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	<title>ARCHIVIO Archivi | Ingematic Digital Agency</title>
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	<description>Consulenza e Servizi Web Marketing: SEO, PPC, Social Media. Generiamo Contatti online e aumentiamo le Vendite per il tuo business col massimo ROI.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Sep 2025 10:04:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>KPI dei Pagamenti: come Influenzano il tuo Fatturato?</title>
		<link>https://www.ingematic.com/kpi-dei-pagamenti-come-influenzano-il-tuo-fatturato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 11:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[E-COMMERCE]]></category>
		<category><![CDATA[WEB MARKETING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il controllo dei metodi di pagamento e dei loro KPI è essenziale per ottimizzare il funnel di pagamento del nostro e-commerce ed assicurarci che le conversioni si trasformino in vendite. Come migliorare questo aspetto e monitorarne i risultati? Analizziamo insieme i punti fondamentali relativi ai pagamenti e capiamo come renderli più efficienti. Cos’è  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/kpi-dei-pagamenti-come-influenzano-il-tuo-fatturato/">KPI dei Pagamenti: come Influenzano il tuo Fatturato?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 22 Settembre 2025
Data Pubblicazione: 16 Settembre 2025
Pubblicato in: ARCHIVIO |E-COMMERCE |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/carrelli-abbandonati/" rel="tag">carrelli abbandonati</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/funnel-marketing/" rel="tag">funnel marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/kpi/" rel="tag">KPI</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/pagamenti/" rel="tag">pagamenti</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/pagamento-online/" rel="tag">pagamento online</a>
Tempo di Lettura: 15 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
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<div class="fusion-text fusion-text-2"><p><em>Il controllo dei metodi di pagamento e dei loro KPI è essenziale per ottimizzare il funnel di pagamento del nostro e-commerce ed assicurarci che le conversioni si trasformino in vendite.</em> <em>Come migliorare questo aspetto e monitorarne i risultati? Analizziamo insieme i punti fondamentali relativi ai pagamenti e capiamo come renderli più efficienti.</em></p>
<h2>Cos’è il funnel di pagamento?</h2>
<p>Il funnel di pagamento è il percorso effettuato dal cliente una volta terminato il processo di acquisto. Questi passaggi sono spesso sottovalutati dal venditore, in quanto si tende a dare maggiore rilevanza al momento precedente del processo di vendita: il funnel di acquisto. Il funnel di acquisto si compone delle fasi di aggiunta degli articoli nel carrello, registrazione dell’utente, conferma e pagamento. Nel momento in cui si arriva alla fase di pagamento, possono però insorgere degli altri inconvenienti, in quanto anche questa fase si articola in ulteriori livelli: checkout, autenticazione e autorizzazione.</p>
<h3>1) Checkout</h3>
<p>Questo momento determina il <strong>tasso di conversione</strong>, quindi la capacità di convertire le visite in acquisti sul proprio sito, e si calcola sulla base del numero di visitatori che hanno raggiunto questo step dopo aver navigato sul proprio sito.</p>
<p>Il proseguimento verso la sezione dei pagamenti è spesso interrotto dal fatto che si riscontra l’assenza di un certo metodo di pagamento adoperato dall’utente, dalla presenza di una pagina dedicata che non presenta un aspetto rassicurante e dalla presenza di un processo di acquisto che richiede molti dati e passaggi.</p>
<h3>2) Autenticazione</h3>
<p>Questo momento determina il tasso di autenticazione, dunque il processo di riconoscimento di chi effettua gli acquisti per garantire maggiore controllo e sicurezza alle transazioni.</p>
<p>Si ricorre all’utilizzo della Strong Customer Authentication (SCA) o <strong>autenticazione a due fattori</strong> per prevenire le frodi e rendere più difficile l’utilizzo di un metodo di pagamento da parte di terzi in caso di furti o smarrimento da parte del titolare.<br />
Tale processo prevede l’utilizzo di metodi di riconoscimento specificatamente associati all’utente, come un PIN, una chiavetta o l’impronta digitale.</p>
<p>È stato tuttavia riscontrato che, in particolare fra i giovani acquirenti appartenenti alla GenZ, un passaggio come l’autenticazione a due fattori rappresenti un forte ostacolo all’acquisto: durante questa fase si riscontrano frequentemente problematiche relative alla connessione di rete e alla mancanza di un cellulare nelle vicinanze, che impediscono il completamento della stessa e comportano l’abbandono del carrello.</p>
<p>Per questa ragione si tende a voler aumentare i <strong>pagamenti frictionless</strong> o OneClick, che permettono di evitare tale ulteriore passaggio. Anche in questo caso, bisogna tenere a mente che la presenza esclusiva di transazioni agevolate può esporre ad un maggiore rischio di frode e conseguentemente ad una maggiore percentuale di insoluti, causando danni al proprio business a alla propria reputazione con la banca.</p>
<h3>3) Autorizzazione</h3>
<p>Questo ultimo momento determina il <strong>tasso di accettazione dei pagamenti</strong>, individuando il rapporto che esiste fra il numero di pagamenti andati a buon fine e il numero di tentativi effettuati dagli utenti per raggiungere tale risultato.</p>
<p>Per quanto sia normale la presenza di alcuni tentativi di pagamento non andati a buon fine, ad esempio per mancanza di fondi sulla carta utilizzata o per la presenza di errori nei dati inseriti dall’utente, la presenza di un tasso di accettazione elevato conferma una certa facilità da parte dell’utente nel procedere al pagamento e dunque la presenza di procedura senza inconvenienti.</p>
<h2>Punti di attrito</h2>
<p>Notiamo dunque che, nei diversi momenti che caratterizzano il funnel, possono esserci altrettante problematiche da affrontare per l’utente ed è nostro compito, nonché nostro interesse, far sì che queste si presentino meno spesso possibile.</p>
<p>Ricapitolando, è bene prestare attenzione ad alcuni aspetti:</p>
<h3>• Tempi di caricamento della pagina</h3>
<p>Nel momento in cui le pagine web risultano troppo lente, sarà assai probabile che gli utenti decidano di abbandonare completamente l’operazione che stanno svolgendo. Siamo ormai abituati a dei siti web molto performanti, perciò nel momento in cui il caricamento delle pagine richiede più di 3 secondi almeno il 90% degli utenti tenderà a lasciare la pagina su cui si trovava.</p>
<h3>• Errori nella programmazione del sito web</h3>
<p>Poiché i metodi di pagamento sono integrati con JavaScript, possono presentarsi errori di programmazione del sito web. Spesso si tratta di errori riguardanti altre funzionalità della pagina e non i metodi di pagamento, tuttavia questo può creare blocchi nel codice di quest’ultimo. Ciò comporta che il sito web non risponda correttamente, creando difficoltà all’utente nel procedere col checkout e inducendolo ad abbandonare la nostra pagina.</p>
<h3>• Processo di pagamento complesso</h3>
<p>Come abbiamo detto precedentemente, la procedura di pagamento dovrebbe risultare quanto più lineare possibile, al fine di evitare l’abbandono del carrello. Per quanto alcuni pagamenti possano non andare a buon fine per problematiche relative all’utente, ad esempio mancanza di fondi sulla carta, bisogna cercare di rendere agevole la procedura che proponiamo sul nostro sito.<br />
Tanti più passaggi si richiedono all’utente per completare il pagamento e tanti più dati deve inserire per completare la procedura, più si espone il processo alla presenza di errori, problemi di connessione, problemi da parte dell’utente e quindi abbandono del carrello.</p>
<h3>• Possibilità di acquistare come ospite</h3>
<p>Per quanto la creazione di un account per ogni utente sia utile sotto diversi aspetti, anzitutto per la generazione di lead, possono esserci delle casistiche in cui l’obbligo nella creazione di un account può solo risultare controproducente.<br />
La presenza di un passaggio intermedio fra il checkout e il pagamento può distogliere l’utente dal suo acquisto: il cliente potrebbe avere necessità di completare il processo in fretta, perciò obbligarlo ad una registrazione in cui magari sono richiesti anche molti dati potrebbe portarlo ad abbandonare la nostra pagina.</p>
<h3>• Preoccupazioni relative alla sicurezza dei dati</h3>
<p>Gli utenti sono sempre più informati sulle questioni relative alla sicurezza dei propri dati e tutela della privacy, perciò prestano maggior attenzione alle pagine su cui navigano, specialmente quando si tratta di inserirvi dati così importanti come quelli relativi ai metodi di pagamento.<br />
L’aspetto poco rassicurante della nostra pagina di pagamento può indurli a ritenerla poco sicura per il trattamento di informazioni tanto delicate e ad abbandonare il processo di pagamento.</p>
<h3>• Interfaccia che reindirizza all’esterno</h3>
<p>Ricollegandoci al punto precedente, il reindirizzamento a pagine esterne di cui non si conosce la natura, può rappresentare per l’utente un campanello d’allarme.<br />
Pagine che possono avere un aspetto poco rassicurante o che sono sconosciute all’utente, possono instillare il dubbio di essere approdati su una pagina scam o poco sicura, spingendolo spesso ad interrompere la transazione.</p>
<p>Durante questi reindirizzamenti possono inoltre verificarsi problemi di connessione, che interrompono la procedura e infastidiscono l’utente facendogli perdere tempo, che non necessariamente ha a disposizione per ripetere tutti i passaggi che portano all’acquisto.</p>
<p>A questi elementi possiamo aggiungere anche la presenza di costi aggiuntivi non specificati o elevati, che generano ulteriori dubbi nell’utente: nessuno è soddisfatto quando si ritrova a pagare più del previsto, specialmente se non riesce a comprenderne la ragione. È importante segnalare all’utente in fase di pagamento tutte le voci di spesa in cui incorrerà, per evitare che si ritrovi alla fine a rinunciare all’acquisto per la presenza di fastidiose spese nascoste.</p>
<h2>Cosa fare per migliorare i propri KPI di pagamento?</h2>
<p>È fondamentale tenere sotto controllo non solo il tasso di conversione, ma anche altri aspetti da non sottovalutare:</p>
<h3>1. Metodi di pagamento adeguati</h3>
<p>La presenza di un ventaglio di metodi di pagamento adeguato, adatto al nostro target di riferimento è fondamentale per garantire <strong>un’esperienza di acquisto lineare e positiva</strong>.<br />
Qualora il nostro utente abbia una preferenza riguardo i metodi di pagamento o semplicemente riscontri delle problematiche con qualcuna delle nostre proposte, è utile che gli si presenti la possibilità di sceglierne uno che si adatti alle sue esigenze.</p>
<p>Vi sono, inoltre, delle differenze notevoli nelle abitudini di target diversi in merito a questo aspetto: fascia d’età, tipologia di acquisto e zona geografica di riferimento giocano un ruolo essenziale nella definizione di questo aspetto apparentemente poco rilevante.<br />
Fornendo più varietà al nostro utente, siamo più sicuri di lasciare spazio alle sue preferenze e invogliarlo a tornare nuovamente sul nostro sito.</p>
<h3>2. Pagina di pagamento rassicurante</h3>
<p>L’attenzione degli utenti alle questioni relative alla privacy è sempre maggiore, perciò è importante che soprattutto la pagine del nostro e-commerce che riguardano l’inserimento di dati sensibili come quelli relativi ai pagamenti non generi in loro perplessità e dubbi.</p>
<p>La cura dell’aspetto della nostra pagina di pagamento è fondamentale, in quanto con piccoli accorgimenti estetici possiamo renderla <strong>accogliente</strong> ed evidentemente collegata alla nostra piattaforma, invogliando l’utente a proseguire col pagamento.<br />
Possiamo inoltre inserire recensioni positive o il logo di partner che si occupano della sicurezza online che siano riconoscibili dall’utente, per farlo sentire ulteriormente tutelato.</p>
<h3>3. Reindirizzamento a pagine di terzi</h3>
<p>La soluzione ottimale in questa fase del funnel sarebbe quella di mantenere del tutto l’utente sul nostro sito e-commerce, così da evitare situazioni spiacevoli derivanti da pagine terze apparentemente poco sicure dal punto di vista dell’utente o <strong>problematiche</strong> quali interferenze nella connessione. Tali piccoli accorgimenti permettono di non distrarre l’utente dalla pagina di pagamento e di proseguire agevolmente nel processo intrapreso.</p>
<h3>4. Registrazione non obbligatoria per l’utente</h3>
<p>Come abbiamo detto in precedenza, spesso gli utenti non hanno tempo o desiderio di creare un account sul nostro e-commerce, specialmente se per loro si tratta di un primo acquisto e se la proceduta richiede l’inserimento di molti dati.<br />
Fornire ai clienti la possibilità di completare <strong>l&#8217;acquisto come ospite</strong> li porterà più probabilmente a completare la procedura in corso e magari a tornare sul nostro e-commerce più volte nel tempo, invogliandoli a lasciare i propri dati in un secondo momento.</p>
<h3>5. Numero di carrelli abbandonati</h3>
<p>Oltre agli accorgimenti specifici evidenziati finora, controllare periodicamente i dati sul numero di carrelli abbandonati può essere utile per individuare la presenza di <strong>problematiche ricorrenti</strong> nel processo di checkout. Magari si tratta di piccoli errori che impediscono all’utente di portare a termine la procedura, che però rischiano di avere ripercussioni importanti sull’affidabilità del nostro e-commerce e sulla percezione che hanno di noi i nostri utenti.</p>
<h3>6. Tasso di frode</h3>
<p>Cercando di interfacciarsi con la banca per semplificare le transazioni andando incontro alle esigenze del cliente, prediligendo quelle <strong>frictionless</strong> o OneClick, non bisogna dimenticare le problematiche per il venditore nel caso in cui queste ultime vengano sfruttate per operare degli illeciti.<br />
È importante verificare questo tipo di transazioni, al fine di mantenere una reputazione positiva con la banca e permettere a sempre più utenti di usufruirne.</p>
<h3>7. Processo di acquisto nell’insieme</h3>
<p>L’intero il processo di acquisto deve essere quanto più possibile <strong>lineare e semplice</strong>, senza che comporti passaggi e inserimenti di dati superflui e fuorvianti per l’utente. Più semplice risulterà tale processo, più diminuirà la presenza di errori e la probabilità di inefficienze di varia natura.</p>
<p>Un altro aspetto importante riguarda <strong>l’ottimizzazione della piattaforma</strong>, ad esempio su mobile, in quanto un sito e-commerce efficiente risulta anche maggiormente gradito dagli utenti che possono effettuare acquisti nella modalità che preferiscono e soprattutto di navigarvi efficacemente ovunque si trovino.</p>
<p>L’utente risulterà così invogliato a ritornare sul nostro e-commerce e ad effettuare nuovamente degli acquisti, garantendoci un maggior profitto e anche un maggior tasso di fidelizzazione.</p>
<h2>Ingematic ti aiuta a massimizzare i tuoi risultati</h2>
<p>Ingematic garantisce esperienza e professionalità nella gestione delle piattaforme e-commerce, suggerendo accorgimenti per implementare le prestazioni del vostro sito o per crearne uno nuovo sulla base delle vostre esigenze.</p>
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		<title>Semplici Strategie per far Crescere il tuo e-Commerce: Up-Selling e Cross-Selling</title>
		<link>https://www.ingematic.com/semplici-strategie-per-far-crescere-il-tuo-e-commerce-up-selling-e-cross-selling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2025 14:29:27 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/semplici-strategie-per-far-crescere-il-tuo-e-commerce-up-selling-e-cross-selling/">Semplici Strategie per far Crescere il tuo e-Commerce: Up-Selling e Cross-Selling</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-3"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 15 Aprile 2025
Data Pubblicazione: 15 Aprile 2025
Pubblicato in: ARCHIVIO |E-COMMERCE |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/carrello/" rel="tag">carrello</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/cross-selling/" rel="tag">cross-selling</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/marketing-transazionale/" rel="tag">marketing transazionale</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/up-selling/" rel="tag">up-selling</a>
Tempo di Lettura: 14 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
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<p><em>Il corretto utilizzo di strategie di marketing specifiche ci permette di migliorare le prestazioni del nostro sito e-commerce, tuttavia non serve che si tratti di operazioni complesse: spesso bastano piccoli accorgimenti per aumentare il valore medio del carrello dei nostri clienti. Vorresti sapere come fare? Vediamo di seguito di cosa si tratta e degli esempi di azioni da intraprendere per applicare queste strategie.</em></p>
<h2><strong>Valore medio del carrello in ribasso? Un problema sempre più diffuso</strong></h2>
<p>I consumatori sono spinti ad acquistare sempre più spesso, sia dalla nostra attività che da tutte le altre presenti sul mercato. I potenziali clienti hanno moltissimi stimoli e opportunità fra cui scegliere, perciò emergere per il singolo merchant non è mai semplice.</p>
<p>Inoltre, a causa delle numerose possibilità di ottenere vantaggi spendendo importi bassi o acquistando da smartphone, la frequenza di acquisto da parte di ogni consumatore è aumentata sensibilmente, causando una decrescita nel valore medio del carrello che risulta sempre più incentrato su articoli di uso quotidiano a prezzi moderati.</p>
<p>Ciò rappresenta un problema per il merchant, che vorrebbe mantenere numeri più elevati e vedere crescere il proprio fatturato e la propria azienda.</p>
<p>Come risolvere dunque questa problematica? Si può ricorrere a due semplici tecniche di marketing per ovviare a quanto sopra esposto (e non solo), perciò vediamole insieme e capiamo come applicarle alla nostra attività.</p>
<h2><strong>Marketing transazionale: cos’è e come si utilizza?</strong></h2>
<p>Un insieme di tecniche efficaci da adottare per restare al passo con le offerte dei competitors riguarda l’utilizzo del marketing transazionale.</p>
<p>Queste strategie consistono nel far leva sull’impulsività di acquisto dei clienti, creando offerte allettanti che devono essere colte immediatamente: un esempio sono le BOGO (prendi due paghi uno) oppure le vendite a tempo limitato o fino ad esaurimento scorte.</p>
<p>Questo tipo di proposte di vendita inducono il cliente a decidere molto più in fretta se comprare qualcosa oppure no, in quanto nasce in loro un senso di urgenza nel bisogno di quell’oggetto che non può essere posticipato. Per questo motivo queste tecniche risultano efficaci: la mancanza di tempo per riflettere su quella proposta di acquisto induce il consumatore ad acquistare impulsivamente il bene e, se accompagnati lungo il funnel di vendita con i giusti riferimenti, queste azioni diventeranno molto più probabilmente delle conversioni.</p>
<p>Il marketing transazionale si oppone al marketing relazionale, in cui si crea invece un rapporto duraturo e di fiducia con il consumatore, che richiede molto tempo e interazioni e che presenta altri vantaggi rispetto al marketing transazionale.</p>
<p>Vediamo dunque come applicare il marketing transazionale più nello specifico, affinché possano crearsi questo genere di dinamiche di acquisto in maniera più costante nel tempo, a cui abbinare proposte speciali di tanto in tanto.</p>
<h2><strong>Up-selling e i suoi vantaggi per la tua attività</strong></h2>
<p>L’up-selling è una strategia che consiste nella vendita di un prodotto o servizio di valore superiore a quello già scelto dal cliente. Questa tecnica permette di incrementare il valore di un’unica transazione, aumentando contemporaneamente il valore percepito dal cliente proponendogli una versione migliore di ciò che già possiede.</p>
<p>Per applicare correttamente questa strategia e fornire davvero un valore aggiunto tangibile per il cliente, la proposta deve non solo essere più alta della precedente in termini economici, ma anche:</p>
<ul>
<li><strong>Adatta alle sue esigenze</strong>: più conosci il tuo target, più sai che genere di prodotti possono destare il suo interesse, perciò nel momento in cui acquisterà un bene saprai di poter fare l’upsell su qualcosa che generi un senso di bisogno e il desiderio di colmarlo.</li>
<li><strong>Di tendenza fra i nostri clienti: </strong>nel momento in cui i clienti si rendono conto del fatto che un prodotto presenta numerose recensioni ed è stato largamente apprezzato, faranno l’upgrade con più convinzione, in quanto supportati dal riscontro positivo ricevuto dagli altri.</li>
</ul>
<p>Queste caratteristiche rendono l’up-selling una tecnica molto efficace e applicabile a diversi ambiti di mercato, abbinata ad altre strategie di marketing nelle quali declinare la nostra proposta:</p>
<ul>
<li>Offerta <strong>Premium</strong> di un nostro servizio, ad esempio fornendo vantaggi specifici o accesso ad aree riservate a chi decide di registrarsi al nostro portale invece di accedervi come ospite.</li>
<li>Prodotto con <strong>caratteristiche migliori </strong>di quello già visionato dal cliente, ad esempio una nuova versione dello smartphone che ricercavano.</li>
<li>Prodotto in un <strong>formato più conveniente</strong> rispetto a quello a cui è interessato, ad esempio il formato più grande e, in proporzione, meno costoso del loro prodotto skincare preferito.</li>
<li><strong>Sconti </strong>o<strong> agevolazioni</strong> ottenibili grazie ad un acquisto già effettuato, ad esempio un buono che si ottiene dopo il primo acquisto sul nostro e-commerce.</li>
</ul>
<p>Tutti questi sono esempi di accorgimenti che possono essere adottati dal merchant per invogliare ad un up-sell, variamente applicabili a diverse tipologie di attività con un po’ di esperienza e creatività. Passiamo dunque alla seconda strategia di marketing transazionale.</p>
<h2><strong>Cross-selling per aumentare il valore medio del carrello</strong></h2>
<p>Il cross-selling consiste nella vendita di prodotti o servizi aggiuntivi rispetto a ciò che si sta acquistando; si tratta infatti di articoli diversi da ciò che il cliente sta ricercando, ma logicamente riconducibili a tale articolo.</p>
<p>Per applicare correttamente questa tecnica bisogna abbinare i prodotti secondo uno di questi criteri:</p>
<ul>
<li><strong>Frequentemente acquistati insieme</strong>, perché generalmente utilizzati insieme a ciò che stiamo comprando. Un esempio può riguardare i prodotti per il make-up, in quanto una matita labbra può essere utilizzata e venduta assieme al rossetto.</li>
<li><strong>Consigliati</strong>, perché complementari per lo svolgimento di un’attività. Un esempio sono gli accessori necessari per andare in campeggio, in quanto insieme alla tenda si avrà probabilmente bisogno di un sacco a pelo.</li>
</ul>
<p>Mostrando i prodotti che vogliamo abbinare vicini l’uno all’altro, il cliente considererà la possibilità di poter acquistare altro a cui magari non aveva pensato, aumentando di fatto il valore del carrello.</p>
<p>Il momento in cui facciamo cross-selling è molto importante per creare una relazione positiva e duratura con il cliente, in quanto invogliandolo ad acquistare più prodotti da un&#8217;unica attività tenderà a non voler cercare altrove quando dovesse aver bisogno di articoli diversi anche in futuro, in quanto saprà di poter trovare presso lo stesso venditore tutto ciò che gli occorre.</p>
<p>Inoltre, adottando una strategia che si basi sui comportamenti d’acquisto più diffusi fra i nostri clienti, sarà possibile anche per la nostra attività adattarsi meglio alle loro esigenze e rispondervi più prontamente. Questo permetterà di creare un rapporto più duraturo con i nostri attuali clienti, risparmiando sul raggiungimento di nuovi target e consolidando un’immagine positiva dell’azienda.</p>
<p>Per rendere davvero efficace il cross-selling è importante prestare attenzione alle caratteristiche che devono contraddistinguere la nostra proposta:</p>
<ul>
<li><strong>Ottima</strong> <strong>comunicazione</strong>: è essenziale che il cliente abbia ben chiare le motivazioni per cui dovrebbe effettuare un ulteriore acquisto, in quanto deve percepire esattamente i vantaggi che derivano dalla nostra proposta.</li>
<li><strong>Momento giusto</strong>: il punto del funnel in cui inserire il cross-sell è essenziale, in quanto la nostra proposta deve essere complementare a ciò che il cliente vuole già acquistare, senza distrarlo eccessivamente dal motivo per cui si trova già sul nostro sito e-commerce.</li>
<li><strong>Recensioni positive: </strong>nel momento in cui abbiamo una buona reputazione e i nostri prodotti sono valutati positivamente dai clienti, sarà molto più probabile che chi si è affidato a noi per l’acquisto di un certo prodotto torni ad acquistare nuovamente da noi oppure che ci porti nuova clientela.</li>
</ul>
<h2><strong>Svantaggi del marketing transazionale</strong></h2>
<p>Le strategie di marketing finora esposte possono portare dei risultati molto positivi alla nostra attività, tuttavia vi sono degli errori che è facile commettere che possono compromettere o vanificare ciò che facciamo, causando l’abbandono del carrello o che il cliente abbandoni del tutto il nostro e-commerce.</p>
<ul>
<li><strong>Troppe proposte</strong>: nel momento in cui proponiamo un prodotto diverso da quello che l’utente sta ricercando, è importante evitare di bombardarlo con un numero di alternative eccessive. Il cliente deve avere la possibilità di scegliere, ma senza essere portato fuori strada rispetto a ciò che cercava in origine.</li>
<li><strong>Esperienza negativa</strong>: è importante per la nostra attività cercare di incrementare le vendite, tuttavia bisogna ricordare che dietro le vendite ci sono dei clienti in carne ed ossa. Per il cliente è importante che l’esperienza sul nostro e-commerce e con i servizi che offriamo sia piacevole, altrimenti non tornerebbe da noi a prescindere e avremmo perso un cliente.</li>
<li><strong>Fare la proposta giusta</strong>: nel momento in cui proponiamo un prodotto deve essere coerente con le aspettative e i bisogni del cliente, portando concretamente valore al suo acquisto. Ad esempio, non possiamo fare cross-selling di capi da uomo se chi acquista sta visionando solo capi da donna oppure proporre un servizio Premium che non offra nulla di più di ciò che si può fare con la sua versione base.</li>
<li><strong>Momento sbagliato</strong>: se facciamo la nostra proposta nel momento sbagliato del funnel rischiamo di distrarre o infastidire il nostro cliente, inducendolo ad abbandonare il nostro sito o a non acquistare più un certo prodotto.</li>
<li><strong>Prodotto complesso</strong>: nel momento in cui facciamo proposte di cross-selling ai nostri clienti, loro saranno portati ad effettuare acquisti impulsivi, ma ci sono prodotti che richiedono maggiore considerazione e confronto, per cui questo tipo di strategie potrebbero non portare grande riscontro.</li>
<li><strong>Mancanza di rapporto sul lungo termine</strong>: è vero che, come dicevamo in precedenza, se il cliente si è trovato bene sul nostro sito probabilmente ci tornerà sopra in futuro, ma per creare un legame solido con i clienti bisognerebbe abbinare a queste tecniche di marketing altre strategie per aumentare la retention dei clienti.</li>
</ul>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>Abbiamo visto che il transational marketing può risultare molto efficace se impostato correttamente: questo insieme di strategie servono per ottenere migliori risultati di vendita senza utilizzare tecniche complesse, puntando sull’impulsività di acquisto dei consumatori.</p>
<p>Una delle strategie utilizzate in questo ambito è l’up-selling, che consiste nel vendere un prodotto di valore più alto al cliente, proponendogli la versione migliore di ciò che lui sta visionando. L’up-selling veicola l’idea che quello che il cliente sta acquistando non sia solo più costoso, ma soprattutto porti vantaggio al cliente e per questo gli sia di grande utilità.</p>
<p>La seconda è il cross-selling, che consiste invece nella vendita di prodotti correlati a quello che il cliente sta visionando e che possono essergli utili in quanto correlati a ciò che il cliente già cercava. Questa strategia permette di stimolare il cliente a pensare a dei collegamenti fra prodotti a cui in precedenza non aveva pensato, per questo risulta utile per aumentare il valore del carrello.</p>
<p>Grazie all’applicazione di queste strategie di marketing, il cliente non acquisterà più solo il prodotto per cui aveva visitato il nostro e-commerce, ma anche altri prodotti di cui riconosce il valore proposto dal venditore.</p>
<h2><strong>Ingematic ti aiuta a massimizzare i tuoi risultati</strong></h2>
<p><strong> </strong>Vorresti applicare queste strategie anche tu ma non sai da dove cominciare?</p>
<p>Bisogna prestare attenzione alle modalità che utilizziamo per metterle in atto, per non incorrere in errori che possono vanificare i nostri sforzi, tuttavia si è riscontrato che grazie a piccoli accorgimenti si possono ottenere risultati estremamente positivi.</p>
<p>Ingematic garantisce esperienza e professionalità nella gestione delle piattaforme e-commerce, fornendo suggerimenti per implementare le prestazioni del vostro sito o per crearne uno nuovo sulla base delle vostre esigenze.</p>
<p>Contattaci per una consulenza!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/semplici-strategie-per-far-crescere-il-tuo-e-commerce-up-selling-e-cross-selling/">Semplici Strategie per far Crescere il tuo e-Commerce: Up-Selling e Cross-Selling</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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		<item>
		<title>ATECO 2025: grandi novità per l&#8217;e-commerce</title>
		<link>https://www.ingematic.com/ateco-2025-grandi-novita-per-le-commerce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 14:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[E-COMMERCE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ATECO 2025 introduce grandi cambiamenti nell'inquadramento delle attività che si occupano di vendita online, soppiantando l'organizzazione precedente che le rimandava ad un codice unico. Quali sono gli esiti di questo cambiamento? Quali saranno le implicazioni fiscali ed amministrative per le aziende e-commerce? Cosa cambia con ATECO 2025? A partire dal 1° gennaio  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/ateco-2025-grandi-novita-per-le-commerce/">ATECO 2025: grandi novità per l&#8217;e-commerce</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1248px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 31 Marzo 2025
Data Pubblicazione: 31 Marzo 2025
Pubblicato in: ARCHIVIO |E-COMMERCE |
Tag: 
Tempo di Lettura: 4 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
</div>

<div class="fusion-text fusion-text-5"><p><em>ATECO 2025 introduce grandi cambiamenti nell&#8217;inquadramento delle attività che si occupano di vendita online, soppiantando l&#8217;organizzazione precedente che le rimandava ad un codice unico. Quali sono gli esiti di questo cambiamento? Quali saranno le implicazioni fiscali ed amministrative per le aziende e-commerce?</em></p>
<h2>Cosa cambia con ATECO 2025?</h2>
<p>A partire dal 1° gennaio 2025 sono entrati in vigore i nuovi codici ATECO e da domani, <strong>1° aprile</strong>, sarà anche obbligatoria la loro adozione per tutte le attività.</p>
<p>Il passaggio ad <strong>ATECO 2025</strong> si prospetta come un cambiamento radicale: è previsto, infatti, uno snellimento dei codici per alcune attività che saranno assimilate fra loro, mentre per altre ci sarà una particolarizzazione dovuta ad un cambio di prospettiva nei principi di classificazione delle stesse.</p>
<p>Per il <strong>commercio elettronico</strong>, nello specifico, ATECO 2022 prevedeva il codice 47.91.10 per identificare il “commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”. Il passaggio ad ATECO 2025 poterà invece a <strong>differenziare le attività</strong> non più in base al canale di vendita adottato, bensì secondo la <strong>tipologia di articolo</strong> venduto.</p>
<p>Questo cambiamento comporterà dunque una riclassificazione delle attività <strong>e-commerce</strong>, le quali saranno ricollocate nei settori di appartenenza degli articoli di cui si occupano, secondo la tabella fornita dall’ISTAT (consultabile <strong><a href="https://www.istat.it/classificazione/documenti-ateco/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">qui</a></strong>).</p>
<h2>Qual è il nuovo codice ATECO per e-commerce?</h2>
<p>Gli e-commerce, essendo riclassificati secondo la tipologia di merce venduta, subiranno una variazione non solo nell&#8217;attribuzione del codice ATECO, ma soprattutto dei regolamenti a cui far riferimento.</p>
<p>I <strong>negozi online</strong> dovranno infatti essere associati ai singoli settori di riferimento per la vendita di una determinata tipologia di prodotto. Ciò comporta un aumento dei codici necessari per vendere merci online <strong>da 1 a ben 96</strong>, che ricadono in classi diverse e corrispondono a <strong>modelli ISA</strong> presumibilmente diversi, che potrebbero comportare variazioni anche a livello di distinzione dei ricavi conseguiti, inserendoli in un’ottica di “<strong>multiattività</strong>”.</p>
<p>Pur essendo <strong>automatico</strong> il passaggio dal vecchio ai nuovi codici, dovrà essere premura di ogni attività controllare che il nuovo codice assegnato sia corrispondente con la realtà di ciascuno ed eventualmente seguire la procedura atta a correggerne l&#8217;assegnazione.</p>
<p>Si tratta di un cambiamento significativo nella gestione delle attività di e-commerce, che segue la costante espansione di questo settore degli ultimi anni. Il fine è quello di renderne la legislazione più particolareggiata e in linea con le necessità sempre crescenti di venditori e consumatori.</p>
<p>Sarà importante comprendere anche quali aspetti legislativi dovranno essere riconsiderati in questo cambiamento, in quanto vi sono presenti delle zone d&#8217;ombra che riguardano le <strong>specificità</strong> relative alla vendita online dal punto di vista <strong>amministrativo</strong>, <strong>fiscale</strong> e di <strong>tutela dei consumatori</strong>.</p>
<p>Sono ancora tanti gli aspetti da chiarire in merito a questo cambiamento, per garantire che si colmi il <strong>vuoto normativo </strong>di cui abbiamo parlato, ma siamo convinti che questa trasformazione porterà ad un&#8217;evoluzione positiva nell&#8217;ambito del commercio online e permetterà di svilupparne ulteriormente le grandi potenzialità.</p>
</div></div></div></div></div>
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		<item>
		<title>Bando Voucher Internazionalizzazione 2025 per supportare le MPMI</title>
		<link>https://www.ingematic.com/bando-voucher-internazionalizzazione-2025-per-supportare-le-mpmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2025 16:51:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[BANDI E FINANZA AGEVOLATA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Bando Voucher Internazionalizzazione 2025 supporta le Micro, Piccole e Medie Imprese appartenenti alla Circoscrizione della Camera di Commercio di Bari in un processo di internazionalizzazione che permetta loro di accedere ai mercati esteri e a strumenti innovativi per la loro crescita in ambito digitale. A chi è rivolto il bando? Il bando  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/bando-voucher-internazionalizzazione-2025-per-supportare-le-mpmi/">Bando Voucher Internazionalizzazione 2025 per supportare le MPMI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-6"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 5 Febbraio 2025
Data Pubblicazione: 5 Febbraio 2025
Pubblicato in: ARCHIVIO |BANDI E FINANZA AGEVOLATA |
Tag: 
Tempo di Lettura: 4 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
</div>

<p><em>Il Bando Voucher Internazionalizzazione 2025 supporta le Micro, Piccole e Medie Imprese appartenenti alla Circoscrizione della Camera di Commercio di Bari in un processo di internazionalizzazione che permetta loro di accedere ai mercati esteri e a strumenti innovativi per la loro crescita in ambito digitale.</em></p>
<h2>A chi è rivolto il bando?</h2>
<p>Il bando si rivolge a Micro, Piccole e Medie Imprese, inserite nella circoscrizione della <strong>Camera di Commercio di Bari</strong>.<br />
I candidati devono inoltre trovarsi in regola con l’iscrizione al registro delle Imprese e con il pagamento del diritto annuale, non trovarsi in stato di liquidazione volontaria e non devono essere sottoposte a procedure concursuali.</p>
<h2>Per quali progetti sono previste le agevolazioni?</h2>
<p>Sono finanziabili le attività attinenti ai seguenti ambiti:</p>
<ul>
<li>Progetti di creazione e promozione di <strong>piattaforme e-commerce</strong> o <strong>vetrine digitali</strong> in lingua straniera, volte a favorire le attività di commercio online. Tali iniziative prevedono anche la realizzazione di campagne promozionali sui social, operazioni di posizionamento sui motori di ricerca e il pagamento dei canoni di abbonamento ai canali di vendita all’estero per l’anno 2025;</li>
<li>Potenziamento degli <em>strumenti promozionali</em> in lingua straniera, come progettazione, traduzione e realizzazione del catalogo;</li>
<li>Consulenza e rilascio o rinnovo delle <em>certificazioni</em> necessarie ai fini dell’esportazione all’estero dei prodotti;</li>
<li>Registrazione del <em>marchio</em> all’estero;</li>
<li>Partecipazione ad eventi online di <em>virtual matchmaking</em>, per agevolare l’incontro di buyer internazionali e operatori nazionali;</li>
<li>Percorsi di <em>formazione del personale</em> interno dedicati all’internazionalizzazione;</li>
<li>Partecipazione a <em>fiere internazionali</em> e sovvenzione delle spese associate;</li>
<li>Partecipazione a <em>fiere digitali</em> e iscrizione al relativo calendario con sovvenzione delle spese associate;</li>
<li>Partecipazione a progetti di <em>incoming</em> o <em>missioni economiche</em> all’estero, di cui saranno coperte le spese relative alla realizzazione concreta della missione, interpreti e segretari incaricati per l’evento fieristico, partecipazione ad iniziative promozionali relative all’evento stesso e la sua progettazione.</li>
</ul>
<h2>Quali agevolazioni sono previste?</h2>
<p>I fondi disponibili ammontano ad un totale di <strong>750.000 €</strong>, con la possibilità di disporre di un voucher a fondo perduto per un massimo di 5.000 €.<br />
Saranno coperte le spese sostenute dall’azienda per un massimo del 70% al netto di IVA, a fronte di un investimento minimo di 2.000€.</p>
<p>Le domande saranno valutate in ordine cronologico <strong>fino ad esaurimento fondi</strong>, ovvero fino al 31/12/2025.</p>
<p>Per più informazioni e per la documentazione necessaria alla partecipazione, vi rimandiamo <a href="https://www.ba.camcom.it/info/bando-voucher-internazionalizzazione-anno-2025" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">qui</a>.</p>
<h2>Perché investire in e-commerce e internazionalizzazione?</h2>
