla base di una Social Media Strategy, assieme al tempo di raggiungimento degli obiettivi prefissati</li>
<li><strong>Dove</strong>: se vi sono dei luoghi rilevanti da raggiungere o da coinvolgere, ciò dipende dal tipo di progetto</li>
<li><strong>Quale</strong>: individuare ostacoli, difficoltà, punti deboli</li>
<li><strong>Perché</strong>: quali motivi spingono la scelta un tipo di contenuto, quali motivi vi sono dietro la pianificazione di un PED, quali motivi muovono la vostra Social Media Strategy nella sua interezza</li>
</ul>
<p>Un obiettivo deve essere &#8220;<strong>Misurabile&#8221;</strong>. Ogni step della Social Media Strategy deve avere <strong>metriche</strong> di riferimento per essere &#8220;quantificata&#8221;, e di conseguenza poter individuare eventuali miglioramenti da attuare. Queste, ad esempio, possono essere i dati insights delle vostre pagine social di riferimento.</p>
<p>Un obiettivo deve essere<strong> &#8220;Realizzabile&#8221;</strong>. Ogni azione intrapresa nella Social Media Strategy, in visione degli obiettivi da attuare deve essere fattibile e <strong>raggiungibile</strong>. Ciò si basa sulle risorse a disposizione e sugli strumenti a disposizione del team.</p>
<p>Un obiettivo deve essere &#8220;<strong>Rilevante&#8221;</strong>. Un obiettivo deve essere fattibile in termini sia di costo che di opportunità, ovvero di benefici effettivi che può apportare al business aziendale. Tale <strong>pertinenza</strong> deve essere integrabile con il contesto dell&#8217;obiettivo di business e dell&#8217;intera strategia di marketing che l&#8217;azienda sta adottando.</p>
<p>Un obiettivo deve essere<strong> &#8220;</strong><b>Temporizzabile&#8221;</b>. E&#8217; essenziale darsi delle scadenze, non solo in termini di calendarizzazione del proprio piano editoriale digitale. Un&#8217;azione di Social Media Strategy ha anche delle scadenze proprio dettate dagli obiettivi da raggiungere. Alcuni di essi richiedono mesi, altri anche un anno. L&#8217;importante, come già accennato in precedenza, è avere la possibilità di poter misurare i risultato intermedi ottenuti, valutarli in maniera assoluta e relativamente all&#8217;obiettivo prefissato, ed avere la capacità di poter intervenire con azione correttive, sfruttando i vari feedback a disposizione.</p>
<h3>Brand Identity: l&#8217;immagine è tutto</h3>
<p>Una volta esaminato, grazie all&#8217;<strong>analisi di benchmark</strong>, il mercato o la nicchia specifica concorrenziale nella quale si andrà ad operare, viene lo step successivo: quello dell&#8217;<strong>immagine social</strong>. Ogni azienda, realtà imprenditoriale e commerciale, ha una propria mission, un proprio fine. In questo senso, è essenziale comprendere al meglio questo aspetto per &#8220;tradurlo&#8221; in ottica social media. Che sia Facebook, Instagram o LinkedIn ciò che conta è l&#8217;immagine (intesa in senso visivo, concettuale ma anche emozionale). L&#8217;immagine deve quindi essere capace di &#8220;riassumere&#8221; ma soprattutto &#8220;trasmettere&#8221; l&#8217;<strong>identità del &#8220;brand&#8221;</strong> e trasportarla sui profili di riferimento. Sia chiaro: non si tratta di un &#8220;semplice&#8221; logo o di una foto profilo di qualità. L&#8217;immagine identitaria di un brand riguarda sia la parte<strong> estetica</strong> che <strong>comunicativa</strong>.</p>
<p>Noi di Ingematic crediamo che l&#8217;ascolto del cliente debba prevalere su tutto. Solo in questo modo, infatti, è possibile conoscerne mission e vision, comprenderne le necessità, gli intenti ed i propositi. Parlare di <a href="https://www.ingematic.com/brand-identity/"><strong>brand identity</strong></a>, per noi, vuol dire anche questo. Una volta &#8220;catturata&#8221; l&#8217;identità aziendale è possibile passare allo step successivo, che riguarda in senso stretto la comunicazione: <em>come trasmettere il proprio messaggio ai potenziali e futuri clienti?</em></p>
<h3>Social Strategy: come comunicare al meglio</h3>
<p>Quanti social conosciamo? Sicuramente tutti: Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter. Ai loro esordi, sembravano identici fra loro. Postare un link, pubblicare una foto e un video può sembrare un procedimento uguale per tutti i social eppure non è più così. Come ogni canale di comunicazione, infatti, anche i social si sono evoluti in base ai loro utenti di riferimento. Facciamo qualche esempio. Per mostrare dei tutorial di &#8220;trucco&#8221; i canali più indicati saranno Instagram stories e le storie di Snapchat. Se invece esiste la necessità di assistere i clienti, un social più immediato come Twitter, Facebook con la sua messaggistica magari integrata sul sito ecommerce, o meglio un canale Whatsapp business risultano gli strumenti più indicati.</p>
<p><strong>Facebook</strong>, nel tempo, è divenuto un social di news e informazioni (con utenti più maturi); <strong>Instagram</strong> ha allargato il campo delle foto, abilitando anche la funzione dello shopping online; <strong>LinkedIn</strong> ha perfezionato la sua natura da semplice &#8220;curriculum virtuale&#8221;, aprendo la via ai video e alle dirette live; <strong>Twitter</strong> noto il social network istantaneo per eccellenza, dove <span id="hs_cos_wrapper_post_body" class="hs_cos_wrapper hs_cos_wrapper_meta_field hs_cos_wrapper_type_rich_text" data-hs-cos-general-type="meta_field" data-hs-cos-type="rich_text">per catturare l’attenzione, hai pochissimo tempo (e spazio) per esprimerti</span>. Come potete vedere, ogni social ha ormai un pubblico di riferimento ed un proprio codice comunicativo. In questo senso, crediamo che ogni social debba essere utilizzato al meglio per i nostri clienti, affinché possano trasmettere un messaggio al meglio delle potenzialità del mezzo.</p>
<h4>Facebook Marketing Strategy</h4>
<p>Dal momento della sua creazione, Facebook ha subìto diverse evoluzioni. Creato da <strong>Mark Zuckerberg</strong> con l&#8217;intento di connettere gli studenti universitari americani, è divenuto con il tempo un vero e proprio prodotto di business.<br />
Oggi, il social dalla &#8220;F&#8221; blu è ormai una vetrina informativa. L&#8217;allerta pandemica del <strong>Covid-19</strong> ha accelerato, infatti, diversi processi. Primo fra tutti, quello della qualità dell&#8217;informazione.<br />
Facebook, infatti, da appena un anno ha creato un nuovo algoritmo che calcola la fonte e la qualità delle notizie. In piena pandemia, inoltre, sul social è stata creata una sezione apposita nella quale segnalare notizie e informazioni proprio riguardo il <strong>Coronavirus</strong>. In questo modo, gli utenti possono sia premiare contenuti meritevoli che penalizzare le informazioni fuorvianti.</p>
<p>Se molti fra voi si stanno già chiedendo la pertinenza fra &#8220;qualità di informazione&#8221; e aziende, la risposta è a qualche &#8220;algoritmo&#8221; più in là. Da qui a breve, Facebook si trasformerà in un vero e proprio centro di informazioni, non solo giornalistico.<br />
L&#8217;attuale <strong>newsfeed</strong> è divenuta ormai una <strong>dashboard</strong> quasi totalmente informativa. Grazie alla massiva presenza di siti web e blog di riferimento, le aziende possono veicolare i loro contenuti informativi (servizi offerti, informazioni) tramite le loro pagine di riferimento. Importanti anche i gruppi che possono risultare una buona opportunità per creare connessioni col proprio pubblico di riferimento.<br />
Certo, Facebook continuerà ad essere utilizzato anche nel senso canonico e tradizionale: foto, post e video. Ma è bene, al tempo stesso, essere pronti a quello che verrà.</p>
<h4>Facebook: dal Newsfeed allo Shopping</h4>
<p>Il secondo aspetto in via di evoluzione è Facebook Shopping. L&#8217;allerta pandemica ha accelerato anche questo processo. La digitalizzazione è ormai essenziale ed imprescindibile.<br />
Ogni azienda ha ora la possibilità di catalogare i propri prodotti e metterli a disposizione degli utenti. Essenziale, in questo senso, è che siano prodotti &#8220;fisici&#8221; e non servizi erogati/offerti dal professionista o dall&#8217;attività di riferimento. Giunti a questo punto, ci si chiede: <em>come utilizzare strategicamente Facebook in ottica di Social Media Strategy, durante la pianificazione del piano editoriale digitale?</em> La risposta non è univoca per tutti, ma la struttura del social impone di avere accortezze. Il pubblico di Facebook è ormai maturo. Pertanto, il linguaggio comunicazionale dovrà essere indirizzato a utenti consapevoli e ben consci della loro presenza sulla piattaforma. Contenuti, prodotti e servizi, dovranno avere una struttura comunicativa orientata in questo senso.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3292" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic.png" alt="Instagram feed griglia template - blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<h4>Instagram Marketing Strategy</h4>
<p>Quando si parla di social e della loro evoluzione, non si può non fare riferimento anche ad Instagram, il social nato per le foto e i contenuti principalmente visual. I cambiamenti, infatti, sono stati rapidi e radicali dal momento dell&#8217;acquisizione da parte di Facebook. In poco tempo, Mark Zuckerberg ha cambiato il modo di comunicare con gli utenti all&#8217;interno della piattaforma. Dalle storie, fino ai più recenti &#8220;Reels&#8221; (short video che fanno l&#8217;occhiolino a TikTok), il social di photo sharing è ormai divenuto un mezzo di comunicazione differente anche da Facebook.</p>
<h4>Cosa significa in ottica di Social Media Strategy?</h4>
<p>Se sei un&#8217;azienda, o libero professionista, è bene che tu sappia che Instagram può essere utilizzato differentemente proprio in virtù del suo approccio comunicativo. Instagram, infatti, è ormai un social che mostra il &#8220;<em>dietro le quinte</em>&#8221; di un&#8217;attività. Gli utenti sono difatti più curiosi e motivati di conoscere e sapere quali sono i volti che si nascondono dietro un profilo aziendale. L&#8217;elemento visual, le fotografie, i video brevi, sono elementi che performano bene su questo social e che bene si prestano a questa prospettiva della comunicazione aziendale. Questo aspetto, mina l&#8217;immagine di un&#8217;azienda? <strong>Assolutamente no.</strong> Noi siamo del parere che questo social può essere utilizzato anche per rafforzare la brand identity.<br />
Come abbiamo detto in precedenza, cambiare approccio comunicativo è il segreto per sfruttare al meglio una piattaforma con il fine di ottimizzare il rendimento dell&#8217;attività di social media marketing.</p>
<p>Da non sottovalutare, inoltre, è l&#8217;integrazione dello <strong>shopping</strong> di Facebook. Anche su Instagram è ormai possibile mostrare e vendere i propri prodotti commerciali, purché siano &#8220;fisici&#8221;.<br />
In un contesto mediatico in cui l&#8217;impatto visivo è tutto, differentemente da Facebook, Instagram offre la possibilità di mostrare un elemento in tutte le sue sfaccettature (sempre visto nell&#8217;ottica di osservare un elemento da differenti punti di vista, come in uno backstage). Anche in questo caso, non esiste una soluzione univoca per tutti soprattutto in considerazione dell&#8217;utenza giovane che popola la piattaforma. Ogni settore ha il suo approccio mediatico in questo senso, e noi di Ingematic siamo pronti a &#8220;tagliare su misura&#8221; l&#8217;abito social per ogni cliente.</p>
<h4>LinkdeIn, il Social delle Professioni</h4>
<p>Dopo aver discusso di Facebook ed Instagram, è giunto il momento di parlare di LinkedIn, una rete professionale ideale per un pubblico B2B. Similmente a quanto successo agli altri social, anche per LinkedIn vale la regola dell&#8217;evoluzione. Benché in maniera graduale e meno d&#8217;impatto sul cambiamento, LinkedIn ha introdotto diverse novità. Nato come semplice &#8220;<em>social curriculare</em>&#8221; con il fine di unire gli utenti con il mondo del lavoro, questo social è ormai il più maturo rispetto agli altri concorrenti. Sia a causa della sua natura comunicativa, sia per il<strong> target dell&#8217;utenza di riferimento</strong>.</p>
<p>Oggi <strong>LinkedIn</strong> può vantare l&#8217;introduzione di elementi multimediali, come i video e le dirette, oltre ai canonici post e foto. Inutile dire come LinkedIn sia &#8220;l&#8217;abito elegante&#8221; dei social aziendali. Avere un profilo ben curato è importante, ma ciò dipende dalla propria azienda ed attività di riferimento. Proprio per questo, si indica l&#8217;utilizzo di LinkedIn basandoci sulla tipologia del cliente e sul messaggio da veicolare, sempre nell&#8217;ottica di una buona strategia di <a href="https://www.ingematic.com/social-media-marketing/">social media marketing</a>.</p>
<p>Abbiamo fin qui discusso sui social maggiormente utilizzati. E&#8217; bene però considerare che si possano utilizzare altri social media altrettanto presenti ed importanti. Non sono infatti da escludere, ad esempio, YouTube, Pinterest e Twitter.</p>
<h4>Broadcasting one-to-one</h4>
<p>Altri sistemi di messaggistica, invece, come <strong>WhatsApp</strong> e <strong>Telegram</strong> possono essere utilizzati per comunicare con i propri clienti in modalità one-to-one, al fine di instaurare una comunicazione più specializzata e &#8220;dedicata&#8221;. Ciò può dipendere, chiaramente, dalle esigenze di ogni singolo cliente.</p>
<h4>Avere cura della Community</h4>
<p>Uno degli obiettivi principali quando attuiamo una strategia social, è quello di riuscire ad instaurare relazioni col pubblico target, intercettando nuovi clienti e mantenendo quelli effettivi, in maniera genuina e spontanea, per poi fidelizzarli creando un legame duraturo. Quando si parla di social, in ottica di Social Media Strategy, è quindi inevitabile non pensare alla <strong>community</strong> che è importante riuscire a creare attorno al proprio <strong>profilo Instagram</strong> o alla <strong>pagina Facebook </strong>aziendale.</p>