<p>Come abbiamo evidenziato nell’articolo <a href="https://www.ingematic.com/e-commerce-in-italia-nel-2020-crescita-del-26-percento/">e-commerce in Italia</a>, i dati parlano chiaramente: la sempre più larga diffusione delle tecnologie digitali rende quasi obbligatorio un processo di digitalizzazione e la migliore forma di digitalizzazione per un piccola media impresa è proprio l’e-commerce. Per una MPMI, infatti, è ormai vitale avere a disposizione uno store completamente online che raggiunga il maggior numero possibile di clienti.</p>
<p>A breve approfondiremo anche l’importanza dell’<strong>internazionalizzazione</strong>, che risulta essere attualmente una risorsa da non sottovalutare anche per una piccola impresa. Spesso si tende a desistere dalla realizzazione di progetti in tal senso in quanto potrebbero sembrare molto complessi a realizzarsi, ma interventi di questo tipo presentano grandi potenzialità e, affidandosi ai professionisti giusti, possono portare una crescita sorprendente all’impresa che li mette in atto.</p>
<h2>Perché scegliere Ingematic</h2>
<p>Ingematic è un’agenzia altamente specializzata nella creazione e gestione di e-commerce. Da anni supportiamo i nostri clienti sviluppando store performanti costruiti su misura per ogni tipologia di settore merceologico, grazie alla nostra esperienza e professionalità. Proprio per questo sosteniamo il presente bando e le aziende che possono usufruirne, affinché il processo di digitalizzazione permetta alle aziende del territorio di spingersi al di fuori dei confini nazionali, per approdare a soluzioni innovative e fruttuose per la propria attività.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/bando-voucher-internazionalizzazione-2025-per-supportare-le-mpmi/">Bando Voucher Internazionalizzazione 2025 per supportare le MPMI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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		<item>
		<title>Bando Trasformazioni: Servizi per la Trasformazione Digitale nelle PMI</title>
		<link>https://www.ingematic.com/bando-trasformazioni-servizi-per-la-trasformazione-digitale-nelle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 13:20:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[DIGITAL NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[bando trasformazione]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[MPMI]]></category>
		<category><![CDATA[regione puglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Bando Trasformazioni permette di ottenere finanziamenti importanti sia nel campo della logistica e del marketing aziendale, che per la creazione di piattaforme e-commerce che permettano un ampliamento del mercato e dei canali commerciali utilizzati dalle aziende. Il suo obiettivo: favorire la digitalizzazione delle PMI. Ingematic vi spiega perché si tratta di un  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/bando-trasformazioni-servizi-per-la-trasformazione-digitale-nelle-pmi/">Bando Trasformazioni: Servizi per la Trasformazione Digitale nelle PMI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-7"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 16 Gennaio 2025
Data Pubblicazione: 6 Dicembre 2024
Pubblicato in: ARCHIVIO |DIGITAL NEWS |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/bando-trasformazione/" rel="tag">bando trasformazione</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/digitalizzazione/" rel="tag">digitalizzazione</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/e-commerce/" rel="tag">e-commerce</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/mpmi/" rel="tag">MPMI</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/regione-puglia/" rel="tag">regione puglia</a>
Tempo di Lettura: 4 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
</div>

<p><em>Il Bando Trasformazioni permette di ottenere finanziamenti importanti sia nel campo della logistica e del marketing aziendale, che per la creazione di piattaforme e-commerce che permettano un ampliamento del mercato e dei canali commerciali utilizzati dalle aziende. Il suo obiettivo: favorire la digitalizzazione delle PMI. Ingematic vi spiega perché si tratta di un processo essenziale.</em></p>
<h2>A chi è rivolto il bando?</h2>
<p>Il bando si rivolge a Micro, Piccole e Medie Imprese, nonchè a liberi professionisti purchè si sia iscritti a Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura.</p>
<p>I candidati devono essere in possesso di: codice ATECO ammissibile; sede legale o sede di investimento in Puglia; regime di contabilità semplificata o ordinaria; capacità finanziaria adeguata; almeno un bilancio approvato o dichiarazione dei redditi trasmessa.</p>
<div>
<div>
<h2>Per quali progetti sono previste le agevolazioni?</h2>
</div>
</div>
<p>Gli interventi finanziabili in questo bando mirano a sostenere lo sviluppo e il rafforzamento tecnologico delle MPMI attraverso servizi per l&#8217;innovazione quali: piattaforme e-commerce; ampliamento del mercato e dei canali commerciali; supply chain management; customer relationship management.</p>
<p>Il bando permette di ottenere finanziamenti importanti sia nel campo della logistica e del marketing aziendale, che per la creazione di piattaforme e-commerce che permettano un ampliamento del mercato e dei canali commerciali utilizzati dalle aziende. La finalità di questi contributi è quella di favorire l&#8217;uso di piattaforme integrate per il controllo delle prestazioni e il miglioramento dell&#8217;efficienza.</p>
<p>L&#8217;intervento mira anche a sostenere lo sviluppo dei territori in cui il commercio tradizionale è maggiormente radicato, portandoli a seguire il processo di digitalizzazione in corso attraverso l&#8217;utilizzo di piattaforme e-commerce e pianificazione strategica. Utilizzando questi fondi si possono introdurre servizi di software intelligenti e servizi strategici di analisi dei dati che permettano di confrontare le vendite e i trend, così da ottimizzare il posizionamento prodotti sul marketplace.</p>
<h2>Quali agevolazioni sono previste?</h2>
<p>I contributi previsti sono pari al <strong>45% della spesa</strong> complessiva ritenuta congrua. Si prevede inoltre una variazione del 5% per progetti che usufruiscono di European Digital Innovation Hub o tecniche di Explainable AI, oltre a quelli che prevedono un impatto ambientale positivo o una rilevante presenza femminile o giovanile nell&#8217;ambito del progetto.</p>
<p>Il costo minimo sostenuto per candidato deve essere pari a <strong>10mila euro</strong>, mentre il costo massimo può variare a seconda della tipologia di azienda e del numero di settori di investimento.</p>
<p>La <strong><a href="https://www.regione.puglia.it/web/trasformazione-digitale/-/avviso-trasformazioni-servizi-per-l-innovazione-e-l-avanzamento-tecnologico-e-interventi-per-la-trasformazione-digitale-a-supporto-delle-pmi" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">data di scadenza del bando</a></strong> è prevista per il <strong>31 dicembre 2026</strong>, ma resterà aperto fino ad esaurimento fondi.</p>
<h2>Perché investire in e-commerce?</h2>
<p>Come abbiamo evidenziato nell&#8217;articolo<a href="https://www.ingematic.com/e-commerce-in-italia-nel-2020-crescita-del-26-percento/"><strong> e-commerce in Italia</strong></a>, i dati parlano chiaramente: la sempre più larga diffusione delle tecnologie digitali rende quasi obbligatorio un processo di digitalizzazione e la migliore forma di digitalizzazione per un piccola media impresa è proprio l&#8217;e-commerce.<br />
Per una <strong>MPMI</strong>, infatti, è ormai vitale avere a disposizione uno store completamente online che raggiunga il maggior numero possibile di clienti.</p>
<h2>Perché scegliere Ingematic</h2>
<p>Ingematic è un&#8217;agenzia altamente specializzata nella creazione e gestione di e-commerce. Da anni supportiamo i nostri clienti sviluppando store performanti e costruiti su misura per ogni tipologia di settore merceologico, grazie alla nostra esperienza e professionalità.<br />
Proprio per questo sosteniamo il presente bando e le aziende che possono usufruirne, affinché il processo digitale si sposi con il nostro territorio, portando una reale crescita sia online che offline.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/bando-trasformazioni-servizi-per-la-trasformazione-digitale-nelle-pmi/">Bando Trasformazioni: Servizi per la Trasformazione Digitale nelle PMI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Strategie di Marketing Automation: migliora la tua azienda</title>
		<link>https://www.ingematic.com/strategie-marketing-automation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 10:21:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[MARKETING AUTOMATION]]></category>
		<category><![CDATA[chatbot]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce automation]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing]]></category>
		<category><![CDATA[live chat]]></category>
		<category><![CDATA[marketing automation]]></category>
		<category><![CDATA[social automation]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ingematic.com/?p=3353</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le strategie di marketing automation sono uno strumento per ottimizzare il lavoro di marketing. Come? Automatizzando alcuni processi operativi. In questa guida, vi illustriamo cos’è il marketing automatizzato e perché è utile nella gestione delle vostre attività di marketing aziendale. Cos’è la Marketing Automation Nelle strategie di “marketing automation” vengono raggruppati tutti quei  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/strategie-marketing-automation/">Strategie di Marketing Automation: migliora la tua azienda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-8"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 27 Luglio 2021
Data Pubblicazione: 27 Luglio 2021
Pubblicato in: ARCHIVIO |MARKETING AUTOMATION |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/chatbot/" rel="tag">chatbot</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/ecommerce-automation/" rel="tag">ecommerce automation</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/email-marketing/" rel="tag">email marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/live-chat/" rel="tag">live chat</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/marketing-automation/" rel="tag">marketing automation</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/social-automation/" rel="tag">social automation</a>
Tempo di Lettura: 46 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
</div>

<p><em>Le strategie di marketing automation sono uno strumento per ottimizzare il lavoro di marketing. Come?</em><br />
<em>Automatizzando alcuni processi operativi. In questa guida, vi illustriamo cos’è il marketing automatizzato e </em><em>perché è utile nella gestione delle vostre attività di marketing aziendale.</em></p>
<h2>Cos’è la Marketing Automation</h2>
<p>Nelle strategie di “<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marketing_automation" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">marketing automation</a></strong>” vengono raggruppati tutti quei processi e strumenti software finalizzati ad un unico scopo: automatizzare le azioni di marketing.<br />
In questo senso, alcune azioni sono per lo più “ripetitive”. Basti pensare all&#8217;invio di email, alla pubblicazione dei post sui vari profili social, alle risposte dirette nei “<strong>Direct message</strong>” (<em>DM</em>) di <strong>Facebook</strong> o <strong>Instagram.</strong> Oppure ad altre azioni da eseguire sul proprio sito web o e-commerce.<br />
Grazie alla tecnologia del “marketing automatizzato” tutte queste azioni sono rese più facili e più “automatiche”.</p>
<h3>Lo scopo della Marketing Automation</h3>
<p>Avendone dato la definizione e prima di addentrarci nel vivo delle strategie di marketing automation, è bene evidenziarne ulteriormente lo scopo. Fra le finalità della marketing automation c&#8217;è anzitutto l’ottimizzazione dei processi per l’acquisizione di nuovi clienti. Ciò ha l’obiettivo di aumentare l’efficienza e le vendite massimizzando l’utile delle campagne di lead generation. Ovviamente, i vantaggi della <strong>marketing automation</strong> sono diversi. Guadagnano tempo grazie all&#8217;automatizzazione delle azioni ritenute più “ripetitive” è possibile rendere maggiormente efficiente il processo di acquisizione, gestione e conversione delle lead.</p>
<p>Ottimizzando l’email marketing, si possono aumentare le possibilità di acquisire nuovi clienti con l’intento di accrescere il proprio database. Nonostante tutto, è bene ricordare che affidarsi solo a questi automatismi non è sufficiente. Per rendere efficiente tutto il processo, è importante impostare delle vere e proprie strategie di marketing automation. In quest’ottica, Ingematic accompagna i propri clienti dall&#8217;inizio alla fine, affinché si possa definire una chiara strategia di intervento per evitare risultati improduttivi. L’automatismo, quindi, è utile se alla base vi sono intenti e scopi ben definiti.</p>
<h3>Perché la Marketing Automation aiuta il tuo Team</h3>
<p>Abbiamo appena visto scopo e obiettivi dei processi di automazione del marketing. Infatti, applicando le giuste strategie di marketing automation, è possibile alleggerire il carico di lavoro che grava sul team della tua azienda o<br />
della tua attività commerciale. Nella marketing automation, i processi maggiormente ripetitivi possono essere affidati a software specifici. Come vedremo nel corso di questa piccola guida introduttiva alla marketing automation, alcuni processi automatizzati avranno il compito di:</p>
<ul>
<li>rafforzare la<strong> brand awareness</strong> del tuo brand</li>
<li><strong>presentare</strong> ai tuoi clienti nuovi prodotti e servizi</li>
<li>ricontattare <strong>utenti inattivi</strong></li>
<li>creare percorsi personalizzati durante la navigazione</li>
<li>interagire con i clienti tramite le chatbot</li>
<li>risolvere problemi durante le fasi di acquisto tramite chatbot</li>
</ul>
<p>Questo è solo un piccolo elenco dei processi di automazione in ottica di marketing. Queste “semplici” azioni, se gestite da software opportuni, possono sgravare il team. In questo modo, potrà dedicarsi maggiormente all&#8217;ultima fase degli step previsti nel <strong>funnel di marketing</strong>: assicurarsi che l’ordine acquisito venga spedito o che il servizio erogato corrisponda alle esigenze e necessità dei tuoi clienti.</p>
<div id="attachment_3749" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3749" class="wp-image-3749 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Marketing Automation: la Marketing automation aiuta il tuo team" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-marketing-automation-aiuta-team-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3749" class="wp-caption-text">La Marketing Automation alleggerisce il lavoro del tuo team</p></div>
<h3>I vantaggi della Marketing Automation</h3>
<p>I software e i processi previsti nelle strategie di marketing automation offrono la possibilità di automatizzare azioni rivolte all&#8217;inbound marketing all’interno di una specifica piattaforma. Con l’aiuto dei tools è quindi possibile:</p>
<ul>
<li>Avere più tempo per pianificare le strategie</li>
<li>“Segmentare” dettagliatamente i tuoi utenti e i potenziali clienti</li>
<li>Personalizzare il follow-up</li>
<li>Applicare campagne di marketing più ampie</li>
<li>Assegnare priorità ai lead</li>
<li>Ottimizzare il ROI di marketing</li>
<li>Calcolare gli investimenti futuri</li>
</ul>
<p>Vediamo in dettaglio queste potenzialità.</p>
<h4>Avere più Tempo per Pianificare le Strategie</h4>
<p>Abbiamo già accennato quanto l’applicazione di giuste strategie di <strong>marketing automation</strong> sia essenziale per favorire il lavoro del tuo team aziendale. Chi gestisce la sezione marketing aziendale, infatti, è sempre al lavoro per creare nuove idee e contenuti per poi applicare il tutto nelle apposite campagne. L’obiettivo è analogo: catturare l’attenzione dei clienti.</p>
<p>I <strong>software</strong> pensati per la marketing automation danno al tuo team maggior tempo a disposizione per creare contenuti, valutare la qualità degli stessi e delle loro campagne di riferimento.<strong> Un esempio</strong>: automatizzare il processo di assegnazione delle priorità di lead garantisce al team di vendita maggior tempo da impiegare ai lead.</p>
<h4>“Segmentare” i tuoi Utenti e potenziali Clienti</h4>
<p>Grazie ai processi della marketing automation, la tua azienda avrà una grande opportunità da sfruttare: quella di avere una panoramica dettagliata dei tuoi potenziali clienti. Analizzando il livello di engagement degli utenti con i contenuti creati (messaggistica, email, newsletter, campagne di digital advertising), il tuo team potrà studiare i “segmenti” dei clienti in visione del funnel di marketing. In questo modo, è possibile comprendere quali strategie e strumenti sono stati più preformanti nel generare risultati al fine di applicarle nelle azioni successive.</p>
<h4>Personalizzare il Follow-Up</h4>
<p>Il tuo team di vendita aziendale può dedicarsi maggiormente al follow-up di utenti/clienti indecisi sull&#8217;acquisto di un prodotto o di un servizio. <strong>Facciamo un esempio</strong>: un cliente sta raccogliendo informazioni su una categoria di prodotti. Nel processo iniziale dell&#8217;acquisto, l’utente legge e confronta differenti prodotti affinché trovi quello che soddisfi le sue esigenze. In questo processo, può capitare che l’utente si focalizzi su un numero di prodotti più ridotto. Come vedremo in seguito, questo è lo step in cui l’imbuto del funnel di marketing si restringe. Ciò significa, che il team delle vendite può contattare l’utente per condurlo alla fase finale: l’acquisto.</p>
<div id="attachment_3747" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3747" class="wp-image-3747 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Marketing Automation: followup" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-followup-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3747" class="wp-caption-text">Esempi di processi di vendita con follow up adeguato e follow up ridotto</p></div>
<h4>Applicare Campagne di Marketing più ampie</h4>
<p>Importante è avere informazioni dettagliate sui segmenti dei propri clienti. Anche monitorare il numero di volte in cui un documento è stato scaricato dal proprio sito web o e-commerce e leggere i dati insights dei profili social aziendali. Ciò consente di specificare meglio preferenze prioritarie dei lead. In questo modo, è possibile applicare campagne di marketing con un raggio più ampio, come:</p>
<ul>
<li>Messaggi mail personalizzati</li>
<li>Newsletter con contenuti specifici</li>
<li>E-mail automatizzate e programmate nel tempo, al fine di “nutrire” l’interesse dei contatti</li>
<li>Messaggi personali inviati sui canali di messaggistica social</li>
</ul>
<h4>Assegnare Priorità ai Lead</h4>
<p>Bisogna scegliere attentamente gli strumenti e le strategie di marketing automation. Così facendo, la tua azienda sarà in grado di quantificare oggettivamente i progressi fatti durante il “ciclo di vita” del cliente. Grazie a dati e informazioni misurati, la marketing automation può aiutarti ad affidare alle giuste priorità il tempo del team di vendita. Come? Calcolando se i punti di contatto con il potenziale consumatore sono ottimizzati al fine di stabilire se una campagna sia stata efficace o meno.</p>
<h4>Ottimizzare il ROI di Marketing</h4>
<p>Applicando una integrazione fra le strategie di marketing automation con i sistemi CRM è possibile calcolare il tuo ROI (Return of Investment) del marketing. Il tuo team di marketing può pertanto decidere come investire il budget in un’ottica di un ROI maggiore.</p>
<h4>Calcolare gli Investimenti Futuri</h4>
<p>Seguendo questi step, il team di marketing può pertanto quantificare i costi e il ROI di tutte le azioni di marketing da applicare. L’obiettivo finale è quello di prevedere gli investimenti futuri con maggiore “precisione”.</p>
<h3>Marketing automation per B2B e B2C: quali sono le differenze</h3>
<p>Come ogni processo di marketing che si rispetti, anche per le strategie di marketing automation vale la regola del “mercato” di riferimento. In quest’ottica, infatti, è impossibile non parlare di mercato B2B e mercato B2C. Pertanto, vi starete chiedendo: come si applica la marketing automation al B2B e al B2C. Cerchiamo di rispondere brevemente.</p>
<h4>Marketing Automation per il B2B</h4>
<p>Gli strumenti e i processi della marketing automation si applicano perfettamente al modello “<strong>business to business</strong>”. Il mercato del <strong>B2B</strong> ha per sua “natura” processi di vendita più lunghi, con fasi di acquisto a più step. E&#8217; per questo che si può conformare alle strategie di marketing automation. Vediamo come. La marketing automation può individuare più facilmente gli “stakeholder” maggiormente influenti. Può monitorare le campagne e le interazioni con esse, individuare i lead al fine di personalizzare la loro buyer’s journey/customer experience. L’obiettivo è quello di instaurare rapporti commerciali che siano longevi nel tempo.</p>
<h5>Come condurre il Lead</h5>
<p>Come è noto, nel mercato <strong>B2B</strong> le trattative commerciali sono condotte principalmente grazie ai rapporti personali. Proprio in virtù di questo, la qualità informativa sui prodotti ed il rafforzamento della brand awareness sono fondamentali. Grazie alla natura di queste trattative commerciali, il B2B richiede un processo di sinergia dei lead più duraturo. Di conseguenza la marketing automation diventa fondamentale. Dando contenuti specifici durante il percorso di acquisto, valutandone la risposta, la marketing automation può fornirvi informazioni utili, valutabili per intervenire con decisioni maggiormente efficaci.</p>
<h4>Marketing Automation per il B2C</h4>
<p>Sappiamo che il modello di marketing per il “<strong>business to customer</strong>” cerca di fidelizzare continuamente i clienti con il brand. Generalmente, lo fa con prodotti specifici indicando quelli che maggiormente si applicano ai bisogni dei clienti. In quest’ottica, la marketing automation per il B2C aiuta ad automatizzare la fase di vendita affinché sia più rapida e senza impiegare troppo il tuo team di vendita.</p>
<p>Differentemente da quanto visto per la marketing automation per il B2B, quella per il B2C ha meno tempo a disposizione. Il cliente deve, infatti, essere raggiunto rapidamente affinché si possa accrescere il suo interesse e velocizzare il processo di acquisto.</p>
<h5>Percorsi di vendita e di Brand Awareness</h5>
<p>Applicare le strategie di <strong>marketing automation</strong> per il mercato <strong>B2C</strong> significa ottimizzare al meglio la strategia comunicativa. L’ottimizzazione deve avvenire però in tempi molto ristretti. Una campagna B2C deve attirare fin da subito il consumatore finale, curando il suo interesse verso il prodotto cosicché il cliente non si rivolga altrove. Se la strategia comunicativa da applicare durante la fase di acquisto deve essere rapida, quella da applicare alla<strong> brand awareness</strong> può essere pianificata in un tempo più dilatato. Fidelizzare i tuoi clienti richiede più dedizione e maggiore continuità. Comunicare e trasmettere la fiducia del proprio brand richiede un flusso di azioni, anche automatiche, aggiornato e costante.</p>
<h3>Strutturare la Strategia di Marketing Automation</h3>
<p>Avendo introdotto le finalità del marketing automation, è importante evidenziare quali sono i punti principali dai cui non si deve prescindere, avendo come focus la “<strong>buyer’s Journey</strong>”. I quattro punti delle strategie di marketing automation sono:</p>
<ul>
<li>awareness</li>
<li>interest</li>
<li>consideration</li>
<li>conversion</li>
</ul>
<div id="attachment_3745" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3745" class="wp-image-3745 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Marketing Automation: buyer's journey" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-buyers-journey-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3745" class="wp-caption-text">Il &#8220;viaggio del cliente&#8221;: consapevolezza, interesse, considerazione, conversione</p></div>
<p><strong>Awareness.</strong> Abbiamo già discusso di quanto sia importante accrescere la “<em>consapevolezza di un brand</em>”. Avere una forte <a href="https://www.ingematic.com/brand-identity/">brand identity</a>, è il primo passo per far avvicinare nuovi contatti che, se “coltivati”, possono divenire clienti.</p>
<p><strong>Interest.</strong> Il secondo passo da seguire è generare interesse per quello che produciamo o offriamo in termini di prodotti o servizi.</p>
<p><strong>Consideration.</strong> La “considerazione” è il cuore pulsante delle strategie di marketing automation. In un’ottica di buyer’s Journey, un potenziale cliente può avere una buona considerazione della nostra offerta se la sua permanenza sul sito web o e-Commerce è soddisfacente. In questo senso, un insieme di strumenti di marketing automatizzato possono essere fondamentali: dalle chat di servizio, fino agli held-desk automatizzati.</p>
<p><strong>Conversion.</strong> L’ultimo passaggio riguarda l’obiettivo finale del sistema automatizzato. La conversione avviene nel momento in cui “il viaggio del consumatore” giunge a buon fine. Il cliente è stato pertanto “nutrito” durante la sua esperienza sulla piattaforma ed è quindi pronto ad effettuare il suo acquisto.</p>
<p>Integrando queste prerogative all&#8217;interno delle strategie di marketing automation, possiamo assicurarci di avere reso un contatto “felice” dell’esperienza offerta. Talmente &#8220;felice&#8221; da farlo diventare un vero e proprio cliente.</p>
<h2>Lead Nurturing e Email Marketing</h2>
<p>Dopo aver delineato le finalità delle strategie di marketing automation, possiamo approfondirne alcuni aspetti fondamentali. L’ automatizzazione dei processi rende possibile quella che nel marketing viene definita come “lead nurturing”. Tradotto in italiano come “portatore di nutrimento”. L’obiettivo è quello di avvicinare il più possibile un contatto all&#8217;acquisto di un prodotto o servizio. Utilizzando il proprio database di contatti, la marketing automation avvia una vera e propria serie di azioni automatiche.</p>
<p>Il fine è quello di “prendersi cura”, quindi &#8220;nutrire&#8221;, tali contatti affinché gli stessi si approccino ad uno specifico prodotto. In questo senso,un ulteriore scopo di tali strategie è quello di acquisire il più possibile il maggior numero di informazioni sui propri contatti. In questo modo, si possono comprendere tempistiche e necessità dei propri contatti e potenziali clienti.</p>
<h3>Inbound Marketing e Demand Generation</h3>
<p>In qualità di strumento di digital marketing, la marketing automation è essenziale sia per quanto riguarda l’<a href="https://www.ingematic.com/inbound-marketing/">inbound marketing</a> che la demand generation. In quest’ottica, in particolare, rientrano tutti quei processi riguardanti l’acquisizione, la gestione e la conversione delle lead. E’ bene ricordare come le strategie di marketing automation non generano lead ex novo. La marketing automation può intervenire nel momento in cui sono state attivate altre azioni. Per fare un esempio: quando un utente visita una landing page o compila un form, può ricevere nella propria casella mail un “remainder” che lo esorti a compiere altre azioni.</p>
<h3>Perché fare Email Marketing</h3>
<p>Operando nell’ottica di lead Nurturing, il sistema più idoneo atto a questo scopo è sicuramente l’<a href="https://www.ingematic.com/email-marketing-dem/">email marketing</a>. Sia chiaro che, nel momento in cui si parla di email marketing, è bene ricordare come non si tratti di “spam”, né di pubblicità in senso stretto. E’ essenziale, infatti, alzare la qualità dei messaggi inoltrati ai propri contatti e potenziali clienti. Un esempio è quello di personalizzare il contenuto delle mail inviate. Magari allegando informazioni sui prodotti ai quali sono interessati oppure al loro settore professionale nel quale operano. Grazie ad un software con un algoritmo specializzato, è possibile personalizzare i contenuti delle mail evitando che i filtri delle caselle destinatarie le etichettino come puro “spam”.</p>
<h3>Come fare Email Marketing</h3>
<p>In ottica di marketing automation, l’email marketing è una strategia che prevede la programmazione e gestione dei messaggi di posta elettronica inviati automaticamente. Ci sono diversi software che aiutano nella gestione operativa. Vi sono differenti motivi per i quali la tua azienda può decidere di attuare delle operazioni di mail marketing nella più vasta pianificazione delle strategie di marketing automation.</p>
<p>Qualsiasi sia la motivazione, non si deve mai tralasciare che, con l’email marketing, si deve inviare il contenuto giusto alla persona giusta. In questo caso, si deve avere come focus il già citato inbound marketing. Le tue mail non devono essere fonte di disturbo, ma devono essere inviate con uno scopo e in un momento specifico.</p>
<h4>Esempi di mail che generano “permission marketing”</h4>
<p><strong>Mail di benvenuto</strong>: dare il benvenuto ai nuovi iscritti è essenziale. Mandare una mail ringraziando i tuoi utenti potrebbe essere un buon modo per iniziare a “nutrire” i tuoi futuri clienti. Assieme alla mail, si possono inviare codici sconto sul primo acquisto. Oppure puoi inviare un coupon di spedizione gratuita per incentivare l’utente a convertirsi in cliente;</p>
<p><strong>Mail di buon compleanno</strong>: con questa mail, un tuo cliente può ricevere non solo degli auguri personalizzati da parte del tuo store o sito web, ma anche un piccolo dono (come un coupon con codice sconto da utilizzare sul suo prossimo acquisto);</p>
<p><strong>Mail per carrello abbandonato</strong>: con questa mail, gli utenti che hanno visitato il tuo e-commerce possono ricevere un promemoria che visualizzi i prodotti che hanno lasciato nel loro carrello. Questa mail potrebbe aiutarti a far completare la fase di acquisto che potrebbe essersi interrotta per diversi motivi, come un pagamento non andato a buon fine.</p>
<p>Questi differenti esempi di email marketing devono essere accomunati da un obiettivo (quello di “nutrire” i clienti) e da un modo comunicativo “non aggressivo” (i testi non devono essere forzati a tal punto da apparire come pubblicità).</p>
<h3>Programmi di Email Marketing</h3>
<p>Vi sono differenti programmi che aiutano a gestire i processi di invio automatizzato delle mail. Un software ben strutturato può realmente fare la differenza, aiutandoti in tutti i passaggi: dall&#8217;organizzazione dei tuoi contatti fino alla pianificazione e all&#8217;invio stesso delle email. Noi di Ingematic, vi evidenziamo i due software più idonei allo scopo.</p>
<p><strong>4Them</strong>: programmato interamente in Italia, questo software consente l’invio di newsletter e DEM (Direct Email Message) in modo rapido e intuitivo. Con 4Them è possibile anche analizzare e “segmentare” i tuoi contatti. Questo è importante per conoscere al meglio le loro preferenze con l’obiettivo di fidelizzarli e di incrementare le conversioni.</p>
<p><strong>MailChimp</strong>: il software consente differenti opzioni per automatizzare i processi di invio mail. Con un piano sia gratuito che premium, il programma riesce a gestire da mille fino a 100 mila contatti. Questa caratteristica consente di adattarsi a tutti i tipi di aziende ed imprese.</p>
<h2>CRM: Customer Relationship Management</h2>
<p>Strettamente legato alle strategie di marketing automation e alla <strong>buyer’s Journey</strong> è il <strong>CRM</strong>. L’ acronimo sta per “<strong>Customer Relationship Management</strong>” e significa, letteralmente, “gestione del rapporto con il cliente”. Si tratta di strategie di marketing automation di cui abbiamo discusso finora e di strumenti software che vengono utilizzati per raggiungere lo scopo.</p>
<p>Nello specifico, <strong>cosa fa un CRM?</strong> Il <em>Customer Relationship Management</em> coopera proprio con la marketing automation. Esso consente la segmentazione dei contatti in liste e sotto liste. Quest&#8217;ultime, nello specifico, condividono particolari caratteristiche ed esigenze: preferenze, genere, età ed altri criteri già stabiliti. Tale processo di categorizzazione, infatti, individua le “buyer personas”.</p>
<h3>CRM e Lead Scoring</h3>
<p>Attingendo proprio da questi dati, la marketing automation indirizza comunicazioni specifiche oppure esorta gli utenti a particolari azioni (come ad esempio, riprendere carrelli e-commerce abbandonati). Questo insieme di processi vede la sua applicazione non solo tramite e-mail, ma anche tramite social network e <strong><a href="https://www.ingematic.com/landing-page-design/">landing page</a></strong>. Una giusta profilazione del CRM può effettuare il lead scoring: l’attribuzione di un punteggio su ogni contatto in base alle sue preferenze e alle operazioni effettuate durante l’interazione con il sito web o l’e-commerce di riferimento.</p>
<p>Fra i <strong>CRM più utilizzati</strong>, ricordiamo:</p>
<ul>
<li>Zoho</li>
<li>AffinityLive</li>
<li>Oracle Sales Cloud</li>
<li>SalesForce</li>
<li>Microsoft Dynamics CRM</li>
<li>SugarCRM</li>
<li>Netsuite</li>
<li>OpenAir</li>
<li>Clarizen</li>
<li>LiquidPlanner</li>
<li>Basecamp</li>
<li>Jira</li>
<li>Asana</li>
</ul>
<h3>CRM e Marketing Automation: quali differenze?</h3>
<p>La natura di integrazione e complementarietà del <strong>CRM</strong>, molto spesso, induce alla sovrapposizione con la marketing automation, confondendo strumenti e ruoli. Al tempo stesso, non si può non soprassedere sul fatto che entrambi i due sistemi uniscano le forze per mantenere un profilo cliente che sia dettagliato. Soprattutto nella sua conversione da contatto a lead, fino a divenire un vero e proprio cliente. Nonostante tutto, vi sono alcune differenze.</p>
<p>Anzitutto, la marketing automation vede il proprio focus nel rendere automatizzate le attività di generazione e consolidamento dei lead. Come sappiamo, tutto questo avviene grazie a campagne mirate che possono avvenire sia in modalità “online” che “offline”. In quest’ottica, il tuo team di vendita ha a sua disposizione dati e informazioni sulle preferenze di un lead: dalle pagine che visualizza, fino ai contenuti scaricati.</p>
<p>Al tempo stesso, il tuo team di marketing è in grado di analizzare il comportamento di acquisto dei clienti precedentemente acquisiti. Pertanto, le strategie di marketing automation e il CRM, assieme ai report e agli elementi di analisi, possono garantire alla tua azienda di ottimizzare al meglio le tue campagne.</p>
<h2>Chatbot: Conversazioni Automatizzate</h2>
<p>Uno degli strumenti più utilizzati nella marketing automation sono sicuramente le chatbot. Nonostante il termine possa risultare complicato per molti, il suo uso è ormai frequente. E’ probabile che, anche senza rendervene conto, vi siate imbattuti in una conversazione automatizzata. L’unione del termine “chat” e del termine “bot” indica un programma che riesce a gestire automaticamente conversazioni in chat, anche contemporaneamente con migliaia di utenti. Agendo all&#8217;interno di applicazioni di messaggistica istantanea, le chatbot possono offrire agli utenti sia delle informazioni (nei casi più semplici) che vere e proprie soluzioni (nei casi più complessi).</p>
<h3>Esempio di Chatbot</h3>
<p>Scendendo maggiormente nel dettaglio, tecnicamente le chatbot ricevono un segnale e lo gestiscono senza alcuna interferenza umana. Per questo sono automatizzate, poiché agiscono in completa autonomia. L’ambiente di una chabot può essere sia all&#8217;interno di una applicazione di messaggistica istantanea (Messenger, WhatsApp, Telegram), che all&#8217;interno di un sito web o di un ecommerce.</p>
<p>Generalmente, le<strong> chatbot</strong> rispondono alle domande generiche degli utenti se si trovano in un normale sito web o su una pagina Facebook. Possono anche prenotare e vendere prodotti connettendosi con altri sistemi. Proprio grazie a questa fondamentale caratteristica, le chatbot sono essenziali se si vuole sfruttare al massimo la<strong> marketing automation</strong>. Un software chatbot, infatti, può “leggere” e interpretare le espressioni comunicative ricevute dando risposte automatiche e preimpostate in base alla domanda.</p>
<h3>Chatbot e Profilazione</h3>
<p>Inoltre, la chatbot può <strong>profilare</strong> e <strong>segmentare</strong> gli utenti. <strong>Cosa significa?</strong> Vuol dire che un software chatbot può raggruppare in gruppi specifici utenti che si “comportano” allo stesso modo. Ad esempio, se alcuni utenti nello stesso momento chiedono informazioni su un prodotto/servizio specifico, il<strong> software di chatbot</strong> può unirli in un unico gruppo e operare simultaneamente. Grazie a tale automazione, le chatbot sono essenziali per integrare le vostre strategie di marketing automation. Sono cruciali per comunicare e/o vendere al massimo delle proprie potenzialità.</p>
<h2>Social Media Automation</h2>
<p>Parlando di marketing automation, più volte abbiamo fatto riferimento sia ai sistemi di messaggistica istantanea che ai social (Facebook in primis). Questo perché anche i social media prevedono l’automazione di alcuni processi. Questi hanno come obiettivo sia quello di “risparmiare” tempo che quello di introdurre il cliente ai servizi offerti dalla vostra azienda o attività commerciale. Vediamo insieme in dettaglio le principali caratteristiche che rientrano negli strumenti della Social Media Automation.</p>
<h3>Pubblicazione Automatica dei Contenuti</h3>
<p>Parlando di strategie di <a href="https://www.ingematic.com/social-media-marketing/">social media marketing</a>, è quindi essenziale la calendarizzazione dei contenuti da pubblicare sui propri profili di riferimento. La condivisione di post sulla propria pagina Facebook o sul proprio profilo Instagram, infatti, richiede tempo e dedizione. Proprio per questo è importante anticipare i tempi. In questo senso, alcuni tool danno la possibilità di programmare i post.</p>
<h4>Tool per Social Automation</h4>
<p>L’utente dovrà caricare gli elementi multimediali che desidera, scegliere data e ora del giorno. Il tool provvederà a pubblicare in automatico il contenuto, sia nella sua parte copy che visual.  In questo modo, potrete avere una panoramica cronologica dei contenuti che avete creato e calendarizzato. Potrete anche e soprattutto guadagnare del tempo prezioso da dedicare ad altri aspetti del marketing i quali richiedono il vostro intervento. Ecco due esempi di tool pensato per la social automation:</p>
<ul>
<li><strong>Facebook creator. </strong>La suite proprietaria di Facebook attraverso cui potrete controllare e pianificare la pubblicazione dei contenuti dei vostri profili Facebook e Instagram;</li>
<li><strong>HootSuite.</strong> La suite più completa per la social automation. Grazie ad essa, infatti, è possibile pianificare non solo i contenuti di Facebook e Instagram, ma anche quelli di altri social come Twitter, Pinterest, LinkedIn e YouTube.</li>
</ul>
<h3>Creare Chatbot su Facebook</h3>
<p>Un altro strumento essenziale per la social media automation è l’utilizzo delle chatbot. Abbiamo già introdotto questo strumento. Ora dettagliamo le caratteristiche principali delle chat automatizzate per Facebook. Il papà di tutti i social è ormai divenuto uno strumento per fare marketing a 360°, ben più del giovane Instagram. Grazie ad esso, infatti, oggi è possibile creare la propria vetrina shop (attraverso la quale esporre i propri prodotti fisici in vendita). Non solo: grazie a Messenger è possibile interagire direttamente con i propri clienti.</p>
<div id="attachment_3746" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3746" class="wp-image-3746 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Marketing Automation: chatbot di facebook" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-facebook-chatbot-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3746" class="wp-caption-text">Le chatbot sul social network, Facebook</p></div>
<h4>Messenger Automatizzato</h4>
<p>Sappiamo bene quanto sia essenziale la comunicazione in ottica di marketing. Differentemente da quello che accade con le <strong>mail</strong> e le <strong>newsletter</strong>, grazie alla messaggistica istantanea di Facebook è possibile entrare in stretto contatto con i propri clienti, dare le giuste informazioni, risolvere i loro problemi. Le <strong>evoluzioni di Messenger</strong> sono state tante. Una delle ultime, oltre all&#8217;integrazione fra <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>, è l’introduzione della possibilità di creare chatbot.</p>
<p>Perché è importante impostare una <strong>chat automatizzata</strong> su Facebook? Il motivo è quello che abbiamo evidenziato in precedenza: risparmiare tempo, ma offrire ugualmente un <strong>servizio ottimale</strong> al cliente. Quante volte sulle pagine Facebook istituzionali, sia di aziende che di store online, negli orari di apertura si legge la dicitura “<em>sempre aperto</em>”?</p>
<h4>L&#8217;automazione di Facebook</h4>
<p>Questo potrebbe indurre i clienti a contattare la pagina in qualsiasi ora della giornata, quindi anche di notte. Qui, l’attività automatica della chat risulta essenziale. Grazie ad una <strong>chatbot Facebook</strong>, infatti, si possono “<em>ascoltare</em>” i clienti nella fase iniziale di conversazione e comprendere le loro necessità. Una risposta automatica è di per sé istantanea. Quindi, si aumenta notevolmente il coinvolgimento con gli utenti, garantendo <strong>maggiore engagement</strong>. L’obiettivo, pertanto, sarà specialmente quello di prestare attenzione ai nostri clienti. Ma anche quelli di garantirne ciò che abbiamo già definito come “<strong>lead nurturing</strong>”.</p>
<p><strong>Facciamo un esempio pratico.</strong> Tramite l’automazione di Facebook Messenger, un’agenzia assicurativa può raccogliere le informazioni sui clienti che vogliono chiedere un preventivo sulla polizza assicurativa auto. In questo caso, aprendo la casella di messaggistica, dopo un messaggio di benvenuto generato automaticamente, l’utente potrebbe trovare dinanzi a sé un “trigger” di opzioni da scegliere in base alla sua esigenza. Selezionando, ad esempio, “richiedi un preventivo per polizza auto”, la chatbot chiederà di inserire alcuni dati come il nome, la targa dell’auto e l&#8217;email di riferimento. In questo modo, la chatbot avrà raccolto le informazioni nella casella di messaggistica.</p>
<p>L’agente assicurativo potrà poi prendere i dati, elaborare il preventivo e inviarlo via mail al potenziale cliente. Così facendo, la <strong>chatbot ha</strong>: ascoltato l’utente, risposto alle sue esigenze, fatto risparmiare tempo all&#8217;agente assicurativo. E’ bene dire come, alcune elementari <strong>opzioni di chatbot</strong>, sono già implementate nella versione proprietaria di Facebook Messenger. Altre opzioni più complesse, come la creazione di trigger maggiormente strutturati, è possibile attivarle tramite software esterni che si integrano a Messenger. Uno di questi è ManyChat, il software più utilizzato in questo senso. Esso offre anche la possibilità di collegare la chatbot Messenger ad una pagina di sito web o e-commerce, in modo da integrare e ottimizzarne i processi.</p>
<h2>Marketing automation: come può aiutare il tuo e-Commerce</h2>
<p>L&#8217;applicazione delle giuste strategie di marketing automation è dunque utili per compiere azioni ripetute ed automatiche. In questo senso, il marketing automatico può essere utilizzato anche per la gestione di un e-commerce. Per avere un <strong><a href="https://www.ingematic.com/ecommerce-di-successo/">eCommerce di successo</a></strong>, infatti, è ormai d’obbligo automatizzare alcune operazioni. Vediamo insieme quali.</p>
<h3>Ecommerce Buyer&#8217;s Journey</h3>
<p>Cos’è la buyer&#8217;s Journey? Un metodo strategico e strumentale per rendere l&#8217;esperienza del cliente il più ottimale possibile. In quest&#8217;ottica, infatti, è bene focalizzarsi sulle potenzialità che potrebbero essere applicate in ambito eCommerce. Quando si parla di &#8220;esperienza di acquisto&#8221;, in particolare, si pensa immediatamente al commercio digitale. Grazie alla marketing automation, infatti, utenti e clienti possono essere accompagnati durante la navigazione. Nello specifico, gli possono essere fornite informazioni essenziali sui prodotti, dalla scelta degli stessi fino al suggerimento di elementi correlati.</p>
<p>Nell&#8217;immaginare questo processo, in formato non solo digitale ma soprattutto automatizzato, è essenziale fare un paragone con il mondo reale. Quando si entra in un negozio &#8220;fisico&#8221;, gli addetti commerciali ci aiutano nella scelta dei nostri prodotti, cercando di intuire le nostre preferenze e mostrando quello che è presente in magazzino. In un <strong>eCommerce</strong> può avvenire un&#8217;analoga situazione. Uscendo dal parallelismo che intercorre fra ambiente &#8220;<strong>online</strong>&#8221; e &#8220;<strong>offline</strong>&#8220;, infatti, questa gestione del cliente non è difficile applicarla con una giusta strategia di marketing automation.</p>
<h4>Rispondere ai Clienti h24</h4>
<p>Prendiamo in esame una situazione diffusa e comune quando facciamo acquisti online. Una delle differenze fra negozi tradizionali ed eCommerce, infatti, è che quest&#8217;ultimi hanno la &#8220;saracinesca&#8221; sempre alzata. Questo significa che possiamo acquistare in qualsiasi istante. Un utente, potenziale cliente, sta dando un&#8217;occhiata al tuo store online di accessori da pesca. Volendo qualche informazione in più su uno specifico prodotto, manda una mail. Considerata la tarda ora della notte, il messaggio viene letto solo la mattina successiva. Il potenziale cliente, però, ha potuto nel frattempo trovare lo stesso prodotto da qualche altra parte. Questo non sarebbe successo, se il tuo e-commerce avesse avuto una &#8220;live chat&#8221; che potesse intervenire automaticamente per soddisfare le esigenze informative dell&#8217;utente.</p>
<h3>Come rendere Automatizzato il tuo eCommerce</h3>
<p>Quello precedente è solo un esempio di come automatizzare un qualsiasi store online. Inutile dire come applicare complete strategie di marketing automation aiuta non solo nella<strong> buyer&#8217;s journey,</strong> ma anche e soprattutto nella conversione di lead. Con un software di <strong>marketing automation</strong> completo, si può infatti curare il <strong>customer care. In che modo?</strong> Aggiungendo magari una personalizzazione nel suggerimento dei prodotti da acquistare in base alle preferenze dell&#8217;utente. Riguardo l&#8217;e-mail marketing, il software può fornire dati in tal senso e mandare mail sia in fase <strong>pre</strong> che <strong>post</strong> acquisto. In termini più pratici, inoltre, può gestire lo stato degli ordini monitorando anche lo stato stesso delle spedizioni e gestire i resi. In termini di benchmark, invece, un software di marketing automation può monitorare e confrontare i prezzi dei competitor.</p>
<h3>Live Chat: perché è importante per un e-Commerce</h3>
<p>Abbiamo già visto come l’utilizzo delle chatbot sia importante, sia in generale per la marketing automation, sia in particolare in ottica social. Giunti a questo punto, è bene discutere dell’importanza di una chatbot in un sito web, soprattutto se e-commerce. In questo campo, infatti, la “customer Journey” assume un ruolo essenziale: un utente deve vivere un’esperienza positiva durante la navigazione e, soprattutto, durante la fase di acquisto. Che sia un prodotto o un servizio è irrilevante: la cosa importante è che ogni esigenza venga soddisfatta al meglio. In questo senso, gli utenti devono ricevere un’assistenza continua e pertinente ed una live chat ben strutturata è lo strumento ideale in ottica di marketing automation.</p>
<p>Un sito e-commerce è, tecnicamente, un negozio online. Proprio per questo, gli utenti sono abituati a immaginarlo come un negozio sempre aperto, nonostante vi siano persone fisiche e reali che lo gestiscano. Una live chat, pertanto, può intervenire in qualsiasi momento e soddisfare le principali necessità dell’acquirente. Aumentare il livello di soddisfazione dell&#8217;utente è essenziale. Una live chat consente di seguire il consumatore durante il suo processo di acquisto. E&#8217; capace di rispondere a specifiche domande informative, cercando di risolvere problematiche essenziali.</p>
<p>Se vi sono esigenze molto particolari da risolvere, infatti, una live chat può raccogliere le informazioni fondamentali. Informazioni, quest’ultime, che torneranno utili per comprendere come intervenire al meglio. Il risultato è, come sempre, l’ottimizzazione dei tempi per risolvere al meglio tutte le problematiche migliorando l’interazione fra utente e sito.</p>
<div id="attachment_3748" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3748" class="wp-image-3748 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Marketing Automation: livechat di ecommerce" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-marketing-automation-Slide-livechat-ecommerce-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3748" class="wp-caption-text">L&#8217;importanza della live chat all&#8217;interno di un ecommerce</p></div>
<h4>Per una Customer Experience ottimale</h4>
<p>Ed è proprio la <strong>comunicazione</strong> il secondo aspetto fondamentale di una <strong>live chat</strong>, poiché ne migliora la qualità. Avere risposte immediate e rapide è il primo passo per soddisfare la propria clientela. Offrire un canale in più di comunicazione è un modo aggiuntivo per risolvere dubbi o per arricchire le informazioni durante la fase di acquisto.<br />
Una live chat può infatti<strong> aiutare l’utente</strong> durante la fase di scelta del prodotto. Può anche correlare un elemento presente nel catalogo e associarlo all&#8217;acquisto, prendere in carico un ordine, monitorare lo status di acquisizione dello stesso.</p>
<p>Nonostante ciò, è bene ricordare come una <strong>chatbot</strong> non possa di per sé sopperire all&#8217;intervento “umano”. Proprio per offrire una <strong>customer Journey ottimale</strong>, è importante rompere la barriera online e offline. Un utente è realmente appagato dalla sua esperienza di navigazione e di acquisto, se viene assistito anche da un’assistente personale che possa leggere le informazioni raccolte dalla live chat ed intervenire nel merito.</p>
<p>Un utente che è stato ben assistito è sicuramente più propenso ad acquistare dallo store. Proprio per questo, l’obiettivo ultimo di una chatbot è sì quello di assistere il visitatore, ma anche quello di convertirlo in cliente. Se quest’ultimo è assistito in tutto e in tutta la fase di navigazione, non solo è più probabile che si “converta”, ma che non lasci il suo carrello in stato di abbandono.</p>
<h2>Funnel Marketing e Marketing Automation</h2>
<p>Tra le strategie di <strong>marketing automation</strong> da utilizzare, abbiamo discusso su quanto sia importante gestire i visitatori &#8220;<em>anonimi</em>&#8221; al fine di convertirli in nuovi utenti. Nel marketing, questa tecnica viene identificata con il termine &#8220;<em>funnel</em>&#8220;. Come ci suggerisce la traduzione, tale processo può essere idealizzato come un &#8220;imbuto&#8221; che delinea la canalizzazione di acquisto. Questo modello ha il suo focus principale sul consumatore: evidenzia il percorso del cliente verso l&#8217;acquisto di un servizio o prodotto.</p>
<p>Per questo, il funnel marketing è importante per ogni tipo di azienda o attività commerciale. Come abbiamo visto in precedenza, la sfida principale consiste nel mantenere una &#8220;conversazione&#8221; o &#8220;supporto&#8221; costante nel tempo con i nostri utenti. Il nostro funnel identifica canali, contenuti e strumenti in uno schema semplificato e di più immediata intuizione. Seguendo l&#8217;ordine di passaggio del funnel, infatti, ci si collega direttamente con le esigenze del visitatore che naviga il nostro sito e-commerce.</p>
<h3>Funnel e Automation in aiuto del Marketing</h3>
<p>Come può aiutare la marketing automation in ottica del nostro<strong> funnel di marketing</strong>? I software automatizzati sono in grado di registrare le azioni degli utenti/clienti, in modo da rispondere in maniera personalizzata e pertinente a tutte le loro richieste. Fine ultimo è facilitare il processo di acquisto. Un esempio (che abbiamo già precedentemente illustrato) può essere una mail inviata automaticamente, ma nel momento e nei modi più idonei al tipo di cliente.</p>
<p>Una sinergia fra funnel di marketing e marketing automation garantisce una stabilità di &#8220;connessione&#8221; fra la domanda e l&#8217;offerta. <strong>Obiettivo finale?</strong> L&#8217;acquisizione di nuovi clienti affinché siano sempre &#8220;attivi&#8221;, diminuendo il tempo che intercorre fra l&#8217;interesse e l&#8217;acquisto da parte del consumatore. In tutto questo, i software automatizzati velocizzano questi processi di risposta. Ecco come entrano in campo le strategie di marketing automation.</p>
<h3>Acquisizione del Contatto e dell&#8217;Ordine</h3>
<p>Acquisire dati sui visitatori e sugli utenti è fondamentale. Grazie ad essi, instaurare una comunicazione personalizzata aumenta la possibilità che il potenziale cliente resti sul tuo store online. Con una attività interattiva multicanale (come mail, sms, chatbot e social) si affinano le strategie di marketing automation in ottica del proprio funnel.<br />
In questo modo, si può operare facendo Lead Generation: attirando nuovi clienti nel famoso imbuto, per condurli gradualmente all&#8217;acquisto.</p>
<p>I funnel automatizzati sono ormai necessari per chi ha una propria attività commerciale online. Questi software, infatti, sono votati all&#8217;aggancio con clienti differenziati in base alla loro potenza di acquisto, differenziando per essi la modalità di comunicazione e il mezzo attraverso il quale raggiungerli. Avere maggiori dettagli informativi su visitatori, utenti e clienti aumenta di riflesso anche la fidelizzazione e la propria brand advocacy. Fine ultimo è ottenere contatti, mantenendo il loro status di attivazione sia per i clienti acquisiti che per i potenziali.</p>
<h4>Perché personalizzare il Funnel</h4>
<p>Inutile dire come ogni attività commerciale necessita di un funnel di marketing personalizzato. Avendo un imbuto di acquisizione diverso, differenti saranno gli obiettivi da raggiungere. Per questo, è importante avere a disposizione tutti i sistemi di software automatizzati. Grazie ad essi, è possibile impostare le più adatte strategie di marketing automation avendo come punto di riferimento necessità e bisogni degli e-commerce. In questo modo, si possono pianificare e ottimizzare i tempi, i flussi di lavoro e le relative azioni di comunicazione.</p>
<p>In questo senso, la <strong>buyer&#8217;s journey</strong> e la <strong>customer experience</strong> devono essere rispettivamente adatte al business di mercato nel quale si interviene. Proprio per questo, l&#8217;acquisizione delle informazioni di contatto devono necessariamente essere acquisite ed archiviate in un<strong> database/CRM. </strong>Così facendo si potranno utilizzare al meglio anche per mirate campagne di advertising. Non solo. Sempre grazie alla raccolta dati è possibile utilizzare al meglio i software automatizzati: dalle chatbot alla<strong> DEM</strong> (<em>Direct Email Marketing</em>). Comprendere al meglio il comportamento online di un utente è il primo passo da fare per acquisire un ordine. E soprattutto per convertire l&#8217;ordine in acquisto dando rilievo alla tua realtà aziendale.</p>
<h2>La Marketing Automation secondo Ingematic</h2>
<p>Ingematic vi ha illustrato i tratti salienti e i vantaggi che le strategie di marketing automation possono apportare alla vostra attività. Ancor prima di applicare strumenti e metodi, però, è importante analizzare ogni settore. Bisogna interviene in ognuno di essi affinché si possano individuare modalità di intervento per target clienti più mirati. In questo modo, si può intervenire sui lead: rafforzando la comunicazione e dando valore alle aziende.</p>
<p>Tracciando i segmenti degli utenti e dei visitatori, infatti, è possibile conoscere in dettaglio i vostri futuri clienti. La conversione, in questo senso, può essere davvero realizzabile. Tramite una marketing automation tagliata su misura per ogni attività o profilo commerciale, si possono costruire non solo clienti, ma vere e proprie community fidelizzate.</p>
<p>Proprio per questo, sviluppare le relazioni che intercorrono fra imprese ed utenti è la via migliore per attuare comunicazioni automatizzate.</p>
<p>Come abbiamo già evidenziato, affinché l&#8217;informazione sia efficace, non si deve soltanto personalizzare il messaggio attraverso il mezzo comunicativo. E&#8217; altrettanto fondamentale rendere la comunicazione il più &#8220;umana&#8221; possibile, affinché gli utenti si sentano maggiormente tutelati e soprattutto facenti parte di un brand.</p>
<p>Con queste strategie è possibile integrare la collaborazione automatizzata con quella umana. E&#8217; possibile soprattutto far risparmiare tempo al proprio team affinché possa ottimizzare le energie in modo maggiormente produttivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
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		<title>Strategie di Email Marketing: guida ad una campagna di successo</title>
		<link>https://www.ingematic.com/strategie-email-marketing-guida-per-campagne-di-successo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2021 07:33:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[EMAIL MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[campagne di successo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Strategie di Email Marketing: non sempre vengono seguite alla perfezione. Per questo, Ingematic vi presenta la sua guida definitiva per pianificare ed attuare una campagna di Email Marketing di successo.  Evoluzione dell'Email Marketing Le utilizziamo quotidianamente. Ormai, fanno parte della nostra comunicazione. Le email hanno seguito la via del marketing, inserendosi in un  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-9"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 16 Luglio 2021
Data Pubblicazione: 16 Luglio 2021
Pubblicato in: ARCHIVIO |EMAIL MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/campagne-di-successo/" rel="tag">campagne di successo</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/guida/" rel="tag">guida</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/inbound-marketing/" rel="tag">inbound marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/mailing-list/" rel="tag">mailing list</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/permission-marketing/" rel="tag">permission marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/strategie-di-email-marketing/" rel="tag">strategie di email marketing</a>
Tempo di Lettura: 130 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
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<p><em>Strategie di Email Marketing: non sempre vengono seguite alla perfezione. Per questo, Ingematic vi presenta la sua guida definitiva per pianificare ed attuare una campagna di Email Marketing di successo. </em></p>
<h2>Evoluzione dell&#8217;Email Marketing</h2>
<p>Le utilizziamo quotidianamente. Ormai, fanno parte della nostra comunicazione. Le email hanno seguito la via del marketing, inserendosi in un circuito complesso e composito. Talmente composito, che il processo prende il nome di &#8220;<a href="https://www.ingematic.com/email-marketing-dem/">email marketing</a>&#8220;: operazioni di messaggistica con l&#8217;intento e l&#8217;obiettivo di acquisire ed ampliare la clientela. Eppure si conosce poco circa l&#8217;origine e l&#8217;evoluzione dell&#8217;email marketing. Ripercorriamo insieme le tappe salienti di una storia che continuiamo a scrivere ancora oggi.</p>
<h3>Timeline dell&#8217;Email Marketing</h3>
<p>In principio, fu Ray Tomlinson, programmatore statunitense, ad inviare la prima mail. Era il 1971, quasi cinquant&#8217;anni fa. In quell&#8217;anno la posta elettronica era già destinata a divenire una vera e propria rivoluzione per il &#8220;sistema postale&#8221;. Nonostante tutto, un conto è discutere di semplici mail, un altro di email marketing. Infatti, se la prima mail è stata inviata nel 1971, la nascita dell&#8217;email marketing può essere indicata ben sette anni dopo.</p>
<p><strong>1978.</strong> Gary Thuerk, noto come &#8220;padre dello spam&#8221; e marketing director, ha inviato la prima mail commerciale nel 1978, per promuovere le macchine DEC a 400 utenti tramite la rete Arpanet.</p>
<p><strong>1991.</strong> L&#8217;avvento di Internet ha iniziato la sua rivoluzione negli anni &#8217;90. L&#8217;evoluzione rivoluzionaria riguarda anche la posta elettronica. Con l&#8217;apertura di HotMail, gli operatori marketing iniziarono ad utilizzare la piattaforma mail a fini commerciali, ovviamente per raggiungere i loro contatti in modo più rapido ed economico.</p>
<p><strong>Anni &#8217;90.</strong> A questo punto, il marketing diretto B2C era eseguito tramite posta elettronica. E&#8217; proprio in questo periodo che nasce l&#8217;email marketing come la conosciamo oggi. Tuttavia, l&#8217;email marketing era vista come strumento per soli consumatori. In poco tempo, gli utenti vennero inondati di messaggi elettronici promozionali, oggi noti come &#8220;spam&#8221;. Tutto questo ha indotto ad un aggiornamento del Data Protection Act nel 1998: l&#8217;email marketing doveva includere un opt-out.</p>
<p><strong>2003.</strong> Negli USA viene introdotta la Can Spam Law, sancendo le prime regole per la posta elettronica commerciale. Anche l&#8217;Europa si adeguò con l&#8217;introduzione del Sender Policy Framework affinché si prevenisse lo spam con indirizzo IP del mittente. Inoltre, vengono introdotti i regolamenti sulla Privacy e sulle Comunicazioni Elettroniche che definiscono le linee entro cui può operare l&#8217;email marketing. Quest&#8217;ultima cresce in modo esponenziale proprio all&#8217;inizio degli anni Duemila.</p>
<p><strong>2004.</strong> AOL inizia a restituire feedback dei destinatari a provider di servizi di posta elettronica. Poco dopo, Hotmail e Yahoo introducono schemi di feedback. In questo modo, gli esperti di marketing potevano già profilare gli utenti e &#8220;confezionare&#8221; email marketing tagliate su misura degli utenti.</p>
<p><strong>2008.</strong> Tanta è la presenza di mail destinate al marketing che Windows, grazie a &#8220;Live Sender Reputation Data&#8221;, permette ai destinatari di votare se un messaggio di posta elettronica sia spam o meno. Questo ha costretto gli e-mail marketer ad azioni più strategiche e mirate, affinché i loro messaggi fossero notati meno come &#8220;nocivi&#8221;.</p>
<p><strong>2009.</strong> Proprio per questo, nel 2009 il 30% delle e-mail commerciali inviate non raggiungono la sezione della &#8220;posta in arrivo&#8221;. Ciò ha portato i marketer a &#8220;prendersi cura&#8221; sia della loro reputazione che dei loro stessi contatti, affinché potessero limitare le email indesiderate.</p>
<p><strong>2011.</strong> Il lancio del primo iPhone di Apple per mano di Steve Jobs ha incentivato l&#8217;uso e la ricezione delle mail, portandone l&#8217;utilizzo fino al 75%.</p>
<p><strong>2012.</strong> E&#8217; questo il motivo per cui, l&#8217;anno successivo, il 40% delle mail marketing vengono aperte e visualizzate da dispositivi mobili. Sempre nello stesso anno, le strategie di email marketing subiscono un&#8217;ulteriore evoluzione a causa dell&#8217;introduzione dei social network. L&#8217;acquisizione dei dati degli utenti, infatti, ha permesso di segmentare e profilare ulteriormente i profili dei contatti.</p>
<p>In questo modo, i programmi automatizzati si sono rivolti a strategie di email marketing con obiettivi più specifici, volti alle esigenze particolari dei contatti.</p>
<h2>L&#8217;email marketing è morta?</h2>
<p>Abbiamo visto come i messaggi di posta elettronica si siano evoluti dal lontano 1971 fino ad oggi. Nonostante ciò, spesso ci si chiede se l&#8217;email marketing sia ormai uno strumento obsoleto. Questo non è del tutto vero, poiché i messaggi di posta elettronica rappresentano un canale, anche di marketing, attraverso il quale si può costruire una connessione diretta con i nostri contatti. E&#8217; bene ricordare che l&#8217;email marketing non è prettamente spam.</p>
<p>L&#8217;email è un mezzo di comunicazione. Proprio in virtù di questo, è possibile costruire relazioni anche di tipo commerciale. Questo perché le strategie di email marketing non riguardano soltanto l&#8217;imprenditore e la sua azienda, ma anche e soprattutto i clienti della stessa. E&#8217; a questi ultimi che ci si deve rivolgere, affinché la mail marketing non diventi uno strumento invasivo. La posta elettronica è &#8220;solo&#8221; un mezzo. La modalità di comunicazione strategica, invece, può cambiare intenti ed obiettivi.</p>
<h3>Il successo dell&#8217;Email Marketing</h3>
<p>Come vedremo più avanti, le ultime statistiche sono la prova del fatto che l&#8217;email marketing non solo non è &#8220;morta&#8221;, ma che, al contrario, può portare al successo.</p>
<p>I dati sono incoraggianti anche circa il settore delle Piccole e Medie Imprese, che trovano nell&#8217;email marketing il mezzo più immediato e redditizio per fidelizzare i propri clienti. Grazie alle giuste strategie di email marketing, infatti, è possibile superare i risultati delle campagne sponsorizzate sui social media e su altri strumenti. Così è possibile:</p>
<ul>
<li>segmentare e profilare i propri contatti, personalizzare testi e contenuti</li>
<li>rendere mail &#8220;discrete&#8221;: le strategie di email marketing giuste permettono di non rendere intrusive le mail</li>
<li>misurare le metriche: i tool adatti permettono di valutare l&#8217;efficacia della posta inviata, se è adatta e gradita ai tuoi contatti</li>
<li>economizzare: in confronto ad altre campagne marketing, si abbattono notevolmente i costi soprattutto se paragonati con il ritorno sull&#8217;investimento</li>
</ul>
<h2>Cos&#8217;è l&#8217;email marketing</h2>
<p>Abbiamo analizzato storia ed evoluzione delle strategie di email marketing. Ora ci chiediamo, nello specifico, cos&#8217;è l&#8217;email marketing. Per &#8220;email Marketing&#8221;, si intende l&#8217;utilizzo della posta elettronica per inviare ai propri contatti mail dai contenuti di tipologia &#8220;commerciale&#8221;, oppure informazioni sulla propria attività aziendale. La lista dei contatti, definita in gergo &#8220;<strong>mailing list</strong>&#8220;, può essere di tua proprietà oppure acquisita da aziende terze. Inutile dire quanto una lista di mail proprietaria sia maggiormente qualitativa. Anzitutto perché i contatti hanno espresso volontariamente l&#8217;inserimento in database. L&#8217;acquisto di una lista di contatti, invece, si basa su caratteristiche di base di attinenza al mercato di riferimento.</p>
<h3>Fidelizzare: dal permission-based EM, al one-to-one</h3>
<p>Nello specifico, l&#8217;email marketing è uno mezzo di comunicazione diretto. Questo perché un&#8217;azienda, oppure un professionista, entra in stretto contatto con i propri utenti al fine sia di generare fidelizzazione sia di condividere informazioni che lo riguardano. Tale tipo di approccio viene anche intesto come &#8220;<em>one-to-one</em>&#8220;.<br />
Affinché le strategie di email marketing siano ben strutturate, non devono essere invasive. Infatti, la via preferibile è quella del &#8220;<em>permission-based Email Marketing</em>&#8220;.</p>
<p>Significa che gli utenti hanno dato il proprio consenso affinché ricevano la posta elettronica. Un invio ingente e massivo di mail, di contro, viene generalmente inteso come SPAM. Questa tecnica non ripaga da diversi punti di vista, soprattutto dall&#8217;immagine aziendale che potrebbe risultare negativa agli occhi di chi riceve mail di questa categoria.</p>
<h2>Obiettivi dell&#8217;Email Marketing</h2>
<p>Avendo definito le informazioni tecniche di base dell&#8217;email marketing, rispondiamo ad una domanda aggiuntiva: a cosa serve?<br />
Da quando sono state inviate le prime mail a scopo commerciale, ci sono state tante evoluzioni. L&#8217;evoluzione ha riguardato anche gli utenti, ora molto più attenti alla qualità di quello che fruiscono. Proprio per questo, si deve tener conto di due aspetti essenziali: il permission marketing e l&#8217; <strong><a href="https://www.ingematic.com/inbound-marketing/">inbound marketing</a></strong>.<br />
A fronte di questi aspetti, infatti, la fiducia fra azienda e utenti deve essere un punto essenziale. Obiettivo: la fidelizzazione volta ad instaurare una relazione di comunicazione tramite la quale gli utenti possono essere informati.</p>
<p>L&#8217;Email Marketing si sposa bene con l&#8217;inbound marketing perché attira nuovi visitatori con l&#8217;intento di trasformarli in potenziali &#8220;lead&#8221; e successivamente in clienti. Grazie alle strategie di Email Marketing, infatti, è possibile costruire una relazione con i propri contatti facendo accrescere la propria brand awareness a tal punto che gli stessi clienti diventino &#8220;ambasciatori&#8221; del tuo marchio.</p>
<p>Come abbiamo già accennato in precedenza, il miglior strumento per avviare questo processo è proprio l&#8217;Email Marketing. Grazie alle informazioni e alla segmentazione dei profili, è possibile costruire una comunicazione informativa mirata. Ogni indirizzo mail può avere messaggi personalizzati. Se si seguono queste strategie di Email Marketing, è possibile avere un ROI molto più alto.</p>
<h2>Quando fare Email Marketing</h2>
<p>Avendo discusso delle origini e di cos&#8217;è l&#8217;email marketing, sottolineiamo quando è giusto utilizzare questo strumento. Anzitutto, vi sono differenti modi di &#8220;fare&#8221; Email Marketing. Tutto dipende dagli obiettivi e dalle strategie di Email Marketing che vogliamo adottare. Di seguito, vi elenchiamo le modalità più diffuse:</p>
<ul>
<li><strong>Commercializzare i prodotti</strong>: l&#8217;utilizzo più semplice e comune è quello di promuovere i prodotti del tuo e-Commerce o i servizi della tua azienda/attività professionale</li>
<li><strong>&#8220;Coltivare&#8221; i lead</strong>: un cliente deve essere &#8220;nutrito&#8221;, per questo l&#8217;email marketing può essere utilizzato per offrire contenuti nuovi e informativi ai contatti</li>
<li><strong>&#8220;Generare lead&#8221;</strong>: accanto al nutrimento per i lead vi è anzitutto quello di generarli. Per farlo, occorre dare l&#8217;opportunità di rilasciare le informazioni personali in cambio di un&#8217;offerta da utilizzare o qualsiasi altro tipo di &#8220;risorsa&#8221; da utilizzare nella fruizione dei contenuti</li>
<li><strong>Aumentare la Brand Awareness</strong>: i tuoi utenti devono avere &#8220;consapevolezza&#8221; del tuo brand. Proprio per questo, è essenziale che i prodotti ed i servizi da te erogati siano al centro dell&#8217;attenzione degli utenti</li>
<li><strong>costruire relazioni</strong>: il mail marketing è uno strumento utile anche per costruire una &#8220;narrazione&#8221; aziendale continuativa e lineare. Obiettivo: creare connessioni, engagement coinvolgendo gli utenti in modo &#8220;profilato&#8221; e personalizzato.</li>
</ul>
<h2>Perché fare Email Marketing</h2>
<p>Nel delineare la &#8220;timeline&#8221; dell&#8217;email Marketing, abbiamo visto come tale strumento non sia caduto in &#8220;disuso&#8221;. Con le giuste strategie di Email Marketing, infatti, è possibile cambiare radicalmente il modo di comunicare. Ovviamente, tutto ciò dipende dai nostri obiettivi. Vediamo quindi insieme perché è importante fare Email Marketing, anche e soprattutto nel 2021.</p>
<h3>Motivi per fare Email Marketing nel 2021</h3>
<p><em><strong>E&#8217; vantaggioso fare Email Marketing anche nel 2021?</strong></em> Secondo noi di Ingematic sì e vi spieghiamo il motivo.</p>
<p>Anzitutto, fare Email Marketing <strong>è efficace</strong>. La posta elettronica è un mezzo di comunicazione immediato perché connette in modo rapido un&#8217;azienda con un&#8217;utente (potenziale cliente). Diversamente da quanto accade con un post su Facebook o una storia Instagram, una mail resta nella casella di posta dell&#8217;utente.</p>
<p>Da non sottovalutare in alcun modo, è la possibilità di personalizzare al massimo il proprio piano di Email Marketing. Un&#8217;azienda o attività può impostare un differente invio di posta elettronica con un differente contenuto a secondo della <a href="https://www.ingematic.com/profilazione-targeting/">profilazione dell&#8217;utente e del targeting</a>. Ogni contatto, quindi, vedrà nella propria casella mail un messaggio personalizzato secondo i suoi gusti e preferenze.</p>
<p>Questo essenziale aspetto è strettamente collegato con la &#8220;segmentazione&#8221; dei contatti. Con le giuste strategie di Email Marketing, infatti, è possibile dividere in gruppi il proprio database. In questo modo, è possibile inviare un tipo di comunicazione ad un solo utente target specifico. I messaggi saranno quindi più pertinenti, aumentando la possibilità di conversione.</p>
<p>Operando in questo modo, si ottimizza l&#8217;<strong>Email Marketing</strong> rendendolo &#8220;<strong>non intrusivo</strong>&#8220;. Precedentemente, abbiamo affrontato la differenza fra mail marketing e &#8220;spam&#8221;. Se non si opera al meglio, infatti, è possibile elidere questo confine. Un utente che riceve i messaggi adatti e profilati per lui, difficilmente vedrà la tua posta elettronica come &#8220;invasiva&#8221;.</p>
<p>Essendo uno strumento a tutti gli effetti, l&#8217;Email Marketing <strong>è &#8220;misurabile&#8221;</strong>. Grazie a tool e software specifici è possibile valutare la qualità dei messaggi inoltrati. Le metriche ti diranno se gli utenti hanno apprezzato o meno le mail che hanno ricevuto, valutando la percentuale di apertura dei messaggi o il download dei contenuti inviati.</p>
<p>Una <strong>campagna Email Marketing</strong> ha un costo inferiore rispetto al social advertising. La natura &#8220;<strong>economica</strong>&#8221; di questo strumento, lo rende altamente competitivo anche sul <em><strong>Ritorno dell&#8217;Investimento</strong></em> (<strong>ROI</strong>).</p>
<h3>Vantaggi di una Campagna di Email Marketing</h3>
<p>Le caratteristiche fin qui elencate ci hanno fatto comprendere quanto lo strumento di Email Marketing sia potenzialmente un valore aggiunto alla comunicazione aziendale. Ciò che potrebbe fare la differenza sono la conoscenza del mezzo e l&#8217;applicazione delle giuste strategie di Email Marketing.</p>
<p>Anzitutto, una campagna di <strong>Email Marketing</strong> deve essere volta al &#8220;<strong>Permission Marketing</strong>&#8220;. Avendolo introdotto precedentemente, tale pratica è impostata nel seguire la via della &#8220;non intrusività&#8221;. Avere un rapporto diretto con i propri contatti è un&#8217;arma a doppio taglio. Se da un lato si instaura un rapporto One-to-One, dall&#8217;altro può danneggiare proprio quel contatto se il messaggio non è veicolato al meglio. Per prima cosa, l&#8217;utente deve averci dato il permesso di inviargli posta elettronica, pena la categorizzazione nello spam della stessa. Inoltre, si deve adottare una comunicazione pertinente e di qualità tramite contenuti a lui vicini e con testi ed immagini non invasivi.</p>
<p>L&#8217;efficienza dell&#8217;<strong>Email Marketing</strong> si misura anche e soprattutto con il <strong>ROI</strong>. Studi di settore dimostrano come l&#8217;Email Marketing sia il canale più performante in ottica di generazione di revenue. In particolare, le <strong>PMI</strong> possono trarne maggiore giovamento rispetto ai grandi gruppi commerciali, poiché si garantisce un maggiore tasso di fidelizzazione dei clienti. Un altro dato, ad esempio, ci dice che il <strong>72% </strong>degli utenti adulti statunitensi prediligono la comunicazione tramite mail.</p>
<p>Lo strumento di Email Marketing, inoltre, è &#8220;segmentabile&#8221;. Abbiamo già affrontato e discusso sulla profilazione degli utenti. Con una raccolta attenta dei dati sugli utenti, infatti, è possibile adottare una giusta comunicazione per ogni tipologia di utente target. Il fine ultimo è quello di raggiungere gli obiettivi prefissati. Ad esempio:</p>
<ul>
<li><strong><em>Convertire i visitatori in lead</em></strong></li>
<li><strong><em>convertire i lead in clienti </em></strong></li>
<li><strong><em>raggiungere nuovi visitatori</em></strong></li>
<li><strong><em>incrementare le visite sul sito </em></strong></li>
<li><strong><em>fare brand awareness</em></strong></li>
<li><strong><em>nutrire i lead </em></strong></li>
<li><strong><em>trasformare i clienti in &#8220;ambassador&#8221; del proprio brand</em></strong></li>
</ul>
<p>Strettamente legata alla caratteristica della &#8220;segmentabilità&#8221; vi è quella della personalizzazione. Grazie alla raccolta di dati, infatti, è possibile personalizzare i messaggi della posta elettronica da inviare a specifici utenti. Contenuti e testi devono pertanto rispecchiare le preferenze dei contatti.</p>
<p>Giunti a questo punto ci si potrebbe chiedere quanto tempo si impiega ad inviare i messaggi di posta elettronica. Molti strumenti di marketing sono ormai automatizzati, rientrando nella categoria strumentale della &#8220;<strong>marketin automation</strong>&#8220;. L&#8217;Email marketing non è da meno. Grazie all&#8217;automazione è possibile programmare, gestire ed inviare ogni campagna mail grazie a <strong>tool appositi</strong>. Oltre a questo tipo di programmazione, è possibile perfezionare anche le <strong>strategie customer oriented</strong>: l&#8217;invio anche di contenuti personalizzati per ogni utente.</p>
<p>Abbiamo già affrontato il tema della misurabilità dell&#8217;<strong>email marketing</strong>. Dovendo scendere nei dettagli, è bene dire che l&#8217;analisi dei dati delle campagne di Email Marketing serve al miglioramento della performance. In questo senso, si devono conoscere ed usare i <strong>KPI</strong> (<strong><em>Key Performance Indicators</em></strong>). L&#8217;acronimo raffigura gli &#8220;indicatori di successo&#8221;. Se quest&#8217;ultimi sono monitorati ed analizzati nel tempo, è possibile impostare e modificare la propria strategia.<br />
Scendendo ulteriormente nel dettaglio, le metriche dell&#8217;email marketing si suddividono in due categorie:</p>
<ul>
<li><strong>KPI on-mail</strong>: metriche che si riferiscono al modo in cui l&#8217;utente ha interagito con il messaggio inviato. Tali metriche si tracciano direttamente tramite la piattaforma stessa dell&#8217;Email Marketing. In questa categoria rientrano: tasso di apertura, tasso di clic, tasso di clic su apertura, tasso di conversione, ROI</li>
<li><strong>KPI off-mail</strong>: queste metriche misurano cosa accade alle mail, ma &#8220;esternamente&#8221; (blog, sito, eCommerce). Le metriche off-mail analizzano il volume di traffico, il valore medio di uno &#8220;scontrino&#8221;, il tasso di conversione. Esse si possono analizzare da tool analitici esterni come, ad esempio, Google Analytics.</li>