<p>E&#8217; bene chiarire come la comunicazione sia essenziale al fine di fidelizzare il proprio pubblico di riferimento. Come è stato già definito, ogni pubblico necessita di attenzioni differenti, per cui è importante dedicare tempo a comprenderne caratteristiche e bisogni. Ciò denota anche una differente strategia comunicativa da attuare, dai contenuti, all&#8217;uso delle parole giuste, del giusto livello tecnico o di approfondimento, fino al giusto tono di voce, così da riuscire a trasmettere in modo corretto ed efficace il messaggio del proprio brand. Questi elementi, come già detto, vanno adattati e differenziati da social a social, nonostante tutto, alcune regole principali devono essere applicate in tutte le community.</p>
<p>Anzitutto è bene <strong>partecipare alle conversazioni</strong>, sui proprio canali social, nella sezione commenti del blog aziendale (se presente), ma anche su tutti gli altri canali, inclusi i forum e i gruppi di discussione, dove sappiamo essere presente il nostro pubblico target. L&#8217;interazione è importante, in termini di <strong>engagement</strong>, per questo è bene avere cura dei propri follower. I social oggi offrono diverse modalità di interazione, come ad esempio le &#8220;<strong>reactions</strong>&#8221; di Facebook e di Instagram.<br />
E&#8217; bene, oltretutto, rispondere direttamente a loro intervenendo nel merito di domande o discussioni che potrebbero instaurarsi fra gli utenti. Inoltre, l&#8217;evoluzione di Facebook ha visto l&#8217;introduzione della risposta automatica nel momento in cui un utente contatta privatamente il profilo social di un&#8217;azienda.</p>
<h4>Social Media Automation</h4>
<p>Le <strong>chat bot</strong>, ad esempio, sono utili per rispondere in maniera automatizzata a quesiti principali ed essenziali che possano riferirsi ad un prodotto o un servizio. Se a volte può bastare l&#8217;intervento automatizzato, in altre è essenziale che vi sia un intervento diretto affinché si possa interloquire con l&#8217;utente e comprendere al meglio le sue necessità. Non è un caso, infatti, se Facebook valuta positivamente o negativamente il &#8220;tasso di risposta&#8221; di una pagina in base al <strong>tempo di reazione</strong>. Per questo è importante la risposta automatica, poiché può far guadagnare il tempo necessario prima dell&#8217;intervento dell&#8217;amministratore o del Social Media Manager che ne gestisce il profilo.</p>
<h4>Audit Iniziale e Ottimizzazione dei Canali Social</h4>
<p>Definiti i canali social da utilizzare per la comunicazione aziendale e il tipo di comunicazione da implementare, il primo step è sempre quello di effettuare un Audit iniziale di quanto già esistente (se l&#8217;azienda cliente possiede già dei canali social attivi) oppure si costruiscono nuovi profili. In entrambi i casi la prima operazione da svolgere è l&#8217;ottimizzazione dei profili, seguendo semplici passaggi:</p>
<ul>
<li>Compilazione di tutti i campi informativi del profilo;</li>
<li>Fornire quante più informazioni possibili e dettagliate per meglio descrivere l&#8217;azienda;</li>
<li>Specificare gli elementi di contatto;</li>
<li>Scegliere keywords che siano pertinenti al tipo di azienda e di business svolto;</li>
<li>Utilizzare le dimensioni dei media adatte al tipo di canale e al tipo di servizio specifico;</li>
<li>Mantenere una comunicazione coerente su tutti i canali coinvolti.</li>
</ul>
<h3>Social Copywriting: creare contenuti di qualità</h3>
<p>Una volta effettuato il benchmark e identificato quali social sono più idonei per la strategia di Social Media Marketing, in un <strong>piano editoriale digitale</strong> è essenziale comprendere <strong>&#8220;come&#8221; esprimere un messaggio</strong>.<br />
In ottica social non esiste solo il testo. Un messaggio può essere tradotto in diversi codici. Se il testo rappresenta quello più ovvio e comune, i codici comunicativi dei social vertono più sulla multimedialità.<br />
Foto e video, infatti, sono l&#8217;espressione più idonea in questo senso. Nell&#8217;attuare la propria strategia, quindi, è importante comprendere quali contenuti creare ed in quale formato.</p>
<p>Normalmente, l&#8217;unione di <strong>foto e video</strong> è la via più congeniale ma anche in questo caso le regole possono cambiare in base alle esigenze comunicative dei clienti. Invece, una regola che dovrebbe valere per tutti è quella della <strong>qualità dei contenuti</strong>. In un mondo in cui tutti gli utenti hanno ormai raggiunto un alto grado di confidenza con i social, è importante aver cura sia dei propri clienti che dei &#8220;lettori&#8221; che fruiranno dei contenuti. Seguendo questa regola, siamo certi che è importante creare contenuti che siano più indirizzati verso la qualità che la quantità. Spesso, infatti, è bene pubblicare un contenuto che sia ben costruito piuttosto che crearne tanti ma di scarsa qualità e soprattutto senza obiettivi prefissati.</p>
<h4>Visual e Copy: i due lati della medaglia di &#8220;qualità&#8221;</h4>
<p>Seguendo la via qualitativa, la creazione dei contenuti per un buon social media marketing ha due lati: una parte copy (<strong>testo</strong>) ed una parte visual (<strong>immagine/video</strong>).<br />
In quest&#8217;ottica, quindi, è essenziale che la parte<strong> copy</strong> e <strong>visual</strong> siano ovviamente pertinenti al messaggio che si intende veicolare. In più devono essere di ottima qualità, trattando argomenti ai quali il pubblico di riferimento sia realmente interessato.<br />
Possiamo parlare di una vera e propria &#8220;<strong>ottimizzazione dei contenuti</strong>&#8220;. Pertanto, se un testo deve trattare i giusti argomenti, essere chiaro, ben scritto, d&#8217;effetto e capace di incuriosire e intrigare, un&#8217;immagine (o un video) deve essere di alta definizione e soprattutto &#8220;bella&#8221; da vedere e capace di catturare immediatamente l&#8217;attenzione dell&#8217;utente.</p>
<p>Nei social media, la fruizione dei contenuti è dunque un elemento importante. Proprio per questo gli utenti devono essere motivati a visualizzare un post (sia esso in formato video o fotografico).</p>
<p>L&#8217;<strong>ottimizzazione</strong> del copy &amp; visual, unito all&#8217;utilizzo di tecniche di storytelling efficaci e innovative, consentono di raggiungere tassi di coinvolgimento  più elevati, maggiore interazione con i contenuti, più follower, e quindi maggiori lead. In questo modo, si può <strong>aumentare l&#8217;engagement</strong> dando motivo non solo di interagire con i contenuti ma anche di iniziare un processo di &#8220;<strong>fidelizzazione</strong>&#8220;. Quest&#8217;ultimo, iniziando con il classico &#8220;follow&#8221; della pagina di riferimento, potrebbe terminare con l&#8217;acquisto di un prodotto o di un servizio.</p>
<h4>Importanza del Video Live</h4>
<p>Da tenere presente quanto importante sia diventato l&#8217;elemento video in particolare il <strong>video live</strong> (ad esempio le dirette live di facebook), capace da solo di veicolare gran parte del traffico social, e con tendenza in ulteriore aumento. L&#8217;istantaneità che caratterizza gli elementi &#8220;live&#8221;, consente all&#8217;azienda di entrare in contatto con gli utenti in manera autentica, dando ad esempio all&#8217;utente la possibilità di poter porre delle domande all&#8217;azienda, e a quest&#8217;ultima di poter mostrare un volto aziendale, importante nel ridurre la distanza ed aumentare la fiducia. In base a statistiche Facebook, un video live aumenta per 6 volte l&#8217;interazione con gli utenti.</p>
<p>Una buona strategia affiancherà alle dirette video, la presentazione di video registrati precedentemente, ma comunque capaci di suscitare l&#8217;attenzione sin dai primi secondi, con elementi sempre originali e capace di suscitare interesse e intrattenere gli utenti.</p>
<h3>Calendarizzare i Contenuti</h3>
<p>Giunti a questo punto, in ottica di una strategia di SMM è bene calendarizzare i contenuti. Individuati i social di riferimento, trovato il modo per veicolare il messaggio, creato il contenuto e essenziale &#8220;fissarlo&#8221; su un calendario.<br />
Un piano editoriale digitale di qualità, infatti, è basato su date specifiche in cui pubblicare un contenuto piuttosto che un altro. Avere delle date prefissate è utile per diversi motivi. Anzitutto per il team che gestisce i contenuti di una specifica pagina o di un profilo, ma anche per attuare una strategia di pubblicazione volta alla fidelizzazione con il proprio pubblico. In questo caso, non si tiene conto soltanto dei famosi algoritmi che veicolano e indirizzano contenuti e tendenze, ma anche del proprio target.</p>
<p>Grazie ai dati <strong>insights</strong> di <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>, infatti, è possibile comprendere come gli utenti hanno &#8220;reagito&#8221; con un contenuto: se hanno visualizzato ed in che ora, se hanno interagito/aperto il post linkato, ma soprattutto in quali giorni ed in quali ore sono più attivi.<br />
Grazie a questi dati, infatti, è possibile scegliere il giorno della settimana e l&#8217;ora in cui un contenuto può e deve essere pubblicato.<br />
Per questo avere un calendario è importante: con scadenze programmatiche predisposte si ottimizza ulteriormente la propria strategia di Social Media Marketing.</p>
<h3>Social Advertising: Organic e Paid</h3>
<p>Discutendo di Social Media Marketing e di piano editoriale digitale, abbiamo affrontato il tema della creazione dei contenuti e della calendarizzazione degli stessi. Giunti a questo punto della nostra analisi, è importante aprire una parentesi su quello che riguarda la pubblicazione in &#8220;organico&#8221; dei contenuti e quella, invece, a &#8220;pagamento&#8221;.</p>
<h4>Pubblicazione Organica</h4>
<p>In ambito social, si intende per pubblicazione organica tutti quei contenuti che non prevedono un costo per la loro presenza sui social (Facebook e Instagram in primis).<br />
Sfruttando la funzionalità gratuita dei social, è bene quindi massimizzare la qualità dei contenuti. Quest&#8217;ultimi devono pertanto essere pensati per la propria community di riferimento e, come tali, devono essere pertinenti.<br />
Ogni social, in questo senso, utilizzerà il proprio algoritmo per &#8220;calcolare&#8221; la qualità di ciò che viene pubblicato.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;algoritmo, infatti, che determina il buon posizionamento di un post nella<strong> newsfeed</strong>, ad esempio, di Facebook. Il social assegna, quindi, un livello di ranking calcolato in base al tema, alla pertinenza ed alla qualità, quest&#8217;ultima intesa anche in termini di originalità del contenuto, con attenzione all&#8217;elemento grafico. La creazione dei contenuti organici, infine, si basa sulla capacità creativa del team social oltre che sul grado di coinvolgimento calcolato in base all&#8217;engagement. Pertanto, la pubblicazione in organico è da intendersi qualora si vogliano ottenere dei risultati nel lungo periodo. In virtù di questo, i risultati giungeranno con meno rapidità.<br />
Al tempo stesso, però, avrete una audience più &#8220;genuina&#8221;, poiché sarà una community realmente interessata a ciò che viene pubblicato.</p>
<h4>Pubblicazione a Pagamento</h4>
<p>Quando si costruisce la propria strategia in ambito di <strong>Social Media Strategy</strong>, non si può però prescindere dalle campagne sponsorizzate, ovvero la <strong>promozione dei contenuti</strong>. Il <a href="https://www.ingematic.com/facebook-ads-pay-per-click/"><strong>social media advertising</strong></a>, infatti, può risultare più efficace ed efficiente rispetto all&#8217;organico per diversi motivi. Anzitutto, quando si vogliono effettuare delle vere e proprie campagne promozionali. Basti pensare, ad esempio, al profilo Facebook o Instagram di un negozio di abbigliamento. Se si dovessero promuovere dei prodotti presenti su Facebook Shopping, ad esempio in un periodo circoscritto come quello del <strong>Black Friday</strong>, la pubblicazione dei contenuti in organico non sarebbe sufficiente.</p>
<p>Per raggiungere il pubblico esterno alla pagina di riferimento, infatti, una campagna advertising è essenziale. In tempi brevi si può raggiungere un pubblico molto più numeroso. Per farlo, ovviamente, è importante conoscere il <strong>segmento del pubblico target</strong>. Targetizzando l&#8217;audience, infatti, si possono coinvolgere nuovi utenti con campagne mirate. A questo proposito il marketer per costruire il segmento di pubblico da intercettare, deve avere ben chiare le motivazioni del proprio pubblico target, deve conoscerne le caratteristiche demografiche, i gusti, le preferenze, gli interessi ed i bisogni, contestualizzandoli anche al momento temporale. Migliore sarà il processo di ottimizzazione delle campagne, maggiore sarà il ROI delle stesse.</p>
<p>Un altro motivo per ricorrere al social advertising è, inoltre, per accrescere la propria <strong>brand awareness</strong>. Ad esempio, una campagna sponsorizzata su Facebook e Instagram, può risultare utile nel primo momento di avvio della propria attività sui social. Ricorrere ai contenuti paid, può contribuire ad ampliare il proprio pubblico e, pertanto, la community.</p>
<h4><strong>Cosa Scegliere fra Organico e Paid?</strong></h4>
<p>La migliore risposta è: <strong>entrambi</strong>.<br />
Difatti, è impossibile pensare una strategia di Social Media Marketing sia senza campagne sponsorizzate che senza pubblicazioni organiche.<br />
Le due scelte non si escludono, ma si completano. La scelta può dipendere dagli obiettivi prefissati e dalle necessità di cui si ha bisogno anche in termini di orizzonte temporale fissato per il raggiungimento degli obiettivi stessi.</p>
<h3>Restare Aggiornati</h3>
<p>Le piattaforme social e i relativi algoritmi di ranking sono in continuo aggiornamento. Spesso le variazioni vengono fatte senza preavviso da parte dei canali ufficiali. Diventa pertanto importante restare aggiornati e soprattutto sperimentare continuamente per individuare l&#8217;approccio migliore, basandosi sempre sui dati e la misurazione degli stessi.</p>
<p>I trend attuali, come abbiamo già accennato in precedenza, sono i contenuti video, in particolare le dirette video performano meglio e la tendenza sotto questo aspetto è in crescita. Su Instagram le storie rappresentano un elemento di successo per la strategia, anche per la comunicazione su profili aziendali, diventando delle buone opportunità per aumentare la visibilità. Siamo nell&#8217;era degli influencer, la strategia di social marketing quindi, dovrà prendere in considerazione anche la selezione di portavoce autorevoli.</p>
<h3>Analisi dei Dati</h3>
<p>Ultimo passo per un piano digitale editoriale è rivolto alla lettura e all&#8217;analisi dei dati. Per ogni strategia di marketing, la fase il monitoraggio continuo delle azioni in corso e dei risultati intermedi rappresenta un elemento che non deve mai mancare. Testare l&#8217;andamento delle campagne, possiamo capire rapidamente eventuali problemi, individuare quali sono state le strategie vincenti e quali invece necessitano di un cambio di pubblicazione, definendo e mettendo in campo le azioni correttive necessarie. In alcuni casi potrebbe essere necessario anche dover rivedere la strategia iniziale.</p>
<p>Per una buona azione di Social Media Marketing, infatti, è dunque essenziale analizzare dettagliatamente le informazioni di pagine e profili social. Facebook e Instagram, grazie all&#8217;apposita<a href="https://business.facebook.com/creatorstudio" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer"><strong> Suite Creator Studio</strong></a>, garantisce<strong> dati Insights essenziali</strong> per comprendere il proprio pubblico ed il target di riferimento. Grazie ad essi, è possibile comprendere il livello di engagement dei contenuti pubblicati, le &#8220;abitudini&#8221; di fruizione (quindi le ore in cui gli utenti sono maggiormente più attivi), le caratteristiche anagrafiche del pubblico (suddivisi per età e genere).</p>
<p>Un altro elemento importante da non sottovalutare, è la capacità di <strong>valutare l&#8217;impatto della strategia social sul target</strong> scelto come riferimento, chiedendo un feedback diretto. Questo possiamo farlo tramite l&#8217;elemento <strong>sondaggio</strong>, che risulta immediato, ma anche sfruttando una <strong>newsletter</strong> di riscontro nei confronti dei follower, per meglio definirne le esigenze e quindi intervenire sui contenuti che si andranno ad offrire.</p>
<h3><strong>Report per il Cliente</strong></h3>
<p>Basandoci sui dati fondamentali raccolti, &#8220;tradurre&#8221; quest&#8217;ultimi in un <strong>report</strong> è fondamentale per poter mostrare il lavoro svolto ed i risultati ottenuti al cliente, in maniera trasparente, semplice ed efficace. L&#8217;approccio di Ingematic nei confronti del Cliente è sempre basato su un contatto diretto e periodico, perché siamo convenienti che l&#8217;analisi degli insights dei canali social e la misurazione degli indici KPI selezionati, deve sempre completarsi con un feedback diretto col nostro cliente. Questo perché è il cliente che riceve il feedback diretto dal suo pubblico target, ad esempio tramite il punto vendita fisico piuttosto che tramite l&#8217;assistenza clienti, pertanto le sue impressioni rappresentano un ulteriore dato concreto che non deve mai essere trascurato.</p>
<p>Certo un approccio di questo tipo, ovvero &#8220;<strong>a 4 mani col nostro cliente</strong>&#8221; richiede molto più impegno in termini di disponibilità da parte della nostra agenzia e del nostro team, ma siamo certi che sia l&#8217;unico approccio vincente che ci porta, con immenso piacere e orgoglio, a condividere il successo raggiunto assieme ai nostri clienti.</p>
<h2>La Social Media Strategy secondo Ingematic</h2>
<p>Abbiamo visto come la Social Media Strategy sia realmente un insieme di strumenti che, se veicolati al meglio, possono davvero dare ottimi risultati. Nella loro struttura, le strategie da adottare sono molteplici. Proprio per questo elaborare un piano editoriale efficace, scegliere il social istituzionale che rappresenti un&#8217;azienda, veicolare un messaggio con un ottimo contenuto, è un processo delicato che richiede il giusto tempo.  Siamo consapevoli, in questo senso, che tutto questo prevede un lavoro ben strutturato al fine di &#8220;<strong>tagliare su misura</strong>&#8221; una strategia di social media marketing che si adatti perfettamente ad ogni tipologia di cliente. Fra i nostri principali obiettivi vi è infatti quello di creare e rafforzare la notorietà di un azienda.</p>
<p>Crediamo che trasmettere fiducia e familiarità verso i propri clienti sia il primo passo da compiere in ottica del “<strong>consideration set</strong>” aziendale. Avere una positiva brand image si traduce in <strong>riconoscibilità</strong>. Distinguersi dagli altri competitor del settore, oltre a posizionare il proprio brand sul mercato, significa aver individuato il proprio pubblico target ed aver comunicato efficacemente con loro. Rendere riconoscibile un&#8217;attività commerciale o un&#8217;azienda significa darle una rilevanza identitaria anche all&#8217;interno dei social.</p>
<h3>Obiettivo: dare visibilità all&#8217;azienda rafforzando il brand</h3>
<p>Grazie ad una strategia perfetta, la Social Media Strategy può realmente fidelizzare i clienti. Migliorare, affinare ed aumentare il legame ed il coinvolgimento con la community accresce la &#8220;<strong>customer loyalty</strong>&#8220;. L&#8217;engagement è solo il primo passo mirato da compiere in questo senso. Infatti, se una community manifesta l&#8217;interesse di &#8220;frequentare&#8221; il profilo o la pagina social di un&#8217;azienda in modo continuativo, vuol dire che la strategia di <strong>Social Media Strategy</strong> attuata è sicuramente vincente e volta alla creazione di buoni e giusti contenuti. Grazie a quest&#8217;operazione comunicativa, si migliora il livello di fiducia e di reputazione online di un&#8217;azienda.</p>
<p>L&#8217;<strong>online reputation</strong>, infatti, si costruisce gradualmente attraverso un percorso evolutivo costante. Interagire, generare engagement, adottare la giusta strategia di social marketing hanno fra i gli obiettivi finali proprio questo: aumentare il livello di conoscenza dei clienti. I &#8220;<strong>customer insights</strong>&#8220;, infatti, ci permettono di leggere con attenzione quali sono le esigenze e le preferenze dei nostri clienti. Segmentare il pubblico, infatti, è anche questo: comprendere il target per elaborare nuove strategie per la <strong>Social Media Strategy</strong>. Per questo, la pianificazione è importante affinché le azioni mirate ed efficaci portino dei risultati sul medio e lungo periodo.</p>
<p>Tutto questo richiede ovviamente un impegno costante e continuativo.<br />
Il fine ultimo di Ingematic è questo: far crescere i propri clienti crescendo assieme a loro.</p>
<p><strong>Fonti:</strong>  <a href="https://wearesocial.com/digital-2020" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">Digital report 2020 di wearesocial.com</a></p>
<p><!-- LIBRERIA FUSIONE BUILDER: FOOTER-ARTICOLO-BLOG-TIPO5-SERVIZI-SOCIAL-MEDIA --><br />
<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="--awb-bg-size:cover;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-1" style="--awb-title-color:#333333;--awb-margin-top:10px;--awb-margin-bottom:10px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f6f6f6;border-width:1px;border-color:#f6f6f6;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Richiedi una Consulenza o un Preventivo senza impegno</h2><div class="reading-box-description fusion-reading-box-additional">Contattaci, parlaci del tuo business, ci piacciono le sfide e le persone che pensano in grande.
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		<title>Local SEO 2020: strumenti, strategie, errori da evitare</title>
		<link>https://www.ingematic.com/local-seo-2020-strumenti-strategie-errori-da-evitare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Angelo Foglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 10:12:38 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-5"><p><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div>
Autore: Michele Angelo Foglia
Data Aggiornamento: 19 Maggio 2021
Data Pubblicazione: 17 Ottobre 2020
Pubblicato in: ARCHIVIO |SEO - POSIZIONAMENTO |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/directory/" rel="tag">directory</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/google-my-business/" rel="tag">google my business</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/lcoal-seo-nel-2020/" rel="tag">lcoal seo nel 2020</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/link-building/" rel="tag">link building</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/seo-copywriting/" rel="tag">seo copywriting</a>
Tempo di Lettura: 54 minuti<div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div></p>
</div>

<p><em>Local SEO, quante volte avete sentito parlare o letto di questa strategia di marketing? Con questa piccola guida, Ingematic cerca di illustrarvi le sue principali caratteristiche e potenzialità, gli strumenti a disposizione, gli errori cui prestare attenzione.<br />
</em></p>
<h2>Premessa</h2>
<p>L&#8217;utilizzo massivo del dispositivo mobile rispetto al desktop spinge i motori di ricerca (Google in primis) ad investire sempre di più nella ricerca per migliorare l&#8217;esperienza online dell&#8217;utente, riuscendo a fornire risultati non solo pertinenti e rilevanti rispetto alle query di ricerca specificate, ma anche geo-localizzati in base alla posizione fisica dell&#8217;utente nell&#8217;esatto momento in cui, tramite una ricerca su cellulare, sta esprimendo un&#8217;esigenza, una necessità o desiderio. Per questo motivo, Google ha creato un algoritmo denominato <strong>Pigeon</strong>, con l&#8217;obiettivo di ottimizzare le ricerche locali degli utenti.</p>
<p><em>Se hai un&#8217;attività presente sul territorio, sicuramente ti piacerebbe apparire in prima pagina e nelle prime posizioni di ricerca su Google, quando un utente interessato ai tuoi servizi/prodotti si trova vicino alla tua zona. Continua a leggere per scoprire come raggiungere ottimi risultati in ricerca ed essere raggiunto da un numero sempre maggiore di clienti.</em></p>
<h2>Local SEO cos&#8217;è</h2>
<p>Con il termine<strong> Local SEO</strong> si indica una specifica strategia di marketing pianificata con l&#8217;obiettivo di promuovere e valorizzare un&#8217;azienda presente fisicamente sul territorio (il suo business, la sua offerta di servizi/prodotti), con riferimento alla posizione geografica in cui si trova l&#8217;utente, potenziale cliente, nell&#8217;esatto momento in cui sta esprimendo una sua precisa esigenza, necessità o desiderio, con una query di ricerca sul proprio dispositivo mobile. In pratica, è lo strumento grazie al quale si ottimizza la ricerca locale (<strong><em>local search</em></strong>) dando maggiore visibilità alle attività commerciali che operano una determinata area geografica (esempio: <em>hotel, ristoranti, caffetterie, parrucchieri, ma anche studi professionali, artigiani e aziende specifiche</em>), consentendo loro di presidiare le prime posizioni nei risultati di ricerca su Google.</p>
<p>In questo modo, è possibile apparire su Google Maps ed agevolare l&#8217;utente che si trova in prossimità dell&#8217;attività commerciale a raggiungere semplicemente la sede fisica. <strong>Come?</strong> Ottenendo indicazioni stradali, mettersi in contatto telefonico o raggiungere con un click il sito web istituzionale per maggiori informazioni. In questo modo, le realtà economiche e produttive di un territorio possono avere un posizionamento su Google ma soprattutto con maggiore circoscrizione territoriale, anche se non dispongono ancora di un proprio sito web.</p>
<h3>Query geo-localizzate</h3>
<p>Le query geo-localizzate sono quelle ricerche online che utilizzano dei riferimenti precisi a luoghi, località, indirizzi, riferimenti geografici.<br />
<strong>Qualche esempio?</strong> Le attività come hotel, ristoranti, B&amp;B, caffetterie, parrucchieri, dentisti, studi professionali, artigiani e aziende specifiche, sono spesso cercate sui motori di ricerca con il nome specifico del luogo di interesse, ad esempio: &#8220;<em>dentista Bergamo</em>&#8220;, &#8220;<em>bistrot Venezia</em>&#8220;, &#8220;<em>hotel Roma</em>&#8220;, &#8220;<em>ristorante vegano Torino</em>&#8220;, &#8220;<em>abiti sartoriali Firenze</em>&#8220;, &#8220;<em>avvocato Pavia</em>&#8220;, &#8220;<em>albergo Dublino</em>&#8220;, &#8220;<em>negozio pesca sportiva Bari</em>&#8220;, &#8220;<em>vivaio Terlizzi</em>&#8221; . . .<br />
Quando un utente effettua ricerche locali di questo tipo, il motore di ricerca Google mostra delle sezioni specifiche che riportano dettagli sulle aziende della zona geografica specificata, corrispondenti ai criteri di ricerca adottati, provenienti dal database Google Places.</p>
<p><em>Esempio pratico. Supponiamo che un utente che si trova nella città di Roma, cerchi dal proprio cellulare &#8220;ristorante vegetariano Roma&#8221;. Oltre ai risultati Google ADS di tipo testuale, gli verrà mostrata una mappa di Google Maps, esattamente nota come &#8220;Google Snack Pack&#8221;, sulla quale saranno segnalati mediante dei puntatori di luogo rossi, alcuni dei ristoranti di Roma che rispondono ai criteri di ricerca. Subito dopo, viene visualizzata una lista di tali ristoranti riportante per ciascuno informazioni aggiuntive come: descrizione, indirizzo, recensioni, orari, foto rappresentativa del locale. Scorrendo in basso, verranno mostrati i risultati di ricerca organica corrispondenti alle pagine web correlate alla query di ricerca utilizzata. In questo caso i siti web dei ristoranti vegetariani di Roma, se correttamente posizionati per la query di ricerca utilizzata.</em></p>
<div id="attachment_3166" style="width: 561px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3166" class="wp-image-3166 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/blog-ingematic-local-seo-query-geolocalizzata.png" alt="Local SEO: Query geolocalizzate" width="551" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/blog-ingematic-local-seo-query-geolocalizzata-200x221.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/blog-ingematic-local-seo-query-geolocalizzata-272x300.png 272w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/blog-ingematic-local-seo-query-geolocalizzata-400x441.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/blog-ingematic-local-seo-query-geolocalizzata.png 551w" sizes="(max-width: 551px) 100vw, 551px" /><p id="caption-attachment-3166" class="wp-caption-text">Local Pack di Google: Mappa + primi 3 risultati</p></div>