</ul>
<div id="attachment_3728" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3728" class="wp-image-3728 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie email marketing: Slide KPI on-mail" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-kpi-on-mail-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3728" class="wp-caption-text">Le metriche del KPI on-mail nell&#8217;Email Marketing</p></div>
<h3>Coltivare i contatti</h3>
<p>Abbiamo già accennato quanto per le strategie di <strong>Email Marketing</strong> sia essenziale &#8220;<em><strong>nutrire</strong></em>&#8221; i contatti con contenuti di qualità. La costanza nel restare sempre in contatto con i propri visitatori è giustificata soprattutto dal fatto che la conversione da &#8220;<strong>lead</strong>&#8221; a &#8220;<strong>cliente</strong>&#8221; è un processo graduale. Difatti, non basta una prima visita al sito per convincere un visitatore ad usufruire subito dei servizi.</p>
<p>Mettendoci nei panni di un potenziale cliente, infatti, appare naturale che debba necessariamente trarre informazioni sull&#8217;azienda e magari leggere opinioni di altri clienti. Proprio per questa caratteristica è bene non &#8220;<strong>abbandonare</strong>&#8221; il nostro contatto. Il processo di decisione deve essere accompagnato da una strategia di marketing volta a far avvicinare ulteriormente il lead al nostro brand, tanto da convincerlo positivamente sulla nostra identità e presenza online. Nel farlo, è necessario &#8220;<strong>targettizzare</strong>&#8221; gli utenti che saranno interessati al prodotto e &#8220;<strong>nutrire</strong>&#8221; i lead che hanno già manifestato interesse.</p>
<h3>L&#8217;Email Marketing aumenta le Conversioni da SEO e PPC</h3>
<p>E&#8217; possibile aumentare le conversioni da attività SEO e campagne PPC (Pay Per Click)? Si. Come? Tramite una campagna di Email Marketing.<br />
Spesso può capitare che un eCommerce, pur avendo un buon tasso di conversione e un ROI positivo, non riesca ugualmente a dare il massimo. Generalmente, tale &#8220;stallo&#8221; si verifica quando una fetta di contatti visita il sito senza fare altra azione. Quindi, senza &#8220;convertire&#8221;.</p>
<p><strong>Come si può ovviare a questo problema?</strong> Con le giuste strategie di Email Marketing, ad esempio, è possibile restare in contatto proprio con questi utenti. Facendo una campagna di iscrizione alla newsletter, informandoli sulle novità presenti sul sito e sulle loro promozioni, un utente propenso all&#8217;acquisto potrebbe risultare più deciso al passo successivo: la conversione.<br />
In questo modo, lo strumento di <strong>Email Marketing</strong> si rivela non solo essenziale ma anche insostituibile se unito alle azioni <strong>SEO</strong> e <strong>PPC</strong>. Così facendo, l&#8217;Email Marketing diviene fondamentale per<strong> gestire i lead</strong> dopo il primo contatto. Tramite newsletter e campagne informative mirate, infatti, un potenziale cliente può già essere pronto all&#8217;acquisto.</p>
<h2>Statistiche dell&#8217;Email Marketing</h2>
<p>Discutendo dell&#8217;evoluzione sull&#8217;Email Marketing, abbiamo evidenziato quanto lo strumento della posta elettronica per fini commerciali sia largamente diffuso. Alcuni dati dell&#8217;anno appena trascorso, fanno riflettere su quanto nel 2021 abbia ancora senso investire nell&#8217;Email Marketing. Le motivazioni sono da ricercarsi nei dati statistici che sono stati raccolti in questi anni.</p>
<p>Anzitutto è da evidenziare quanto l&#8217;Email Marketing sia lo strumento che produce il Ritorno sull&#8217;Investimento più alto. Stando ai dati del report &#8220;<em><strong>Marketer email tracker 2018</strong></em>&#8220;, il ROI delle aziende che hanno investito in Email Marketing è stato del 3800%.<br />
Proprio in virtù di questo, il 59% dei marketer valutano la posta elettronica come il canale di comunicazione più performante per quanto riguarda la generazione di revenue. Grazie all&#8217;Email Marketing, infatti, le Piccole e Medie Imprese possono rafforzare la fidelizzazione con i clienti proprio grazie agli strumenti di Email Marketing.</p>
<p>A questi dati fin qui esposti, si aggiungono quelli legati alle conversioni. Negli ultimi anni si attesta come l&#8217;Email Marketing produca il <strong>174% </strong>in più di conversioni, rispetto a quanto possano fare i social media con i rispettivi social advertising. Sicuramente, questo dato è supportato da una delle principali funzioni dell&#8217;Email Marketing: risolvere il problema dei carrelli abbandonati degli eCommerce.</p>
<p>Non solo gli store online beneficiano delle strategie di Email Marketing. Stando alle recenti analisi di mercato, infatti, si attesta come i<strong> segmenti commerciali del B2B</strong> utilizzino l&#8217;email come principale fonte di informazione. Inutile dire quanto tutto ciò influenzi positivamente i messaggi di posta elettronica, soprattutto perché nel mercato B2B le raccomandazioni di colleghi e dei leader del settore sono essenziali.</p>
<h3>Statistiche Email Marketing per B2B</h3>
<p>Come abbiamo appena appurato, le statistiche dell&#8217;Email Marketing cambiano seguendo i settori di riferimento. Di grande importanza sono i settori del mercato B2B (citato precedentemente), del B2C, degli eCommerce e del settore immobiliare (in costante crescita).</p>
<p>Dovendo partire dal settore <strong>Business to Business</strong> (più noto come B2B), i messaggi di posta elettronica di Email Marketing, che vengono aperti e attivati, hanno maggiore influenza delle normali mail testuali. Una campagna di strategie di Email Marketing ben strutturata, pertanto, risulta maggiormente efficace.<br />
In virtù di questo aspetto, più della metà dei marketer più esperti (il 60% circa) ritiene che l&#8217;Email Marketing abbia un maggiore riscontro sul <strong>ROI</strong> (<em>Ritorno sull&#8217;Investimento</em>).</p>
<p><strong>Non solo:</strong> l&#8217;86% dei professionisti del settore B2B utilizza le mail come canale principale di comunicazione.<br />
Ciò è giustificato dal fatto che, proprio per il settore B2B, le percentuali di clic sulle mail superino il 47% (rispetto a quanto accade nel settore B2C, che vedremo di seguito), facendo anche leva sulla presenza di Emoji nella riga di oggetto della mail (utilizzato dal 56% dei brand del settore).</p>
<h3>Statistiche Email Marketing per B2C</h3>
<p>Avendo analizzato le statistiche del <strong>settore B2B</strong>, non possiamo non affrontare quelle del settore parallelo. Il mercato del <em><strong>Business To Customer</strong></em> può avere dalla sua parte l&#8217;Email Marketing grazie ad un dato importante: il 90% dei consumatori controlla la propria posta elettronica ogni giorno. Questo dato, può essere accompagnato da<strong> altre statistiche</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>da un lato</strong>, nel B2C il 78% dei consumatori annulla l&#8217;iscrizione a newsletter quando un brand invia eccessive mail;</li>
<li><strong>dall&#8217;altro lato</strong>, gli iscritti inviano con maggiore probabilità i contenuti delle mail ai propri contatti (differentemente da quanto accade nei social)</li>
</ul>
<p><strong>Cosa significano questi dati</strong>: che l&#8217;Email Marketing B2C deve avere alla base una buona strategia ed una buona qualità di contenuti.</p>
<h3>Statistiche Email Marketing per eCommerce</h3>
<p>Abbiamo già discusso di quanto l&#8217;Email Marketing può essere risolutivo nel settore commerciale online. Oltre alle statistiche già citate riguardo all&#8217;abbandono dei carrelli abbandonati e di quanto l&#8217;Email Marketing possa aiutare in tal senso, se ne aggiungono altre. Innanzitutto, studi di settore rilevano quanto l<strong>&#8216;86% dei consumatori</strong> ed acquirenti di store online desiderino ricevere mail di promozione almeno una volta al mesa. In più, segmentare e profilare le mail in base agli utenti target garantisce il <strong>58% </strong>dei ricavi utili aziendali.</p>
<h3>Statistiche Email Marketing per settore immobiliare</h3>
<p>Per quanto possa sembrare strano, l&#8217;Email Marketing viene in aiuto anche del settore immobiliare. Pur essendo un settore di mercato che si sta affacciando solo da qualche anno al <strong>digital marketing</strong>, il <strong>53% </strong>delle società <strong>immobiliari</strong> riceve abbonati dai propri siti web di riferimento. In questo modo, possono garantirsi il doppio del traffico grazie all&#8217;utilizzo dell&#8217;Email Marketing. In aggiunta è da considerare come il 40% delle società immobiliari segmentano le loro liste. Infatti, come abbiamo visto, è uno dei passi principali da compiere nelle strategie di Email Marketing, se si vuole raggiungere un utente target più specifico.</p>
<h2>Strategia di Email Marketing</h2>
<p>Analizzando lo strumento di Email Marketing, abbiamo più volte appurato come il mezzo sia potente ed efficace solo se affiancato dalle giuste strategie. Infatti, se le statistiche ci hanno detto che ogni utente riceve decine di messaggi di posta elettronica al giorno, è altrettanto vero quanto un messaggio facente parte di una campagna di Email Marketing debba scaturire da una strategia approfondita. Non fare un piano strategico potrebbe portare come &#8220;risultato&#8221; il confinamento delle mail nella casella &#8220;spam&#8221; degli utenti. E&#8217; proprio per questo motivo che cercheremo di analizzare dettagliatamente quali siano i principali passi da compiere per una strategia di Email Marketing funzionale e performante.</p>
<h3>Profila il Target: definisci le Buyer Personas</h3>
<p>Abbiamo più volte accennato a quanto sia essenziale segmentare i messaggi di posta elettronica, al fine di raggiungere uno specifico utente target. Nelle strategie di Email Marketing, la definizione delle <strong>Buyer Personas</strong> assume un ruolo decisivo. Nel mondo del marketing, le <em>Buyer Personas</em> sono ipotetici profili di utenti ai quali dovrebbero essere rivolti i vostri servizi/prodotti aziendali. Nello specifico, in un&#8217;attività di Email Marketing sapere a &#8220;chi si scrive&#8221; rappresenta il primo passo da compiere in tal senso. Per quanto i contenuti possano essere di qualità, effettivamente, se rivolti agli utenti target sbagliati non produrranno gli effetti sperati. Pertanto, per raggiungere e conquistare nuovi potenziali clienti lo si fa definendo i destinatari dei messaggi.</p>
<p>Impostando le<strong> strategie di Email Marketing</strong>, assieme agli obiettivi, è utile profilare le Buyer Personas. Per quanto fittizie, le figure degli utenti devono risultare realistiche: un potenziale cliente deve aiutare a comprendere meglio le aspettative delle persone intenzionate ad acquistare uno specifico prodotto o servizio. Ogni modello di cliente deve avere una <strong>scheda informativa</strong>, che comprenda sesso, età, residenza, professione, interessi, problematiche. Insomma, tutti i dati che possano influire (positivamente o negativamente) sull&#8217;acquisto del prodotto. Tali dati, in particolare, possono essere recuperati dai form di iscrizione alla mailing list, dai dati insights dei Social Media, oppure da Google Analytics (in caso si sia in possesso di un sito o un eCommerce).</p>
<p><strong>Un esempio fra tutti?</strong> Amazon utilizza il proprio Email Marketing profilando al massimo gli utenti. Il focus di Amazon sul target, infatti, gli permette di personalizzare i messaggi mail inviati agli iscritti al <strong>marketplace</strong>. Amazon, pertanto, non manda un messaggio unico a tutti i suoi iscritti ma si basa sulle loro esigenze e sui loro acquisti precedenti. In questo modo, il messaggio ha più probabilità non solo di essere letto ma soprattutto di essere &#8220;veicolo&#8221; di nuove azioni da compiere finalizzate all&#8217;acquisto.</p>
<h3>Imposta gli Obiettivi della Strategia</h3>
<p>Una buona campagna di Email Marketing, deve necessariamente avere una strategia impostata per obiettivi. E&#8217; chiaro che quest&#8217;ultimi possono avere<strong> differenti finalità</strong>: accrescere la <strong>brand reputation</strong>, informare i clienti sulle novità, attrarre nuovi utenti. Proprio per questo deve essere chiaro che è bene impostare ogni campagna per ogni obiettivo da raggiungere. Inutile dire che l&#8217;obiettivo finale è quello di vendere un prodotto o un servizio. E&#8217; altrettanto essenziale, però, sapere che non tutti i contatti possono trasformarsi subito da &#8220;lead&#8221; a consumatore.</p>
<p>Alcuni di essi, infatti, possono impiegare più tempo di altri nell&#8217;acquistare. Il fattore decisivo, in questo senso, è come &#8220;<strong>nutrire&#8221;</strong> il contatto durante il suo processo decisionale di acquisto. Abbiamo già accennato a quanto sia importante instaurare un rapporto di valore fra utente e azienda. Proprio per questo, infatti, le giuste strategie di Email Marketing devono offrire contenuti in più. Non solo semplici sconti, offerte, ma una informazione quasi &#8220;narrativa&#8221; che possa accrescere la fidelizzazione.</p>
<p>Attraverso le giuste campagne di Email Marketing, infatti, è possibile raggiungere diversi obiettivi. Vediamone insieme alcuni:</p>
<ul>
<li><em><strong>nutrire il rapporto con il potenziale cliente tramite informazioni frequenti; </strong></em></li>
<li><em><strong>generare un legame fiduciario fra il lead ed il brand;</strong></em></li>
<li><em><strong>consolidare l&#8217;immagine del proprio brand, affinché l&#8217;utente pensi alla vostra azienda quando necessita di uno specifico prodotto;</strong></em></li>
<li><em><strong>produrre traffico aggiuntivo al sito; </strong></em></li>
<li><em><strong>convertire i lead in potenziali nuovi clienti</strong></em></li>
</ul>
<h4>Statistiche di supporto</h4>
<p>E&#8217; chiaro che, ogni obiettivo qui esposto, necessita una strategia differente di Email Marketing. Inoltre, prima di pianificare le strategie di Email Marketing, occorre dare un&#8217;occhiata alle statistiche di Email Marketing del tuo settore di riferimento.<br />
Qualche esempio? Il settore del &#8220;non-profit&#8221; ha una percentuale di apertura delle mail (<strong><em>Open rate</em></strong>) pari al 24%, mentre le Email inviate dalle <strong>Web Agency</strong> hanno un <strong>CTR</strong> (<em><strong>Click Through Rate</strong></em>) del 5%. Quest&#8217;ultimo dato, in particolare, si riferisce al rapporto tra il numero di click su un link specifico e il numero di volte in cui gli utenti sono stati esposti al collegamento (le cosiddette &#8220;<strong>impressions</strong>&#8220;).</p>
<div id="attachment_3715" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3715" class="wp-image-3715 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Email Marketing: Mean open rate" width="1080" height="314" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency-200x58.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency-300x87.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency-400x116.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency-600x174.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency-768x223.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency-800x233.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency-1024x298.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-open-rate-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3715" class="wp-caption-text">Open rate di una campagna di Email marketing (fonte: &#8220;The Ultimate Guide to Email Marketing&#8221; &#8211; hubspot.com)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3713" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3713" class="wp-image-3713 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency.jpg" alt="Strategie Email Marketing: Slide mean click through rate" width="1080" height="347" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency-200x64.jpg 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency-300x96.jpg 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency-400x129.jpg 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency-600x193.jpg 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency-768x247.jpg 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency-800x257.jpg 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency-1024x329.jpg 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-mean-click-through-rate-Blog-ingematic-web-agency.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3713" class="wp-caption-text">Click-Through Rate di una campagna di Email Marketing (fonte: &#8220;The Ultimate Guide to Email Marketing&#8221; &#8211; hubspot.com)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Collocare la Buyer Persona nel Conversion Funnel</h3>
<p>Come già detto precedentemente, le<strong> Buyer Personas</strong> sono figure fittizie essenziali, poiché aiutano ad identificare al meglio i potenziali clienti del tuo settore di mercato. Una volta identificata una Buyer Persona occorre inserirla nel Conversion Funnel. Nel mondo del marketing, il funnel è uno schema volto a raffigurare visivamente il <strong>percorso</strong> che<strong> compie un utente</strong>: dal primo contatto con l&#8217;azienda sino alla conversione. Graficamente, come suggerisce il nome, il funnel viene comunemente rappresentato con un imbuto: la sua parte più alta (più ampia) indica il momento del contatto con l&#8217;utente, mentre la parte più bassa (più ristretta) indica il momento in cui l&#8217;utente diviene cliente. Il percorso, pertanto, è raffigurato con un restringimento progressivo che parte dall&#8217;imboccatura metaforica dell&#8217;imbuto, sino all&#8217;uscita ovvero quando il cliente compie il suo primo acquisto.</p>
<p>Avendo fatto questa dovuta premessa introduttiva, è bene ricordare come collocare la tua Buyer Persona in un punto specifico del funnel, in quanto utile per capirne la predisposizione al &#8220;<strong>consumo</strong>&#8221; degli utenti iscritti alla vostra mailing list. Nello specifico, tutto questo è essenziale per impostare le strategie di <strong>Email Marketing</strong>. Ad esempio: quali contenuti sono più efficaci partendo da un segmento di lista, se inviare una mail transazionale piuttosto che una <strong>DEM</strong> o una <strong>newsletter</strong>.</p>
<p>Infatti, un nuovo iscritto preferirebbe ricevere qualche promozione ed essere invogliato al suo primo acquisto, piuttosto che ricevere subito una offerta meramente &#8220;<em><strong>commerciale</strong></em>&#8220;. Tutto questo, ovviamente, rientra sia nella strategia di Email Marketing che nella &#8220;<strong>nutrizione&#8221;</strong> dei propri contatti, soprattutto se nuovi.</p>
<h3>Raccolta dei contatti Email</h3>
<p>In termini di Email Marketing, per posizionare una <strong>Buyer Persona</strong> sul <strong>funnel</strong> è essenziale avere i contatti nella propria mailing list. <strong>Pertanto ci si chiede</strong>: <em>come raccogliere gli indirizzi Email?</em>  Fra i primi obiettivi dell&#8217;Email Marketing, questo è sicuramente in cima alla lista.  Tecnicamente, questo processo permette agli utenti di iscriversi alla vostra lista. Un modo semplice per partire, è quello di inserire nella pagine del sito un modulo tramite il quale i visitatori possono inserire il loro indirizzo di posta elettronica.</p>
<p>Questi strumenti al servizio dell&#8217;Email Marketing, possono essere installati ad esempio su <strong>WordPress</strong> tramite un plugin benché non sempre siano efficaci sul breve termine.  Fortunatamente, vi sono altri strumenti che incrementano notevolmente il tasso di iscrizioni alla mailing list, migliorando di riflesso anche il tasso di conversione.  Due esempi di tool, fra i molti che si trovano online, sono ThriveLeads e ConvertBox.</p>
<p>Nonostante tutto, è bene spendere qualche spiegazione aggiuntiva alla raccolta degli indirizzi mail. Infatti, quando un visitatore compila un modulo di iscrizione si può optare per due differenti scelte</p>
<ul>
<li><strong>Single Opt-In</strong>: consente l&#8217;inserimento dell&#8217;utente direttamente nella lista, senza richiedere nessun&#8217;altra azione</li>
<li><strong>Double Opt-In</strong>: dopo l&#8217;inserimento della email da parte dell&#8217;utente, viene inviata un email di conferma. L&#8217;utente, in questo caso, dovrà cliccare il link contenuto all&#8217;interno per completare il processo di iscrizione.</li>
</ul>
<div id="attachment_3730" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3730" class="wp-image-3730 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie email marketing: Slide single opt-in e double-opt" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-single-opt-in-double-opt-in-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3730" class="wp-caption-text">Single opt-in e double-opt: le due opzioni per la raccolta degli indirizzi email</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inutile dire quanto quest&#8217;ultima opzione limiti di gran lunga il tasso di iscrizione alla mailing list. Nonostante tutto, il <strong>Double Opt-In</strong> certifica che l&#8217;indirizzo del visitatore sia quello esatto, oltre alla doppia conferma da parte degli utenti.</p>
<p>Ad ogni modo, questo processo deve essere conforme al <strong>GDPR</strong> (<em>Generale Data Protection Regulation</em>), tramite il quale si può ottenere il consenso da parte degli utenti di poter inviare loro le newsletter.</p>
<h4>Tools: da Thrive Leads a Optimonk</h4>
<p>Parlando di accrescere il proprio database mailing list, abbiamo accennato al tool Thrive Leads. Benché sia il miglior software nel suo campo, ve ne sono altri. Di seguito, li elenchiamo dandone una breve descrizione.</p>
<ul>
<li><strong>Thrive lead</strong>: crea differenti campagne e visualizza analisi e approfondimenti, osservando il livello di crescita delle iscrizioni.</li>
<li><strong>Bloom</strong>: questo plug-in consente di configurare più azioni per i pop-up, come il lightbox tradizionale, i fly-in ed il modulo dell&#8217;area widget.</li>
<li><strong>Ninja Popups</strong>: consente di creare diversi moduli e pop-up Opt-In, con un editor visuale Drag and Drop.</li>
<li><strong>OptinMonster</strong>: la migliore scelta se si vogliono raccogliere gli indirizzi dai siti WordPress. Offre la possibilità di creazione di moduli modificabili, con funzionalità builder drag and drop e si integra con software come MailChimp.</li>
<li><strong>SumoMe</strong>: plug-in noto per la raccolta di indirizzi mail per siti WordPress di settore della vendita di prodotti al dettaglio. Consente con facilità di creare popup professionali e moduli di attivazione.</li>
<li><strong>Converti Pro</strong>: tool che, oltre alle normali funzioni, permette una creazione di moduli adatti per le versioni responsive dei siti. Consente, inoltre, di modificare in tempo reale e la modifica della visualizzazione per avere un controllo adeguato della versione mobile.</li>
<li><strong>MailOptin</strong>: il plug-in è utilizzato principalmente per WordPress e riguarda i moduli opt-in. Consente di visualizzare i popup, barre di notifica e widget inseriti sui siti.</li>
<li><strong>WP Subscribe Pro</strong>: altro plug-in molto utilizzato per WordPress. La sua facilità d&#8217;uso non prevede alcuna competenza di codifica. Il tool permette di scegliere la data di termine dei cookie.</li>
<li><strong>OptiMonk</strong>: il tool offre la possibilità di segmentare facilmente i contatti tramite un elenco di liste personalizzate di mail.</li>
</ul>
<h4>Mailing List efficaci</h4>
<p>Abbiamo già introdotto il termine &#8220;<strong>mailing list</strong>&#8220;, in qualità di strumento da utilizzare per il nostro Email Marketing. Cerchiamo ora di scendere maggiormente in dettaglio, appurando come utilizzarlo al meglio.<br />
Nello specifico, come suggerisce il nome una Mailing List è una &#8220;lista di distribuzione&#8221;: è un elenco di indirizzi Email per i quali gli utenti hanno dato il loro consenso per ricevere messaggi di posta elettronica. E&#8217; ovvio che la creazione di contatti &#8220;spontanei&#8221; non è di facile attuazione.</p>
<p>Benché avere un nutrito numero di indirizzi Email richieda molto tempo, è bene ricordare come sia consigliabile avere a disposizione un database con numero di iscritti sempre crescente, piuttosto che averne a disposizione uno già compilato. L&#8217;acquisto di database da aziende terze, infatti, è fortemente sconsigliato. Seguendo le giuste strategie di Email Marketing, è possibile avere meno indirizzi Email iscritti in elenco ma più percentuali di tasso di conversione. Essere in possesso di un database con numeri maggiori di Email potrebbe non portare risultati, se i messaggi di posta elettronica non sono di qualità.</p>
<h4>Ampliare la Mailing List</h4>
<p>E&#8217; la qualità del servizio offerto che può fare la differenza nell&#8217;Email Marketing. Come in altri contesti di digital marketing, infatti, è preferibile puntare sempre verso la qualità che la quantità. Nonostante tutto, è bene chiedersi: come far crescere la nostra mailing list senza diminuirne la qualità?<br />
E&#8217; possibile velocizzare l&#8217;acquisizione di indirizzi mail degli utenti, senza però abbassare la qualità dei lead.</p>
<ul>
<li><strong>Fare networking</strong>: è importante far sentire i tuoi contatti come facenti parte di un network. Proprio per questo, è importante essere a conoscenza di eventi, fiere, workshop del tuo settore di riferimento e prenderne parte. In questo modo, è possibile contattare gli utenti nei giorni seguenti al vostro incontro inviando loro newsletter</li>
<li><strong>Aggiungere Link</strong>: nella firma in calce alle mail aziendali è possibile condividere il link per iscriversi alla mailing list</li>
<li><strong>Punti di vendita fisici</strong>: se hai un negozio fisico, è importante sfruttare l&#8217;occasione di acquisto in loco per chiedere direttamente ai tuoi clienti di indicare il proprio indirizzo di posta elettronica al fine di inserirlo nella Mailing List</li>
</ul>
<h3>Come ottenere il permesso all&#8217;invio delle email</h3>
<p>Mailing List è &#8220;permessi&#8221;. Come è possibile ottenere il permesso per mandare Email? E&#8217; un elemento imprescindibile, quello dei permessi di inviare posta elettronica. Soprattutto se si parla di Email Marketing. Avere un indirizzo Email di un utente, infatti, non è sufficiente. E&#8217; essenziale che il proprietario della casella di posta elettronica ci dia il permesso di inviargli messaggi.</p>
<p>Quindi, è chiaro che nel momento in cui l&#8217;utente ci offre volontariamente la possibilità di inviargli Email, l&#8217;Email Marketing si trasforma in uno strumento molto più &#8220;potente&#8221;. Vediamo insieme quali sono le tre modalità per chiedere ad un utente il permesso di inviargli messaggi di posta elettronica.</p>
<h4>Double Opt-In</h4>
<p>Secondo questa modalità, l&#8217;utente richiede l&#8217;inserimento nella lista contatti facendo <strong>click sul link</strong> presente sul sito/blog/eCommerce oppure su una mail di un tuo partner commerciale. In questo modo, l&#8217;utente è invitato a compilare un<strong> form di iscrizione</strong> previo inserimento di alcuni dati (tra cui figura ovviamente l&#8217;email). Così facendo, il software di Email Marketing gli invia una mail con l&#8217;obiettivo di confermare il suo indirizzo di posta elettronica.</p>
<p>Tramite questa azione, l&#8217;utente non solo conferma che l&#8217;indirizzo mail gli appartenga, ma offre il proprio consenso a ricevere Email. E&#8217; chiaro che, affinché ciò avvenga, l&#8217;utente deve necessariamente cliccare sull&#8217;email di conferma. Qualora lo facesse, il suo indirizzo verrà automaticamente inserito nel tuo database. L&#8217;<strong>opzione Doube Opt-In</strong> è la migliore scelta per costruire una<strong> lista di contatti di qualità</strong>: l&#8217;utente conferma spontaneamente di voler ricevere messaggi di posta elettronica.</p>
<h4>Single Opt-In</h4>
<p>Opzione molto simile alla precedente, poiché l&#8217;utente richiede l&#8217;inserimento nel database similmente a quanto accade con il <strong>Double Opt-In</strong>. Ciò che fa la differenza, è che all&#8217;utente non viene richiesto di confermare la richiesta. Come suggerisce il nome, infatti, all&#8217;utente viene richiesto un solo click (single). Questa opzione è più rapida della precedente, consentendo un inserimento<strong> più diretto</strong> ed evitando l&#8217;eventuale mancanza di ricezione della Email di conferma. In questo caso, ad esempio, figura la possibilità che la mail di conferma possa finire per sbaglio nella casella SPAM.</p>
<h4>Opt-Out</h4>
<p>Con questa opzione, l&#8217;utente non chiede di essere inserito nella lista. Difatti, viene aggiunto automaticamente ricevendo una sola Email con le istruzioni per effettuare la disiscrizione. Proprio per questo, la scelta della modalità Opt-Out è caldamente sconsigliata soprattutto perché non è prevista dalla normativa GDPR europea.</p>
<h3>La segmentazione dei Contatti</h3>
<p>Illustrando le potenzialità e le strategie di Email Marketing, abbiamo più volte evidenziato come sia essenziale &#8220;segmentare&#8221; il tuo pubblico target. Infatti, avere un database di Email Marketing non è sufficiente. E&#8217; importante, operando in tal senso, suddividere il database seguendo le caratteristiche degli utenti. Quest&#8217;ultimi, infatti, possono essere suddivisi per genere, età, città, ma anche per scelte di acquisto e interessi.  Una delle potenzialità dell&#8217;Email Marketing risiede nella possibilità di effettuare una campagna di Email Marketing per ogni singola categoria. In questo modo, ogni campagna sarà personalizzata per ogni tipologia di utente.</p>
<p>Inutile dire quanto sia essenziale &#8220;segmentare&#8221; la lista dei contatti. In questo modo sarà possibile avere percentuali di conversioni molto più alte. Avere una chiara idea di un utente target, può aumentare il livello di engagement degli iscritti alla lista evitando che si disiscrivano dalla stessa.<br />
Quando abbiamo affrontato il tema del &#8220;nutrimento dei contatti&#8221;, abbiamo discusso proprio di questo. Il &#8220;Lead Nurturing&#8221; prevede la &#8220;coltivazione&#8221; dei rapporti fra brand e utenti, portando questi ultimi a procedere nel loro percorso di acquisto e quindi di conversione.<br />
E&#8217; ovvio che la segmentazione degli utenti dipende dalle informazioni che si hanno sugli iscritti. Proprio per questo è essenziale che gli utenti compilino il form di iscrizione. Esso è il primo passo da compiere per &#8220;conoscere&#8221; il proprio contatto.</p>
<h4>Tag ed Email Marketing</h4>
<p>Abbiamo appena visto quanto la &#8220;segmentazione&#8221; dei contatti offra la possibilità di personalizzare la nostra utenza target, basandoci sulle informazioni in nostro possesso e sulle preferenze degli utenti.<br />
Dovendo scendere maggiormente nel dettaglio, ci si potrebbe chiedere: come gestire tutte le segmentazioni dei contatti? In ambito di Email Marketing, una delle modalità maggiormente utilizzate è quella basata sui &#8220;tag&#8221;. Per quanto questo termine sia ormai di utilizzo comune, nelle strategie di Email Marketing il tag assume un significato lievemente differente.</p>
<p>Come è noto e come suggerisce il nome, i tag possono essere intesi come &#8220;etichette&#8221; che offrono la possibilità di &#8220;classificare&#8221; i gruppi di utenti iscritti alla nostra lista. Ogni tag aggiunge un&#8217;informazione in più sui nostri contatti. In tal senso, potremmo ad esempio &#8220;taggare&#8221; il<strong> lead magnet</strong> o il contenuto che ha dato via all&#8217;iscrizione, gli interessi pervenuti sulla base dei link cliccati nelle mail, oppure il comportamento basato sulle azione effettuate.</p>
<p>Un tag può essere aggiunto sia manualmente che automaticamente. In quest&#8217;ultimo caso, per esempio, è possibile impostare un sistema automatizzato per &#8220;<strong>taggare</strong>&#8221; gli utenti &#8220;<strong>non attivi</strong>&#8221; (vale a dire, quei contatti che non hanno aperto le mail negli ultimi mesi). Di contro, è possibile etichettare gli utenti &#8220;coinvolti&#8221;, ossia coloro i quali aprono e leggono i contenuti delle Email.  <strong>I tag</strong>, pertanto, sono utili sia per organizzare i contatti che per personalizzare i contenuti inviati al pubblico che vada ben oltre la sola aggiunta del nome all&#8217;intestazione della Email inviata.</p>
<h4>Segmentare con &#8220;buon senso&#8221;</h4>
<p>A fronte di quanto fin qui esposto, appare evidente come la segmentazione sia un ottimo strumento per profilare gli utenti. Nonostante tutto, è bene non esagerare con questa operazione soprattutto agli inizi della costruzione del database e delle nostre strategie di <strong>Email Marketing</strong>. In tal caso, è opportuno concentrarsi sull&#8217;identificazione di utenti più o meno attivi, creando segmenti sulle caratteristiche più specifiche del business di riferimento.<br />
A tal proposito, i criteri potrebbero essere: settore merceologico, consapevolezza dell&#8217;utente, area geografica di posizionamento, lingua e attività lavorativa.</p>
<h3>Tipi di campagne Email</h3>
<p>Giunti a questo punto, è bene focalizzare il nostro obiettivo su quale tipologia di Email scegliere e utilizzare per la campagna di Email Marketing. Fondamentalmente, esistono tre tipologie di Email. Ognuno di essa ha un compito ben preciso. Vediamole maggiormente in dettaglio.</p>
<h4>Email Transazionali</h4>
<p>Definite anche con il termine &#8220;di servizio&#8221;, le <strong>Email Transazionali</strong> riguardano le &#8220;<strong>transazioni</strong>&#8220;. Quest&#8217;ultime, in particolare, sono tecnicamente delle &#8220;comunicazioni di servizio&#8221;. Esse contengono al loro interno delle informazioni rivolte agli acquisti dell&#8217;utente, oppure sulle azioni che ha effettuato.<br />
Ecco qualche esempio di Email transazionali:</p>
<ul>
<li>benvenuto nella mailing list</li>
<li>pagamento effettuato</li>
<li>ringraziamento per l&#8217;acquisto</li>
<li>conferma di ordine spedito</li>
<li>risposta del customer service</li>
<li>conferma sull&#8217;avvenuta cancellazione dalla mailing list</li>
<li>reminder di rinnovo account</li>
</ul>
<p>Benché differenti, tutte le<strong> Email Transazionali</strong> sono importanti e dal tasso alto di apertura. Ciò è dovuto al fatto che esse contengono istruzioni e informazioni di servizio. Adottando le giuste strategie di <strong>Email Marketing</strong>, infatti, è possibile utilizzare le Email Transazionali con il fine di aumentare il livello di engagement e fidelizzare l&#8217;utente.  Ad esempio, nella mail di benvenuto è possibile inserire un&#8217;offerta per i nuovi iscritti; in un Email di conferma d&#8217;acquisto si possono rilanciare azioni di<strong> up e cross selling</strong>, invitando l&#8217;utente all&#8217;acquisto di un prodotto affine.<br />
Quante volte abbiamo prenotato un volo ed abbiamo ricevuto una mail dalla compagnia che ci suggeriva gli Hotel dove pernottare? Spesso le Email Transazionali, inoltre, sono l&#8217;ultima chance per non perdere un contatto. Basti pensare ad una mail di riattivazione o rinnovo di un account.</p>
<h4>Newsletter (Email Broadcast)</h4>
<p>Abbiamo più volte accennato alle Newsletter in qualità di Email puramente informative. Le newsletter possono essere intese come un piccolo aggiornamento sulle novità del sito o dell&#8217;<strong>eCommerce</strong> ai quali siamo iscritti.<br />
Proprio per questo, è presente l&#8217;approccio <strong>inbound</strong>. Affinché gli utenti aprano la mail, le newsletter devono essere delle vere e proprie risorse di valore. Quindi, devono essere non solo informative, ma devono anche contenere risorse utili e gratuite.</p>
<p>In questo senso, le newsletter sono utili non solo perché, se inviate con una periodicità fissa diventano un appuntamento, ma soprattutto perché si rafforza il rapporto fra cliente ed azienda. Non solo: una newsletter può accrescere e rafforzare il brand e generare anche traffico al sito, blog o eCommerce di riferimento. L&#8217;importante, quando si crea una newsletter, è la chiarezza e la qualità della stessa sia in termini di &#8220;<strong>visual</strong>&#8221; che di messaggio.</p>
<div id="attachment_3729" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3729" class="wp-image-3729 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie email marketing: Slide newletter di successo" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-newsletter-successo-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3729" class="wp-caption-text">E&#8217; importante una Newsletter semplice ed efficace per fidelizzare il cliente!</p></div>
<h5>DEM: Direct Email Marketing</h5>
<p>L&#8217;<strong>acronimo DEM</strong> sta per<strong> Direct Email Marketing</strong>. Questa particolare tipologia di Email si utilizza per attività commerciale: offerte, promozioni e coupon di sconto.  Il fine ultimo delle DEM è quello di spingere i clienti noti o quelli potenziali ad acquistare i prodotti o servizi di un&#8217;azienda. Ovviamente, è possibile segmentare l&#8217;offerta secondo gli utenti, personalizzando le offerte da inviare. Benché le <strong>DEM</strong> possano sembrare simili ai volantini di un negozio, vi sono altri differenti utilizzi per i quali sono consigliate. Vediamo insieme quali.</p>
<h5>DEM su Liste Proprie</h5>
<p>Fra le modalità di invio delle <strong>DEM</strong>, questa è sicuramente quella più efficace. Ciò è dovuto alla possibilità di inviare una promozione ad un utente target che conosciamo bene.  Oltre a questo, la fetta di utenti ai quali inviare tale tipologia di <strong>DEM</strong> ha dato la possibilità esplicita di ricevere messaggi promozionali poiché conosce il brand e l&#8217;azienda. Nonostante tutto, è consigliabile offrire la possibilità di ritirare il consenso alla ricezione di tali <strong>DEM</strong>.</p>
<h5>DEM su Liste di Terzi</h5>
<p>Se gli indirizzi ai quali inviamo le nostre DEM appartengono a liste di terzi, si definiscono come &#8220;liste in affitto&#8221;. In questo caso, si può pagare un ente per inviare un nostro messaggio pubblicitario pagando un costo per ogni Email inviata. Tecnicamente, si parla di<strong> CPM</strong> (<em>Costo per Mille</em>).</p>
<h5>Alcuni esempi</h5>
<p>Avendo delineato le maggiori tipologie di DEM, è bene fare qualche esempio. Fra le DEM più comuni vi sono sicuramente quelle con sconti e offerte speciali. Anche in questo caso, è consigliabile effettuare una segmentazione dell&#8217;utente target, al fine di personalizzare l&#8217;offerta. Accanto ad esse, vi sono le <strong>Holiday Offer</strong>. Basti pensare alle offerte pensate a ricorrenze specifiche (come il <strong>Black Friday</strong>) oppure alle festività (Come il Natale o la Pasqua). Tramite DEM, inoltre, è possibile annunciare eventi specifici (come webinar o workshop) con la possibilità di iscrizione da parte degli utenti.</p>
<p>Invece, se occorre proporre ad un utente la possibilità di fare un &#8220;upgrade&#8221; del proprio account, una DEM ben scritta e confezionata può invogliare l&#8217;utente ad investire in tal senso.<br />
Vi sono altre tipologie di <strong>DEM</strong>, come le <strong>Email &#8220;Did You Know&#8221;</strong>, essenziali per utenti inattivi. Esse, infatti, possono avere un taglio promozionale.  In ultimo, infine, vi sono delle DEM utilizzate per scusarsi con la propria utenza. Ciò potrebbe capitare a seguito di un disservizio, al termine del quale sarebbe utile &#8220;scusarsi&#8221; inviando una promozione particolare.</p>