<h3>Query Implicite implicite</h3>
<p>Supponiamo adesso che un utente che si trova a Roma, dal proprio cellulare, con funzione di geolocalizzazione attivata, effettui una ricerca usando la query implicita &#8220;ristorante vegetariano&#8221;. Bene, in questo caso otterrà praticamente gli stessi risultati pur non avendo specificato &#8220;Roma&#8221; nella query di ricerca, perché Google avrà implicitamete utilizzato la geolocalizzazione per individuare la sua posizione.</p>
<h4 class="p1">Esempio</h4>
<p class="p1">Nell’illustrare come funziona un buona SEO locale abbiamo discusso della “geolocalizzazione” dell’utente nel momento in cui cerca su Google un’attività nelle vicinanze. Incrociando la sua posizione geografica con il termine di ricerca, Google seleziona i risultati più pertinenti. Nel nostro caso digitando “vivaio online”, il primo risultato di ricerca Google riporta la scheda My Business di <strong>Mondopiante</strong> , cliente Ingematic. Questo è un ottimo esempio di un lavoro attento e professionale per posizionare anche localmente aziende e attività commerciali, non solo con query che esplicitano la località, ma anche, come in questo caso, con una <strong>query di tipo implicito</strong>.</p>
<div id="attachment_3119" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3119" class="wp-image-3119 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34.png" alt="scheda google my business mondopiante" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/34.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3119" class="wp-caption-text">Mondopiante (scheda Google My Business)</p></div>
<h2>Perché è importante fare Local SEO</h2>
<p>Con una buona localizzazione SEO, un&#8217;attività commerciale ha più probabilità di essere visualizzata fra i primi risultati, nell&#8217;esatto istante in cui un potenziale cliente sta cercando attività simili alla sua nella sua zona geografica. Pertanto la local SEO, rispondendo ad un bisogno urgente dell&#8217;utente, ovvero di quell&#8217;esatto &#8220;momento&#8221;, garantisce un più elevato tasso di conversione, ovvero trasformazione della richiesta in contatto e successivamente acquisto del bene/servizio offerto, ma anche un maggior traffico/visite al sito web aziendale, oltreché sensibilizzare maggiormente la comunità locale verso il proprio business.</p>
<p>Molte aziende tendono a sottovalutare l&#8217;importanza di ottimizzare la propria attività per la local search; questo è un grave errore perché quelle attività che non sono ben posizionate nelle ricerche locali, lasciano ampio spazio di crescita ai propri competitor presenti nella stessa zona, per cui il &#8220;danno&#8221; è maggiore. Esiste anche un secondo fattore da prendere in considerazione, ovvero l&#8217;economicitàdegli strumenti di SEO locale rispetto agli altri strumenti che rientrano in una strategia di marketing digitale.</p>
<p><strong>Ricerche geo-localizzate</strong> con termini come &#8220;<em>Hotel Bari</em>&#8220;, <em>&#8220;Ristoranti Roma&#8221;, &#8220;Caffetteria Firenze&#8221;, &#8220;Agenzia web Bari&#8221;</em> sono quotidianamente digitati da migliaia di utenti. Grazie alla local search, infatti, si circoscrive la zona di interesse e si fornisce un utile servizio ai consumatori che, per l&#8217;80% gradiscono risultati personalizzati alle attività del proprio territorio.</p>
<p>Se volessimo avere un esempio più chiaro in questo senso, basta affidarci a <strong>Google Trends</strong>.<br />
Fra il <strong>2019</strong> e il <strong>2020</strong>, il termine di ricerca &#8220;<strong>vicino a me</strong>&#8221; è stato utilizzato spesso e con un trend stabile. In particolare, il crescendo della ricerca si registra nei mesi estivi fra maggio e settembre. Quindi, specialmente nel pieno delle vacanze è bene avere una buona localizzazione SEO.</p>
<div id="attachment_3039" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3039" class="wp-image-3039 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5.png" alt="Local seo: grafico google trends ricerca &quot;vicino a me&quot; " width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Word-Wide-Web-Day-5.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3039" class="wp-caption-text">Google trends: il termine di ricerca &#8220;vicino a me&#8221; fra settembre 2019 e settembre 2020</p></div>
<p>Un brand presente sul territorio è importante che riesca a trasmettere i suoi valori, con maggior incisività proprio sul territorio sul quale opera. Pertanto una buona strategia Local SEO diventa essenziale per consentire di rendere più agevole e rapido il raggiungimento di questi obiettivi.</p>
<h3 class="p1">Local SEO “vicino a me”</h3>
<p class="p1">Introducendo la <strong>localizzazione SEO</strong>, vi abbiamo mostrato come il termine di ricerca <strong>“vicino a me”</strong> sia continuamente digitato dagli utenti. Nel nostro secondo esempio, abbiamo digitato “bar vicino a me”. Fra i primi risultati, compare la scheda Google My Business di “<strong>Caffetteria Memory</strong>” ovviamente<strong> cliente Ingematic</strong>. Come potete vedere, anche questo caso rappresenta un risultato esemplare di un ottimo lavoro locale in chiave SEO. La scheda My Business, infatti, contiene tutto ciò di cui si ha bisogno: riferimenti e contatti, ottime recensioni e una sezione fotografica che invogli i nuovi clienti a provare il bar.</p>
<div id="attachment_3120" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3120" class="wp-image-3120 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35.png" alt="Caffetteria Memory (scheda Google My Business)" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/35.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3120" class="wp-caption-text">Caffetteria Memory (scheda Google My Business)</p></div>
<h2>Local SEO e Google Pigeon</h2>
<p>Abbiamo già evidenziato come l&#8217;utilizzo degli smartphone sia un aspetto fondamentale per la SEO locale, questo perché l&#8217;utente cerca in mobilità direttamente dal proprio cellulare senza chiedere informazioni ai passanti, quindi oltre alle keywords di ricerca va presa in considerazione la sua posizione geografica nello stesso momento.<br />
Proprio per questo, dal <strong>2014 Google</strong> ha creato un algoritmo apposito, dedicato alle ricerche locali. Il suo nome è &#8220;<strong>Pigeon</strong>&#8220;. Grazie a questo particolare codice, infatti, il motore di ricerca favorisce le esigenze degli utenti. Tramite <strong>Pigeon,</strong> sfruttando la funzione di geolocalizzazione del cellulare dell&#8217;utente, Google predilige le attività più vicine alla posizione fisica dell&#8217;utente, incrociando i dati col database di Google Maps.<br />
Grazie all&#8217;<strong>algoritmo Pigeon</strong>, quindi, è possibile perfezionare il ranking dei risultati organici locali.<br />
E&#8217; questo uno dei motivi per cui la<strong> Local SEO</strong> ha iniziato ad acquisire sempre maggiore importanza.<br />
Una ricerca intelligente premia anche le piccole attività legate al territorio.</p>
<h3>Algoritmo e posizionamento locale</h3>
<p>Alla luce di quanto detto su Pigeon, i criteri che guidano l&#8217;algoritmo sono principalmente tre. Vediamoli insieme.</p>
<p>1. <strong>Rilevanza</strong>: il metro di paragone fra la ricerca dell&#8217;utente e l&#8217;attività più vicina corrispondente alla ricerca effettuata</p>
<p>2. <strong>Distanza</strong>: il calcolo geografico fra la posizione dell&#8217;utente e l&#8217;attività a lui più vicina, tramite la geolocalizzazione del dispositivo.</p>
<p>3. <strong>Evidenza</strong>: l&#8217;autorevolezza web di un&#8217;attività commerciale. Essa si basa dai risultati di ricerca, dalle directory e dalle recensioni degli altri utenti.</p>
<h2>Consigli per Local SEO</h2>
<p>Considerate tali premesse, appare evidente che pianificare ed operare strategicamente per una localizzazione SEO ottimale sia essenziale. In questo senso, vi sono diversi strumenti. Analizziamoli insieme.</p>
<h3>Google my Business</h3>
<p>Fra gli strumenti più utili e principali per una localizzazione SEO, Google my Business è probabilmente il più noto.<br />
Cos&#8217;è <strong>Google my business?</strong> Nuova versione del vecchio &#8220;<em>Google places</em>&#8220;, <strong>My Business</strong> è una piattaforma dove è possibile registrarsi creando un profilo della propria attività commerciale o imprenditoriale. La funzione principale di My Business è l&#8217;inserimento della propria scheda all&#8217;interno della mappa di Google.<br />
Per fare una buona scheda di <strong>Google my Business</strong> è importante completare il proprio profilo con informazioni accurate:</p>
<ul>
<li><strong>Logo</strong> dell&#8217;azienda e immagine rappresentativa</li>
<li><strong>descrizione dettagliata</strong> dell&#8217;attività di impresa</li>
<li><strong>categoria principale di appartenenza</strong> ed eventuali secondarie, comunque pertinenti<strong><br />
</strong></li>
<li><strong>orari</strong> di apertura e chiusura<strong><br />
</strong></li>
<li><strong>indirizzo della sede</strong> principale e di eventuali altre sedi collegate</li>
<li><strong>contatti:</strong> telefono, email e assistenza clienti</li>
<li>sito internet</li>
<li>foto ben fatte e nitide dell&#8217;<strong>attività commerciale</strong>, per fornire una panoramica reale dell&#8217;aspetto della tua attività, come interni, esterni e team di lavoro. Possono essere caricati anche dei video inerenti l&#8217;attività<strong><br />
</strong></li>
<li>possibilità di inserire anche foto, descrizioni, prezzi ed eventuali promozioni dei <strong>prodotti</strong> venduti</li>
<li>possibilità di elencare e descrivere anche i <strong>servizi offerti</strong> con schede dedicate</li>
<li><strong>recensioni</strong> degli utenti/clienti</li>
<li>creare post</li>
</ul>
<p>Inserire questi elementi in una scheda <strong>Google My Business</strong> può davvero fare la differenza.<br />
Richiedere recensioni, ovviamente positive, ai clienti che hanno già usufruito dei servizi è importante. Più recensione riceve una scheda My Business, più verrà presa in considerazione da Google nel processo di indicizzazione.</p>
<h3 class="p1">Importanza di Google My Business</h3>
<p class="p1">Una recente ricerca di<strong> BrightLocal</strong>, ci mostra come Google My Business sia il servizio più comune per la SEO locale utilizzato dai “<em>marketers</em>”. Cosa significa? Anzitutto che, da solo, My Business rappresenta ben il 25 percento del peso delle ricerche in ottica SEO. Proprio per questo, Google My Business è di particolare importanza ed è il motivo per cui noi di<strong> Ingematic</strong> curiamo professionalmente e con successo ogni scheda My Business dei nostri clienti, ottimizzandole.</p>
<div id="attachment_3127" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3127" class="wp-image-3127 size-large" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-1024x601.png" alt="2020 dati strumenti e google my business" width="1024" height="601" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-200x117.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-300x176.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-400x235.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-600x352.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-768x451.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-800x470.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-1024x601.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-1200x705.png 1200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57-1536x902.png 1536w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Schermata-2020-10-14-alle-12.48.57.png 1618w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-3127" class="wp-caption-text">Fonte <a href="https://sr.gdprvalidate.de/redir/clickGate.php" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">Brightlocal</a> (dati report 2020 sugli strumenti più utilizzati per Local SEO)</p></div>
<h3>Cosa pubblicare su Google My Business</h3>
<p>Google My Business è la soluzione ideale per chi ha un&#8217;attività commerciale o un&#8217;azienda, diventato <strong>indispensabile</strong> nei casi in cui l&#8217;azienda <strong>non ha un proprio sito web</strong> di riferimento.<br />
Per questo, la scheda &#8220;My Business&#8221; presenta funzioni e potenzialità che in un certo modo sostituiscono le normali attività di pubblicazione online.<br />
Noi di Ingematic ti forniamo qualche indicazione su cosa pubblicare su Google My Business, forti delle nostre esperienze con i nostri clienti.</p>
<h4>Informazioni sui post per le attività locali</h4>
<p>Una scheda Google My Business offre l&#8217;opportunità di inserire testi e post tramite il profilo della propria attività, completati con fotografie e video.<br />
I casi possono essere molteplici. Ad esempio, un giovane avvocato che deve avviare il proprio studio legale e in assenza (o in attesa) del proprio sito web istituzionale decide di aprire una scheda Google My Business.<br />
Oppure, una pizzeria locale che decide di restare in contatto con i propri clienti esclusivamente con una scheda My Business.<br />
In entrambi i casi, così come in altri, è possibile creare e condividere articoli, annunci, offerte o eventi locali dettagliati.<br />
In questo modo si può entrare in contatto con i clienti e migliorarne la comunicazione con foto e video, promuovere saldi e offerte speciali, ma anche raccogliere importanti recensioni che migliorano l&#8217;autorevolezza dell&#8217;azienda agli occhi di chi, conoscendoci per la prima volta, deve sceglierci.</p>
<h5>Tipologia di post</h5>