<h5>Ottimizzare per TAB Promozioni di Gmail</h5>
<p>Sappiamo tutti come Gmail sia il client di posta più utilizzato. Proprio per questo, è bene non sottovalutare la sua potenzialità ed aver maggiore accortezza nella sua ottimizzazione. Da quando Gmail ha introdotto l&#8217;utilizzo del Tab Promozioni, le Email vengono filtrate in base al loro contenuto principalmente promozionale (non SPAM). Non solo: le aziende hanno la possibilità di annotare la scheda Promozioni, evidenziando logo, sconto, data di scadenza ed anteprima dell&#8217;immagine.  Tutte queste informazioni, sono visualizzate in anteprima della posta in arrivo con una maggiore visibilità. Ottimizzare le proprie DEM in questo senso, aiuterà a coinvolgere maggiormente gli utenti.</p>
<h5>Autorisponditori</h5>
<p>Di grande supporto alle vostre strategie di Email Marketing, gli &#8220;autorisponditori&#8221; programmano una intera sequenza di Email in occasione di un evento specifico (come la compilazione di un form da parte di un visitatore).<br />
In quest&#8217;ottica, un visitatore può iniziare a ricevere Email dal momento dell&#8217;iscrizione. In tal senso, l&#8217;autorisponditore può inoltrare una mail singola oppure decine di Email dilazionate durante un arco di tempo maggiore (diversi mesi). Tutto dipende, come sempre, dagli obiettivi della campagna di Email Marketing.<br />
Non solo: in ottica di segmentazione degli utenti target, gli autorisponditori possono utilizzare logiche di automazione in base alle risposte degli utenti.<br />
In questo modo, è possibile individuare più facilmente gli utenti attivi dagli inattivi.</p>
<h3>Pianificare la Gestione delle Email</h3>
<p>Per ottimizzare ed utilizzare al meglio gli strumenti fin qui elencati e descritti, occorre aggiungere una freccia al vostro arco delle strategie di Email Marketing: la pianificazione. E&#8217; essenziale, infatti, decidere i contenuti da inviare in modo da anticipare gli utenti sulle Email che riceveranno ed avere un programma coerente da seguire. In questo modo, si può fidelizzare il pubblico che attenderà nuovi aggiornamenti da parte vostra, chiaramente in forma di Email.</p>
<h3>Misurare i risultati</h3>
<p>Come ogni strumento di Digital Marketing, anche l&#8217;Email Marketing deve essere posto a quantificazioni e misurazioni. Ogni metrica misurata, infatti, deve essere utilizzata per apportare modifiche alle strategie di Email Marketing. In questo modo, si interverrà sui KPI giusti.</p>
<h2>Lead Generation per incrementare i contatti</h2>
<p>Definendo le linee da seguire per le strategie di Email Marketing, abbiamo più volte accennato ai &#8220;lead&#8221;. I contatti, infatti, sono vitali per approntare ed iniziare qualsiasi tipo di campagna Email Marketing. Dovendo scendere maggiormente in dettaglio, è doveroso discutere di <a href="https://www.ingematic.com/lead-generation/">Lead Generation</a>. Come suggerisce il nome, essa è la &#8220;generazione di contatti&#8221; intesa come strategia tramite la quale è possibile intercettare contatti profilati in ottica di averli come potenziali clienti.</p>
<p>Inutile dire quanto la lead generation sia importante per delineare le azioni da eseguire per la propria strategia di Email Marketing. Grazie ad essa, infatti, è possibile aumentare gli iscritti alla mailing list ottenendo gli indirizzi di posta elettronica degli utenti che hanno visitato il sito oppure le pagine social dell&#8217;azienda. Avere il loro recapito Email è fondamentale ai fini di ricontattare gli utenti in modalità &#8220;one to one&#8221;, dando la possibilità di presentare il tuo brand. Avendo gettato le prime basi concettuali della lead generation, scendiamo maggiormente nel dettaglio.</p>
<h3>Fare Lead Generation: push &amp; pull</h3>
<p>Vi sono due modalità principali per fare Lead Generation, grazie a due differenti canali:</p>
<ul>
<li><strong>canali push</strong>: creano domanda (ad esempio, la social advertising)</li>
<li><strong>canali pull</strong>: intercettano la domanda (come la SEO)</li>
</ul>
<p>Per fare lead generation si possono utilizzare fonti di traffico, intese sia come organico che a pagamento. Come sempre, tale scelta dipende dagli obiettivi da raggiungere. Ad esempio, grazie alla <a href="https://www.ingematic.com/consulenza-seo-posizionamento/">SEO</a>, è possibile intercettare clienti in target per rinfoltire la lista di Email Marketing. Come? Scrivendo articoli di qualità che possano posizionarsi nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca. Se i contenuti da te pubblicati sono realmente un valore aggiunto, sarà sufficiente dare la possibilità ai visitatori di iscriversi alla newsletter.<br />
Similmente, è possibile utilizzare il traffico generato da canali a pagamento (come <a href="https://www.ingematic.com/google-adwords-pay-per-click/">Google ADS</a> o <a href="https://www.ingematic.com/facebook-ads-pay-per-click/">Facebook ADS</a>).</p>
<p>Per quanto concerne i canali push, invece, danno la possibilità di creare una domanda dove potenzialmente è possibile intercettare delle Buyer Personas ideali per il tuo settore di riferimento. Proprio per questo, le campagne sponsorizzate di Facebook e Instagram sono finalizzate a intercettare utenti target specifici.</p>
<p>Un differente approccio per operare in termini di Lead Generation, invece, è quello di creare banner o pop-up. Attraverso essi è possibile invogliare un utente a cliccare su un prodotto oppure sulla tua newsletter.</p>
<h3>Invito ad Iscriversi alla Newsletter</h3>
<p>Nominata più volte come utile strumento da applicare alle nostre strategie di Email Marketing, la newsletter è un aiuto essenziale in tal senso. Per questo la domanda più ovvia, è la seguente: come indurre i visitatori ad iscriversi?<br />
Il metodo più comune utilizzato è quello di applicare un modulo sul sito. Attraverso esso, gli utenti inseriscono volontariamente il loro indirizzo Email. Nonostante sia il metodo maggiormente utilizzato, lo stesso non si può dire in quanto ad efficacia.<br />
<strong>Qual è il limite di tale approccio?</strong> Chiedere agli utenti di inserire la loro Email, senza alcun apparente motivo per farlo.<br />
Altro lato della medaglia è il fatto che non si sappia nulla a riguardo degli utenti che inseriscono il loro indirizzo di posta elettronica. Non avere tali informazioni, infatti, può essere un forte limite. In questo senso, non si potranno pertanto produrre messaggi mirati e pertinenti per una specifica fetta di utenti.</p>
<h4>Rendi il Modulo Invitante</h4>
<p>Proprio in virtù di quanto fin qui espresso, è vitale creare un modulo di partecipazione invitante.  Anzitutto, è bene scegliere un design accattivante e che catturi l&#8217;attenzione degli utenti: il modulo deve distinguersi anzitutto con un aspetto visual. Una volta attirata l&#8217;attenzione dell&#8217;utenza, è essenziale darle un motivo per iscriversi. Proprio per questo, le informazioni che lasceranno gli utenti devono trovare un riscontro oggettivo per ciò per cui sono spinti a farlo.  Oltre al design, la forma è altrettanto importante. Il modulo, infatti, deve essere chiaro e semplice: form di iscrizione complessi non giovano al rilascio delle informazioni. Occorre chiedere agli utenti solo le informazioni che ti occorrono: <strong>nome ed Email</strong>.</p>
<p>Abbiamo già discusso sull&#8217;attivazione con doppia conferma. Benché possa apparire controproducente, chiedere agli iscritti di confermare il loro inserimento nella Mailing List è la via preferita dai contatti.</p>
<p>Una volta effettuata l&#8217;iscrizione, è importante accertarsi che il canale &#8220;funzioni&#8221;. Per prima cosa, infatti, è bene far &#8220;atterrare&#8221; l&#8217;utente su una pagina di benvenuto che sia accattivante ma al tempo stesso professionale. Se tali impressioni saranno positive, il nuovo &#8220;lead&#8221; è pronto a ricevere le newsletter che verranno in seguito.</p>
<h3>Landing Page e Squeeze page</h3>
<p>Avendo poc&#8217;anzi citato una &#8220;pagina di atterraggio&#8221;, non possiamo non introdurre lo strumento predisposto allo scopo: la <a href="https://www.ingematic.com/landing-page-design/">landing page</a>. Come ci suggerisce il nome, una landing page è la pagina sulla quale &#8220;atterrano&#8221; gli utenti che hanno compiuto un particolare tipo di azione. In termini di Lead Generation, in particolare, la landing page rappresenta una pagina strategica. Attraverso essa, infatti, gli utenti dovranno compilare il form di acquisizione dei loro dati. Scendendo maggiormente in dettaglio, una landing page creata a questo unico fine è chiamata &#8220;Squeeze Page&#8221; poiché &#8220;spreme&#8221; virtualmente l&#8217;utente facendone uscire il frutto: i dati, per l&#8217;appunto.<br />
Proprio per questo l&#8217;obiettivo di una landing page è quello di convertire un utente anonimo in un vero e proprio lead.</p>
<p>Giunti a questo punto è bene chiedersi: <strong>quali caratteristiche deve rispettare una landing page?</strong><br />
La nostra pagina di atterraggio deve essere: semplice, chiara, specifica, con un design accattivante, con un copy di impatto e con un engagement duraturo.</p>
<p>Dovendo mettere in chiaro quanto fin qui elencato potremmo dire che una landing page deve avere, anzitutto, un titolo chiaro. Quest&#8217;ultimo, per poter attirare l&#8217;attenzione, deve essere impostato come H1 o H2. Il testo, o copy che dir si voglia, deve essere chiaro e semplice. E&#8217; consigliabile inserire un&#8217;introduzione della proposta offerta ed usare un elenco puntato per definire meglio i vantaggi offerti.</p>
<p><strong>Non solo</strong>: gli elementi del corpo (testo, immagini) devono rispondere ad una gerarchia visiva che si concluda con una Call To Action.<br />
Proprio perché il corpo deve risultare immediato, è sconsigliato l&#8217;utilizzo di link a risorse esterne. Il fine ultimo è quello di tenere l&#8217;utente ancorato alla pagina.<br />
Nella stesura del copy è bene definire cosa faranno gli utenti che sono atterrati sulla landing page. Ad esempio: se si utilizza il metodo double-in, è bene evidenziare che riceveranno una Email di conferma.<br />
Inoltre, la CTA deve essere volta alla persuasione eventualmente inserendo una scadenza a breve termine.</p>
<h3>Lead Magnets</h3>
<p>In ottica di strategie di Email Marketing, i dati e le informazioni personali rappresentano l&#8217;aspetto più importante. Proprio in virtù di questo, è essenziale dare un&#8217;offerta adeguata pari al rilascio di queste informazioni. Fra gli strumenti più utili spicca il Lead Magnet. Come suggerisce il nome, è una calamita per i lead poiché ha l&#8217;obiettivo di catturare e attirare nuovi clienti e potenziali tali. Il fine è quello di ottenere informazioni, offrendo loro validi motivi per farlo.</p>
<p>Vediamo insieme gli esempi più comuni per fare Lead Magnet.</p>
<h4>Webinar e ebook: esempi di contenuti di Lead Magnet</h4>
<p>I contenuti di Lead Magnet che funzionano più efficacemente mirano alla necessità di apprendere/avere informazioni in più su un tema specifico, a informazioni che veicolino l&#8217;intenzione di acquisto, oppure al lato ludico di intrattenimento dell&#8217;utente.<br />
Come già evidenziato, affinché il Lead Magnet attiri nuovi contatti deve offrire un contenuto di valore. Benché sia offerto in maniera gratuita, infatti, deve ugualmente rispettare standard qualitativi molto alti, in considerazione del rilascio delle informazioni degli utenti. L&#8217;effetto di produrre contenuti non all&#8217;altezza, infatti, potrebbe causare la disiscrizione degli utenti dalla mailing list.<br />
Alla luce di queste caratteristiche principali, gli esempi più comuni di Lead Magnet sono:</p>
<ul>
<li>ebook</li>
<li>newsletter</li>
<li>webinar</li>
<li>manuali e guide</li>
<li>cataloghi</li>
<li>demo o trial</li>
<li>coupon sconto e spedizione gratuita</li>
<li>whitepapers</li>
<li>quiz o gioco</li>
</ul>
<div id="attachment_3743" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3743" class="wp-image-3743 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Email Marketing: lead magnet" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lead-magnet-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3743" class="wp-caption-text">Coupon, webinair, quiz, ebook e whitepapers: i più comuni Lead Magnets</p></div>
<h4>Webinar</h4>
<p>Fra gli esempi di Lead Magnet, spicca fra tutti quello del webinar. Organizzare eventi online, infatti, è un modo per acquisire indirizzi Email per utilizzarli ai fini di Email Marketing. Grazie al webinar è possibile anzitutto instaurare un legame fra la tua azienda ed i clienti i quali possono interagire direttamente con te. In questo caso, infatti, il livello di engagement e fidelizzazione è molto elevato. Fra i tool di webinar più utilizzati sicuramente spicca WebinarJam.<br />
Questo programma, consente una trasmissione basata sul cloud potendo raggiungere fino a 5 mila utenti in un&#8217;unica &#8220;stanza&#8221;. Non solo: è possibile inoltre inserire fino a 6 relatori.</p>
<h4>Consigli per creare Lead Magnets</h4>
<p>L&#8217;offerta creata in questo senso deve essere pratica e utile per gli utenti. Essa deve rappresentare una risorsa in più e facilmente fruibile. In tal senso, è importante sia il modo di fruizione (PDF, video) che la sua stessa qualità. Proprio in virtù dell&#8217;aspetto qualitativo, la risorsa deve rispecchiare i valori professati dalla tua attività. In caso contrario, si rischia di penalizzare il rapporto fiduciario instaurato con i clienti.<br />
In virtù di questo, il Lead Magnet deve essere un &#8220;trampolino di lancio&#8221; per i servizi offerti dall&#8217;azienda. E&#8217; chiaro che lo scopo principale è sia attirare i clienti, acquisirne le informazioni, ma soprattutto poter vendere loro prodotti e servizi.<br />
Seguendo questa strategia, infatti, è utile creare opportunità di offerta pertinenti e che vadano a &#8220;segmentare&#8221; il tuo pubblico target. Targettizzando l&#8217;elenco è possibile creare offerte e contenuti ideali per il consumo dei tuoi nuovi contatti.</p>
<h3>Contenuti aggiuntivi</h3>
<p>Una valida variante del Lead Magnet è rappresentata dal Content Upgrade. Come suggerisce il nome, sono &#8220;contenuti aggiuntivi&#8221; che raccolgono indirizzi di posta elettronica ben &#8220;segmentati&#8221;.<br />
Facciamo un esempio: sei un fioraio e sul tuo sito/blog spieghi come interrare un determinato tipo di pianta. Al termine della pagina puoi inserire un form da compilare chiedendo la mail del visitatore. In cambio, potresti inviargli un video nel quale mostri come piantare il fiore in forma di piccolo tutorial.</p>
<p>Questo approccio di Lead Magnet, in definitiva, è nettamente più efficace di una semplice iscrizione alla newsletter.<br />
Questa modalità offre alcuni vantaggi. Anzitutto, il visitatore ha un motivo in più ad iscriversi al tua Mailing List. Inoltre, l&#8217;inserimento della sua Email contiene un&#8217;informazione aggiuntiva sull&#8217;utente (come ad esempio il tipo di pianta scelta).<br />
E&#8217; ovvio che questo procedimento può essere applicato a tutte la pagine maggiormente visitate del sito. Grazie all&#8217;aiuto di Google Analytics, infatti, è possibile visualizzare quali pagine generano più accessi.</p>
<h3>Altre Tecniche di Database Building</h3>
<p>Per le vostre strategie di Email Marketing esistono altre tecniche di database building. Il termine si riferisce all&#8217;insieme delle tecniche usate per allargare la base dei contatti aziendali. Più si identificano le tecniche giuste per i vostri obiettivi, maggiori saranno i risultati. Per ampliare un database, anche in questo, vige la regola della qualità piuttosto che della quantità.<br />
Pertanto, il primo passo da compiere in questo senso è quello di aumentare il numero di &#8220;entry point&#8221;. In ottica offline, rientrano sicuramente la partecipazione alle fiere ed eventi di settore. In queste occasioni, infatti, è possibile far compilare dei moduli ai visitatori facendo inserire la loro mail. Da non sottovalutare, inoltre, la possibilità di farlo anche in bar e centri commerciali.<br />
In ottica online, invece, compaiono certamente i già citati moduli di iscrizione, pop-up di siti web.</p>
<h2>Strumenti per fare Email Marketing</h2>
<p>Per potere attuare tutte le nostre strategie di Email Marketing è essenziale scegliere un ESP. Un provider di Email Marketing è la risorsa più utile per attuare tutti i nostri obiettivi di Email Marketing. HubSpot, ad esempio, offre la possibilità di creare e ottimizzare tutti i messaggi Email finalizzati al marketing in modo ottimale e professionale. Il fine ultimo è quello di creare campagne di Email Marketing più efficienti, supportandoti al raggiungimento degli obiettivi. Gli strumenti di Email Marketing permettono di: segmentare i contatti, automazione dei processi, creazione facilitata di moduli, landing page e CTA, analisi integrate e rapporti di dati scaricabili.</p>
<h3>ESP &#8211; Email Service Provider</h3>
<p>Abbiamo appena descritto le potenzialità ed alcune funzioni che una piattaforma di Email Marketing può apportare alla tue strategie di Email Marketing. Ad incidere sulla scelta vi sono diversi fattori, come ad esempio i costi e la semplicità d&#8217;uso, oppure particolari funzioni.<br />
Nonostante tutto, teniamo conto che un buon provider di Email Marketing deve consentire di creare facilmente i messaggi di posta elettronica da inviare, gestire facilmente il database dei contatti, tracciare le interazioni monitorando l&#8217;andamento delle attività.<br />
In virtù di questo, vi elenchiamo brevemente alcuni fra le piattaforme di Email Marketing più utilizzate:</p>
<ul>
<li>Hubspot</li>
<li>MailChimp</li>
<li>ActiveCampaign</li>
<li>MailerLite</li>
<li>MailPoet</li>
<li>ConvertKit</li>
<li>Drip</li>
<li>GetResponse</li>
<li>AWeber</li>
<li>Sendy</li>
<li>Sendinblue</li>
<li>Mailjet</li>
<li>Omnisend</li>
<li>Constant Contact</li>
<li>Keap</li>
<li>Moosend</li>
<li>Rejoiner</li>
<li>Autopilot</li>
<li>MoonMail</li>
<li>Campaign Monitor</li>
<li>Emma</li>
<li>Magnews</li>
<li>MailUp</li>
<li>BrainLead</li>
<li>VOXmail</li>
<li>ContactLab</li>
<li>Trendoo</li>
<li>Infomail</li>
<li>4dem</li>
</ul>
<h2> Email Content</h2>
<p>Avendo accuratamente scelto il software più idoneo alle nostre strategie di Email Marketing, è bene affrontare un altro tema: che tipo di Email inviare?<br />
Avendo degli obiettivi ben specifici, appare chiaro che sarebbe opportuno scegliere stili comunicativi differenti per ogni scopo da perseguire. Ad ogni modo, indipendentemente dagli obiettivi da raggiungere ed i contenuti, vi sono delle linee guida comuni da seguire: il contenuto deve essere utile, si possono inviare aggiornamenti sul sito o sull&#8217;eCommerce di riferimento, si possono inviare annunci o offerte a riguardo di servizi/prodotti.<br />
Appare chiaro come rendere informazioni utili agli iscritti è il modus operandi privilegiato per instaurare una comunicazione ed un filo diretto con i propri utenti.</p>
<p>Come abbiamo già detto in precedenza, utilizzare contenuti con un alto valore qualitativo è maggiormente apprezzato dal pubblico. In questo modo, infatti, è possibile aumentare la fiducia e di riflesso la fidelizzazione.<br />
Un ulteriore modo di alto valore contenutistico, è quello di promuovere gli articoli pubblicati sul proprio blog. In questo modo, non solo si offrono contenuti ed informazioni utili, ma si aumenta anche il traffico del sito stesso.<br />
In entrambi i casi, è bene ricordare come la CTA (Call To Action, o &#8220;chiamata all&#8217;azione&#8221;) deve avere un ruolo principale. Invitare il pubblico a &#8220;fare qualcosa&#8221;, magari anche inviando un domanda da porti, è un modo utile per tenere attivi i lettori che ricevono le Email.<br />
Tutto questo, ovviamente, rientra nella strategia di &#8220;coltivare&#8221; il proprio pubblico, al fine di comprendere anche le loro necessità in termini di fruizione dei contenuti.</p>
<h3>Formattazione delle Email</h3>
<p>Ogni comunicazione Email dovrebbe seguire un particolare tipo di format. Il format da applicare, nelle strategie di Email Marketing, deve seguire delle norme sia di tipo visual che di copy.<br />
Partendo da quest&#8217;ultimo aspetto, è bene ricordare come la semplicità, l&#8217;immediatezza e la chiarezza siano gli strumenti più efficaci in questo senso. I messaggi, oltre ad essere personalizzati, devono pertanto corrispondere a questi principali criteri espositivi.<br />
Dovendo parlare di &#8220;visual&#8221;, ricordiamo come la grafica deve essere poco elaborata ma al tempo stesso di impatto. Il carattere, ad esempio, deve essere chiaro e abbastanza grande da poter essere letto senza troppa difficoltà.<br />
Prima di inoltrare le Email ai tuoi contatti, però, è bene &#8220;testarle&#8221;. Proprio per questo, suggeriamo di inviare un messaggio di posta elettronica di prova, in modo da vedere in anteprima se vi sono refusi oppure se il layout adottato è funzionale allo scopo.</p>
<p>Infine, allo scopo di personalizzare al massimo il messaggio, è bene intestare il proprio nome come mittente della Email. Inserire il nome dell&#8217;azienda, infatti, è spesso sconsigliato poiché i lettori potrebbe cogliere un senso di &#8220;verticalità&#8221;.  Presentarsi agli utenti con il proprio nome, potrebbe instaurare un rapporto comunicativo maggiormente volto alla fidelizzazione.  Oltre a questo, è sconsigliato l&#8217;inserimento di indirizzi Email come &#8220;noreply@&#8230;&#8221;, poiché potrebbero rendere la comunicazione ulteriormente impersonale.<br />
Un ultimo consiglio riguardo al format: per essere conformi alla normativa CAN-SPAM degli USA, è bene inserire l&#8217;indirizzo fisico della tua attività in coda alla Email.</p>
<h3>Email Copywriting</h3>
<p>Precedentemente, abbiamo accennato alla cura del copy per le Email. Infatti, per quanto riguarda le strategie di Email Marketing, il contenuto assume un ruolo essenziale e veicolare il messaggio con un buon copywriting lo è altrettanto.  In quest&#8217;ottica è bene sfruttare al massimo le competenze di scrittura persuasiva. Proprio per questo, vi indichiamo brevemente alcune piccole regole da seguire.</p>
<h4>Curare il nome del mittente</h4>
<p>Abbiamo già brevemente accennato a quanto sia essenziale la personalizzazione delle Email. Per questo, occorre partire proprio dal mittente. Con quest&#8217;ultimo, infatti, si trasmette l&#8217;identità del brand.<br />
Chi riceve la mail deve subito associare il tuo nome alla tua azienda. Termini come &#8220;news&#8221;, &#8220;info&#8221; e similari possono essere fuorvianti per il ricevente del messaggio.<br />
Alcune idee da seguire: utilizzare i nomi dei collaboratori, utilizzare il nome assieme a quello dell&#8217;azienda, utilizzare un nome creativo (ad esempio &#8220;eState con Noi&#8221; per comunicazioni relative al periodo estivo).</p>
<h4>Scrivere un Oggetto Efficace</h4>
<p>Dopo il nome del mittente, è la volta dell&#8217;oggetto della Email. Quest&#8217;ultimo è molto importante, poiché anticipa il contenuto della Email e deve catturare subito l&#8217;attenzione dell&#8217;utente.</p>
<p>Di seguito, vi indichiamo alcuni consigli di copywriting da seguire:</p>
<ul>
<li>scrivere un oggetto di massimo 10 parole</li>
<li>personalizzare l&#8217;oggetto con il nome ed una emoji, ma con moderazione</li>
<li>utilizzare frasi brevi: i termini principali devono essere inseriti all&#8217;inizio dell&#8217;oggetto. Se si ha abbastanza spazio</li>
<li>a disposizione, inserire anche il nome dell&#8217;azienda</li>
<li>il registro comunicativo non deve essere di tipo &#8220;commerciale&#8221;</li>
<li>le informazioni inserite devono corrispondere alla verità</li>
<li>il tempo corre, quindi scrivi un testo che induca il lettore a compiere un&#8217;azione nel breve tempo (offerta a tempo limitato)</li>
<li>evitare termini che possano essere associati allo spam, quindi come &#8220;gratis&#8221;, &#8220;free&#8221; evitando anche di scrivere in maiuscolo</li>
</ul>
<p>E&#8217; chiaro come non esista una regola univoca per tutti i testi. Molto dipende dagli obiettivi, altro invece dalla creatività di chi crea il messaggio. Oltretutto, è bene controllare e leggere le statistiche della piattaforma di Email Marketing che si utilizza. In questo modo, si possono controllare i dati di apertura delle Email e cercare di profilare gli oggetti in base ad essi.</p>
<h4>Creare un Ottimo Contenuto</h4>
<p>Il contenuto è il cuore pulsante delle Email. Proprio per questo, si deve tener conto del proprio piano editoriale di riferimento e della segmentazione dei contatti. In virtù di questo, i contenuti devono essere rivolti essenzialmente a ciò che si aspettano di ricevere i tuoi utenti.<br />
Avendoli annunciati in precedenza, li riassumiamo brevemente di seguito:</p>
<ul>
<li>articoli del blog di azienda</li>
<li>Ebook o studi con report di settore</li>
<li>promozioni e offerte</li>
<li>webinar o video</li>
<li>news e ultime novità della tua azienda</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda invece il copy del testo delle Email è opportuno che esso:</p>
<ul>
<li>si adatti alla tua immagine aziendale</li>
<li>sia breve e conciso</li>
<li>contenga domande che introducano il tema</li>
<li>dia informazioni utili e benefici concreti su prodotti/servizi dell&#8217;azienda</li>
<li>enfatizzi parti del testo con grassetti</li>
<li>contenga e separi i contenuti con blocchi di testo</li>
<li>contenga un template responsivo che si adatti ai device mobili</li>
<li>divida il testo con paragrafi</li>
<li>evidenzi i link con colori differenti</li>
</ul>
<h4>Grafica accattivante</h4>
<p>Accanto ad un buon copy, deve esserci una controparte visual di impatto. L&#8217;aspetto grafico è importante quanto il testo ed il contenuto della Email. Proprio per questo, è essenziale che anzitutto vi sia una viva attenzione da parte del lettore.<br />
Per farlo, occorre aiutare il lettore a leggere il testo con facilità. Pertanto, il font ed i colori devono essere chiari. In questo modo, il ricevente della Email può iniziare a elaborare le informazioni in modo più facile, intuitivo e veloce.</p>
<p>Questo aspetto deve essere accompagnato da immagini ed elementi grafici pertinenti al contenuto. Ad esempio, se si parla di offerte natalizie, il lettore si aspetta colori che richiamino la festività del Natale.<br />
Inoltre, i testi possono essere ottimizzati con elementi grafici aggiuntivi, quali gif animate ed emoji.<br />
L&#8217;occhio vuole la sua parte. Proprio per questo è essenziale che anche i banner siano messi in risalto con una scelta differente di colori e font. In questo senso, è importante utilizzare tale strategia visiva nell&#8217;inserimento di una CTA. LA chiamata all&#8217;azione da parte dell&#8217;utente, infatti, deve essere accompagnata da una &#8220;chiamata visiva&#8221; accattivante.</p>
<h4>Equilibrio tra Testi e Immagini</h4>
<p>Come già detto in precedenza, le immagini e le foto utilizzate nel corpo della Email devono essere pertinenti al messaggio contenuto che si vuole veicolare. Per raggiungere questo obiettivo, infatti, spesso è utile ed essenziale che si scattino appositamente delle foto ad hoc per l&#8217;occasione. La qualità deve essere sempre accompagnata dall&#8217;originalità visiva, in un perfetto equilibrio fra visual e testo.</p>
<div id="attachment_3727" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3727" class="wp-image-3727 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie email marketing: Slide equilibrio tra testi e immagini" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-equilibrio-testi-immagini-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3727" class="wp-caption-text">Un equilibrio perfetto tra testi e immagini per creare un messaggio pertinente e d&#8217;effetto</p></div>
<h4>Call To Action Persuasiva</h4>
<p>Abbiamo già evidenziato quanto sia importante l&#8217;inserimento di una CTA. Proprio per questo, è importante condurre il lettore all&#8217;utilizzo di un banner/button per la chiamata all&#8217;azione.<br />
Una Call To Action, infatti, deve necessariamente essere individuabile, sia nel visual che nel copy. A proposito di quest&#8217;ultimo aspetto, vi diamo alcune indicazioni su come scrivere un testo per CTA che sia persuasivo:</p>
<ul>
<li>utilizzare termini semplici e immediati</li>
<li>evitare di scrivere l&#8217;ormai desueto &#8220;clicca qui&#8221;, a favore di un testo creativo</li>
<li>utilizzare termini che richiamino la fretta o l&#8217;urgenza di compiere un&#8217;azione</li>
<li>identifica il testo con lo stato di necessità del consumatore (ad esempio: &#8220;lo voglio&#8221;)</li>
<li>evidenziare informazioni e vantaggi di un prodotto/servizio</li>
<li>il banner/button CTA deve essere ben distaccato dal resto della Email in modo da essere messo in risalto</li>
</ul>
<h4>Email Pre-Header</h4>
<p>Accanto all&#8217;oggetto della Email, è importante dare molta importanza anche al Pre-Header. Prima è bene dare qualche informazione a riguardo. Il Pre-Header è l&#8217;intestazione che riassume brevemente il contenuto di una Email. Nell&#8217;applicazione delle nostre strategie di Email Marketing, pertanto, è essenziale prestare molta cura nella stesura del messaggio di anteprima. Tale messaggio, infatti, sarà visualizzato principalmente da coloro che utilizzano maggiormente i device mobili. L&#8217;anteprima è pertanto cruciale in quest&#8217;ottica, perché preclude o meno l&#8217;apertura di una Email appena ricevuta.<br />
Proprio per questo, il testo contenuto deve essere: chiaro, semplice, attrattivo.</p>
<h3>Email Ottimizzate per il Mobile</h3>
<p>Perché rendere responsive le vostre Email, in ottica di Email Marketing? Semplice, perché il 49% degli utenti legge le proprie Email su device mobili. Chiaramente, gli smartphone sono in cima alla lista. Basti pensare, infatti, che le Email vengono aperte su mobile nella metà dei casi, mentre il restante 50% viene fruito tramite PC desktop.<br />
In aggiunta, sarebbe doveroso sottolineare come il device maggiormente utilizzato per la lettura delle Email sia l&#8217;iPhone, con un buon 28% di copertura in tal senso.</p>
<p>In ambito nazionale si segue il trend internazionale. Stando ai più recenti rilevamenti statistici, infatti, dallo smartphone viene fruito il 70% del traffico online degli utenti. (https://blog.mailup.it/2017/02/mobile-in-italia/, fonte: Osservatorio Mobile B2C)</p>
<p>Proprio per questo è controproducente non ottimizzare le vostre strategie di Email Marketing per la fruizione da mobile. Veicolare al meglio i vostri messaggi Email tramite <a href="https://www.ingematic.com/realizzazione-siti-ecommerce/">layout responsive</a>, infatti, significa adottare le giuste misure per la creazione di visual ad hoc, come font, button per CTA.<br />
La finalità è quello di offrire un contenuto efficace anche su display di 8 pollici. Rendere fruibile un messaggio, significa aumentare la ROI della vostra attività.</p>
<h4>Differenza tra Email Responsive e Email Mobile Friendly</h4>
<p>C&#8217;è differenza fra una Email responsive ed una Mobile Friendly? Ovviamente si. Di seguito, evidenziamo le differenze che le contraddistinguono.</p>
<ul>
<li><strong>Not responsive</strong>: è il vecchio modello pensato per la fruizione da desktop. Infatti, quando sono aperte da mobile, le Email non subiscono alcun ridimensionamento. Risultato: scomode sia da lettura che da &#8220;interazione&#8221;</li>
<li><strong>Mobile Friendly</strong>: in questa categoria rientrano le Email create per la visualizzazione sia da desktop che mobile. Formalmente, si tratta di un layout a colonna singola con font e CTA button in evidenza. In questo modo, la leggibilità è fruibile anche quando si legge dagli schermi più piccoli.<br />
Attenzione però: una Email Mobile Friendly non riposiziona la griglia dei contenuti. Infatti, tiene esclusivamente conto che il testo sia abbastanza leggibile anche da differenti dimensioni. Una Email Mobile Friendly è semplice da creare ma non totalmente ottimale per tutti i device.</li>
<li><strong>Mobile Responsive</strong>: in questa categoria rientrano tutti i design più completi per la fruizione da mobile. Il contenuto del messaggio è facilmente adattabile alla dimensione degli schermi di destinazione. In quest&#8217;ottica, entrano in campo le media query CSS. Le Email Mobile Responsive sono la migliore soluzione, poiché si regolano effettivamente in base alla dimensione dello schermo.</li>
</ul>
<h4>Caratteristiche Email Mobile Responsive</h4>
<p>In base a quanto visto finora, è chiaro che la scelta maggiormente raccomandata siano le Email Mobile Responsive. Questo perché, non solo i contenuti sono maggiormente fruibili, ma soprattutto perché favorisce l&#8217;interazione con gli utenti.</p>
<p>In particolare, i contenuti devono avere una struttura modulare. Infatti, la loro costruzione non ha una struttura fissa. Grazie alla modularità strutturale, infatti, le Email Mobile Responsive sono composte da blocchi di contenuto riorganizzati sulla base delle media query rilevate al momento dell&#8217;apertura.<br />
Un esempio: una Email Mobile Responsive, in versione desktop ha un header a colonna singola, con box più piccoli su due colonne. Invece, se la stessa Email viene aperta tramite app smartphone (Gmail per Android o iOS), i blocchi inferiori vengono ridisposti su colonna singola. In questo modo, non solo viene mantenuta la qualità delle immagini, ma soprattutto viene facilitata la lettura.</p>
<p>In virtù di queste caratteristiche, anche il font deve adempiere al suo compito. Affinché non si abbiano font con caratteri troppo piccoli che risulterebbero illeggibili, occorre:</p>
<ul>
<li>scegliere font delle Email che non vengano visualizzati da alcuni client di posta. Per questo, è bene scegliere dei &#8220;font web safe&#8221;, come i Google Font</li>
<li>i testi principali devono essere inseriti in pagina. Le immagini non devono presentare alcun testo, in modo che non vi siano errori durante il ridimensionamento</li>
<li>utilizzare un template responsive, per rendere possibile la responsività del testo in base alla fruizione</li>
</ul>
<p>In quest&#8217;ottica, ciò che deve ridisporsi è il testo. Il font deve ingrandirsi per poter essere perfettamente fruibile, sia nell&#8217;header, nel body copy che nel footer.</p>
<p>Assieme a queste caratteristiche, non si deve dimenticare della CTA. Quest&#8217;ultima, resa in forma di banner o preferibilmente di bottone, deve essere sempre visibile e cliccabile. Pertanto, dimensione e posizione devono essere esatte, affinché si faciliti l&#8217;interazione. Essenziale, in questo senso, è il design mobile responsive che permette un resize automatico delle CTA create nel codice HTML.</p>
<p>Tutto questo, si basa sulla modalità con cui si impugna lo smartphone. Considerando che la metà degli utenti device utilizza i propri dispositivi mobili con una sola mano, è bene inserire il CTA Button al centro della Email. In questo modo, si permette una facilità interattiva con il messaggio e si evita che l&#8217;utente non riesca a cliccarci sopra.</p>
<h3>Personalizza le Email</h3>
<p>Delineando le nostre strategie di Email Marketing, abbiamo già evidenziato quanto sia importante &#8220;personalizzare&#8221; i messaggi posta elettronica.<br />
Sappiamo, infatti, che le Email personalizzate hanno un tasso di apertura del 26% ed il 14% di click rispetto ad Email &#8220;impersonali&#8221;.<br />
Diversi software di Email Marketing permettono di personalizzare i messaggi, evitando di produrre messaggi generici.</p>
<p><strong>Come rendere personale una Email?</strong></p>
<ul>
<li>aggiungendo il nome nell&#8217;oggetto della Email</li>
<li>includendo informazioni specifiche per l&#8217;utente</li>
<li>scrivendo contenuti che siano pertinenti all&#8217;utente target che leggerà il messaggio</li>
<li>inviando Email che riguardano l&#8217;ultima azione compiuta dall&#8217;utente sul vostro sito/eCommerce</li>
<li>inviando contenuti ad eventi personali degli utenti, come il compleanno</li>
<li>firmare le Email con il nome del titolare dell&#8217;azienda</li>
<li>usando una CTA pertinente con un&#8217;offerta/informazione utile per l&#8217;utente</li>
</ul>
<p><strong>La personalizzazione del messaggio deve inoltre contemplare:</strong></p>
<ul>
<li>un messaggio con un contenuto curato e di qualità</li>
<li>modulo di cancellazione/iscrizione al servizio</li>
<li>grafica e design responsive</li>
<li>SMTP dedicato</li>
<li>database aggiornato con utenti interessati alla ricezione delle Email</li>
</ul>
<h4>Importanza del Messaggio Personalizzato</h4>
<p>Quanto esposto finora, ha evidenziato l&#8217;importanza della personalizzazione delle Email. L&#8217;aspetto comunicativo, nelle strategie di Email Marketing, è importante al pari di quello tecnico. Proprio per questo, è essenziale offrire all&#8217;utente una esperienza di lettura che sia quanto più personalizzata possibile.<br />
In questo modo, un utente si sentirà maggiormente &#8220;curato&#8221; poiché a lui sarà rivolta l&#8217;attenzione di cui ha bisogno.<br />
Qualche esempio di personalizzazione dell&#8217;intestazione?</p>
<p><em>caro/gentile/illustre utente</em><br />
<em>sig. Nome e Cognome </em><br />
<em>(titolo professionale) Nome e Cognome</em></p>
<p><strong>Fate caso ai primi esempi</strong>: se si utilizzano intestazioni formali (illustre, gentile, sign) un utente può facilmente intuire che il messaggio è stato inviato ad un numero elevato di contatti.<br />
Inserendo il titolo di studio, o la professione, invece, vi sarà maggiore possibilità che l&#8217;utente legga il contenuto. Ciò è dovuto al fatto che la sua attenzione rivolta sarà motivata dalla sua attività lavorativa o di studio.<br />
Proprio per questo è importante personalizzare le nostre Email. In una campagna di Email Marketing è bene personalizzare i nostri messaggi, inserendo:</p>
<p><em>Nome e Cognome</em><br />
<em>Titolo di studio/attività professionale</em><br />
<em>Messaggio chiaro </em><br />
<em>offerta/informazioni di qualità</em></p>
<p>Più le Email sono personalizzate e con contenuti utili, maggiori sono le possibilità di interagire con i nostri contatti.</p>
<p>Nella costruzione dei nostri messaggi Email è importante curare anche il lato del mittente. Se è vero che il cuore dell&#8217;Email Marketing sono i destinatari, è altrettanto vero che quest&#8217;ultimi debbano fidarsi dei mittenti ancor prima di leggere il contenuto delle Email.<br />
Proprio per questo, è importante dare informazioni chiare, accurate e reali circa i mettenti.<br />
Se si è un&#8217;azienda, ancora prima di impostare una campagna di Email Marketing, occorre verificare di:</p>
<ul>
<li>rispettare la privacy dei contatti/clienti</li>
<li>utilizzare un sistema sicuro e professionale</li>
<li>offrire un servizio</li>
<li>operare secondo norme di legge</li>
</ul>
<p>Appurate queste semplici ma essenziali prerogative, si può procedere con la cura dei messaggi. Il mittente deve pertanto inserire i propri recapiti di azienda. Oltretutto, è preferibile intestare la mail a proprio nome piuttosto che con il proprio brand. In questo modo, si farà trasparire professionalità e trasparenza.</p>
<h3>Testare l&#8217;Email prima di inviarla</h3>
<p>Abbiamo finora visto come costruire al meglio una Email. Ora giunge il momento di testarla.<br />
Testare un Email, prima di inviarla, è molto importante. Non solo ci consente di notare refusi ed errori testuali, ma soprattutto ci consente di visualizzarne l&#8217;anteprima in modo da testare anche la fruizione da diversi device.</p>