<p><strong>Novità.</strong> Fra le tipologie più utilizzate per le schede My Business compaiono le &#8220;novità&#8221;. Sono semplici informazioni generali sull&#8217;attività commerciale o azienda. Accanto ad essa è possibile inserire un elemento multimediale come una foto o un video, con descrizione.<br />
E&#8217; l&#8217;elemento più utilizzato da bar e ristoranti, perché permette loro di esporre le loro specialità.</p>
<p><strong>Eventi.</strong> Se si gestisce un&#8217;attività commerciale è probabile che all&#8217;interno della stessa vi si organizzino eventi. Per questo esiste l&#8217;omonima funzione. Grazie ad essa, si evidenzia un particolare evento. E&#8217; possibile inserire la data e l&#8217;ora esatta di inizio e fine.<br />
Anche come le &#8220;novità&#8221;, è possibile inserire foto e video di riferimento.<br />
Questa tipologia è utilizzata spesso dalle librerie indipendenti che non hanno un sito di riferimento. Tramite questa funzione, possono promuovere un incontro letterario.</p>
<p><strong>Offerte e prodotti.</strong> Non tutti i negozi locali hanno a disposizione un sito web o un e-commerce dedicato. Per questo, la funzione &#8220;offerte&#8221; di Google My Business da la possibilità di mettere in evidenza i prodotti in sconto (anche con foto dettagliate). Come per gli eventi, è possibile inserire una data di inizio e di fine.<br />
Basti pensare al periodo dei saldi o del &#8220;black friday&#8221;: questa tipologia di contenuto è l&#8217;ideale.</p>
<p>Infine, è bene ricordare alcune <strong>norme da rispettare</strong>:</p>
<ul>
<li>i<strong> contenuti</strong> devono essere <strong>qualitativamente elevati</strong> e pertinenti</li>
<li>il <strong>testo</strong> e le<strong> immagini</strong> non devono avere contenuti violenti o volgari</li>
<li>i <strong>link</strong> devono provenire da<strong> siti affidabili</strong>, non devono quindi contenere malware o virus</li>
</ul>
<h2 class="p1">Recensioni e Testimonianze Utenti</h2>
<p class="p1">Uno dei fattori più importanti di ranking di un&#8217;attività è la presenza di recensioni positive, da parte degli utenti che hanno avuto già modo di provare i prodotti o servizi offerti, mediante un&#8217;esperienza positiva. Le recensioni positive e di qualità, nonché garantite da un ente terzo (evitando quindi la possibilità di manomissione interessata), sono un ottimo modo per migliorare la visibilità online dell&#8217;azienda infondendo fiducia nei potenziali clienti nel momento in cui devono sceglierci.</p>
<p class="p1">Le recensioni lasciate dagli utenti  partecipano attivamente e con un peso importante, alla costruzione della credibilità aziendale, rappresentando un forma di marketing semplice ma allo stesso tempo efficace, che se ben impostato può facilmente condurre ad un&#8217;azione di marketing virale, capace di amplificare l&#8217;esposizione dell&#8217;azienda, che potrà beneficiarne in termini di aumentata credibilità, numero clienti e quindi conversioni. Inoltre le recensioni verificate da enti terzi che ne garantiscono l&#8217;autenticità, influiscono anche sul posizionamento sui motori di ricerca di un sito web aziendale. Per questo motivo è molto importante investire nella ricerca di queste recensioni.</p>
<h3>Come incentivare le recensioni</h3>
<p>Alcuni consigli per incentivare gli utenti a lasciare una recensione sono i seguenti:</p>
<ul>
<li>invitare i clienti a lasciare una recensione dopo l&#8217;esperienza di acquisto. Questo possiamo farlo tramite email, in maniera automatica dopo il check-out oppure, se possibile, di persona;</li>
<li>offrire degli incentivi a chi varrà dedicarci del tempo per lasciare una recensione (ad esempio un omaggio, oppure uno sconto);</li>
<li>buona norma è quella di ringraziare sempre il cliente che ha lasciato una recensione positiva e, nel caso di recensione negativa, rispondere al messaggio cercando di pervenire ad una soluzione positiva del disguido creatosi. Questo aspetto è fondamentale sia per ottenere più recensioni e utenti fedeli, ma anche per recuperare clienti che altrimenti sarebbero persi per sempre;</li>
<li>rendere la sezione dedicata alle recensioni, facilmente individuabile sul sito e di facile utilizzo;</li>
</ul>
<h2 class="p1">NAP: name, address, phone number</h2>
<p class="p1">I consigli dei recapiti per la scheda My Business possono riassumersi nel “<strong>NAP</strong>”. L’acronimo sta per Name, Address, Phone Number. Nella compilazione dei contatti del proprio business è fondamentale inserire i giusti contatti di riferimento come appunto nome, indirizzo e numero di telefono. Inutile dire che tali informazioni, per coerenza, devono sempre trovare corrispondenza anche nel footer o header del sito istituzionale dell’azienda.</p>
<p>La coerenza del NAP è fondamentale e deve essere rispettata su tutte le schede sulle quali andremo ad inserire la nostra presenza sul web. Google tiene molto alla coerenza e credibilità delle informazioni fornite, elemento questo fondamentale anche nei confronti degli utenti del web, che devono potersi fidare sin da subito del nostro biglietto da visita virtuale mostrato.</p>
<h2 class="p1">Bing Places for Business: come si usa e perché è importante</h2>
<p class="p1">Inutile girarci intorno: il motore di ricerca più utilizzato è Google. Nonostante questo, tralasciare gli altri motori di ricerca ugualmente usati sarebbe un errore. Fra i motori di ricerca “minori”, quello che spicca maggiormente è sicuramente il <strong>motore di casa Microsoft: Bing</strong>, inserito come predefinito sui PC che ospitano il sistema operativo Windows10. Con un utilizzo medio in <strong>Italia</strong> del <strong>12%</strong> (9% nel 2007), del 33% negli <strong>Stati Uniti</strong> e del <strong>26%</strong> in <strong>Inghilterra</strong>, riesce comunque a coprire una buona fetta di mercato. Come Google, anche Bing ha la sua versione “<strong>My Business</strong>”. “<a href="https://www.bingplaces.com/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer"><strong>Bing Places for Business</strong></a>”, infatti, conserva le stesse caratteristiche del suo concorrente più famoso ma ha un algoritmo molto meno complesso. Una volta approdati sulla piattaforma, è <strong>sufficiente registrarsi</strong>. Se l’algoritmo di Bing ha generato in automatico una scheda informativa dell’attività commerciale, si ha la possibilità di “reclamare” la scheda. In caso contrario, basta registrarsi aggiungendo le informazioni principali.</p>
<p class="p1">Come per Google My Business, è importante descrivere la propria attività nel miglior modo possibile, aggiungendo foto e contatti. Orari di apertura, servizi offerti devono essere elencati dettagliatamente. Una volta completata la registrazione, è essenziale verificare la scheda. Una scheda può essere verificata ricevendo un PIN al numero di telefono aziendale. Nonostante Bing offra la possibilità di nascondere il proprio indirizzo mail, consigliamo di lasciarlo pubblico. Questo favorisce il “NAP” (di cui abbiamo discusso prima) ed la relativa indicizzazione nel motore di ricerca.</p>
<p>Il posizionamento del sito web su Bing risulta più semplice che su Google, per via della minor complessità dell&#8217;algoritmo utilizzato. Il peso maggiore viene dato all&#8217;ottimizzazione on-site ovvero quella interna al sito che sfrutta essenzialmente la cura dei contenuti mostrati; questo non significa che la strategia di link building sia inefficace, solo che all&#8217;inizio ci si potrà concentrare maggiormente sul copywriting.</p>
<h2 class="p1">Ricerche locali e posizionamento</h2>
<p class="p1">Seguendo questi primi step, ogni attività inizia a posizionarsi all’interno dei motori di ricerca. Due aspetti sono fondamentali: luogo e posizionamento. Vi sono diverse opzioni tramite le quali si aiutano i clienti a trovare la propria “presenza” commerciale.</p>
<ul>
<li class="p1"><strong>Mappe di Google</strong>: in questo modo si può essere visualizzati su Google Maps. Il “local Finder” di Google mostrerà sul lato destro della mappa la posizione esatta della propria attività. Sul lato sinistro, invece saranno raggruppati e riassunti tutti gli indirizzi e recapiti incluso il sito web. Vedremo nel dettaglio questa visualizzazione nel paragrafo dedicato ad slcuni clienti di Ingematic.</li>
<li class="p1"><strong>Local Pack</strong>: con questa opzione l’attività commerciale verrà visualizzata all’interno di un apposito box che prende appunto il nome di “local pack”. Questo “pacchetto locale”, mostrerà come risultato di ricerca l’azienda circoscritta ad uno specifico territorio.</li>
<li class="p1"><strong>Knowledge Panel</strong>: il “pannello informativo” riporta per l’appunto tutte le informazioni principali dell’azienda (in riferimento al NAP che abbiamo visto in precedenza)</li>
<li class="p1"><strong>Risultati organici</strong>: il sito web compare nella SERP di Google fra le ricerche organiche, nella parte esterna al box di Google Maps</li>
</ul>
<h2>SEO copywriting: blog</h2>
<p>Un altro aspetto da non sottovalutare è la presenza di un blog sul sito della propria realtà imprenditoriale.<br />
Una <strong>localizzazione SEO</strong> accurata si basa anche sulla qualità dei contenuti. Pubblicare articoli che suscitino interesse valorizza ancora di più la presenza web dell’attività commerciale. Adottare un’<strong>attività di copywriting</strong> in <strong>ottica SEO</strong> è fondamentale. Indicizzare la home page della propria pagina istituzionale con le <strong>giuste keyword</strong> è un primo passo. Ulteriore aiuto può venire anche da poche e ben posizionate <strong>landing page</strong> con tematiche specifiche. Inoltre, è altrettanto essenziale non sottovalutare la presenza del blog aziendale. Un calendario di pubblicazione editoriale strategico è di supporto alla creazione di contenuto di copywriting ben mirati e con focus specifici, soprattutto in ottica di keyword. Facciamo un esempio: il blog di un B&amp;B o di un ristorante, potrebbe avere al suo interno articoli riguardanti le <strong>attività</strong> enogastronomiche e culturali <strong>del territorio di cui fa parte</strong>. In questo modo, non solo informa gli utenti con blog di qualità ma soprattutto aiuta il proprio sito a posizionarsi bene nel motore di ricerca anche con ricerche contestualizzate a riferimenti geografici specifici.</p>
<h2 class="p1">Le giuste Keyword per il Local SEO</h2>
<p class="p1">Strettamente collegato al <strong>SEO copywriting</strong> vi<span class="Apple-converted-space">  </span>è la ricerca delle giuste parole chiave da utilizzare. Grazie all’utilizzo di strumenti specifici, come ad esempio <strong>Google Keyword Planner</strong>, è possibile pianificare al meglio le keyword da inserire nel sito web. Infatti, è possibile selezionare parole chiave che siano collegate ad una specifica attività o settore di riferimento,  tenendo d’occhio il loro &#8220;<strong>volume di ricerca</strong>&#8221; il &#8220;grado di difficoltà&#8221; e la <strong>“pertinenza</strong>”. Una corretta pianificazione prevede anche l&#8217;analisi delle keyword più utilizzate dai competitor, partendo da quelle incluse nella URL del loro sito web. Oltre alle keywords principali, è importante individuare le &#8220;<strong>keywords a coda lunga</strong>&#8220;, che rappresentando una query di ricerca più completa e dettagliata, in genere tendono a realizzare un maggior tasso di conversione.</p>
<p class="p1"><strong>Non solo</strong>: con una ricerca incrociata a <strong>Google Trends</strong>, si possono individuare le parole chiave più utilizzate in un momento specifico, anche con riferimento ad una specifica area geografica. Così facendo, è possibile creare contenuti mirati e ben posizionati, corrispondenti all&#8217;intento di ricerca.</p>
<h2 class="p1">Local Link building</h2>
<p class="p1">Sempre collegato nell’ottica di costruzione di un <strong>copywriting SEO</strong>, vi è quella che viene definita “<strong>link building</strong>”. Letteralmente tradotta in “<strong>costruzione di link</strong>”, essa prevede l’inserimento di collegamenti interni ed esterni, qualitativamente elevati. Ciò comporta diversi fattori. Anzitutto, i link di siti esterni devono essere “autorevoli” per Google (verificati, ben trafficati e presenti in SERP). Inoltre, devono essere anche pertinenti e coerenti con le nostre pagine web di destinazione. Quindi, è necessario che siano collegati a temi inerenti l’attività commerciale specifica di riferimento.</p>
<h3>Inbound linke Internal link</h3>
<p class="p1">In ottica di costruzione di una link building ben pianificata è essenziale acquisire<strong> inbound link</strong> (link in entrata verso pagine del nostro sito web) <strong>di valore</strong>. Grazie ad essa, Ingematic migliora il posizionamento organico del sito su Google proprio tramite link e citazioni di “qualità” ovvero qualitativamente appetibili per Google. Cosa significa? Significa che le fonti devono essere autorevoli, ovvero devono appartenere a siti web istituzionali e/o universalmente conosciuti. Se una <strong>link building</strong> è progettata correttamente, il sito web ha più probabilità di migliorare la propria presenza nella<strong> SERP di Google</strong>. In questo modo, si può ottenere più “web authority” ed acquisire maggiori possibilità di traffico in entrata verso il proprio sito. Un’altra pratica inerente alla link building è quella dell’<strong>internal link</strong>: collegamenti interni ad altre pagine del proprio sito web.</p>
<h3>Outbound link</h3>
<p>Una buona <strong>link bulding</strong>, inoltre, opera su due direzioni. Se finora abbiamo visto gli <strong>inbound link</strong>, esistono anche gli <strong>outbound link</strong> che si muovono in senso opposto, ossia fonti autorevoli linkate dall’interno del proprio sito web. Molti SEO evitano gli outbound link perché realizzano dei punti di uscita dal sito stesso (rischio di perdere l&#8217;utente), e perché ritengono che questi link favoriscano la dispersione del &#8220;link juice&#8221; del sito stesso indebolendo il ranking del sito in SERP.</p>
<p>Partiamo dal presupposto che un <strong>outbound link</strong> potrebbe essere rivolto anche verso siti di nostra proprietà oppure verso pagine esterne che ci rappresentano, come ad esempio la nstra pagina Facebook, il nostro account Instagram, un nostro video su YouTube, il nostro shop su Ebay oppure verso il sito di un nostro affiliato col quale abbiamo stretto una partnership.</p>
<p>Fatta questa premessa, pensiamo che per una corretta link building servano anche gli outbound link. Perché? Fornire agli utenti dei link esterni verso fonti autorevoli che possano essergli di aiuto, non impedirà loro di ritornare al nostro sito web, se lo hanno apprezzato. In caso alternativo, non ci tornerebbero comunque. Certamente un link in uscita andrebbe a rafforzare il ranking del sito che lo riceve, ma se non stiamo parlando di un nostro competitor diretto (che ovviamente non andremo a linkare) il problema non si pone. Questo perché esiste anche l&#8217;attributo <strong>rel=&#8221;nofollow&#8221;,</strong> che ci consente di evitare questo aspetto dicendo formalmente a <strong>Google</strong> di <strong>non seguire</strong> il link. Quindi, possiamo offrire un buon servizio ai nostri utenti:<strong> linkando</strong> siti esterni, utilizzando il <strong>nofollow</strong> per non compromettere nulla ed evitare possibili penalizzazioni da parte di Google (nel caso ci siano troppi link in uscita).</p>
<h2 class="p1">Directory locali autorevoli</h2>
<p class="p1">In aggiunta alla propria attività di local link building, vi è quella di directory locali autorevoli.</p>
<h3 class="p1">Importanza delle Citazioni</h3>
<p class="p1">Essere “<strong>citati</strong>” da altri siti o blog ci mette in contatto con nuovi potenziali clienti. Un esempio: se l’attività aziendale è ben radicata sul territorio, è essenziale che altri blog locali citino il nome ed il sito aziendali. Questo può avvenire anche da siti di terze parti come:</p>
<ul>
<li class="p1">Yelp (sempre tenuto “sotto controllo” da Google);</li>
<li class="p1">TripAdvisor;</li>
<li class="p1">Hot Frog;</li>
<li>Blog locali;</li>
<li>Directory aziendali locali;</li>
</ul>
<p class="p1">ed altri siti autorevoli, anche se non locali ma ugualmente collegati al settore specifico dell’attività da noi svolta, molto popolari, dove gli utenti posso lasciare recensioni e commenti sulla propria esperienza di acquisto o di utilizzo dei servizi offerti dalle varie attività locali in directory.</p>
<p class="p1">Le <strong>citazioni o menzioni</strong> dell&#8217;attività su altri siti web, sono sempre importanti, anche quando non c&#8217;è un link che rimandi al nostro sito, perché le citazioni rappresentano un fattore di ranking importante (posizionandoci prima dei competitor con un minor numero di recensioni rispetto a noi), e perché essere citati aumenta l&#8217;autorevolezza nei confronti dei potenziali clienti ma anche per i motori di ricerca. Data l&#8217;importnza delle menzioni, la nostra strategia Local prevede sempre anche la ricerca delle fonti più autorevoli da utilizzare per ricevere citazioni.</p>
<p>La presenza di una rete di citazioni di qualità, diventa essenziale nei casi di piccole imprese che magari, non avendo un proprio sito internet, possono sfruttare solo questi strumenti.</p>
<p>Gli strumenti precedenti richiedono un intervento manuale, ma possono essere utilizzati anche strumenti SEO online come:</p>
<ul>
<li><a href="https://moz.com/products/local" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">Moz Local</a></li>
<li><a href="https://www.rocketranking.co.uk/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">Rocket Ranking</a></li>
<li><a href="https://whitespark.ca/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">White Spark</a></li>
</ul>
<h3 class="p1"><strong>Cos’è una directory?</strong></h3>
<p class="p1">Una directory è un portale dove le aziende o attività commerciali hanno la possibilità di inserire l’URL del proprio sito istituzionale, dando anche maggiori informazioni sulla loro azienda, compreso il NAP. Le directory non devono essere sottovalutate, per diversi motivi. Anzitutto, gli utenti si fidano delle informazioni contenute nei portali più autorevoli. Inoltre, la presenza in più directory di un’azienda favorisce il processo di indicizzazione sul motore di ricerca, determinando spesso un importante impatto sul ranking. La domanda sorge spontanea:</p>
<p class="p1"><strong>Quali sono le directory più autorevoli e maggiormente utilizzate?</strong></p>
<h3 class="p1">Top directory</h3>
<ul>
<li class="p1"><a href="https://mapsconnect.apple.com/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer"><strong>Apple Maps</strong></a>: l’equivalente di “google maps” in casa Apple. I possessori di iPhone e iPad sono tanti. Registrandosi sul portale, si dà maggiore visibilità alla propria attività su chi utilizza un device della Mela.</li>
<li class="p1"><a href="https://it.foursquare.com/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer"><strong>Foursquare</strong></a>: un “social di localizzazione” con una forte presenza nei motori di ricerca</li>
<li class="p1"><a href="https://cloud.google.com/maps-platform/places?hl=it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer"><strong>Google Places</strong></a>: avete in mente quando siete su Google Maps e sulla mappa visualizzate un luogo/attività/ristorante con una scheda di anteprima (molto simile a Google My Business)? Perfetto, quello è My Places. In breve: uno strumento aggiuntivo di Maps</li>
<li class="p1"><a href="https://smallbusiness.yahoo.com/local" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer"><strong>Localworks di Yahoo</strong></a>: benché non abbia l’appeal di Google My Business, la versione offerta da Yahoo è ugualmente valida e autorevole</li>
</ul>
<h3>Directory locali per l&#8217;Italia</h3>
<ul>
<li class="p1"><a href="http://bakeca.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">bakeca.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://reteimprese.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">reteimprese.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://scoop.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">scoop.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://blogitalia.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">blogitalia.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://icitta.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">icitta.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://misterimprese.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">misterimprese.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://oknotizie.virgilio.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">oknotizie.virgilio.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://twago.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">twago.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://iopubblicita.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">iopubblicita.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://italiano24.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">italiano24.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://trova-aperto.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">trova-aperto.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://aziende-italiane-siti.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">aziende-italiane-siti.it</a></li>
<li class="p1"><a href="http://link2me.it" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">link2me.it</a></li>
<li><a href="https://www.cylex-italia.it/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">cilex-italia.it</a></li>
<li><a href="https://www.tuugo.it/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">tuugo.it</a></li>
<li><a href="https://it.kompass.com/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">it.kompass.com</a></li>
<li><a href="https://commons.wikimedia.org" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">commons.wikimedia.org</a></li>
<li><a href="https://www.hotfrog.it/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">htofrog.it</a></li>
<li><a href="https://www.hebdotop.it/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">hebdotop.it</a></li>
<li><a href="https://www.coobiz.it/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">coobiz.it</a></li>
</ul>
<p>L&#8217;inserimento in queste directory online con schede aziendali originali, complete e con testi ottimizzati SEO, aumenta la visibilità online del sito web aziendale per ricerche geo-localizzate; attività molto utile per un sito web appena pubblicato o comunque giovani.</p>
<h2 class="p1">SEO Locale e social media</h2>
<p class="p1">In un’ottica di condivisione è impossibile non pensare ai social. Per una<strong> buona SEO locale</strong>, infatti, non possono mancare le pagine di riferimento su <strong>Facebook</strong> ed<strong> Instagram</strong>. Soprattutto quest’ultimo, da quando è stato acquisto da Mark Zuckerberg ha cambiato radicalmente la gestione dei profili. Dai più semplici profili privati e “<em><strong>creator</strong></em>”, infatti, <strong>Instagram</strong> offre la possibilità di “<em>convertire</em>” un profilo in modalità “<strong><em>business</em></strong>”. Quest’ultima è fondamentale per le aziende ed attività commerciali. Oltre alla presenza e la sincronizzazione del proprio shop di riferimento, è possibile inserire i contatti mail e di telefono.</p>
<p class="p1">Aspetto da non sottovalutare è la possibilità di monitorare i <strong>dati insights</strong> che possono essere letti incrociando i dati di traffico del sito web e della scheda My Business. In questo modo, è possibile conoscere al meglio il proprio pubblico di riferimento ed il proprio target. Ricordarsi di mantenere sempre aggiornate le pagine social, in linea con i contenuti proposti sul sito web aziedale, e soprattutto affidarsi a professionisti per una comunicazione adeguata e sempre coerente su tutti i canali.</p>
<h3 class="p1">Pagina Facebook aziendale</h3>
<p class="p1">E’ possibile non parlare del social network più utilizzato? Ovviamente no. Pensare che una scheda <strong>Google My Business</strong> basti ad aumentare la web authority della propria azienda, è totalmente sbagliato. Grazie al perfezionamento di questo strumento, oggi è possibile indicare tutte le informazioni principali della propria attività. Orari di apertura e chiusura, contatti mail e telefonici, indirizzo (con anteprima di geolocalizzazione) rendono la pagina Facebook una vera e propria scheda “<strong>Google My Business</strong>” in versione social.</p>
<p class="p1">Avere una<strong> pagina Facebook</strong> della propria attività commerciale aiuta gli utenti per diversi motivi. In primis, la maggior parte degli internauti ha un proprio account Facebook. Per molti, infatti, il social di Mark Zuckerberg è un vero e proprio “motore di ricerca”. Avere una pagina Facebook aziendale, inoltre, garantisce una ulteriore presenza sui risultati di ricerca.</p>
<h2>Ottimizzazione SEO on-site per ricerche locali</h2>
<p>Affinché il sito web abbia maggiore visibilità per ricerche online locali e attiri traffico di qualità, il team Ingematic adotta esclusivamente tecniche SEO white-hat. Vediamo alcune delle attività comprese nel servizio di ottimizzazione:</p>
<h3>Individuazione Keyword localizzate</h3>
<p>Per operare al meglio in ambito SEO è essenziale scegliere le <strong>giuste keyword</strong>.<br />
In ambito di SEO locale, è bene sottolineare come vi siano due differenti tipologie di <strong>query localizzate</strong>.<br />
Alla prima categoria appartengono le keyword che sono<strong> localizzate esplicitamente</strong> (ossia quelle con l&#8217;aggiunta di una località espressa come &#8220;<em>hotel Palermo</em>&#8220;). Alla seconda categoria appartengono le <strong>query implicite</strong>, a cui spetta a Google il dovere di &#8220;<em>interpretazione</em>&#8220;.<br />
In questa categoria non esplicita rientrano, ad esempio, tutte quelle ricerche effettuate con i termini &#8220;<em>vicino a me</em>&#8221; (di cui abbiamo discusso in precedenza).<br />
Queste <strong>query generano SERP</strong> basandosi su criteri calcolati in modo molto <em>&#8220;soggettivo&#8221;</em>, in base appunto sulla posizione dell&#8217;utente.</p>
<h3>Implementazione Dati strutturati</h3>
<p>Apportiamo modifiche al codice del sito implementando i &#8220;meta dati&#8221; necessari, migliorando tutto il contenuto informativo affinché vengano rispettati gli elementi e le specifiche che consentono al motore di ricerca di geolocalizzare in maniera corretta l&#8217;azienda. L&#8217;utilizzo dei dati strutturati, in particolare di <a href="http://schema.org" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">schema.org, </a>renderà più semplice la creazione di Snippet belli e accattivanti agli occhi degli utenti che effettuano ricerche, consentendo nel contempo al motore di ricerca di comprendere al meglio i contenuti delle pagine web del sito. Esistono diversi markup specifici, utili per specificare:</p>
<ul>
<li>nome, ragione sociale, logo dell&#8217;azienda</li>
<li>indirizzo dell&#8217;azienda, numero di telefono</li>
<li>orari di apertura e chiusura</li>
<li>sito web</li>
<li>categoria del business</li>
<li>recensioni</li>
<li>eventi</li>
<li>prodotti e promozioni in corso</li>
<li>video e immagini dell&#8217;attività</li>
<li>persone, dipendenti dell&#8217;azienda</li>
<li>ed altre informazioni specifiche</li>
</ul>
<h3 class="p1">Analisi SEO iniziale</h3>
<p class="p1">La <strong>nostra consulenza SEO</strong> prevede un’attenta analisi iniziale per valutare lo stato di ottimizzazione attuale, mediante un audit SEO sia <strong>onsite</strong> che <strong>offsite</strong>. Come già evidenziato, con uno studio attento è possibile sfruttare tutto il potenziale per il miglior posizionamento nelle <strong>SERP di Google</strong>. Nello specifico, il SEO Audit è un’analisi SEO globale calcolata tramite un SEO audit software oppure da esperti del settore, come il team SEO dell&#8217;agenzia <strong>Ingematic</strong>. Grazie ad un analisi attenta, si possono approfondire diversi aspetti: dalla tecnica e struttura di un sito, fino ai contenuti. Inoltre, è possibile misurare il posizionamento di un sito sui differenti motori di ricerca confrontandosi con i competitor di un settore specifico.</p>