<p>Uno dei tool maggiormente utilizzati è mail-tester.com [ mail-tester.com]. Con Mail Tester è possibile inserire un indirizzo mail da utilizzare al quale inviare la newsletter per un test. Inoltre, è possibile controllare il punteggio verificando se la stessa Email può essere &#8220;etichettata&#8221; come Spam.</p>
<h2>Segmentazione dei Contatti</h2>
<p>Avendo affrontato precedentemente la tematica della &#8220;segmentazione&#8221; dei contatti, sarebbe opportuno affrontarlo in modo più specifico.<br />
Anzitutto, ricordiamo quanto sia erroneo immaginare il proprio database di contatti come omogeneo ed identico in tutte le sue parti.<br />
Profilare e segmentare i propri contatti è utile per inviare messaggi specifici ad un determinato gruppo di utenti.<br />
La segmentazione può avviarsi già durante la fase di acquisizione del contatto (ad esempio in base a luogo di nascita, residenza, professione). Successivamente è possibile profilare ulteriormente lo stesso contatto, magari basandosi sulle preferenze degli utenti in fase di acquisto o di utilizzo dei servizi offerti dalla piattaforma.</p>
<h3>Perché dovresti segmentare la lista delle email</h3>
<p>Come detto precedentemente, uno degli strumenti più utilizzati per la segmentazione dei contatti è il &#8220;tag&#8221;. Tramite queste &#8220;etichette&#8221;, infatti, è possibile classificare i contatti di una lista.<br />
L&#8217;uso dei tag è potenzialmente infinito, poiché aggiunge una informazione in più ad un contatto specifico come, per esempio:</p>
<ul>
<li>comportamento in base ad azioni effettuate</li>
<li>interessi in base ai link cliccati</li>
<li>ottenimento del lead magnet generato durante l&#8217;iscrizione</li>
</ul>
<p>L&#8217;inserimento dei tag può avvenire in modo automatico o manuale. Utilizzando la modalità automatica, ad esempio, è possibile individuare i contatti &#8220;attivi&#8221; e &#8220;Inattivi&#8221;. In questo modo è possibile considerare gli utenti maggiormente coinvolti.<br />
Sempre tramite l&#8217;utilizzo dei tag, è possibile personalizzare i contenuti da inviare tramite Email Marketing: nome dell&#8217;intestatario e/o contenuto del testo.<br />
Questo particolare binomio non deve essere trascurato: inviare una mail personalizzata, con il nome dell&#8217;utente, ma con un contenuto che non rispecchia i suoi interessi non è un buon esempio di Email Marketing.</p>
<h3>Criteri di Segmentazione</h3>
<p>A fronte di quanto fin qui esposto, appare chiaro quanto sia essenziale avviare un processo di segmentazione dei propri contatti.<br />
Oltretutto, è bene ricordare come non eccedere nella segmentazione soprattutto nella fase iniziale. In questa fase, infatti, è opportuno soffermarsi maggiormente su chi è più o meno attivo nella ricezione ed apertura delle Email.<br />
Alcuni criteri di segmentazione di base possono essere:</p>
<ul>
<li>professione</li>
<li>luogo geografico di residenza</li>
<li>lingua parlata</li>
<li>settore di mercato nel quale lavorano</li>
<li>consapevolezza del contatto ed individuazione dello stesso sul funnel di marketing</li>
</ul>
<p>Al fine di conoscere queste specifiche, soprattutto in una fase iniziale, è possibile inviare ai contatti una Email con un piccolo sondaggio per sapere, ad esempio, se sono titolari di un&#8217;azienda o se sono semplici impiegati.</p>
<h2> Implementa l&#8217;Automazione dell&#8217;Email Marketing</h2>
<p>Abbiamo più volte evidenziato come la Marketing Automation può essere di aiuto e supporto alle nostre strategie di Email Marketing. In questo settore, infatti, non sono da sottovalutare gli &#8220;autorisponditori&#8221;. Questi ultimi, in particolare, possono essere applicati ed impostati a secondo delle nostre esigenze ed obiettivi da raggiungere.</p>
<h3>Autorisponditori</h3>
<p>Un autorisponditore può essere impostato per il momento in cui un utente compila un modulo sulla landing page del tuo sito. Ad esempio, quando l&#8217;utente scarica l&#8217;ebook gratuito un autorisponditore può intervenire per invitarlo ad iscriversi ad un webinar.</p>
<p>Di seguito, vi elenchiamo alcune delle funzionalità più comuni degli autorisponditori:</p>
<ul>
<li>informare l&#8217;utente del termine di una promozione</li>
<li>fare recensioni, fornire informazioni aggiuntive sullo store per invogliare a fare l&#8217;acquisto</li>
<li>offerte a tempo su un prodotto</li>
<li>finalità di &#8220;lead nurturing&#8221; per continuare a coltivare l&#8217;utente</li>
<li>email di benvenuto nel momento di iscrizione alla mailing list</li>
</ul>
<p>E&#8217; chiaro che questi appena citati sono soltanto piccoli esempi più comuni di ciò che può fare un autorisponditore. Infatti, è possibile impostare sequenze specifiche per campagne di Email Marketing maggiormente mirate.<br />
Gli ultimi servizi di autorisponditori hanno funzioni di automazione più elaborate. In questo modo, è possibile personalizzare il comportamento delle sequenze di Email ed il loro contenuto.<br />
<strong>Non solo</strong>: possono semplificare la classificazione e l&#8217;organizzazione dei contatti basandosi sugli interessi delle persone e sulle loro interazioni.</p>
<h3>Workflows</h3>
<p>Accanto agli autorisponditori, vi sono i Wokrflows. Come suggerisce il nome, questi &#8220;flussi di lavoro&#8221; sono strutturati come un &#8220;albero di flusso&#8221; i cui rami si adattano seguendo le risposte degli utenti a criteri preimpostati.<br />
I workflows si fondano su due aspetti cardine: i criteri di registrazione (l&#8217;azione che qualifica un utente in base alle scelte fatte) e gli obiettivi (che escludono o meno un utente dai workflows).<br />
Gli strumenti dei workflows sono diversi. Ad esempio: nel momento in cui un utente attiva un&#8217;offerta o scarica un contenuto, si attiveranno una serie di azioni basandosi sul &#8220;comportamento&#8221; e le scelte delle azioni.<br />
Proprio per questo, si può modificare il &#8220;ciclo di vita&#8221; di un potenziale cliente basandoci sulle sue scelte e preferenze.</p>
<p>Differentemente da quanto accade con gli autorisponditori, i workflows sono maggiormente &#8220;intelligenti&#8221; perché cambiano il corso delle scelte automatizzate in base al comportamento dell&#8217;utente.<br />
Un esempio? Se un nuovo utente riceve una Email di benvenuto e quella seguente è impostata per inviargli un&#8217;offerta che ha già applicato sul sito, il workflows lo individuerà e si adatterà a tale azione. Come? Semplicemente non inviando uno sconto che l&#8217;utente ha già utilizzato.<br />
Un autorisponditore, invece, riceve le Email ad intervalli di tempo prestabiliti indipendentemente dalle azioni eseguite.</p>
<div id="attachment_3744" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3744" class="wp-image-3744 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Email Marketing: workflow" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-workflow-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3744" class="wp-caption-text">Workflow: l&#8217;albero di flusso che risponde alle necessità degli utenti</p></div>
<h2>Misurare i Risultati</h2>
<p>Delineando le proprie strategie di Email Marketing, è possibile prendere le giuste decisioni ai fini di avere un impatto positivo sull&#8217;azienda. Proprio per questo, di seguito elencheremo le migliori modalità per analizzare l&#8217;efficacia delle campagne di Email Marketing.</p>
<h3>Definire i KPI dell&#8217;Email Marketing</h3>
<p>Le Email sono maggiormente efficaci di altri strumenti poiché permettono di tracciare gli utenti in ogni aspetto. Infatti, è possibile sapere sia se gli utenti hanno aperto il loro messaggio di posta elettronica sia se hanno cliccato sui link interni.<br />
Come abbiamo già detto precedentemente, le maggiori metriche dell&#8217;Email Marketing, sono le <strong>KPI on-mail e le </strong><strong>KPI off-mail.</strong></p>
<p>Per evidenziare meglio le potenzialità di tali metriche, elenchiamo quelle più utilizzate.</p>
<h4>Tasso di apertura (OR)</h4>
<p>Come suggerisce il nome, il tasso di apertura misura il numero di Email aperte confrontandole con il numero di quelle inviate. Nello specifico, le aperture si contano dal sistema tramite l&#8217;inserimento di una immagine trasparente che viene richiamata quando l&#8217;utente visualizza le immagini del messaggio. Chiaramente, se il lettore aprirà il messaggio più volte, avremo più tassi di apertura.<br />
Cosa influenza maggiormente sul tasso di apertura? Oggetto e Pre-Header, di cui abbiamo già discusso in precedenza.</p>
<h4>Tasso di click (CTR)</h4>
<p>Con questa metrica si misura il numero di click sui link presenti nel contenuto delle Email. Il tasso di click-through rate è valutato in base ai contenuti inseriti nelle Email (come immagini, copy e CTA).<br />
Per ottimizzare il CTR è bene effettuare frequentemente i test A/B.</p>
<h4>Aperture Uniche (UOR)</h4>
<p>Per Unique Open Rate si intende il conteggio dei contatti che hanno visualizzato la mail almeno una volta. E&#8217; bene pertanto differenziare dal numero totale di aperture. Al fine di valutare l&#8217;andamento di una campagna, è bene tenere comunque d&#8217;occhio le metriche di OR e CTR.</p>
<h4>Tasso di click su aperture (CTOR)</h4>
<p>I Click-To-Open-Rate valutano il numero di click unici rispetto al numero di aperture uniche. Proprio per questo, il tasso di click sulle aperture è la metrica più oggettiva per misurare l&#8217;interazione degli utenti con un messaggio.</p>
<h4>Bounce Rate</h4>
<p>Il Bounce Rate, o tasso di rimbalzo, misura la percentuale di indirizzi di posta elettronica che hanno inviato un errore dopo un invio. Gli errori possono essere diversi ed essere al contempo gravi o meno gravi, permanenti (hard bounce) o transitori (soft bounce). Fra i gravi errori permanenti spiccano gli indirizzi Email inesistenti o non validi. Fra quelli soft bounce, invece, riguardano le caselle Email sature o problemi inerenti il server.</p>
<p>Monitorare il tasso di rimbalzo è essenziale, perché ci si accerta se i messaggi sono stati inviati e recapitati correttamente. Avere un tasso troppo alto di bounce, potrebbe significare un problema del client di posta. I tassi di hard bounce, invece, sono usati dai provider per valutare la reputazione del mittente. Proprio per questo, è essenziale ripulire le liste.</p>
<h4>Unsubscribe Rate</h4>
<p>Il tasso di disiscrizione traccia gli utenti che si disiscrivono dalla tua mailing list. Per questo, il tasso deve essere sempre sotto al 2 percento con un numero di disiscritti che sia sempre inferiore al numero di nuovi iscritti.<br />
Se il tasso sale, è bene rivedere le proprie strategie di Email Marketing, valutando frequenza di invio e contenuto delle Email.</p>
<h4>Spaccato per Device</h4>
<p>I tuoi utenti usano più lo smartphone, il tablet o il PC? Questo dato è molto importante, perché in base a questa metrica si possono valutare eventuali modifiche di strategia. Infatti, se gli utenti che leggono le Email dallo smartphone sono tanti, è bene ottimizzare al massimo il design delle Email. La piattaforma MailUp valuta automaticamente proprio questa metrica. Non solo: è possibile anche valutare il sistema operativo degli Smartphone.</p>
<h4>Spam Score</h4>
<p>Il punteggio Spam analizza il messaggio Email valutandolo tramite un punteggio di &#8220;rischio spam&#8221;. Se il punteggio supera il livello &#8220;5&#8221;, le Email inviate rischiano di finire immediatamente nello spam degli utenti.<br />
In virtù di questo, è essenziale un monitoraggio costante dello Spam Score delle Email. Anche in questo caso, la piattaforma MailUp effettua in automatico il controllo antispam prima dell&#8217;invio.</p>
<h4>Conversion Rate</h4>
<p>Fin qui abbiamo analizzato i KPI on-mail. Fra quelli off-mail, invece, spicca il tasso di conversione. Quest&#8217;ultimo valuta l&#8217;efficacia del messaggio in base all&#8217;obiettivo da raggiungere. E&#8217; bene considerare sempre il Conversion Rate avendo bene in mente le proprie strategie di Email Marketing e gli obiettivi da perseguire. Le conversioni, inoltre, sono strettamente collegate con la CTA, per la quale è bene sempre testarne l&#8217;efficacia.</p>
<h4>ROI</h4>
<p>Il ritorno sull&#8217;investimento è una seconda metrica off-mail e misura l&#8217;efficacia delle campagne di Email Marketing in termini strettamente economici.<br />
La metrica prende in esame il valore delle vendite da una specifica campagna di Email Marketing, sottraendo i costi per la sua realizzazione e dividendo il risultato per il costo.<br />
Infine, il ROI si calcola moltiplicando tale risultato per cento.<br />
Come già detto in precedenza, l&#8217;Email Marketing è lo strumento con il più alto valore di ROI.</p>
<h3>Deliverability</h3>
<p>La recapitabilità, o erogabilità, è un aspetto essenziale per le nostre strategie di Email Marketing. Con la &#8220;deliverability&#8221; si intende la capacità di una Email di giungere realmente nella casella di posta dei nostri contatti evitando i filtri di spam. Proprio per questo, non è indicato utilizzare come mittente un servizio di email gratuito (come Gmail), oppure inserire shortlink.</p>
<p>Non solo: anche non inserire in modo leggibile la possibilità di disiscrizione dalla mail è un modo per incidere negativamente sulla deliverability.<br />
Se gli utenti indicano le Email ricevute come &#8220;spam&#8221; è chiaro che questo potrebbe avere un impatto negativo sulla qualità del mittente. Di riflesso, verrà minata la recapitabilità dei messaggi che inizieranno a non giungere a destinazione. In virtù di questo, i servizi di Email Marketing rendono obbligatoria la funzione di inserimento del link di disiscrizione. Per quanto tale link possa essere messo poco in evidenza, con font poco leggibili, è chiaro che un pubblico di lettori e di utenti lo si crea con contenuti efficaci e di qualità.</p>
<h3>Esegui A/B test su Email Marketing</h3>
<p>Abbiamo già accennato quanto è importante fare dei test, prima di inviare la propria Email. Fra le strategie di Email Marketing, infatti, compare il famoso test &#8220;A/B&#8221;. Quest&#8217;ultimo è importante perché offre la possibilità di vedere quale tipologia di Email si adatta meglio ad uno specifico pubblico analizzando i risultati delle Email, ad esempio A, rispetto a quelle di tipo B.</p>
<p><strong>Come si procede con un test A/B?</strong></p>
<ul>
<li>seleziona una variabile da testare (come CTA, immagini od oggetto)</li>
<li>crea due versioni distinte delle Email: una con una variabile, l&#8217;altra senza</li>
<li>permetti l&#8217;invio simultaneo delle email per un periodo di tempo specifico</li>
<li>analizza i risultati e considera solo l&#8217;Email che ha prodotto maggiori risultati</li>
<li>Testa una nuova variabile e ripeti</li>
</ul>
<p>La maggior parte dei servizi di Email Marketing ha il test A/B già compreso nel software.</p>
<h2>Migliora il Tasso di Apertura delle Email</h2>
<p>Come poter aumentare il tasso di apertura delle proprie email? Abbiamo già affrontato differenti aspetti delle strategie di Email Marketing da applicare, proprio al fine di consentire una massima apertura delle vostre eMail. Adesso vedremo maggiormente nel dettaglio questo fondamentale aspetto.</p>
<h3> Scegliere con cura l&#8217;Oggetto della Email</h3>
<p>Abbiamo già accennato al fondamentale aspetto dell&#8217;oggetto dei vostri messaggi di posta elettronica. Il titolo del messaggio, infatti, rappresenta uno dei fattori maggiormente importanti proprio su questo fronte.<br />
Un utente che riceve una email finalizzata al marketing non &#8220;accetta&#8221; di buon grado tutte le parole. Proprio per questo è bene saperle scegliere con accuratezza. Ad esempio, come già evidenziato nei precedenti paragrafi, il titolo deve essere chiaro, breve, semplice ed in grado di saper coinvolgere i contatti fin da subito.<br />
Diverse piattaforme di Email Marketing, infatti, permettono di effettuare degli &#8220;split&#8221; test sulle vostre email. Queste prove, in particolare, danno la possibilità di valutare l&#8217;efficacia comunicativa di diversi testi (intesi sia come corpo del messaggio che come oggetto). La finalità è quella di provare la versione più performante in termini di tassi di apertura. Tutto il processo, ovviamente, ha il fine di valorizzare il lavoro ed i risultati.</p>
<h3>Inviare le Email nei giorni e negli orari giusti</h3>
<p>Quando inviare i propri messaggi di Email Marketing? E&#8217; questo un altro aspetto fondamentale per le vostre strategie di Email marketing. In virtù della segmentazione dei contatti e dei propri database, è bene dire che gli orari devono essere testati anzitutto da voi. Ciò è dovuto al fatto che ogni pubblico ha delle preferenze, anche in termini di orari. Un esempio? Secondo analisi di mercato, un pubblico rivolto al B2B preferisce ricevere i messaggi di posta elettronica indicativamente verso le 11 del mattino. I giorni più indicati, invece, sarebbero martedì, mercoledì e lunedì.</p>
<p>Una regola comune potrebbe essere quella di non inviare le Email nelle prime ore della giornata. Motivo? I contatti potrebbero non visualizzare il vostro messaggio, poiché sottostante ad altri messaggi del giorno precedente.<br />
Proprio per questo, è consigliato l&#8217;invio nelle ore più tarde sia del mattino che del pomeriggio. Questa accortezza potrebbe aumentare la probabilità dei tassi di apertura.<br />
Come già anticipato qualche riga fa, i contatti che appartengono ad un pubblico B2B non prediligono la ricezione delle Email in serata o nel week-end. Differentemente, i contatti di un pubblico B2C potrebbero essere raggiunti proprio in quelle fasce orarie e in quei giorni.</p>
<h3>Frequenza di Invio</h3>
<p>Così come per l&#8217;orario ed i giorni, per le vostre strategie di Email Marketing conta anche la &#8220;frequenza&#8221; di invio dei messaggi. Come per il precedente caso, anche in quest&#8217;ultimo vale per la tipologia di pubblico. Nonostante tutto, è preferibile non inviare più di una email a settimana.</p>
<h3>Assicurati della Responsività delle Email</h3>
<p>Abbiamo ampiamente discusso sull&#8217;importanza della responsività dell&#8217;Email Marketing. Proprio per questo, torniamo a sottolineare questo aspetto: il 55% dei messaggi di posta elettronica è aperto da dispositivi mobili. Non ottimizzare le proprie Email per gli smartphone e tablet, significa ridurre il tasso di apertura.</p>
<h3> Analizza le Statistiche di Apertura</h3>
<p>Le metriche sono importanti per le strategie di Email Marketing. Proprio per questo è essenziale analizzare le statistiche di invio delle campagne. Nello specifico, se i risultati di OR, CTR e CR non corrispondono alle aspettative è importante modificare la strategia.</p>
<h3>Pulizia dei Contatti</h3>
<p>Come aumentare la deliverability delle proprie strategie di Email Marketing? Mantenendo la tua lista dei contatti pulita. Le piattaforme di Email Marketing hanno sistemi automatizzati che cancellano e ripuliscono gli indirizzi email inesistenti. Nonostante tutto, è essenziale che si cancellino gli indirizzi di chi non apre più i messaggi di posta elettronica inviata.</p>
<p>Spesso, infatti, è bene eliminare alcuni contatti anche a costo di sfoltire il proprio database. Proprio per questo, se in un database è inserito un cospicuo numero di contatti che non aprono le email da almeno 6 mesi è consigliabile rimuoverli. Prima di procedere, è opportuno mandare comunque un messaggio chiedendo loro se sono intenzionati o meno a ricevere le email. In caso contrario, saranno eliminati dalla mailing list.<br />
Operando in questo senso, infatti, si riducono notevolmente i costi dei servizi di email marketing. L&#8217;operazione di pulizia dei database è opportuno effettuarla almeno due volte l&#8217;anno.</p>
<h3>Migliora la Deliverability</h3>
<p>Come migliorare la propria deliverability? Un primo passo da eseguire è quello che abbiamo analizzato precedentemente: pulire il proprio database dai contatti non coinvolti. Il secondo consiglio è quello di assicurarsi di effettuare le giuste pratiche per evitare che i messaggi vengano relegati in &#8220;zona&#8221; SPAM. Infine, è opportuno controllare quali email sono state respinte rimuovendo tali indirizzi di posta elettronica dalla propria mailing list.</p>
<h3>Migliora il Click through Rate (CTR)</h3>
<p>Per delle buone strategie di Email Marketing è bene sempre migliorare il Clickthrough Rate (CTR). Per ottimizzare la percentuale di click, infatti, è essenziale valutare la propria &#8220;offerta&#8221; affinché possa realmente offrire un valore aggiunto ai contatti profilati. Inoltre, è bene rivedere il testo del proprio messaggio: il lettore deve ricevere informazioni chiare e semplici.<br />
Infine, è importante testare differenti CTA con grafiche e font diversificate.</p>
<h3>Controlla il Tasso di Disiscrizione</h3>
<p>Come già detto precedentemente, è importante controllare quanti contatti decidono di cancellarsi dalla tua mailing list. Per evitare tutto questo, è bene costruire messaggi di posta elettronica che siano in linea con la segmentazione dei contatti, che siano contenuti di qualità e di essere pertinenti con i testi e gli oggetti delle email.</p>
<h3>Utilizza un Report per l&#8217;analisi dell&#8217;Email Marketing</h3>
<p>E&#8217; vero che è essenziale controllare dati e metriche. Altrettanto importante è la loro organizzazione. Un report di Email Marketing può aiutarti allo scopo, registrando tutti i risultati in un unico foglio al fine di trarre conclusioni dai KPI e di migliorarli.</p>
<p><strong>Come organizzare un report?</strong></p>
<p><strong>Metrica: </strong></p>
<ul>
<li>numero totale di email inviate</li>
<li>numero totale di email consegnate</li>
<li>percentuale di deliverability</li>
<li>Frequenza di rimbalzo</li>
<li>Percentuale di email aperte</li>
<li>Frequenza di click</li>
<li>Percentuale di disiscrizione</li>
</ul>
<p><strong>Dati:</strong></p>
<ul>
<li>Linea tematica</li>
<li>Lunghezza del testo delle email</li>
<li>Offerte</li>
<li>CTA</li>
<li>Segmenti di pubblico</li>
</ul>
<p><strong>Domande da porsi: </strong></p>
<ul>
<li>Il tasso di deliverability è stato maggiore che in precedenza?</li>
<li>Quale rapporto c&#8217;è fra CTA e tasso di apertura?</li>
<li>Le disiscrizioni sono coerenti con altre email?</li>
<li>Un testo in oggetto ha funzionato meglio rispetto ad un altro?</li>
<li>La lunghezza della email incide su CTR?</li>
<li>Un altro stile di CTA potrebbe funzionare meglio?</li>
<li>L&#8217;offerta era pertinente con il segmento di pubblico?</li>
</ul>
<h2>Rispetta i Regolamenti</h2>
<p>Le tue strategie di Email Marketing seguono le normative? Le normative sulla posta elettronica seguono la volontà dei consumatori che vogliono essere giustamente tutelati riguardo le loro informazioni personali e di contatto. Prima di applicare qualsiasi strategia, pertanto, è essenziale rispettare i nostri contatti.</p>
<h3>Conformità CAN-SPAM</h3>
<p>CAN-SPAM è l&#8217;acronimo di Controlling The Assault of Non-Solicited Pornography and Marketing. In questo modo, infatti, è possibile proteggere il diritto dei contatti a ricevere soltanto le email che hanno richiesto di ricevere.<br />
La legge, approvata nel 2003, si attua per tutte le email commerciali.</p>
<p><strong>Come rendere le email conformi al CAN-SPAM?</strong></p>
<ul>
<li>Inserisci nome e indirizzo dell&#8217;azienda</li>
<li>Includi il link di disiscrizione</li>
<li>Usa indirizzi email reali nei campi &#8220;Da&#8221; e &#8220;Rispondi a&#8221;</li>
<li>Scrivi un oggetto pertinente al contenuto</li>
</ul>
<h3> Conformità GDPR</h3>
<p>Il GDPR, regolamento generale sulla protezione dei dati, rappresenta il patto più stabile e sicuro delle relazioni fra noi ed in nostri contatti.  Tale regolamento dà l&#8217;opportunità ai tuoi clienti di: scegliere le tue email, scegliere le notizie da ricevere, scegliere i prodotti, scegliere i servizi.  Il GDPR si applica alle aziende che operano all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea e che, pertanto, commerciano per i cittadini dell&#8217;UE.<br />
Non essere conformi al GDPR equivale a non seguire le regole basilari del mercato europeo.</p>
<p><strong>Come rispettare il GDPR?</strong></p>
<ul>
<li>Raccogli dati dai contatti pertinenti per la tua attività</li>
<li>Archivia i dati in modo sicuro e finalizzati allo scopo</li>
<li>Conservare i dati solo per finalità aziendali</li>
<li>Elimina i dati su richiesta degli utenti</li>
<li>Semplifica la disiscrizione per gli utenti</li>
<li>Rispondi celermente alla richiesta di accesso ai propri dati di un contatto</li>
<li>Conserva i registri aziendali per dimostrare la conformità al GDPR</li>
</ul>
<h3>Evitare i Filtri Anti Spam</h3>
<p>Sarebbe controproducente se le email finissero nella cartella SPAM degli utenti.</p>
<p><strong>Perché evitarlo?</strong></p>
<ul>
<li>Può danneggiare i tassi di deliverability</li>
<li>I contatti non riceveranno i messaggi</li>
<li>Non potrai misurare oggettivamente le tue strategie di Email Marketing</li>
<li>Le analisi dei dati sarebbero compromesse</li>
</ul>
<p><strong>Come evitare i filtri antispam?</strong></p>
<ul>
<li><strong>Ottieni una whitelist</strong>: la whitelist è un elenco di mittenti approvati che possono raggiungere la casella di posta in arrivo dei propri contatti</li>
<li><strong>Scrivi un buon &#8220;copy&#8221;</strong>: nei testi delle email è bene evitare di inserire parole tutte maiuscole o con punti esclamativi, oppure termini che attivino lo SPAM (come &#8220;accetta&#8221;, &#8220;fai click&#8221;)</li>
<li><strong>Usa un provider affidabile</strong>: la reputazione di un provider è importante per la tua capacità di recapito</li>
<li><strong>Implementa il doppio opt-in</strong>: quando un contatto aderisce alla tua mailing list, è preferibile inviare una seconda mail di conferma.</li>
</ul>
<h2>Lifecycle Engagement nelle campagne di Email Marketing</h2>
<p>Per affinare ulteriormente le nostre strategie di Email Marketing è essenziale effettuare un&#8217;analisi quantitativa e qualitativa dei nostri contatti del database. In particolare, è bene tenere d&#8217;occhio le loro &#8220;reazioni&#8221; e &#8220;comportamenti&#8221; dal momento dell&#8217;iscrizione fino alla loro eventuale disiscrizione. In tal modo, possiamo valutare il loro tasso di engagement in base alle Email ricevute.</p>
<p>Una volta selezionato un &#8220;campione&#8221; di contatti da analizzare, è bene soffermarsi sui primi mesi delle loro iscrizione. Il grafico seguente mostra l&#8217;iscrizione come punto di partenza a prescindere da quando sia avvenuta. Questo momento è fondamentale, perché determina le motivazioni della fidelizzazione degli utenti.</p>
<div id="attachment_3717" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3717" class="wp-image-3717 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency.png" alt="Strategie Email Marketing: Slide lifecycle engagement nel tempo" width="1080" height="682" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-200x126.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-300x189.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-320x202.png 320w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-400x253.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-600x379.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-700x441.png 700w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-768x485.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-800x505.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency-1024x647.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-tempo-Blog-ingematic-web-agency.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3717" class="wp-caption-text">Il livello di Engagement dei Contatti nel tempo (fonte: &#8220;Lifecycle engagement&#8221; &#8211; accademymailup.it)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; possibile notare come ad una iniziale crescita dell&#8217;engagement segua un certo calo di interesse. La linea mediana cala progressivamente nei mesi successivi. Proprio per questo, è bene evitare di costruire campagne di Email Marketing prive di ingaggio e di contenuti qualitativi. Sono fattori determinanti per la fidelizzazione.</p>
<p>Dopo aver analizzato la campagna in termini di &#8220;tempo&#8221;, un secondo aspetto da esaminare è quello relativo agli &#8220;invii&#8221;. Esaminare il numero di messaggi di posta elettronica ricevuti, infatti, permette di visualizzare le &#8220;fluttuazioni&#8221; di engagement relative all&#8217;intensità della pressione effettuata dai mittenti. Normalmente, è consigliabile non eccedere mai negli invii, poiché potrebbe causare una graduale &#8220;inattività&#8221; da parte degli utenti. Qui sotto c&#8217;è un grafico che mostra il livello di engagement di un campione in base al numero di messaggi ricevuti. Anche qui si può notare una mediana calante, sinonimo di inattività da parte di metà database.</p>
<div id="attachment_3739" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3739" class="wp-image-3739 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1.png" alt="Strategie Email Marketing: Slide lifecycle engagement in base ai messaggi ricevuti" width="1080" height="614" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1-200x114.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1-300x171.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1-400x227.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1-600x341.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1-768x437.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1-800x455.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1-1024x582.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2021/06/Strategie-email-marketing-Slide-lifecycle-engagement-messaggi-ricevuti-Blog-ingematic-web-agency-3-1.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3739" class="wp-caption-text">Il livello di Engagement dei Contatti in base agli invii (fonte: &#8220;Lifecycle engagement&#8221; &#8211; accademymailup.it)</p></div>
<h2>Email Marketing per l&#8217;Ecommerce</h2>
<p>Nelle strategie di Email Marketing, non può mancare un breve cenno alle campagne pensate per l&#8217;eCommerce. In tal senso, è essenziale conoscere a fondo i propri clienti. Come abbiamo accennato precedentemente, una buona campagna di Email Marketing evita di basarsi esclusivamente su offerte e vendite. Proprio per questo, è essenziale costruire messaggi sia di qualità che pertinenti ai nostri utenti.</p>
<p><strong>Come?</strong></p>
<ul>
<li><strong>Conosci l&#8217;utente</strong>: come già analizzato, è importante profilare i propri contatti. Etichettarli e raggrupparli per interessi e comportamenti è un primo passo. In questo modo, è possibile creare delle piccole &#8220;carte di identità&#8221; per ogni cliente acquisito.</li>
<li><strong>Segmenta gli invii</strong>: un consiglio è quello di organizzare i contatti in cluster. Così facendo, è possibile strutturare gli invii basandosi sull&#8217;area geografica di appartenenza e all&#8217;area merceologica. Se si opera in questo modo, si possono ottimizzare i messaggi fino al 22%.</li>
<li><strong>Personalizza i contenuti</strong>: come già detto, ogni utente preferisce ricevere messaggi pensati esclusivamente per lui. Per questo la profilazione è essenziale. Messaggi &#8220;one-to-one&#8221; e newsletter tematiche e pertinenti sono le armi migliori da utilizzare.</li>
</ul>
<h2>Trend dell&#8217;Email Marketing</h2>
<p>Giunti quasi alla conclusione della descrizione delle strategie di Email Marketing da utilizzare, è bene soffermarci brevemente sui trend che riguardano l&#8217;Email Marketing. Gli ultimi aggiornamenti ci dicono di non sottovalutare: User Generated Content, Responsive Interactivity, Accessibilità e Automazione.<br />
Vediamoli brevemente in dettaglio.</p>
<h3>User Generated Content (UCG)</h3>
<p>La UCG riguarda il contenuto generato dagli utenti. In questo senso, si tiene conto della creazione di video, immagini, testi, audio che vengono prodotti dai clienti.<br />
Proprio per questo, tutti i contenuti creati dagli utenti finali hanno un alto grado di coinvolgimento. Inutile dire quanto sia essenziale coinvolgere ed incentivare i propri utenti a creare contenuti riguardo i loro acquisti o l&#8217;esperienza avuta da un servizio.<br />
Dati alla mano, l&#8217;82% degli utenti dà molta importanza alle opinioni e recensioni di altri utenti. Anzi proprio il 70% di loro ricercano review da altri contatti.<br />
Nello specifico, chi riceve newsletter è maggiormente incentivato alla produzione di contenuti. Qui si comprende quanto sia essenziale l&#8217;email marketing poiché è capace di creare fidelizzazione anche grazie ai social media.</p>
<h3>Coinvolgimento Mobile First</h3>
<p>Come già evidenziato in precedenza, ottimizzare le strategie di Email Marketing per il device mobile è essenziale.<br />
Questo è dovuto al grande tasso di apertura di email effettuata direttamente sugli smartphone degli utenti.<br />
Nel 2021, in particolare, deve essere data molta importanza all&#8217;engagement affinché gli utenti non abbandonino la newsletter ricevuta.<br />
In virtù di questo, è bene tener conto di:</p>
<ul>
<li>Button e CTA dinamiche</li>
<li>Rollover che mostrino le offerte disponibili</li>
<li>Caroselli di immagini con prodotti interattivi</li>
<li>Inserimento in accordi per garantire la leggibilità di long-form</li>
<li>Sondaggi, votazioni e UCG interattivi</li>
</ul>
<h3>Non Sottovalutare l&#8217;Accessibilità</h3>
<p>Ogni contenuto delle Email deve essere completamente accessibile. Ne abbiamo già discusso, eppure in questo senso l&#8217;accessibilità non deve essere dimenticata.<br />
In questo aspetto, ci aiutano gli assistenti vocali che traducono vocalmente immagini e testi.<br />
Proprio per questo, la programmazione deve essere orientata all&#8217;accessibilità per tutto ciò che concerne contenuti, design e codice.<br />
Nello specifico, i testi devono pertanto essere brevi, chiari e concisi, non superare le 50 parole e con un registro linguistico adatto ad un pubblico generalista.<br />
Il design, inoltre, deve essere progettato seguendo queste caratteristiche:</p>
<ul>
<li>testo sviluppato in HTML</li>
<li>Gerarchia visiva</li>
<li>Evitare testi lunghi al centro</li>
<li>Font chiaro e leggibile</li>
<li>Interlinea ottimizzata</li>
<li>Uso di contrasti cromatici</li>
</ul>
<p><strong>Il codice, infine, deve contemplare:</strong></p>
<ul>
<li>un testo alternativo per le immagini</li>
<li>tabelle di HTML accessibili agli screen reader</li>
<li>HTML semantico</li>
<li>Lingua specifica nel codice HTML</li>
</ul>
<h3>Investire nell&#8217;Intelligenza Artificiale</h3>
<p>Accennando all&#8217;email automation, abbiamo evidenziato le potenzialità racchiuse nell&#8217;elaborazione di alcuni processi automatici. Proprio per questo, infatti, l&#8217;intelligenza artificiale è in grado di automizzare le fasi del ciclo vita dei contatti, segmentando gli stessi in modo specifico e pertinente.  Automizzare i report, inoltre, permette sia di ridurre i costi che di aumentare il ROI di un canale.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Giunti al termine della nostra guida sulle strategie di Email Marketing, Ingematic vi dimostra come l&#8217;email marketing non è affatto uno strumento in disuso. Anzi, abbiamo appena visto che, se utilizzato nel modo giusto e seguendo le giuste linee strategiche e programmatiche, può essere la via preferenziale per aumentare i propri contatti e potenziali clienti.  In virtù di questo, pertanto, è bene sempre ricordare come è essenziale avere come focus il proprio pubblico ed il proprio obiettivo da raggiungere.<br />
Operando in tal senso, è possibile pianificare con un approccio inbound, a fronte di un database di contatti che prestano attenzione ai contenuti che inviate loro.</p>
<p>Se vuoi sperimentare e trarre il massimo dalle campagne di Email Marketing, rivolgiti a Ingematic! La nostra web agency</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti:</p>
<ul>
<li><a href="https://blog.hubspot.com/marketing/email-marketing-guide" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">&#8220;The Ultimate Guide to Email Marketing&#8221; &#8211; hubspot.com</a></li>
<li><a href="https://academy.mailup.it/data-lifecycle-engagement/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">&#8220;Lifecycle engagement&#8221; &#8211; accademymailup.it</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/strategie-email-marketing-guida-per-campagne-di-successo/">Strategie di Email Marketing: guida ad una campagna di successo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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		<title>Le stelle dell&#8217;eCommerce: il Corriere premia &#8220;Mondo Piante&#8221;</title>
		<link>https://www.ingematic.com/le-stelle-dellecommerce-mondopiante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ingematic Team]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 10:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[E-COMMERCE]]></category>
		<category><![CDATA[il corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[le stelle dell'eCommerce]]></category>
		<category><![CDATA[mondo piante]]></category>
		<category><![CDATA[statista.com]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Stelle dell'eCommerce mette in seconda posizione il nostro Mondo Piante. Ingematic vi racconta come il nostro cliente ha potuto raggiungere la vetta nella categoria "Arredamento e articoli per la Casa", sezione “Arredamento da esterni, Giardinaggio”. Perché il Corriere della Sera ha premiato Mondo Piante Le stelle dell'eCommerce. Questo il nome dell'iniziativa de  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/le-stelle-dellecommerce-mondopiante/">Le stelle dell&#8217;eCommerce: il Corriere premia &#8220;Mondo Piante&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-10"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Ingematic Team
Data Aggiornamento: 16 Dicembre 2020
Data Pubblicazione: 14 Dicembre 2020
Pubblicato in: ARCHIVIO |E-COMMERCE |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/il-corriere-della-sera/" rel="tag">il corriere della sera</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/le-stelle-dellecommerce/" rel="tag">le stelle dell'eCommerce</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/mondo-piante/" rel="tag">mondo piante</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/statista-com/" rel="tag">statista.com</a>
Tempo di Lettura: 4 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
</div>

<p><em>Le Stelle dell&#8217;eCommerce mette in seconda posizione il nostro Mondo Piante. Ingematic vi racconta come il nostro cliente ha potuto raggiungere la vetta nella categoria &#8220;Arredamento e articoli per la Casa&#8221;, sezione “Arredamento da esterni, Giardinaggio”.</em></p>
<h2>Perché il Corriere della Sera ha premiato Mondo Piante</h2>
<p><em>Le stelle dell&#8217;eCommerce</em>. Questo il nome dell&#8217;iniziativa de &#8220;<strong>L&#8217;Economia</strong>&#8220;, la redazione finanziaria ed economica del <a href="https://www.corriere.it/economia/stelle-dell-ecommerce/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer"><em><strong>Corriere della Sera</strong></em></a>, che dal 2018 premia <strong>i migliori eCommerce italiani</strong>.  In questa classifica figura anche il nostro amato cliente &#8220;<strong><em>Mondo Piante</em></strong>&#8220;.<br />
Classificato fra le <strong>500 eccellenze</strong> scelte dal <strong><em>Corriere</em></strong> e da &#8220;<strong><em>Statista.com</em></strong>&#8221; (società internazionale di analisi specializzata in studi di mercato), Mondo Piante giunge in <strong>seconda posizione</strong> nella categoria &#8220;<em>Arredamento da esterni, Giardinaggio</em>&#8220;.<br />
Un vanto di Mondo Piante non è <em>&#8220;solo</em>&#8221; la seconda posizione raggiunta nella categoria di riferimento, ma soprattutto nell&#8217;essere stati scelti e selezionati per concorrere.<br />
La metodologia seguita per &#8220;<em><strong>Le stelle dell&#8217;eCommerce</strong></em>&#8221; ha visto &#8220;Statista&#8221; analizzare ben <strong>7mila negozi digitali</strong>. La società internazionale di analisi ha pertanto effettuato un pre-screening, esaminando sia il traffico web che le caratteristiche specifiche di eCommerce B2C.</p>
<div id="attachment_3551" style="width: 1818px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3551" class="size-full wp-image-3551" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency.png" alt="Le Stelle dell'eCommerce corriere della Sera Mondo Piante Ingematic" width="1808" height="980" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-200x108.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-300x163.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-400x217.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-600x325.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-768x416.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-800x434.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-1024x555.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-1200x650.png 1200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency-1536x833.png 1536w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/12/Le-stelle-dell-eCommerce-il-corriere-premia-mondo-piante-classifica-Blog-Ingematic-web-agency.png 1808w" sizes="(max-width: 1808px) 100vw, 1808px" /><p id="caption-attachment-3551" class="wp-caption-text">&#8220;Le Stelle dell&#8217;eCommerce&#8221; classifica categoria &#8220;Arredamento da esterni, giardinaggio&#8221; (fonte: corriere.it)</p></div>
<p>In seguito, sono stati scelti ed esaminati soltanto <strong>1.500</strong> negozi online. Quest&#8217;ultimi, fra i quali figurava ovviamente anche il nostro mondopiante.it, sono stati sottoposti a ulteriori analisi che hanno riguardato la <em>Customer Journey</em> del sito. Proprio per questo, sono stati valutate la struttura e la facilità d&#8217;uso, oltre ovviamente alla sicurezza del sito stesso. Importante è stata anche la valutazione del servizio di acquisto e post vendita. Nell&#8217;ottica della <em>customer care</em>, i procedimenti di pagamento, acquisto, servizio di consegna e post vendita sono stati determinanti.<br />
Come determinanti sono stati proprio i consumatori che, partecipando ad un sondaggio, hanno valutato la <em>user experience</em> degli store. Tutto ciò, ha chiaramente influito sul ranking di valutazione. Statista, infatti, nella valutazione finale ha unito entrambi i risultati: il test tecnico insieme a quello del sondaggio dei consumatori.</p>
<h2>Ingematic e Mondo Piante: un eCommerce di successo</h2>
<p>Ingematic non può che<strong> essere fiera</strong> nel vedere risultare il proprio cliente Mondo Piante, non solo fra le eccellenze degli store online ma soprattutto in seconda posizione per il proprio settore di riferimento.<br />
Nato nel 2014, Mondo Piante appartiene al settore vivaistico. Grazie ai fratelli <em>Luigi</em> e <em>Ornella De Nicolo</em>, che hanno deciso di affidare a noi il progetto web, abbiamo potuto realmente costruire un <a href="https://www.ingematic.com/ecommerce-di-successo/">eCommerce di successo</a> e la premiazione del <em>Corriere della Sera</em> e <em>Statista</em> ne è una ulteriore conferma.</p>
<p>Inutile dire quanto abbiamo cercato non solo di rispecchiare i valori e l&#8217;identità dell&#8217;azienda, ma anche di ottimizzare al massimo la struttura del sito. Cruciale in questo senso è stato il posizionamento delle giuste keyword. Lavorare ottimamente in <strong>ottica SEO</strong>, ha permesso al sito mondopiante.it di raggiungere i primi posti nella SERP di Google.<br />
La struttura &#8220;pulita&#8221; del sito, inoltre, lascia lo spazio ai prodotti che sono i veri protagonisti dello store. Grazie a questa scelta, infatti, è stato possibile far empatizzare gli utenti con le piante, accompagnate da schede prodotto chiare e dettagliate.</p>
<p><em>Mondo Piante racchiude i valori Ingematic in qualità di web agency: accompagnare i nostri clienti in modo graduale e costante verso il successo.</em></p>
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		<title>Social Media Strategy: come farlo al meglio per la tua azienda</title>
		<link>https://www.ingematic.com/social-media-strategy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Angelo Foglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 09:43:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARCHIVIO]]></category>
		<category><![CDATA[SOCIAL MEDIA]]></category>
		<category><![CDATA[WEB MARKETING]]></category>
		<category><![CDATA[benchmark]]></category>
		<category><![CDATA[piano editoriale digitale]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media strategy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Social Media Strategy, ovvero "strategia sui social media". Quanto sono importanti i social nel 2020? Tanto. Quanto sono importanti i social per le aziende? Tantissimo. Per questo, Ingematic è pronta ad illustrarti tutti i consigli per avviare una strategia social vincente. Social Media e Utenti: quanto li usiamo? Prima di entrare nel vivo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ingematic.com/social-media-strategy/">Social Media Strategy: come farlo al meglio per la tua azienda</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ingematic.com">Ingematic Digital Agency</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-11"><p><div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div>
Autore: Michele Angelo Foglia
Data Aggiornamento: 19 Maggio 2021
Data Pubblicazione: 30 Ottobre 2020
Pubblicato in: ARCHIVIO |SOCIAL MEDIA |WEB MARKETING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/benchmark/" rel="tag">benchmark</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/piano-editoriale-digitale/" rel="tag">piano editoriale digitale</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/social-media/" rel="tag">social media</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/social-media-marketing/" rel="tag">social media marketing</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/social-media-strategy/" rel="tag">social media strategy</a>
Tempo di Lettura: 54 minuti<div class="fusion-separator fusion-full-width-sep" style="align-self: center;margin-left: auto;margin-right: auto;width:100%;"><div class="fusion-separator-border sep-single sep-dotted" style="--awb-height:20px;--awb-amount:20px;border-color:#e0dede;border-top-width:1px;"></div></div></p>
</div>

<p><em>Social Media Strategy, ovvero &#8220;strategia sui social media&#8221;. Quanto sono importanti i social nel 2020? Tanto. Quanto sono importanti i social per le aziende? Tantissimo. Per questo, Ingematic è pronta ad illustrarti tutti i consigli per avviare una strategia social vincente.</em></p>
<h2>Social Media e Utenti: quanto li usiamo?</h2>
<p>Prima di entrare nel vivo della nostra guida, analizziamo prima di tutto alcuni dati riguardanti proprio i social media.<br />
Grazie al &#8220;<em>digital report 2020 di wearesocial</em>&#8220;, infatti, sappiamo che, a livello globale, su una popolazione mondiale di 7.75 miliardi, 4.54 miliardi di persone sono connesse ad internet, 5.19 miliardi sono utenti mobile e ben 3.80 miliardi di cittadini utilizzano i social media (aumentati del 9% rispetto al 2019). Facendo pertanto una media percentuale, si evince come il 55% della popolazione mondiale siano utenti mobile, web e social.</p>
<div id="attachment_3324" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3324" class="wp-image-3324 size-full" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1.png" alt="Social nel mondo, dati statistici 2020 - Blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-nel-mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-1.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3324" class="wp-caption-text">Stato dei social nel mondo nel 2020 (fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; &#8211; wearesocial.com)</p></div>
<p>Sempre con riferimento ai social, il report indica che gli accessi ai social sono aumentati del 2,4%, portando al 99% la percentuale degli utenti che accede direttamente da mobile, confermando l’importanza del “<strong>mobile first</strong>”.</p>
<h2>I Social nel Mondo</h2>
<p>Questi dati ci mostrano un mondo continuamente connesso e sempre online. A rafforzare questa tesi, vi sono gli altri dati sui singoli social utilizzati globalmente.<br />
Le prime tre posizioni sono conquistate da <strong>Facebook</strong>, <strong>YouTube</strong> e <strong>WhatsApp</strong>, che registrano rispettivamente ben <strong>2.449 milioni</strong>, <strong>2.000 milioni</strong> e <strong>1.600 milioni</strong> di utenti.<br />
Li seguono in quarta e quinta posizione <strong>WeChat</strong> e<strong> Instagram</strong>, che hanno rispettivamente <strong>1.000</strong> e <strong>800</strong> milioni di utenti attivi.</p>
<div id="attachment_3295" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3295" class="size-full wp-image-3295" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic.png" alt="Social più utilizzati nel mondo, dati statistici grafico - blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-più-utilizzati-nel-mondo-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3295" class="wp-caption-text">Social più usati nel Mondo nel 2020 (Fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; di wearesocial.com)</p></div>
<h3>I Social in Italia</h3>
<p>Dovendo parlare della nostra Nazione, i dati confermano mediamente questa tendenza. Infatti, su<strong> 60 milioni</strong> di cittadini, gli utenti mobile sono ben <strong>80.40 milioni</strong> (133%), con <strong>49.48 milioni</strong> di utenti web (82%) e <strong>35 milioni</strong> di utenti social media (58%).</p>
<div id="attachment_3293" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3293" class="size-full wp-image-3293" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic.png" alt="Social in Italia, dati statistici grafico - blog Ingematic" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Social-in-Italia-dati-statistici-grafico-blog-Ingematic.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3293" class="wp-caption-text">Stato dei social in Italia nel 2020 (Fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; di wearesocial.com)</p></div>
<p>Inutile dire quanto in Italia si amino i <strong>device mobili</strong>, tanto da superare addirittura, da superare come percentuale, il valore a livello mondiale di un 9%. Questo significa ovviamente che ogni singolo utente ha a disposizione più di un dispositivo con il quale connettersi ai social e al web.</p>
<h3>Quanto Tempo stiamo sui Social?</h3>
<p>Questi dati, portano a chiederci: quanto tempo passiamo noi Italiani sui social? Non poco, se vediamo i dati dello stesso report di wearesocial.<br />
Partiamo con l’utilizzo del mezzo di connessione più diffuso: internet.<strong> Sul web</strong>, gli utenti sono connessi per <strong>6 ore circa</strong> al giorno. Seguono la <strong>TV</strong>, con circa <strong>3 ore</strong> di utilizzo medio, ed i <strong>social</strong> con quasi<strong> 2 ore</strong> di utilizzo quotidiano. <strong>Musica</strong> e<strong> video game</strong> sono in quarta e quinta posizione, registrando rispettivamente<strong> 1 ora</strong> di ascolto e<strong> 49 minuti</strong> di videogiochi.</p>
<p>Come si comporta il resto del <strong>Mondo</strong>, rispetto alla nostra Nazione? Stando sempre ai dati del &#8220;<em>Digital report 2020</em>&#8220;, nel Mondo gli utenti sono connessi quotidianamente sul <strong>web</strong> per <strong>6 ore e 43 minuti</strong>, sui <strong>social</strong> <strong>2 ore e 24 minuti</strong>, guardando <strong>TV</strong> (ormai sempre più &#8220;smart&#8221;) <strong>3 ore e 18 minuti</strong>, ascoltando musica <strong>1 ora e 26 minuti</strong>, e <strong>videogiocando</strong> per <strong>1 ora e 10 minuti</strong>. Tutto questo tempo indica la grande quantità di fruizione dei contenuti dai social media, il punto successivo di questa analisi introduttiva.</p>
<div id="attachment_3326" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3326" class="size-full wp-image-3326" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media.png" alt="Tempo di connessione quotidiano, In Italia e nel Mondo, dati statistici 2020 - Blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Tempo-di-connessione-quotidiano-In-Italia-e-nel-Mondo-dati-statistici-2020-Blog-Ingematic-social-media.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3326" class="wp-caption-text">Tempo di connessione quotidiano, in Italia e nel Mondo, nel 2020 (fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; &#8211; wearesocial.com)</p></div>
<h3>Quali Social utilizziamo di più?</h3>
<p>Confrontando i dati dei social più utilizzati, possiamo notare quanto tendenzialmente si avvicinino con i dati di utilizzo globale. Per questo, vediamo la presenza di YouTube in prima posizione con un utilizzo dell&#8217;88%. Seguono WhatsApp (83%) e poi i social Facebook e Instagram (rispettivamente con l’80% ed il 64% di utilizzo). Fanalini di coda sono Messenger con il 34% (che ora dovrebbe includere la messaggistica privata di Facebook e Instagram), Twitter con il 34% e LinkedIn con il 31%. Ultimo è TikTok, il social dei millennials, con un 11 percento di utilizzo.</p>
<div id="attachment_2972" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2972" class="size-full wp-image-2972" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1.png" alt="Social media più usati, grafico dati Italia - Blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/09/3-1.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-2972" class="wp-caption-text">I social media più utilizzati in Italia (Fonte: &#8220;Digital report 2020&#8221; di wearesocial.com)</p></div>
<p>Anche in questo caso, possiamo quindi affermare quanto l’utilizzo di internet e dei social sia ormai capillare e diffuso. Aspetto, quest’ultimo, che ci porta alla considerazione successiva: quanto è utile per un’azienda essere presente sui social?<br />
La risposta è ovvia. Qualsiasi azienda, ente, attività commerciale non può non avere un proprio profilo social di riferimento.</p>
<h2>Perché avere una Pagina Social?</h2>
<p>I dati che abbiamo fin qui analizzato, non sono fini a loro stessi. Se letti nel giusto modo, ci indicano diverse riflessioni.<br />
Anzitutto, ci suggerisce quanti cittadini siano connessi stabilmente e quotidianamente soprattutto tramite smartphone. Il secondo aspetto riguarda l’aspetto più importante: la comunicazione.</p>
<p>Nel 2020 l’informazione e la comunicazione stessa, infatti, passano ormai per la maggior parte tramite social. Questi due aspetti, cittadini connessi e comunicazione, sono essenziali se si pensa in ottica commerciale ed aziendale. Grazie a questi strumenti comunicativi, le attività commerciali e le aziende possono raggiungere facilmente le persone, che possono potenzialmente divenire nuovi clienti.</p>
<p>I numeri sono in continua crescita e le aziende se ne sono accorte, comprendendo il ruolo strategico dei social nello stabilire un rapporto diretto con i clienti, praticamente in tempo reale se si pensa all&#8217;utilizzo quasi totale del dispositivo mobile, capace, se ben pianificato, di aumentare la brand awareness ed aumentare i leads.</p>
<p>Qui subentrano altre considerazioni: come gestire una pagina social? Tutti i social sono adatti per tutte le aziende? Come comunicare efficacemente?</p>
<p>La scelta di una strategia rappresenta il punto di partenza per una qualsiasi azienda che voglia comunicare online, perché solo in questo modo sarà possibile valutare le performance rispetto agli obiettivi prefissati, sfruttando le potenzialità del web ed evitando gli errori che potrebbero ledere l’immagine agli occhi del pubblico.</p>
<p>Ingematic è qui per rispondere a queste domande ed introdurvi nel vasto mondo della social media strategy e le sue caratteristiche.</p>
<h2>Social Media Strategy: definizione</h2>
<p>La <strong>Social Media Strategy</strong> rappresenta un aspetto della più generale strategia di marketing digitale, che stabilisce le giuste strategie e gli strumenti di digital marketing, occupandosi della pianificazione, gestione controllo di tutte le attività di marketing e di comunicazione che devono essere eseguite sui propri canali social ufficiali, con la finalità di riuscire a <strong>stabilire una comunicazione bidirezionale</strong> tra azienda e potenziali clienti, raggiungendo gli obiettivi definiti.</p>
<p>Descritto in altre parole: la social media strategy, fissati degli obiettivi chiari e misurabili, individua gli strumenti, studia e pianifica strategicamente le azioni specifiche, utili ad incrementare la visibilità dell&#8217;azienda, rafforzare e amplificare la percezione positiva del brand (brand awareness), creare community, costruire un rapporto di fiducia col pubblico target, migliorare la reputazione online, creare condivisione dei valori aziendali, il tutto tramite i canali social media. Parte essenziale della strategia, è la fase in cui si delinea il pubblico target al quale la comunicazione sarà rivolta, identificandone caratteristiche, gusti, preferenze e motivazioni che dovrebbero indurlo a seguire i nostri canali social, si decide il piano editoriale, si sceglie il tono di voce da adottare, tempi e frequenza di pubblicazione.</p>
<p>Si tratta di una strategia di comunicazione che deve essere <strong>integrata, coordinata e coerente,</strong> poiché la presenza su una piattaforma social dovrà tenere in considerazione ed essere allineata con quella adottata sugli altri canali, social e non solo (ad esempio il blog e il sito aziendale).</p>
<p>Come si può generare visibilità, in questo senso? La Social Media Strategy cerca di generare visibilità tramite azioni di interazione (engagement) e condivisione (social sharing). Se uniti e sfruttati al meglio, infatti, queste operazioni possono accrescere la notorietà di un brand oppure di un&#8217;azienda (piccola o media).</p>
<h3>Far crescere la Social Media Audience</h3>
<p>Grazie al <strong>social media marketing</strong>, le imprese, aziende, attività commerciali, liberi professionisti, hanno a disposizione un mezzo dalle grande potenzialità.<br />
Ampliare la propria audience tramite Facebook, Instagram, LinkedIn, è sicuramente un grande vantaggio. Nonostante tutto non sempre è facile operare al meglio per ottenere risultati.<br />
Proprio per questo, per attuare una Social Media Strategy efficace è essenziale adottare appunto una strategia che garantisca il raggiungimento di precisi obiettivi prefissati, e nei tempi stabiliti.</p>
<h3>Strategia sui Social Media: Errori da Evitare</h3>
<p>È evidente che, considerati i numeri legati al loro utilizzo e alla loro immediatezza, i social rappresentano uno strumento con enormi potenzialità, per entrare in contatto in maniera non invasiva, con gli utenti interessati ai nostri servizi o prodotti, ma proprio per questo loro grande potenziale, utilizzarli in maniera non corretta, sicuramente significherebbe perdere una enorme opportunità per l&#8217;azienda, ma nel caso peggiore potrebbe anche ledere l&#8217;immagine della stessa agli occhi dei consumatori.</p>
<p>Prima di approfondire le giuste azioni in ottica di Social Media Strategy, è bene sottolineare un aspetto fondamentale: non è facile impostare una Social Media Strategy né che dia risultati nell&#8217;immediato.<br />
Come abbiamo visto in precedenza, se da un lato l&#8217;utilizzo dei social è cresciuto sia in Italia che nel Mondo, è altrettanto vero quanto tutti abbiano a disposizione questi strumenti.</p>
<p>Gli stessi social ci forniscono guide, ma nessuno ci spiega come pianificare una strategia di social marketing, come realizzare correttamente un piano editoriale e con quale frequenza pubblicare, come realizzare una comunicazione integrata e coerente su tutti i canali incluso il blog aziendale. Ne derivano pagine gestite in maniera poco professionale, con contenuti pubblicati in maniera discontinua, di bassa qualità sia dal punto di vista copy che per la qualità grafica.</p>
<p>È altresì diffusa l&#8217;opinione secondo cui gestire un profilo Instagram o una pagina Facebook sia un&#8217;operazione alla portata di tutti. Certamente è semplice &#8220;aprire&#8221; una pagina su Facebook, creare un profilo su Instagram e impostarne l&#8217;immagine o il logo, ma il difficile viene sicuramente dopo, perché ogni social ha il suo linguaggio specifico, la propria struttura di organizzazione delle informazioni, le sue regole sulle giuste dimensioni dei media utilizzati, e ogni azienda ha il suo pubblico che va intercettato con la giusta comunicazione, il giusto tono di voce e le giuste tempistiche.</p>
<h4>Chi può fare Social Media Strategy</h4>
<p>E&#8217; proprio questo aspetto che Ingematic ci tiene a sottolineare: non tutti possono fare azioni di Social Media Strategy.<br />
<strong>Perché?</strong> Anzitutto, perché vi sono dei corsi di specializzazione che formano professionisti del settore. Studiare le giuste strategie da adottare in ambito social media marketing, è ben lontano dalla semplice attivazione di un qualsiasi account.<br />
In secondo luogo perché, all&#8217;interno di un&#8217;<strong>agenzia web strutturata</strong>, come <strong>Ingematic</strong>, esiste un <strong>reparto</strong> dedicato al <strong>social media marketing</strong>, con delle figure professionali dedicate, che grazie alla loro prepazione, competenza ed esperienza sul campo, garantiscono l&#8217;erogazione di un servizio completo, focalizzato sull&#8217;ottimizzazione e su performance garantite.</p>
<h4>Chi non può fare Social Media Strategy</h4>
<p>In virtù di questo, il contesto nel quale si opera è divenuto ormai sempre più impervio e pieno di disinformazione. Le guide in rete sono tante, gli stessi social ce le forniscono, ma nessuno ci spiega come definire e attuare correttamente una strategia di social marketing, come realizzare correttamente un piano editoriale e con quale frequenza pubblicare, come prestare attenzione ad una comunicazione integrata e coerente su tutti i canali incluso il blog aziendale. Ne derivano pagine gestite in maniera poco professionale, con contenuti pubblicati in maniera discontinua, di bassa qualità sia dal punto di vista copy che per la qualità grafica, senza nessuna programmazione.</p>
<p>Due esempi fra tutti. Se da un lato il mondo del marketing soprattutto in ottica dei social media ha &#8220;instillato&#8221; l&#8217;idea che chiunque sia in grado di gestire un profilo tanto che spesso ci si rivolge alla persona più &#8220;vicina&#8221; (da qui l&#8217;ormai stigmatizzata figura del &#8220;cugino&#8221;), dall&#8217;altra ha permesso l&#8217;ingresso in questo campo di quelli che vengono definiti come &#8220;guru del web&#8221;. Quest&#8217;ultimi, in particolare, promettono il raggiungimento di grandi risultati già nel breve termine, magari facendo leva sulla quantità dei follower dei loro profili Instagram, o peggio ancora, in alcuni casi, attingendo a servizi di vendita di pacchetti di followers, commenti e in generale interazioni, generate da bot e pertanto di nessun valore, ma capaci di penalizzare definitivamente un profilo.</p>
<p>Ciò che dovrebbe essere invece chiaro è che gli obiettivi di una Social Media Strategy si raggiungono con uno studio approfondito e con l&#8217;applicazione di strategie mirate. Raggiungere i &#8220;traguardi&#8221; comporta tempo e dedizione, confrontandosi con i professionisti del settore come i copywriter ed i social media manager. Fatte queste dovute premesse, possiamo addentrarci alla scoperta di un mondo apparentemente conosciuto.</p>
<h2>Piano Editoriale Digitale: pianificazione strategica</h2>
<p>Prima di attuare qualsiasi tipo di Social Media Strategy, per prima cosa è essenziale impostare quello che nel settore viene definito come <strong>&#8220;piano editoriale digitale&#8221;</strong>.<br />
Conosciuto anche con l&#8217;acronimo di <strong>PED</strong>, esso è lo strumento base che accompagna la strategia da attuare sui social media in tutte le sue fasi, da quelle di base fino a quelle più avanzate.<br />
Per ogni tipo di Social Media Strategy, la fase di avvio è quella più importante e delicata ed il PED aiuta in questo senso.<br />
Vediamolo assieme più in dettaglio.</p>
<h3>Competitors: Benchmark e Analisi di Mercato</h3>
<p>Per qualsiasi tipo di attività commerciale, azienda oppure libero professionista (avvocato, dentista ecc&#8230;) che richieda l&#8217;attivazione di un profilo social, si parte dalla base. Come nel <strong>marketing convenzionale</strong>, anche per la <strong>Social Media Strategy</strong> la base è la medesima: il <strong>mercato</strong> al quali ci si riferisce. Quest&#8217;ultimo rappresenta il tessuto nel quale si muove l&#8217;attività che andremo a promuovere sui social. Per questo, ancor prima di iniziare è essenziale effettuare un&#8217;<strong>analisi di benchmark</strong>. Con essa, ci chiediamo anzitutto quale sia il mercato di riferimento. Ogni specifica attività ha il proprio. In un&#8217;analisi di mercato, possiamo comprendere il rapporto fra il territorio nel quale opera un&#8217;attività e<strong> la sua concorrenza</strong>.</p>
<p>Nel 2020,<strong> i competitor</strong> vi sono in tutti i settori, spesso sono tanti e magari hanno accumulato una importante esperienza, ma questo aspetto non deve spaventarci, perché con la conoscenza dei dati e la giusta strategia ogni obiettivo sarà raggiungibile. Per questo è bene evidenziare potenzialità e debolezze dei nostri competitor, per poter sfruttare quest&#8217;ultime come propri punti di forza e magari intervenendo proprio in quella &#8220;<strong>nicchia</strong>&#8221; aperta ed offerta da un potenziale concorrente. Ingematic, in questo senso, offre ai propri clienti un&#8217;analisi di mercato dettagliata esaminando nello specifico il territorio nel quale si opera e valutando le<strong> migliori azioni da seguire</strong>.</p>
<h4>Definire gli Obiettivi</h4>
<p>A tal proposito è bene ricordare come gli obiettivi, anche in ottica di <strong>Social Media Strategy,</strong> in visione di un piano editoriale digitale, devono essere ben chiari e definiti fin dall&#8217;inizio. Studi dimostrano che avere ben chiari gli obiettivi e quindi i risultati che si vogliono raggiungere, aumenta la probabilità di successo del 30% e fino al 40% in alcuni casi. Senza la definizione di obiettivi precisi non ci sarebbe strategia, e senza la capacità di poterli misurare non sarebbe possibile dare una valutazione al ritorno sull&#8217;investimento (ROI), parametro essenziale di qualsiasi investimento aziendale.</p>
<p>Ad aiutare in questo senso, viene il già noto <strong>acronimo SMART</strong>. Un obiettivo, infatti, deve corrispondere a queste cinque caratteristiche: <em><strong>S</strong>pecificità</em>, <em><strong>M</strong>isurabilità, <strong>R</strong>ealizzabilità, <strong>R</strong>ilevanza, <strong>T</strong>emporalità.</em></p>
<h4>Obiettivi SMART</h4>
<p>Un obiettivo deve essere &#8220;<strong>Specifico&#8221;</strong>. La chiarezza e precisione devono essere punto cardine della Social Media Stragey. Affinché lo sia, la specificità di un obiettivo deve necessariamente corrispondere alle cinque &#8220;<strong>W</strong>&#8221; care al giornalismo: <strong>Who</strong> (chi), <strong>What</strong> (cosa), <strong>When</strong> (quando), <strong>Where</strong> (dove), <strong>Which</strong> (quale), <strong>Why</strong> (perché).</p>
<ul>
<li><strong>Chi:</strong> definire i ruoli del team nello svolgimento degli incarichi sia nel pianificare la Social Media Strategy che nell&#8217;attuare il piano editoriale digitale.</li>
<li><strong>Cosa</strong>: definire ciò che si vuole raggiungere, in termini di obiettivi</li>
<li><strong>Quando</strong>: calendarizzare i contenuti del Piano Editoriale Digitale è alla base di una Social Media Strategy, assieme al tempo di raggiungimento degli obiettivi prefissati</li>
<li><strong>Dove</strong>: se vi sono dei luoghi rilevanti da raggiungere o da coinvolgere, ciò dipende dal tipo di progetto</li>
<li><strong>Quale</strong>: individuare ostacoli, difficoltà, punti deboli</li>
<li><strong>Perché</strong>: quali motivi spingono la scelta un tipo di contenuto, quali motivi vi sono dietro la pianificazione di un PED, quali motivi muovono la vostra Social Media Strategy nella sua interezza</li>
</ul>
<p>Un obiettivo deve essere &#8220;<strong>Misurabile&#8221;</strong>. Ogni step della Social Media Strategy deve avere <strong>metriche</strong> di riferimento per essere &#8220;quantificata&#8221;, e di conseguenza poter individuare eventuali miglioramenti da attuare. Queste, ad esempio, possono essere i dati insights delle vostre pagine social di riferimento.</p>
<p>Un obiettivo deve essere<strong> &#8220;Realizzabile&#8221;</strong>. Ogni azione intrapresa nella Social Media Strategy, in visione degli obiettivi da attuare deve essere fattibile e <strong>raggiungibile</strong>. Ciò si basa sulle risorse a disposizione e sugli strumenti a disposizione del team.</p>
<p>Un obiettivo deve essere &#8220;<strong>Rilevante&#8221;</strong>. Un obiettivo deve essere fattibile in termini sia di costo che di opportunità, ovvero di benefici effettivi che può apportare al business aziendale. Tale <strong>pertinenza</strong> deve essere integrabile con il contesto dell&#8217;obiettivo di business e dell&#8217;intera strategia di marketing che l&#8217;azienda sta adottando.</p>
<p>Un obiettivo deve essere<strong> &#8220;</strong><b>Temporizzabile&#8221;</b>. E&#8217; essenziale darsi delle scadenze, non solo in termini di calendarizzazione del proprio piano editoriale digitale. Un&#8217;azione di Social Media Strategy ha anche delle scadenze proprio dettate dagli obiettivi da raggiungere. Alcuni di essi richiedono mesi, altri anche un anno. L&#8217;importante, come già accennato in precedenza, è avere la possibilità di poter misurare i risultato intermedi ottenuti, valutarli in maniera assoluta e relativamente all&#8217;obiettivo prefissato, ed avere la capacità di poter intervenire con azione correttive, sfruttando i vari feedback a disposizione.</p>
<h3>Brand Identity: l&#8217;immagine è tutto</h3>
<p>Una volta esaminato, grazie all&#8217;<strong>analisi di benchmark</strong>, il mercato o la nicchia specifica concorrenziale nella quale si andrà ad operare, viene lo step successivo: quello dell&#8217;<strong>immagine social</strong>. Ogni azienda, realtà imprenditoriale e commerciale, ha una propria mission, un proprio fine. In questo senso, è essenziale comprendere al meglio questo aspetto per &#8220;tradurlo&#8221; in ottica social media. Che sia Facebook, Instagram o LinkedIn ciò che conta è l&#8217;immagine (intesa in senso visivo, concettuale ma anche emozionale). L&#8217;immagine deve quindi essere capace di &#8220;riassumere&#8221; ma soprattutto &#8220;trasmettere&#8221; l&#8217;<strong>identità del &#8220;brand&#8221;</strong> e trasportarla sui profili di riferimento. Sia chiaro: non si tratta di un &#8220;semplice&#8221; logo o di una foto profilo di qualità. L&#8217;immagine identitaria di un brand riguarda sia la parte<strong> estetica</strong> che <strong>comunicativa</strong>.</p>
<p>Noi di Ingematic crediamo che l&#8217;ascolto del cliente debba prevalere su tutto. Solo in questo modo, infatti, è possibile conoscerne mission e vision, comprenderne le necessità, gli intenti ed i propositi. Parlare di <a href="https://www.ingematic.com/brand-identity/"><strong>brand identity</strong></a>, per noi, vuol dire anche questo. Una volta &#8220;catturata&#8221; l&#8217;identità aziendale è possibile passare allo step successivo, che riguarda in senso stretto la comunicazione: <em>come trasmettere il proprio messaggio ai potenziali e futuri clienti?</em></p>
<h3>Social Strategy: come comunicare al meglio</h3>
<p>Quanti social conosciamo? Sicuramente tutti: Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter. Ai loro esordi, sembravano identici fra loro. Postare un link, pubblicare una foto e un video può sembrare un procedimento uguale per tutti i social eppure non è più così. Come ogni canale di comunicazione, infatti, anche i social si sono evoluti in base ai loro utenti di riferimento. Facciamo qualche esempio. Per mostrare dei tutorial di &#8220;trucco&#8221; i canali più indicati saranno Instagram stories e le storie di Snapchat. Se invece esiste la necessità di assistere i clienti, un social più immediato come Twitter, Facebook con la sua messaggistica magari integrata sul sito ecommerce, o meglio un canale Whatsapp business risultano gli strumenti più indicati.</p>
<p><strong>Facebook</strong>, nel tempo, è divenuto un social di news e informazioni (con utenti più maturi); <strong>Instagram</strong> ha allargato il campo delle foto, abilitando anche la funzione dello shopping online; <strong>LinkedIn</strong> ha perfezionato la sua natura da semplice &#8220;curriculum virtuale&#8221;, aprendo la via ai video e alle dirette live; <strong>Twitter</strong> noto il social network istantaneo per eccellenza, dove <span id="hs_cos_wrapper_post_body" class="hs_cos_wrapper hs_cos_wrapper_meta_field hs_cos_wrapper_type_rich_text" data-hs-cos-general-type="meta_field" data-hs-cos-type="rich_text">per catturare l’attenzione, hai pochissimo tempo (e spazio) per esprimerti</span>. Come potete vedere, ogni social ha ormai un pubblico di riferimento ed un proprio codice comunicativo. In questo senso, crediamo che ogni social debba essere utilizzato al meglio per i nostri clienti, affinché possano trasmettere un messaggio al meglio delle potenzialità del mezzo.</p>
<h4>Facebook Marketing Strategy</h4>
<p>Dal momento della sua creazione, Facebook ha subìto diverse evoluzioni. Creato da <strong>Mark Zuckerberg</strong> con l&#8217;intento di connettere gli studenti universitari americani, è divenuto con il tempo un vero e proprio prodotto di business.<br />
Oggi, il social dalla &#8220;F&#8221; blu è ormai una vetrina informativa. L&#8217;allerta pandemica del <strong>Covid-19</strong> ha accelerato, infatti, diversi processi. Primo fra tutti, quello della qualità dell&#8217;informazione.<br />
Facebook, infatti, da appena un anno ha creato un nuovo algoritmo che calcola la fonte e la qualità delle notizie. In piena pandemia, inoltre, sul social è stata creata una sezione apposita nella quale segnalare notizie e informazioni proprio riguardo il <strong>Coronavirus</strong>. In questo modo, gli utenti possono sia premiare contenuti meritevoli che penalizzare le informazioni fuorvianti.</p>
<p>Se molti fra voi si stanno già chiedendo la pertinenza fra &#8220;qualità di informazione&#8221; e aziende, la risposta è a qualche &#8220;algoritmo&#8221; più in là. Da qui a breve, Facebook si trasformerà in un vero e proprio centro di informazioni, non solo giornalistico.<br />
L&#8217;attuale <strong>newsfeed</strong> è divenuta ormai una <strong>dashboard</strong> quasi totalmente informativa. Grazie alla massiva presenza di siti web e blog di riferimento, le aziende possono veicolare i loro contenuti informativi (servizi offerti, informazioni) tramite le loro pagine di riferimento. Importanti anche i gruppi che possono risultare una buona opportunità per creare connessioni col proprio pubblico di riferimento.<br />
Certo, Facebook continuerà ad essere utilizzato anche nel senso canonico e tradizionale: foto, post e video. Ma è bene, al tempo stesso, essere pronti a quello che verrà.</p>
<h4>Facebook: dal Newsfeed allo Shopping</h4>
<p>Il secondo aspetto in via di evoluzione è Facebook Shopping. L&#8217;allerta pandemica ha accelerato anche questo processo. La digitalizzazione è ormai essenziale ed imprescindibile.<br />
Ogni azienda ha ora la possibilità di catalogare i propri prodotti e metterli a disposizione degli utenti. Essenziale, in questo senso, è che siano prodotti &#8220;fisici&#8221; e non servizi erogati/offerti dal professionista o dall&#8217;attività di riferimento. Giunti a questo punto, ci si chiede: <em>come utilizzare strategicamente Facebook in ottica di Social Media Strategy, durante la pianificazione del piano editoriale digitale?</em> La risposta non è univoca per tutti, ma la struttura del social impone di avere accortezze. Il pubblico di Facebook è ormai maturo. Pertanto, il linguaggio comunicazionale dovrà essere indirizzato a utenti consapevoli e ben consci della loro presenza sulla piattaforma. Contenuti, prodotti e servizi, dovranno avere una struttura comunicativa orientata in questo senso.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3292" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic.png" alt="Instagram feed griglia template - blog Ingematic - social media" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Instagram-feed-griglia-template-blog-Ingematic.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<h4>Instagram Marketing Strategy</h4>
<p>Quando si parla di social e della loro evoluzione, non si può non fare riferimento anche ad Instagram, il social nato per le foto e i contenuti principalmente visual. I cambiamenti, infatti, sono stati rapidi e radicali dal momento dell&#8217;acquisizione da parte di Facebook. In poco tempo, Mark Zuckerberg ha cambiato il modo di comunicare con gli utenti all&#8217;interno della piattaforma. Dalle storie, fino ai più recenti &#8220;Reels&#8221; (short video che fanno l&#8217;occhiolino a TikTok), il social di photo sharing è ormai divenuto un mezzo di comunicazione differente anche da Facebook.</p>
<h4>Cosa significa in ottica di Social Media Strategy?</h4>
<p>Se sei un&#8217;azienda, o libero professionista, è bene che tu sappia che Instagram può essere utilizzato differentemente proprio in virtù del suo approccio comunicativo. Instagram, infatti, è ormai un social che mostra il &#8220;<em>dietro le quinte</em>&#8221; di un&#8217;attività. Gli utenti sono difatti più curiosi e motivati di conoscere e sapere quali sono i volti che si nascondono dietro un profilo aziendale. L&#8217;elemento visual, le fotografie, i video brevi, sono elementi che performano bene su questo social e che bene si prestano a questa prospettiva della comunicazione aziendale. Questo aspetto, mina l&#8217;immagine di un&#8217;azienda? <strong>Assolutamente no.</strong> Noi siamo del parere che questo social può essere utilizzato anche per rafforzare la brand identity.<br />
Come abbiamo detto in precedenza, cambiare approccio comunicativo è il segreto per sfruttare al meglio una piattaforma con il fine di ottimizzare il rendimento dell&#8217;attività di social media marketing.</p>
<p>Da non sottovalutare, inoltre, è l&#8217;integrazione dello <strong>shopping</strong> di Facebook. Anche su Instagram è ormai possibile mostrare e vendere i propri prodotti commerciali, purché siano &#8220;fisici&#8221;.<br />
In un contesto mediatico in cui l&#8217;impatto visivo è tutto, differentemente da Facebook, Instagram offre la possibilità di mostrare un elemento in tutte le sue sfaccettature (sempre visto nell&#8217;ottica di osservare un elemento da differenti punti di vista, come in uno backstage). Anche in questo caso, non esiste una soluzione univoca per tutti soprattutto in considerazione dell&#8217;utenza giovane che popola la piattaforma. Ogni settore ha il suo approccio mediatico in questo senso, e noi di Ingematic siamo pronti a &#8220;tagliare su misura&#8221; l&#8217;abito social per ogni cliente.</p>