<p class="p1">Grazie ad una verifica SEO è quindi possibile scoprire sia i punti di forza che di debolezza di un sito, per poter intervenire in caso necessità, con un metodo matematico guidato dai dati. Come già detto, una verifica ed analisi di audit SEO sono essenziali per monitorare precisamente lo stato iniziale e in corso di ottimizzazione, di un sito web. Ogni tipologia di sito, sia esso blog, eCommerce, ha una struttura tecnica che prevede un particolare tipo di processo analitico per poter essere verificato in tutti i suoi aspetti.</p>
<h4 class="p1">Testing del sito web</h4>
<p class="p1">Un<strong> check SEO</strong> parte dalla struttura di un sito, iniziando il suo processo controllando la <strong>SEO on page</strong>. Tali controlli, infatti, rappresentano la parte più tecnica e delinea il website nella sua totalità. Proprio per questo, il check SEO evidenzia potenzialità e criticità del <strong>codice HTML</strong>. Nello specifico, si possono ottenere feedback tecnici sulla navigazione del sito dando una valutazione sull’esperienza lato utente. <strong>Non solo</strong>: il check SEO mette nero su bianco l’efficienza della<strong> sitemap del sito web</strong> di riferimento, evidenziando la presenza di broken links. L’obiettivo è quello di ottimizzare al massimo le pagine, evitando anche la generazione di URL duplicati.</p>
<h4 class="p1">Test Offpage</h4>
<p class="p1">Tramite le <strong>analisi SEO Off-page</strong>, come suggerisce il nome, si valutano e si testano tutte le attività che sono esterne al sito web di riferimento. Tale analisi parte dalla costruzione dei <strong>backlink</strong>, fino <span class="Apple-converted-space">  </span>alla brand authority sia sul web che sui social. Con un’attenta analisi <strong>Offpage</strong> è possibile visualizzare una panoramica dalla quale trarre spunto per ottimizzare la campagna di ottimizzazione link ed eventualmente cambiare o perfezionare la strategia SEO.</p>
<h3 class="p1">Individuazione Criticità e Correzione</h3>
<p class="p1">Il passaggio successivo è quello di utilizzare i dati ottenuti dall&#8217;analisi SEO per individuare ed apportare le correzione dei problemi critici individuati.</p>
<h3 class="p1">Implementazione dei Miglioramenti</h3>
<p class="p1">Corretti gli errori rilevati si procede con un processo di miglioramento e ottimizzazione.</p>
<h3 class="p1">Monitoraggio continuo della SEO locale</h3>
<p class="p1">Nel percorso strategico di posizionamento in ottica <strong>Local SEO</strong>, Ingematic offre supporto professionale anche per monitorare periodicamente il ranking tramite strumenti ad hoc. Gli strumenti principalmente utilizzati sono Google Analytics e Google Search Console.</p>
<h4 class="p1">Google Analytics</h4>
<p class="p1">E’ il servizio <strong>web di analisi di Google</strong>. Fornito gratuitamente, Analytics permette di analizzare in dettaglio tutte le statistiche di uno specifico sito web. In particolare, si possono visualizzare e monitorare il numero di utenti attivi, il numero dei nuovi utenti, le visualizzazioni delle pagine del sito, la durata media di una sessione per ogni singolo utente e la <strong>frequenza di rimbalzo</strong>. Quest’ultima, indica la percentuale degli utenti che sono “<em>atterrati</em>” su una sola pagina particolare e ne sono istantaneamente usciti senza visitare altre pagine de sito. Aspetto da non trascurare, sono i dati percentuali relative alle lingue degli utenti che hanno visualizzato il sito nonché dalla provenienza geografica della visita. Questa caratteristica è fondamentale per comprendere al meglio la localizzazione SEO ed eventualmente intervenire sulla<strong> SEO multilingua</strong>.</p>
<h4 class="p1">Google Search Console</h4>
<p class="p1">La <strong>Search Console </strong>è lo strumento di Google che permette di monitorare lo stato di indicizzazione di un sito web specifico. Utilizzato principalmente dal web master, Google Search Console analizza e quantifica il “<em>peso</em>” sul web di un sito. Nello specifico, questo tool gratuito aiuta a conoscere meglio se il motore di ricerca accede facilmente ai contenuti delle pagine web, se in queste vi sono problemi legati alla SEO (eventuali penalizzazioni o blocchi ai contenuti), il <strong>posizionamento in SERP</strong> delle pagine.</p>
<p class="p1">Inoltre la <strong>Search Console</strong> può fornirci informazioni sulle keyword utilizzate (vedi il nostro paragrafo di riferimento) e se gli utenti giungono sul sito tramite le giuste parole chiave che abbiamo utilizzato. Come per Analytics, anche Google Search deve essere utilizzata da esperti del settore come Ingematic per la massima integrazione con tutti gli altri strumenti a disposizione, perché incrociando tutti i dati a disposizione si riesce ad ottenere una visione completa della situazione.</p>
<h3 class="p1">Posizionamento Sito</h3>
<p class="p1">Sai già quanto sia essenziale una giusta strategia SEO per la visibilità organica del tuo sito istituzionale. Proprio per questo, <strong>Ingematic</strong> adotta le più accurate tecniche SEO per consentire al tuo sito di garantirgli il miglior posizionamento sui motori di ricerca. Abbiamo già elencato le tecniche <strong>testing</strong>, sia<span class="Apple-converted-space">  </span>on page che<strong> offpage</strong>. Inoltre, abbiamo già visto quanto la struttura ed i contenuti del sito siano parte fondante del percorso di crescita della SEO. Proprio per questo, Ingematic ottimizza il sito web della tua azienda in tutte le sue “forme”: dal blog fino allo store online. Ogni singola pagina deve essere “<em>presentabile</em>” a tutti i motori di ricerca.</p>
<h4>Tag e meta tag description</h4>
<p class="p1">Nello specifico, è essenziale ottimizzare la <strong>SEO</strong> del proprio codice <strong>HTML</strong>. Per ottenere un migliore ranking del proprio sito, è importante utilizzare i giusti “<strong>tag</strong>” che compongono il codice (come il <strong>tag title</strong>) visualizzatile nella sezione in alto di qualsiasi browser. Per essere utilizzabile al meglio, il tag deve essere chiaro e far comprendere agli utenti l’argomento trattato nella pagina, includendo le parole chiave di riferimento.</p>
<p class="p1">In aggiunta, è bene impostare<strong> title differenti</strong> per ogni singolo pagina del sito web, in modo da ottimizzare ogni pagina per ogni argomento specifico.</p>
<p class="p1">Altro elemento fondamentale è la “<strong>meta tag description</strong>”. In parole più semplici, il meta tag è l’anteprima in <strong>SERP</strong> di una particolare pagina web. Per avere una migliore click through rate, la descrizione deve essere un messaggio chiaro e accattivante, per aumentare le possibilità che gli utenti clicchino sul nostro sito.</p>
<h3 class="p1">Landing page</h3>
<p class="p1">Accennando le <strong>Landing page in ottica SEO</strong>, abbiamo discusso circa la loro pertinenza e valenza. Costruire <strong>landing page</strong> votate alle campagne di Lead Generation significa garantire un potenziale alto tasso di conversione. Con<strong> Ingematic</strong>, ogni click può essere un <strong>“contatto”</strong>. Vediamo insieme come. Una landing page è, letteralmente, una “<em>pagina di atterraggio</em>”. Cosa significa nel mondo del marketing? In senso stretto, l’obiettivo di una landing page è quello di convertire i visitatori di un sito in “<strong>lead</strong>” ossia in contatti, quindi in potenziali clienti.</p>
<p class="p1">Differentemente da quello che accade per le normali pagine web “informative”, uno degli obiettivi principali di una <strong>landing page</strong> è quello di indurre l’utente non solo ad “<em>atterrare</em>” su di essa, ma anche di compilare un modulo di contatto. Proprio per questo, la landing page ha una costruzione differente da una pagina web convenzionale, sia se progettata per una compilazione di informazioni sia se pensata per l’acquisto (quando si tratta di eCommerce).</p>
<h4 class="p1">Lead generation</h4>
<p class="p1">Come già accennato, la tipologia più diffusa di<strong> landing page</strong> è quella pensata per la “<strong>lead generation</strong>”. Una landing page di questo tipo, è pensata esclusivamente per indurre il visitatore web a lasciare i propri contatti sia mail che telefonici. In virtù di questo, la landing page deve mettere in risalto <strong>i moduli di contatto</strong> affinché siano maggiormente visibili rispetto agli altri contenuti. Questo, però, non basta. Affinché un anonimo visitatore web diventi un “lead” (quindi un contatto utilizzabile dall’azienda) deve avere un motivo ben valido. Normalmente, si possono offrire contenuti digitali informativi (come ebook gratuiti), oppure coupon o voucher da utilizzare (se si tratta die commerce).</p>
<h2 class="p1">Servizi Mobile SEO</h2>
<p class="p1">Abbiamo visto insieme quanto sia importante che una <strong>local SEO </strong>sia al servizio dei <strong>device mobili</strong>. Proprio per questo, Ingematic offre un <strong>servizio Mobile SEO</strong> con un <strong>unico obiettivo</strong>: aumentare le <strong>conversioni da mobile</strong>. Ottimizzando il tuo sito web rendendolo altamente responsivo, si ottimizza al massimo la fruizione e le ricerche (anche e soprattutto locali) su smartphone e tablet. In questo senso, è bene anzitutto dotarsi una struttura che sia altamente responsiva. Con <strong>UX</strong> e <strong>UI design</strong> performanti, infatti, è possibile offrire agli utenti una esperienza che sia totalmente “<strong>mobile friendly</strong>”. Nonostante tutto, questo non basta.</p>
<p class="p1">Un <strong>design responsivo</strong> è utile se via è anche una “<strong>keyword research mobile</strong>”. Potrebbe sembrare irrilevante, eppure molto spesso i termini di ricerca degli utenti possono cambiare a seconda del mezzo di fruizione. Alcuni termini, infatti, sono ricercati su desktop ed altri da device mobili come smartphone o tablet. Per questo è necessaria una ricerca comparativa di keyword.<strong> Utilizzando le giuste keyword</strong> per il proprio sito web, si ottimizza anche il lato SEO della ricerca mobile e non solo l’esperienza di navigazione. Infine, una mobile <strong>SEO optimization</strong> ottimale comprende anche una “<strong>conversione</strong>” dei contenuti multimediali inseriti nelle pagine web. Foto e video, infatti, devono avere un impatto inferiore nel caricamento sul mobile.</p>
<h2 class="p1">Local SEO 2020: novità</h2>
<p class="p1">Abbiamo discusso ampiamente sulle origini, le funzioni e le potenzialità della <strong>SEO localizzata</strong>. Ogni anno, però, vi sono sempre delle novità. Il <strong>2020 non fa eccezione</strong>. In particolare, Google ha introdotto per quest’anno la possibilità di inserire annunci di ricerca a pagamento pensati esclusivamente per <strong>Google Maps</strong>. Questa nuova e particolare caratteristica incentiva soprattutto le<strong> attività appena aperte</strong> o aziende in fare di start-up. In questo modo, infatti, le attività commerciali possono evidenziare i loro servizi gratuitamente.</p>
<p class="p1">Inoltre, fra le nuove funzioni, Google ha concesso la possibilità di <strong>inserire nuovi attributi</strong> nella scheda di <strong>Google My Business</strong>. I nuovi attributi sono: <strong>preventivi</strong> online, <strong>appuntamenti</strong> online, <strong>assistenza</strong> online. E’ bene far notare come la priorità data ai servizi online è sicuramente scaturita dal contesto economico dettato dall’<strong>emergenza Coronarivus</strong>. In questo modo, Google consiglia alle aziende e agli utenti che cercano i loro servizi di utilizzarli online. Questo elemento non è assolutamente da sottovalutare, soprattutto in un periodo storico in cui si incentiva il processo di digitalizzazione delle aziende.</p>
<h2 class="p1">Ingematic è pronta a fare Local SEO con te</h2>
<p class="p1">Avendoti guidato lunga questa panoramica dedicata al servizio Local SEO, Ingematic è pronta ad <a href="https://www.ingematic.com/consulenza-seo-posizionamento/">offrirti una consulenza SEO a 360°</a>. È chiaro che la competizione online è alta, ed ogni giorni diventa sempre più dura, pertanto riuscire a farsi spazio conquistando importanti fette sul mercato online è sicuramente possibile, ma bisogna affidarsi a specialisti SEO che conoscono perfettamente le difficoltà del terreno ed è in grado di guidarti consigliandoti le scelte giuste al momento giusto e con i giusti investimenti. Grazie ai diversi case study sui quali abbiamo lavorato negli anni, la nostra agenzia è pronta ad accompagnarti lungo un percorso che sia strategico e di crescita del posizionamento web della tua azienda. Con l&#8217;esperienza ultra decennale maturata sul campo, abbiamo sviluppato e affinato tecniche, procedimenti e strumenti che consentono di leggere ed analizzare tutti i dati più importanti e migliorare le prestazioni del tuo sito web in un tempo medio che va da uno a tre mesi.</p>
<p class="p1">Affidandoti ad un partner esperto come Ingematic, il tuo compito ed impegno sarà quello di dedicarti esclusivamente al tuo business, settore che nessuno conosce meglio di te, lasciando ai nostri specialisti SEO il compito di delineare le strategie Local SEO ottimali, attuarle, misurarne i risultati e ottimizzare le procedure per il massimo ritorno sull&#8217;investimento per te.</p>
<p><!-- LIBRERIA FUSIONE BUILDER: FOOTER-ARTICOLO-BLOG-TIPO4-SERVIZI-SEO --><br />
<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="--awb-bg-size:cover;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-2" style="--awb-title-color:#333333;--awb-margin-top:10px;--awb-margin-bottom:10px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f6f6f6;border-width:1px;border-color:#f6f6f6;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Richiedi una Consulenza o un Preventivo senza impegno</h2><div class="reading-box-description fusion-reading-box-additional">Contattaci, parlaci dei tuoi obiettivi, ci piacciono le sfide e le persone che pensano in grande.
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Digital PR cos&#8217;è e perché è essenziale per il marketing</title>
		<link>https://www.ingematic.com/digital-pr-cose-essenziale-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2020 20:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[WEB MARKETING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digital pr cos’è in realtà? Come si pone nell’evoluzione del mercato del 2020, sempre più orientato al marketing? In questo articolo vi spieghiamo non solo cos’è il digital PR, ma soprattutto perché è fondamentale per il digital marketing. Digital PR: cos'è Abbiamo già discusso di quanto il Coronavirus abbia influito sul mondo digital  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-6"><p><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 16 Dicembre 2020
Data Pubblicazione: 4 Ottobre 2020
Pubblicato in: ARCHIVIO |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/decreto-cura-italia/" rel="tag">decreto cura italia</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/digital-pr/" rel="tag">digital pr</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/influencer-marketing/" rel="tag">influencer marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/social-listening/" rel="tag">social listening</a>
Tempo di Lettura: 4 minuti<div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div></p>
</div>

<p class="p1"><em>Digital pr cos’è in realtà? Come si pone nell’evoluzione del mercato del 2020, sempre più orientato al marketing? In questo articolo vi spieghiamo non solo cos’è il digital PR, ma soprattutto perché è fondamentale per il digital marketing.</em></p>
<h2 class="p1">Digital PR: cos&#8217;è</h2>
<p class="p1">Abbiamo già discusso di quanto il Coronavirus abbia influito sul mondo digital e del mercato online. Infatti, abbiamo già discusso di come l&#8217;<a href="https://www.ingematic.com/e-commerce-in-italia-nel-2020-crescita-del-26-percento/"><strong>e-commerce in Italia</strong> abbia avuto un aumento del <strong>26 percento</strong>.</a> In questo senso, il settore del digital marketing sta vivendo una sua evoluzione che potrebbe non conoscere freni. Secondo alcuni studi statistici eseguiti dagli esperti del settore, <strong>rilevati da Talkwalker</strong>, nel prossimo futuro ben 121 miliardi potrebbero essere impiegati per implementare ulteriormente il marketing ed i mondi a lui affini. Fra questi spicca fra tutti il digital PR. Come per i canali tradizionali, anche il versante digital delle pubbliche relazioni segue la stessa mission: collegare un brand alle attività esterne dell’azienda. In aggiunta, però, i professionisti del settore stanno ormai navigando sulle onde del mercato del web.</p>
<h2 class="p1">Gli obiettivi delle pubbliche relazioni: influencer marketing</h2>
<p class="p1">Strettamente legato al mondo delle digital PR vi è l’<strong>influencer marketing</strong>. Considerato<span class="Apple-converted-space">  </span>il canale principale per le PR dell’Europa del Sud, l’Italia è fra le prime nazioni a “farne uso” (91%). Nel praticare l’influencer marketing, in <strong>Europa</strong> il <strong>48%</strong> dei professionisti utilizza strumenti professionali. Anche in questo caso, l’<strong>Italia</strong> ha il tasso più alto (<strong>72%</strong>) preceduta solo dalla <strong>Francia</strong> (<strong>75%</strong>). Praticando l’influencer marketing, le <strong>digital PR</strong> utilizzano tutti gli strumenti a loro disposizione: in primis <strong>social media management</strong> (77%) e <strong>content marketing</strong> (77%). L’obiettivo non cambia: connettere un brand aziendale con il mercato esterno. Per questo, cambiando le tecnologie del mercato cambiano anche gli strumenti.</p>
<div id="attachment_3016" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3016" class="size-full wp-image-3016" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22.png" alt="digital pr: influencer marketing" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/22.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3016" class="wp-caption-text">Digital pr: influencer marketing (dati e strumenti)</p></div>
<h2 class="p1">Gli strumenti del digital PR</h2>
<p class="p1">Nonostante strumenti e tecniche cambino, non è detto che tutte le nazioni siano pronte al cambiamento. Sempre secondo lo studio condotto da Talkwaler, l’<strong>Europa del sud</strong> si dichiara favorevole al cambiamento solo per il <strong>40%</strong>. Nello specifico, l’<strong>Italia</strong> è fra le nazioni più “convinte” a cambiare (per il <strong>24% favorevole</strong>) preceduta nuovamente dalla <strong>Francia</strong> (favorevole per il 27%). Strano a dirsi, la nazione più restia al cambiamento è la <strong>Germania</strong> (favorevole solo per il 18%). Nello specifico, cosa si intende per cambiamento? Nell’ambito delle digital PR, il cambiamento è rappresentato dal “<strong>social listening”</strong>. Intercettare, e in certi casi assecondare i gusti e le tendenze dei consumatori/clienti, è alla base dell’ascolto sociale 3.0. In tale ambito, i professionisti delle digital PR devono utilizzare tutti i loro mezzi a disposizione: dalla copertura di tutti i<strong> canali social</strong> (49%), all’<strong>analisi dei trend</strong> e delle tematiche emergenti (42%) fino alla <strong>creazione dei report</strong> (41%). Proprio per questo, la figura delle pubbliche relazioni digital sono sempre più preziose ed è per questo che è essenziale investire.</p>
<div id="attachment_3017" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3017" class="size-full wp-image-3017" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23.png" alt="digital pr: social listening" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/23.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3017" class="wp-caption-text">Digital pr: Social listening (dati e strumenti)</p></div>
<h2 class="p1">Investire in digital PR: decreto &#8220;Cura Italia&#8221;</h2>
<p class="p1">Nel decreto denominato “<strong>Cura Italia</strong>”, per arginare la crisi economica dettata dal <strong>Covid-19</strong>,<span class="Apple-converted-space">  </span>è previsto un intervento proprio a sostegno delle pubbliche relazioni. Nello specifico, ci si riferisce all’<strong>art. 98 del decreto n. 18/2020</strong> che modifica il credito di imposta limitatamente al <strong>2020</strong>. Infatti, se precedentemente era possibile scaricare <strong>solo fino al 30%</strong><span class="Apple-converted-space">  </span>delle spese sostenute per le campagne pubblicitarie, da oggi è <strong>possibile scaricare il 50%</strong>. Questo bonus è rivolto alle PMI, lavoratori autonomi ed enti non commerciali. Nel bonus, sono inclusi tutti gli investimenti fatti per le PR partendo dai professionisti fino alle spese sulle campagne pubblicitarie ed editoriali (tv, radio e giornali). Nel mondo digital, in cui le evoluzioni sono all’ordine del giorno, è essenziale essere sempre pronti al cambiamento. Unire le tradizionali vie delle pubbliche relazioni ai mezzi digitali, garantisce un sicuro beneficio sia per le aziende che per i professionisti del settore.</p>
<p><em>Fonte dati: <a href="https://www.talkwalker.com/it/blog/stato-delle-pr-italia" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">Talkwalker</a></em></p>
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		<title>Storytelling: Narrazione come Comunicazione Efficace</title>
		<link>https://www.ingematic.com/storytelling-narrazione-come-comunicazione-efficace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Angelo Foglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2017 20:02:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[INBOUND MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[WEB MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[brand identity]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando un'azienda crea un brand cerca di racchiudere in esso i valori della marca e dell'azienda stessa, con l'obiettivo che le persone che ne vengano in contatto, possano riconoscersi in esso ovvero rispecchiarsi in qualche maniera nei valori della marca stessa, pertanto la fase successiva di acquistare il prodotto di quella marca diverrà  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-7"><p><div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div>
Autore: Michele Angelo Foglia
Data Aggiornamento: 16 Dicembre 2020
Data Pubblicazione: 15 Ottobre 2017
Pubblicato in: ARCHIVIO |INBOUND MARKETING |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/brand-identity/" rel="tag">brand identity</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/inbound-marketing/" rel="tag">inbound marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/storytelling/" rel="tag">storytelling</a>
Tempo di Lettura: 7 minuti<div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div><div class="fusion-sep-clear"></div></p>
</div>

<p>Quando un&#8217;azienda crea un <a href="https://www.ingematic.com/brand-identity/"><strong>brand</strong></a> cerca di racchiudere in esso i <a href="https://www.ingematic.com/brand-identity/"><strong>valori della marca</strong></a> e dell&#8217;azienda stessa, con l&#8217;obiettivo che <strong>le persone</strong> che ne vengano in contatto, <strong>possano riconoscersi in esso</strong> ovvero rispecchiarsi in qualche maniera nei valori della marca stessa, pertanto la fase successiva di acquistare il prodotto di quella marca diverrà naturale e spontanea per il cliente che in esso si riconescerà, e continuerà a farlo diventando un cliente fidelizzato.</p>
<p>Il brand deve anche essere in grado di <strong>comunicare i valori della marca</strong>, una funzione questa, non ottenibile con forme di advertising classiche basate ad esempio su banner o spot pubblicitari, che per loro natura tendono ad interrompere il processo di fruizione dei contenuti da parte dei potenziali clienti, bensì con gli strumenti di <a href="https://www.ingematic.com/inbound-marketing/"><strong>inbound marketing</strong></a> che attirano gli utenti target verso il tuo business riuscendo ad <strong>intercettare le esigenze</strong> degli stessi ad un <strong>livello emozionale ed istintivo</strong>.</p>
<p>Uno di questi strumenti di inbound marketing, molto efficaci per raggiungere l&#8217;obiettivo di comunicazione dei valori di una marca, è il <strong>brand Storytelling</strong>.</p>
<h3>Cosa si intende per Storytelling ?</h3>
<p>Il <strong>termine storytelling</strong> è composto da due parole, &#8220;story&#8221; e &#8220;telling&#8221; ovvero &#8220;racconto&#8221; e &#8220;narrare&#8221;, pertanto potrebbe essere interpretato col significato di &#8220;narrare un racconto&#8221;. <strong>Contestualizzando</strong> il termine storytelling <strong>al contesto della comunicazione</strong>, esso individua l&#8217;attività di narrare con l&#8217;obiettivo di comunicare all&#8217;ascoltatore emozioni, pensieri, messaggi e richiamare esperienze, rendendolo partecipe della storia, riuscendo a farlo immedesimare nel racconto stesso, fino a raggiungere il fine ultimo che è quello di far sentire quella storia propria.</p>
<p>Lo <strong>storytelling</strong> differisce pertanto dalla semplice narrazione di una storia perché si pone come fine principale il raggiungimento di un <strong>obiettivo di comunicazione</strong>, è dunque una scienza o meglio un&#8217;<strong>arte raffinata</strong> e allo stesso tempo un &#8220;<strong>potente strumento naturale</strong>&#8221; di <a href="https://www.ingematic.com/inbound-marketing/"><em>inbound marketing</em></a>, capace di creare una forma di comunicazione molto efficace, partendo dal ritrarre eventi reali o immaginari rappresentandoli mediante parole, immagini e suoni.</p>
<h3>Vantaggi dello Storytelling per la tua Azienda</h3>
<p>Il punto di forza dello <strong>storytelling</strong> consiste nell&#8217;utilizzare messaggi e codici semplici da riconoscere, in sintonia con la tradizione e la cultura del pubblico al quale ci si rivolge, e soprattutto capaci di stimolare l&#8217;immaginazione, generando affinità in chi ascolta, richiamando esperienze simili già vissute e che si desidererebbe vivere.</p>
<p>Lo <strong>storytelling</strong> per l&#8217;azienda rappresenta un modo di comunicare i valori del proprio brand attraverso una narrazione che le persone amano ascoltare, riuscendo ad integrare e celare in essa il messaggio commerciale che, pur essendo un fine, non appare come obiettivo della comunicazione in chi ascolta, perché viene trasformato in emozioni che le persone conoscono e vivono quotidianamente (amore, amicizia, simpatia, odio, antipatia). In tal modo, a differenza di quanto accade per la pubblicità tradizionale, non ci sarà alcuna interruzione, non dovrai proporre/imporre il messaggio pubblicitario ai tuoi potenziali clienti, ma saranno loro stessi a cercare i tuoi contenuti.</p>
<p>Lo <strong>storytelling</strong> può riguardare la storia della tua azienda oppure essere incentrato sui prodotti o servizi che proponi, oppure sulle persone che lavorano all&#8217;interno della tua azienda e che ne rappresentano il valore, mettendo da parte l&#8217;approccio puramente commerciale ed utilizzando il punto di vista del pubblico, creando un mondo narrativo che sappia comunicare obiettivi, sogni, ideali ed emozioni che gli utenti possano recepire e condividere.</p>
<p>Dopotutto sin dalle sue origini, l&#8217;uomo ama ascoltare storie e le racconta dalla notte dei tempi, per comunicare sensazioni e pensieri ai suoi simili ed a se stesso, ma è solo quando l&#8217;<strong>ascoltatore del racconto entra in risonanza</strong> con lo stesso che si passa dal semplice raccontare una storia ad una comunicazione efficace in grado di far recepire appieno il messaggio.</p>
<h3>Ecco come i grandi brand fanno storytelling</h3>
<p>Alcuni esempi di <strong>corporate storytelling</strong> raccolti per sottolineare la caratteristica fondamentale dello storytelling che non è quella di dettagliare le caratteristiche di un prodotto o servizio che si vuole promuovere, bensì narrare i valori dell&#8217;azienda e del brand.</p>
<h3><strong>BARILLA</strong></h3>
<p>La campagna di equity Barilla firmata Young &amp; Rubicam, del febbraio 2009, un altro esempio di storytelling (andò in onda su tutte le principali emittenti nazionali, satellitari, digitali e locali nei formati di 60 e 40 secondi) incentrato sul racconto di passato, presente e futuro di questa grande azienda italiana, una storia fatta di passione attraverso il racconto di una famiglia che assume il volto Barilla. Pietro Barilla racconta il suo sogno dal 1877, mentre le immagini mostrano come il tutto si sia realmente realizzato nel corso di 132 anni di storia dellazienda, portando in primo piano un visione sempre positiva del futuro.</p>
<p>Un racconto che trasmette emozioni coinvolgendo sul piano emotivo il lettore, e che centra l&#8217;obiettivo di rendere i lettori stessi partecipi del successo mondiale di quest&#8217;azienda che diventa motivo di orgoglio nazionale che ciascuno tende a sentire proprio.</p>
<div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:360px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:60%;" ><iframe class="fusion-hidden" data-privacy-type="youtube" src="" title="YouTube video player 1" data-privacy-src="https://www.youtube.com/embed/0aI8RgxUmqE?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="360" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe><div class="fusion-privacy-placeholder" style="width:600px; height:360px;" data-privacy-type="youtube"><div class="fusion-privacy-placeholder-content"><div class="fusion-privacy-label">Per la tua privacy YouTube necessita di una tua approvazione prima di essere caricato. Per maggiori informazioni consulta la nostra <a class="privacy-policy-link" href="https://www.ingematic.com/privacy-policy/" rel="privacy-policy">Privacy Policy</a>.</div><button data-privacy-type="youtube" class="fusion-button button-default fusion-button-default-size button fusion-privacy-consent">Ho letto la Privacy Policy ed accetto</button></div></div></div></div></div>
<div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:5px;margin-bottom:5px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div>
<h3><strong>IKEA</strong></h3>
<p>Un grande brand come IKEA ad esempio, non sfrutta il canale social per dettagliare le caratteristiche di un suo prodotto o le modalità di montaggio tramite dei video esplicativi, ma utilizza il canale Youtube per fare storytelling.</p>
<div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:600px;--awb-max-height:360px;"><div class="video-shortcode"><div class="fluid-width-video-wrapper" style="padding-top:60%;" ><iframe class="fusion-hidden" data-privacy-type="youtube" src="" title="YouTube video player 2" data-privacy-src="https://www.youtube.com/embed/2EK5yeWxtYQ?wmode=transparent&autoplay=0" width="600" height="360" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture;"></iframe><div class="fusion-privacy-placeholder" style="width:600px; height:360px;" data-privacy-type="youtube"><div class="fusion-privacy-placeholder-content"><div class="fusion-privacy-label">Per la tua privacy YouTube necessita di una tua approvazione prima di essere caricato. Per maggiori informazioni consulta la nostra <a class="privacy-policy-link" href="https://www.ingematic.com/privacy-policy/" rel="privacy-policy">Privacy Policy</a>.</div><button data-privacy-type="youtube" class="fusion-button button-default fusion-button-default-size button fusion-privacy-consent">Ho letto la Privacy Policy ed accetto</button></div></div></div></div></div>
<div class="fusion-sep-clear"></div><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="margin-left: auto;margin-right: auto;margin-top:5px;margin-bottom:5px;width:100%;"></div><div class="fusion-sep-clear"></div>
<p>Nel video il simpatico ragazzino compie delle azioni semplici di vita quotidiana ma all&#8217;interno di una casa arredata IKEA, ogni elemento di arredo o accessorio non è altro che una replica del brand mostrato però non in una veste puramente commerciale (tipo spot pubblicitario o banner promozionale) ma come elemento di vita quotidiana che il pubblico possa condividere a livello emotivo, immedesimandosi a livello emotivo.</p>
<p>Credits Immagine Copertina: Pixabay <a href="https://pixabay.com/it/users/Comfreak-51581/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">by Comfreak</a></p>
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