<h4>LinkdeIn, il Social delle Professioni</h4>
<p>Dopo aver discusso di Facebook ed Instagram, è giunto il momento di parlare di LinkedIn, una rete professionale ideale per un pubblico B2B. Similmente a quanto successo agli altri social, anche per LinkedIn vale la regola dell&#8217;evoluzione. Benché in maniera graduale e meno d&#8217;impatto sul cambiamento, LinkedIn ha introdotto diverse novità. Nato come semplice &#8220;<em>social curriculare</em>&#8221; con il fine di unire gli utenti con il mondo del lavoro, questo social è ormai il più maturo rispetto agli altri concorrenti. Sia a causa della sua natura comunicativa, sia per il<strong> target dell&#8217;utenza di riferimento</strong>.</p>
<p>Oggi <strong>LinkedIn</strong> può vantare l&#8217;introduzione di elementi multimediali, come i video e le dirette, oltre ai canonici post e foto. Inutile dire come LinkedIn sia &#8220;l&#8217;abito elegante&#8221; dei social aziendali. Avere un profilo ben curato è importante, ma ciò dipende dalla propria azienda ed attività di riferimento. Proprio per questo, si indica l&#8217;utilizzo di LinkedIn basandoci sulla tipologia del cliente e sul messaggio da veicolare, sempre nell&#8217;ottica di una buona strategia di <a href="https://www.ingematic.com/social-media-marketing/">social media marketing</a>.</p>
<p>Abbiamo fin qui discusso sui social maggiormente utilizzati. E&#8217; bene però considerare che si possano utilizzare altri social media altrettanto presenti ed importanti. Non sono infatti da escludere, ad esempio, YouTube, Pinterest e Twitter.</p>
<h4>Broadcasting one-to-one</h4>
<p>Altri sistemi di messaggistica, invece, come <strong>WhatsApp</strong> e <strong>Telegram</strong> possono essere utilizzati per comunicare con i propri clienti in modalità one-to-one, al fine di instaurare una comunicazione più specializzata e &#8220;dedicata&#8221;. Ciò può dipendere, chiaramente, dalle esigenze di ogni singolo cliente.</p>
<h4>Avere cura della Community</h4>
<p>Uno degli obiettivi principali quando attuiamo una strategia social, è quello di riuscire ad instaurare relazioni col pubblico target, intercettando nuovi clienti e mantenendo quelli effettivi, in maniera genuina e spontanea, per poi fidelizzarli creando un legame duraturo. Quando si parla di social, in ottica di Social Media Strategy, è quindi inevitabile non pensare alla <strong>community</strong> che è importante riuscire a creare attorno al proprio <strong>profilo Instagram</strong> o alla <strong>pagina Facebook </strong>aziendale.</p>
<p>E&#8217; bene chiarire come la comunicazione sia essenziale al fine di fidelizzare il proprio pubblico di riferimento. Come è stato già definito, ogni pubblico necessita di attenzioni differenti, per cui è importante dedicare tempo a comprenderne caratteristiche e bisogni. Ciò denota anche una differente strategia comunicativa da attuare, dai contenuti, all&#8217;uso delle parole giuste, del giusto livello tecnico o di approfondimento, fino al giusto tono di voce, così da riuscire a trasmettere in modo corretto ed efficace il messaggio del proprio brand. Questi elementi, come già detto, vanno adattati e differenziati da social a social, nonostante tutto, alcune regole principali devono essere applicate in tutte le community.</p>
<p>Anzitutto è bene <strong>partecipare alle conversazioni</strong>, sui proprio canali social, nella sezione commenti del blog aziendale (se presente), ma anche su tutti gli altri canali, inclusi i forum e i gruppi di discussione, dove sappiamo essere presente il nostro pubblico target. L&#8217;interazione è importante, in termini di <strong>engagement</strong>, per questo è bene avere cura dei propri follower. I social oggi offrono diverse modalità di interazione, come ad esempio le &#8220;<strong>reactions</strong>&#8221; di Facebook e di Instagram.<br />
E&#8217; bene, oltretutto, rispondere direttamente a loro intervenendo nel merito di domande o discussioni che potrebbero instaurarsi fra gli utenti. Inoltre, l&#8217;evoluzione di Facebook ha visto l&#8217;introduzione della risposta automatica nel momento in cui un utente contatta privatamente il profilo social di un&#8217;azienda.</p>
<h4>Social Media Automation</h4>
<p>Le <strong>chat bot</strong>, ad esempio, sono utili per rispondere in maniera automatizzata a quesiti principali ed essenziali che possano riferirsi ad un prodotto o un servizio. Se a volte può bastare l&#8217;intervento automatizzato, in altre è essenziale che vi sia un intervento diretto affinché si possa interloquire con l&#8217;utente e comprendere al meglio le sue necessità. Non è un caso, infatti, se Facebook valuta positivamente o negativamente il &#8220;tasso di risposta&#8221; di una pagina in base al <strong>tempo di reazione</strong>. Per questo è importante la risposta automatica, poiché può far guadagnare il tempo necessario prima dell&#8217;intervento dell&#8217;amministratore o del Social Media Manager che ne gestisce il profilo.</p>
<h4>Audit Iniziale e Ottimizzazione dei Canali Social</h4>
<p>Definiti i canali social da utilizzare per la comunicazione aziendale e il tipo di comunicazione da implementare, il primo step è sempre quello di effettuare un Audit iniziale di quanto già esistente (se l&#8217;azienda cliente possiede già dei canali social attivi) oppure si costruiscono nuovi profili. In entrambi i casi la prima operazione da svolgere è l&#8217;ottimizzazione dei profili, seguendo semplici passaggi:</p>
<ul>
<li>Compilazione di tutti i campi informativi del profilo;</li>
<li>Fornire quante più informazioni possibili e dettagliate per meglio descrivere l&#8217;azienda;</li>
<li>Specificare gli elementi di contatto;</li>
<li>Scegliere keywords che siano pertinenti al tipo di azienda e di business svolto;</li>
<li>Utilizzare le dimensioni dei media adatte al tipo di canale e al tipo di servizio specifico;</li>
<li>Mantenere una comunicazione coerente su tutti i canali coinvolti.</li>
</ul>
<h3>Social Copywriting: creare contenuti di qualità</h3>
<p>Una volta effettuato il benchmark e identificato quali social sono più idonei per la strategia di Social Media Marketing, in un <strong>piano editoriale digitale</strong> è essenziale comprendere <strong>&#8220;come&#8221; esprimere un messaggio</strong>.<br />
In ottica social non esiste solo il testo. Un messaggio può essere tradotto in diversi codici. Se il testo rappresenta quello più ovvio e comune, i codici comunicativi dei social vertono più sulla multimedialità.<br />
Foto e video, infatti, sono l&#8217;espressione più idonea in questo senso. Nell&#8217;attuare la propria strategia, quindi, è importante comprendere quali contenuti creare ed in quale formato.</p>
<p>Normalmente, l&#8217;unione di <strong>foto e video</strong> è la via più congeniale ma anche in questo caso le regole possono cambiare in base alle esigenze comunicative dei clienti. Invece, una regola che dovrebbe valere per tutti è quella della <strong>qualità dei contenuti</strong>. In un mondo in cui tutti gli utenti hanno ormai raggiunto un alto grado di confidenza con i social, è importante aver cura sia dei propri clienti che dei &#8220;lettori&#8221; che fruiranno dei contenuti. Seguendo questa regola, siamo certi che è importante creare contenuti che siano più indirizzati verso la qualità che la quantità. Spesso, infatti, è bene pubblicare un contenuto che sia ben costruito piuttosto che crearne tanti ma di scarsa qualità e soprattutto senza obiettivi prefissati.</p>
<h4>Visual e Copy: i due lati della medaglia di &#8220;qualità&#8221;</h4>
<p>Seguendo la via qualitativa, la creazione dei contenuti per un buon social media marketing ha due lati: una parte copy (<strong>testo</strong>) ed una parte visual (<strong>immagine/video</strong>).<br />
In quest&#8217;ottica, quindi, è essenziale che la parte<strong> copy</strong> e <strong>visual</strong> siano ovviamente pertinenti al messaggio che si intende veicolare. In più devono essere di ottima qualità, trattando argomenti ai quali il pubblico di riferimento sia realmente interessato.<br />
Possiamo parlare di una vera e propria &#8220;<strong>ottimizzazione dei contenuti</strong>&#8220;. Pertanto, se un testo deve trattare i giusti argomenti, essere chiaro, ben scritto, d&#8217;effetto e capace di incuriosire e intrigare, un&#8217;immagine (o un video) deve essere di alta definizione e soprattutto &#8220;bella&#8221; da vedere e capace di catturare immediatamente l&#8217;attenzione dell&#8217;utente.</p>
<p>Nei social media, la fruizione dei contenuti è dunque un elemento importante. Proprio per questo gli utenti devono essere motivati a visualizzare un post (sia esso in formato video o fotografico).</p>
<p>L&#8217;<strong>ottimizzazione</strong> del copy &amp; visual, unito all&#8217;utilizzo di tecniche di storytelling efficaci e innovative, consentono di raggiungere tassi di coinvolgimento  più elevati, maggiore interazione con i contenuti, più follower, e quindi maggiori lead. In questo modo, si può <strong>aumentare l&#8217;engagement</strong> dando motivo non solo di interagire con i contenuti ma anche di iniziare un processo di &#8220;<strong>fidelizzazione</strong>&#8220;. Quest&#8217;ultimo, iniziando con il classico &#8220;follow&#8221; della pagina di riferimento, potrebbe terminare con l&#8217;acquisto di un prodotto o di un servizio.</p>
<h4>Importanza del Video Live</h4>
<p>Da tenere presente quanto importante sia diventato l&#8217;elemento video in particolare il <strong>video live</strong> (ad esempio le dirette live di facebook), capace da solo di veicolare gran parte del traffico social, e con tendenza in ulteriore aumento. L&#8217;istantaneità che caratterizza gli elementi &#8220;live&#8221;, consente all&#8217;azienda di entrare in contatto con gli utenti in manera autentica, dando ad esempio all&#8217;utente la possibilità di poter porre delle domande all&#8217;azienda, e a quest&#8217;ultima di poter mostrare un volto aziendale, importante nel ridurre la distanza ed aumentare la fiducia. In base a statistiche Facebook, un video live aumenta per 6 volte l&#8217;interazione con gli utenti.</p>
<p>Una buona strategia affiancherà alle dirette video, la presentazione di video registrati precedentemente, ma comunque capaci di suscitare l&#8217;attenzione sin dai primi secondi, con elementi sempre originali e capace di suscitare interesse e intrattenere gli utenti.</p>
<h3>Calendarizzare i Contenuti</h3>
<p>Giunti a questo punto, in ottica di una strategia di SMM è bene calendarizzare i contenuti. Individuati i social di riferimento, trovato il modo per veicolare il messaggio, creato il contenuto e essenziale &#8220;fissarlo&#8221; su un calendario.<br />
Un piano editoriale digitale di qualità, infatti, è basato su date specifiche in cui pubblicare un contenuto piuttosto che un altro. Avere delle date prefissate è utile per diversi motivi. Anzitutto per il team che gestisce i contenuti di una specifica pagina o di un profilo, ma anche per attuare una strategia di pubblicazione volta alla fidelizzazione con il proprio pubblico. In questo caso, non si tiene conto soltanto dei famosi algoritmi che veicolano e indirizzano contenuti e tendenze, ma anche del proprio target.</p>
<p>Grazie ai dati <strong>insights</strong> di <strong>Facebook</strong> e <strong>Instagram</strong>, infatti, è possibile comprendere come gli utenti hanno &#8220;reagito&#8221; con un contenuto: se hanno visualizzato ed in che ora, se hanno interagito/aperto il post linkato, ma soprattutto in quali giorni ed in quali ore sono più attivi.<br />
Grazie a questi dati, infatti, è possibile scegliere il giorno della settimana e l&#8217;ora in cui un contenuto può e deve essere pubblicato.<br />
Per questo avere un calendario è importante: con scadenze programmatiche predisposte si ottimizza ulteriormente la propria strategia di Social Media Marketing.</p>
<h3>Social Advertising: Organic e Paid</h3>
<p>Discutendo di Social Media Marketing e di piano editoriale digitale, abbiamo affrontato il tema della creazione dei contenuti e della calendarizzazione degli stessi. Giunti a questo punto della nostra analisi, è importante aprire una parentesi su quello che riguarda la pubblicazione in &#8220;organico&#8221; dei contenuti e quella, invece, a &#8220;pagamento&#8221;.</p>
<h4>Pubblicazione Organica</h4>
<p>In ambito social, si intende per pubblicazione organica tutti quei contenuti che non prevedono un costo per la loro presenza sui social (Facebook e Instagram in primis).<br />
Sfruttando la funzionalità gratuita dei social, è bene quindi massimizzare la qualità dei contenuti. Quest&#8217;ultimi devono pertanto essere pensati per la propria community di riferimento e, come tali, devono essere pertinenti.<br />
Ogni social, in questo senso, utilizzerà il proprio algoritmo per &#8220;calcolare&#8221; la qualità di ciò che viene pubblicato.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;algoritmo, infatti, che determina il buon posizionamento di un post nella<strong> newsfeed</strong>, ad esempio, di Facebook. Il social assegna, quindi, un livello di ranking calcolato in base al tema, alla pertinenza ed alla qualità, quest&#8217;ultima intesa anche in termini di originalità del contenuto, con attenzione all&#8217;elemento grafico. La creazione dei contenuti organici, infine, si basa sulla capacità creativa del team social oltre che sul grado di coinvolgimento calcolato in base all&#8217;engagement. Pertanto, la pubblicazione in organico è da intendersi qualora si vogliano ottenere dei risultati nel lungo periodo. In virtù di questo, i risultati giungeranno con meno rapidità.<br />
Al tempo stesso, però, avrete una audience più &#8220;genuina&#8221;, poiché sarà una community realmente interessata a ciò che viene pubblicato.</p>
<h4>Pubblicazione a Pagamento</h4>
<p>Quando si costruisce la propria strategia in ambito di <strong>Social Media Strategy</strong>, non si può però prescindere dalle campagne sponsorizzate, ovvero la <strong>promozione dei contenuti</strong>. Il <a href="https://www.ingematic.com/facebook-ads-pay-per-click/"><strong>social media advertising</strong></a>, infatti, può risultare più efficace ed efficiente rispetto all&#8217;organico per diversi motivi. Anzitutto, quando si vogliono effettuare delle vere e proprie campagne promozionali. Basti pensare, ad esempio, al profilo Facebook o Instagram di un negozio di abbigliamento. Se si dovessero promuovere dei prodotti presenti su Facebook Shopping, ad esempio in un periodo circoscritto come quello del <strong>Black Friday</strong>, la pubblicazione dei contenuti in organico non sarebbe sufficiente.</p>
<p>Per raggiungere il pubblico esterno alla pagina di riferimento, infatti, una campagna advertising è essenziale. In tempi brevi si può raggiungere un pubblico molto più numeroso. Per farlo, ovviamente, è importante conoscere il <strong>segmento del pubblico target</strong>. Targetizzando l&#8217;audience, infatti, si possono coinvolgere nuovi utenti con campagne mirate. A questo proposito il marketer per costruire il segmento di pubblico da intercettare, deve avere ben chiare le motivazioni del proprio pubblico target, deve conoscerne le caratteristiche demografiche, i gusti, le preferenze, gli interessi ed i bisogni, contestualizzandoli anche al momento temporale. Migliore sarà il processo di ottimizzazione delle campagne, maggiore sarà il ROI delle stesse.</p>
<p>Un altro motivo per ricorrere al social advertising è, inoltre, per accrescere la propria <strong>brand awareness</strong>. Ad esempio, una campagna sponsorizzata su Facebook e Instagram, può risultare utile nel primo momento di avvio della propria attività sui social. Ricorrere ai contenuti paid, può contribuire ad ampliare il proprio pubblico e, pertanto, la community.</p>
<h4><strong>Cosa Scegliere fra Organico e Paid?</strong></h4>
<p>La migliore risposta è: <strong>entrambi</strong>.<br />
Difatti, è impossibile pensare una strategia di Social Media Marketing sia senza campagne sponsorizzate che senza pubblicazioni organiche.<br />
Le due scelte non si escludono, ma si completano. La scelta può dipendere dagli obiettivi prefissati e dalle necessità di cui si ha bisogno anche in termini di orizzonte temporale fissato per il raggiungimento degli obiettivi stessi.</p>
<h3>Restare Aggiornati</h3>
<p>Le piattaforme social e i relativi algoritmi di ranking sono in continuo aggiornamento. Spesso le variazioni vengono fatte senza preavviso da parte dei canali ufficiali. Diventa pertanto importante restare aggiornati e soprattutto sperimentare continuamente per individuare l&#8217;approccio migliore, basandosi sempre sui dati e la misurazione degli stessi.</p>
<p>I trend attuali, come abbiamo già accennato in precedenza, sono i contenuti video, in particolare le dirette video performano meglio e la tendenza sotto questo aspetto è in crescita. Su Instagram le storie rappresentano un elemento di successo per la strategia, anche per la comunicazione su profili aziendali, diventando delle buone opportunità per aumentare la visibilità. Siamo nell&#8217;era degli influencer, la strategia di social marketing quindi, dovrà prendere in considerazione anche la selezione di portavoce autorevoli.</p>
<h3>Analisi dei Dati</h3>
<p>Ultimo passo per un piano digitale editoriale è rivolto alla lettura e all&#8217;analisi dei dati. Per ogni strategia di marketing, la fase il monitoraggio continuo delle azioni in corso e dei risultati intermedi rappresenta un elemento che non deve mai mancare. Testare l&#8217;andamento delle campagne, possiamo capire rapidamente eventuali problemi, individuare quali sono state le strategie vincenti e quali invece necessitano di un cambio di pubblicazione, definendo e mettendo in campo le azioni correttive necessarie. In alcuni casi potrebbe essere necessario anche dover rivedere la strategia iniziale.</p>
<p>Per una buona azione di Social Media Marketing, infatti, è dunque essenziale analizzare dettagliatamente le informazioni di pagine e profili social. Facebook e Instagram, grazie all&#8217;apposita<a href="https://business.facebook.com/creatorstudio" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer"><strong> Suite Creator Studio</strong></a>, garantisce<strong> dati Insights essenziali</strong> per comprendere il proprio pubblico ed il target di riferimento. Grazie ad essi, è possibile comprendere il livello di engagement dei contenuti pubblicati, le &#8220;abitudini&#8221; di fruizione (quindi le ore in cui gli utenti sono maggiormente più attivi), le caratteristiche anagrafiche del pubblico (suddivisi per età e genere).</p>
<p>Un altro elemento importante da non sottovalutare, è la capacità di <strong>valutare l&#8217;impatto della strategia social sul target</strong> scelto come riferimento, chiedendo un feedback diretto. Questo possiamo farlo tramite l&#8217;elemento <strong>sondaggio</strong>, che risulta immediato, ma anche sfruttando una <strong>newsletter</strong> di riscontro nei confronti dei follower, per meglio definirne le esigenze e quindi intervenire sui contenuti che si andranno ad offrire.</p>
<h3><strong>Report per il Cliente</strong></h3>
<p>Basandoci sui dati fondamentali raccolti, &#8220;tradurre&#8221; quest&#8217;ultimi in un <strong>report</strong> è fondamentale per poter mostrare il lavoro svolto ed i risultati ottenuti al cliente, in maniera trasparente, semplice ed efficace. L&#8217;approccio di Ingematic nei confronti del Cliente è sempre basato su un contatto diretto e periodico, perché siamo convenienti che l&#8217;analisi degli insights dei canali social e la misurazione degli indici KPI selezionati, deve sempre completarsi con un feedback diretto col nostro cliente. Questo perché è il cliente che riceve il feedback diretto dal suo pubblico target, ad esempio tramite il punto vendita fisico piuttosto che tramite l&#8217;assistenza clienti, pertanto le sue impressioni rappresentano un ulteriore dato concreto che non deve mai essere trascurato.</p>
<p>Certo un approccio di questo tipo, ovvero &#8220;<strong>a 4 mani col nostro cliente</strong>&#8221; richiede molto più impegno in termini di disponibilità da parte della nostra agenzia e del nostro team, ma siamo certi che sia l&#8217;unico approccio vincente che ci porta, con immenso piacere e orgoglio, a condividere il successo raggiunto assieme ai nostri clienti.</p>
<h2>La Social Media Strategy secondo Ingematic</h2>
<p>Abbiamo visto come la Social Media Strategy sia realmente un insieme di strumenti che, se veicolati al meglio, possono davvero dare ottimi risultati. Nella loro struttura, le strategie da adottare sono molteplici. Proprio per questo elaborare un piano editoriale efficace, scegliere il social istituzionale che rappresenti un&#8217;azienda, veicolare un messaggio con un ottimo contenuto, è un processo delicato che richiede il giusto tempo.  Siamo consapevoli, in questo senso, che tutto questo prevede un lavoro ben strutturato al fine di &#8220;<strong>tagliare su misura</strong>&#8221; una strategia di social media marketing che si adatti perfettamente ad ogni tipologia di cliente. Fra i nostri principali obiettivi vi è infatti quello di creare e rafforzare la notorietà di un azienda.</p>
<p>Crediamo che trasmettere fiducia e familiarità verso i propri clienti sia il primo passo da compiere in ottica del “<strong>consideration set</strong>” aziendale. Avere una positiva brand image si traduce in <strong>riconoscibilità</strong>. Distinguersi dagli altri competitor del settore, oltre a posizionare il proprio brand sul mercato, significa aver individuato il proprio pubblico target ed aver comunicato efficacemente con loro. Rendere riconoscibile un&#8217;attività commerciale o un&#8217;azienda significa darle una rilevanza identitaria anche all&#8217;interno dei social.</p>
<h3>Obiettivo: dare visibilità all&#8217;azienda rafforzando il brand</h3>
<p>Grazie ad una strategia perfetta, la Social Media Strategy può realmente fidelizzare i clienti. Migliorare, affinare ed aumentare il legame ed il coinvolgimento con la community accresce la &#8220;<strong>customer loyalty</strong>&#8220;. L&#8217;engagement è solo il primo passo mirato da compiere in questo senso. Infatti, se una community manifesta l&#8217;interesse di &#8220;frequentare&#8221; il profilo o la pagina social di un&#8217;azienda in modo continuativo, vuol dire che la strategia di <strong>Social Media Strategy</strong> attuata è sicuramente vincente e volta alla creazione di buoni e giusti contenuti. Grazie a quest&#8217;operazione comunicativa, si migliora il livello di fiducia e di reputazione online di un&#8217;azienda.</p>
<p>L&#8217;<strong>online reputation</strong>, infatti, si costruisce gradualmente attraverso un percorso evolutivo costante. Interagire, generare engagement, adottare la giusta strategia di social marketing hanno fra i gli obiettivi finali proprio questo: aumentare il livello di conoscenza dei clienti. I &#8220;<strong>customer insights</strong>&#8220;, infatti, ci permettono di leggere con attenzione quali sono le esigenze e le preferenze dei nostri clienti. Segmentare il pubblico, infatti, è anche questo: comprendere il target per elaborare nuove strategie per la <strong>Social Media Strategy</strong>. Per questo, la pianificazione è importante affinché le azioni mirate ed efficaci portino dei risultati sul medio e lungo periodo.</p>
<p>Tutto questo richiede ovviamente un impegno costante e continuativo.<br />
Il fine ultimo di Ingematic è questo: far crescere i propri clienti crescendo assieme a loro.</p>
<p><strong>Fonti:</strong>  <a href="https://wearesocial.com/digital-2020" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">Digital report 2020 di wearesocial.com</a></p>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Angelo Foglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2020 00:20:43 +0000</pubDate>
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Autore: Michele Angelo Foglia
Data Aggiornamento: 18 Maggio 2021
Data Pubblicazione: 21 Ottobre 2020
Pubblicato in: ARCHIVIO |WEB ADVERTISING |
Tag: <a href="https://www.ingematic.com/tag/annunci/" rel="tag">annunci</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/campagna-advertising/" rel="tag">campagna advertising</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/google-adsense/" rel="tag">google adsense</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/google-adwords/" rel="tag">google adwords</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/google-search/" rel="tag">google search</a>, <a href="https://www.ingematic.com/tag/ppc/" rel="tag">ppc</a>
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<p class="p3"><em>La guida Google ADS di Ingematic ti introduce al mondo dell&#8217;online advertising di Google. Google ADS aumenta davvero la tua visibilità online? Ti aiuta nelle vendite? Fa crescere il tuo fatturato? Si, se sai come usarlo. Noi di Ingematic mettiamo a disposizione la nostra esperienza e professionalità, in qualità di <a href="https://www.ingematic.com/google-partner-web-agency/"><strong>agenzia certificata Google Partner</strong></a>, per illustrarti come utilizzare al meglio questo importante strumento</em> SEM.</p>
<h2 class="p3">Google ADS ex Google AdWords</h2>
<p class="p3">In principio era Google AdWords. Il passaggio è avvenuto il 24 luglio del 2018. Con la transizione, sia del nome che del logo, Google ha voluto cambiare prospettiva. Infatti, se il termine “AdWords” richiamava le prime campagne di advertising di Google, di tipo search, basate sull&#8217;attivazione mediante keywords selezionate, di annunci testuali molto simili a quelli organici, il termine “Ads” ha una valenza più ampia, coprendo tutti gli strumenti di advertising online via via introdotti da Google. Esso, infatti, richiama tutte le inserzioni a pagamento in tutte le loro tipologie, dalla rete di Ricerca, alle campagne Display, all&#8217;utilizzo della funzioni di Remarketing, alle campagne Shopping. Come vedrai continuando a leggere questa guida, vi sono differenti tipi e moduli di annunci.</p>
<p><span class="tlid-translation translation" lang="it">Il nuovo marchio Google Ads rappresenta l&#8217;intera gamma di funzionalità pubblicitarie offerte, su Google.com e in altre proprietà della rete Google, siti partner e app, per aiutare gli operatori di marketing a entrare in contatto con i miliardi di persone che trovano risposte nella ricerca, guardano video su YouTube, esplorando nuovi luoghi su Google Maps, scoprendo app su Google Play, visitano siti sfogliando contenuti sul Web e altro ancora.</span></p>
<p>Le campagne di advertising online Google Ads rientrano nella tipologia di <b>campagne pubblicitarie online</b> di tipo <strong>PPC</strong>, acronimo di <strong>Pay Per Click</strong>, che ne individua la modalità di pagamento, basato appunto su un costo che viene addebitato in funzione del click ricevuto su un annuncio pubblicitario, e che determina il <strong>budget</strong> investito.</p>
<p class="p3">Gestire una campagna ADS è un procedimento complesso, che richiede esperienza e professionalità. Proprio per questo, noi di Ingematic, in qualità di <a href="https://www.ingematic.com/google-partner-web-agency/"><strong>agenzia certificata Google Ads</strong></a>, vogliamo condividere la nostra esperienza per introdurti correttamente al mondo dell’advertising di Google con una nostra guida Google ADS. Nel farlo, ti indichiamo <strong>errori da evitare</strong> e <strong>consigli da seguire</strong>. Magari affidandoti ad una web Agency con esperienza.</p>
<h2 class="p3">Perché l&#8217;advertising con Google Ads funziona</h2>
<p class="p3">Fare pubblicità online con gli strumenti Google Ads funziona , nel senso che che risulta un investimento garantito per le aziende, perché consente di aumentare notevolmente il traffico in target verso il proprio sito web e la notorietà del brand aziendale, posizionando risultati di ricerca pertinenti, indispensabile per quelle aziende che non hanno ancora un sito web ben posizionato su Google, e strategico per quelle aziende che pur essendo ben posizionate sul motore di ricerca, riescono in tal modo a presidiare le prime posizioni &#8220;sempre e ovunque&#8221;, posizionandosi al di sopra oppure accanto ai propri competitor.</p>
<p>Con l&#8217;advertising PPC su Google Ads, inoltre, hai una serie di vantaggi che elenchiamo di seguito:</p>
<ul>
<li><strong>Paghi soltanto per il traffico effettivo che ricevi</strong>, ovvero per i clic ricevuti dagli annunci pubblicitari, che praticamente rappresentano visite al tuo sito e pertanto potenziali nuovi clienti e conversioni.</li>
<li><strong>Completo controllo dei costi</strong> di advertising: non esistono obblighi di spesa ne obblighi temporali, non esiste un costo fisso, infatti è possibile modificare il budget anche giornalmente fino ad ottenere la redditività desiderata.</li>
<li><strong>Risultati misurabili</strong>: col parametro CPC (costo per clic) si conosce perfettamente il costo addebitato in media per un clic ricevuto, mentre il  numero di clic ricevuti ci permette di verificare la spesa effettivamente sostenuta. Pertanto il budget speso viene investito completamente come spesa per entrare in contatto con nuovi potenziali clienti. Grazie all&#8217;inserimento di codici di tracking delle conversione, è possibile misurarle perfettamente per calcolare il ROI.</li>
<li><strong>Copertura mirata</strong>: la pubblicità, grazie alle keyword che la attivano, viene indirizzata a utenti realmente interessati ai tuoi prodotti/servizi, nell&#8217;esatto momento in cui stanno esprimendo una necessità in tal  senso.</li>
<li><strong>Target geolocalizzato</strong>: gli annunci possono essere mostrati soltanto a quegli utenti che effettuano ricerche da un determinato Paese, regione, città o area geografica specifica definendo anche un raggio di km preciso intorno ad una località target (ad esempio entro 20 km dalla sede del tuo negozio fisico). In aggiunta e per la massima flessibilità, è possibile anche agire in senso opposto andando ad escludere determinate località.</li>
</ul>
<h2 class="p3">I Vantaggi di Google Ads</h2>
<p class="p3">Con altre forme di advertising online, come <strong>Facebook Adv</strong>, puoi mostrare, ad esempio, annunci sponsorizzati a persone che hanno l&#8217;hobby dell&#8217;acquariofilia e sperare di trovarne qualcuna, che in quel momento abbia la necessità di acquistare un filtro esterno per il suo acquario, che tu vendi sul tuo negozio ecommerce e/o nel tuo negozio fisico a Roma. Con l&#8217;advertising PPC di Google Ads, mostrando i tuoi annunci sponsorizzati sulla rete di ricerca di Google, assieme ai risultati organici, riesci ad effettuare un&#8217;azione di marketing più efficace perché risponde ad un bisogno espresso dalle persone in quel momento, andando a mostrare l&#8217;annuncio dei tuoi filtri per acquari a chi ne sta cercando uno in quell&#8217;esatto momento, massimizzando la probabilità che ne possa seguire l&#8217;acquisto.</p>
<p>Vantaggi delle campagne pubblicitarie Google Ads:</p>
<ul>
<li>Raggiungere un pubblico molto vasto. Basti pensare che ogni mese, oltre il 90%  degli utenti web in Italia, e centinaia di milioni nel mondo, visualizza annunci Google Ads.</li>
<li>Creare annunci ad hoc per un determinato pubblico target, che è alla ricerca dei prodotti o servizi che offri.</li>
<li>Essendo collegati a specifiche keywords, gli annunci verranno mostrati solo a utenti più pronti all&#8217;acquisto.</li>
<li>Gli annunci Google Ads intercettano i potenziali clienti nell&#8217;esatto istante in cui, attraverso una ricerca su Google, o navigando nel web, stanno esprimendo una necessità, con la possibilità di raggiungere il nostro sito web con un semplice clic sull&#8217;annuncio.</li>
<li>Ottimizzando perfettamente le campagne pubblicitarie è possibile ridurre il CPC, aumentare le Conversioni e massimizzare il rendimento dell&#8217;investimento pubblicitario ovvero il ROI.</li>
<li>Massimo controllo della spesa impostando un budget massimo giornaliero, comunque modificabile in qualsiasi momento.</li>
<li>Flessibilità della piattaforma: è possibile apportare modifiche ai contenuti delle campagne e ai budget, in qualsiasi momento, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, vedendo attive le modifiche mediamente entro 15 minuti.</li>
</ul>
<h2 class="p3">Come funziona Google Ads: una piccola guida</h2>
<p class="p3">Il focus principale di Google ADS è l’advertising, pertanto con questa piattaforma di advertising online unificata, Google ha voluto da un lato diversificare gli strumenti a disposizione, dall’altro differenziare gli obiettivi. Nello specifico, lo strumento Google degli ADS online rappresenta una <strong>grande risorsa per tutte le aziende</strong>, offrendo loro la possibilità di <strong>accrescere la propria visibilità sul web</strong>, perché consente di <strong>proporre pubblicità mirata</strong> ad un <strong>target di riferimento profilato</strong> in base al business dell&#8217;azienda, <strong>intercettando il potenziale cliente</strong>, mostrandogli un <strong>annuncio pubblicitario</strong> costruito ad hoc, sulla base delle parole chiave digitate, se corrispondenti alle <strong>giuste keywords</strong> (parole chiave) acquistate per partecipare alle aste in tempo reale, nell&#8217;esatto istante in cui lo stesso sta effettuando una ricerca, esprimendo un bisogno o necessità, al quale siamo in grado di fornire una risposta.</p>
<p class="p3">Oggi, parlare di “web” è un discorso sicuramente ampio. La vastità degli strumenti a disposizione, infatti, potrebbe indurre a generare confusione. Per questo, cerchiamo di fare ordine e chiarezza. Abbiamo già discusso di come rendere maggiormente visibile la propria attività commerciale grazie alla Local SEO. Similmente, l’obiettivo di Google ADS è accrescere la presenza nel web di un sito internet per acquisire nuovi clienti. Nonostante tutto, con Ads si cambiano sia prospettiva e strumenti a disposizioni. La piattaforma di Google per le campagne pubblicitarie online è pertanto un vantaggio ed uno strumento in più a favore delle aziende e dei marketer. Utilizzato al meglio, può realmente fare la differenza. Vediamo come, grazie a questa <strong>guida Google ADS</strong> di Ingematic.</p>
<h2 class="p3">Google ADS: tipologia di campagne</h2>
<p class="p3">La <strong><a href="https://ads.google.com/intl/it_it/home/" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">piattaforma di Google ADS</a></strong> mette a disposizione degli utenti la possibilità di creare diverse tipologie di campagne e quindi diversi tipi di annunci. Elemento importante è che, nel momento in cui si crea una nuova campagna, bisogna impostare un determinato <strong>obiettivo</strong> della stessa. La piattaforma Ads infatti mette a disposizione differenti obiettivi, necessari a stabilire le caratteristiche della campagna, affinché la stessa possa garantire il miglior risultato per il business dell&#8217;azienda, in quel momento.</p>
<p class="p3">A grandi linee, possiamo riassumere i tipi di annunci in:</p>
<ul>
<li class="p3">di puro testo (non organici) sulla rete di ricerca Google</li>
<li class="p3">di prodotto, riportanti immagini dei prodotti e prezzi, tramite il servizio Google Shopping</li>
<li class="p3">annunci “display” in formato grafico, con testo e immagini/video</li>
</ul>
<p class="p3">Ora che abbiamo elencato brevemente la tipologia degli annunci di Google Ads, dettagliamo i <a href="https://support.google.com/google-ads/answer/2567043" target="_blank" rel="noopener nofollow noreferrer">tipi di campagne</a> a disposizione ed i relativi obiettivi.</p>
<h3 class="p3">Campagne Google Search &#8211; Sulla Rete di Ricerca</h3>
<p class="p3">Le campagne sulla rete di Ricerca di Google consentono di creare gruppi di annunci di tipo testuale che verranno mostrati tra i <strong>risultati di ricerca su Google</strong> (sopra e sotto i risultati di ricerca organici SERP, marcati come Annunci), ma anche su altri siti della <strong>rete di ricerca di Google</strong> (gruppo di app e siti web correlati alla ricerca dove possono essere pubblicati i tuoi annunci, inclusi i siti partner Google di ricerca, ovvero siti della rete di ricerca che collaborano con Google per pubblicare annunci in tema con gli argomenti trattati, siti web non Google, YouTube e ad altri siti Google), quando le parole chiave acquistate sono pertinenti alla ricerca di un utente.</p>
<p class="p3">Con riferimento alle ricerche su Google, consentendo il posizionamento in alto nei risultati Google dell’annuncio, si raggiunge l’obiettivo di dare maggiore visibilità alla tua azienda, specialmente quando le posizioni di vetta non si riesce a raggiungerle grazie al posizionamento organico dei contenuti.</p>
<h4 class="p3">Annuncio pubblicitario</h4>
<p class="p3">Compilare un annuncio pubblicitario è un’operazione importante e delicata, al pari delle precedenti. In Ingematic sappiamo che, compilando al meglio un annuncio, si raggiungono i migliori risultati. Una delle prime operazioni da fare è quella di scegliere un titolo ed una descrizione<span class="Apple-converted-space">  </span>dell’annuncio. Sappiamo bene che, nel marketing, la prima impressione è quella che realmente conta. Quindi, è bene scegliere con cura i termini adatti allo scopo.</p>
<p class="p3">Nel farlo, si devono utilizzare le parole chiave più pertinenti ed attrattive. Obiettivo: far fare “click” al nostro utente. Per questo si deve utilizzare un titolo che sia conciso e descrittivo, affinché riassuma brevemente ciò che un utente si aspetta di trovare. Inoltre, si devono descrivere i vantaggi (in caso di servizio) o le qualità (in caso di prodotto) che si offrono. Infine, è importante definire i dati numerici per fornire informazioni reali e chiare (prezzo, percentuale di sconto).</p>
<h4>Struttura di un annuncio</h4>
<p>Prendiamo come esempio questo annuncio testuale di una campagna Ads gestita da Ingematic per un cliente.</p>
<div id="attachment_3240" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3240" class="size-full wp-image-3240" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1.jpg" alt="Google ADS sponsorizzata su rete di ricerca, Annuncio tipo testo" width="1080" height="607" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1-200x112.jpg 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1-300x169.jpg 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1-400x225.jpg 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1-600x337.jpg 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1-768x432.jpg 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1-800x450.jpg 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-Ads-Annuncio-Rete-di-Reicerca-1080x608-1.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3240" class="wp-caption-text">Esempio di sponsorizzata Google ADS su Rete di Ricerca</p></div>
<p>Strutturalmente, esso si compone di alcuni elementi essenziali e fondamentali: <strong>titolo</strong>, <strong>descrizione, </strong>url visualizzato (non necessariamente coincidente con quello di destinazione del click) ed <strong>Estensioni </strong>(utili per l&#8217;ottimizzazione degli annunci).<br />
Per essere utilizzati al meglio, titolo e descrizione devono essere entrambi chiari, esaustivi ed incisivi, in modo da attirare l&#8217;attenzione.<br />
Nell&#8217;annuncio in questione, <strong>il titolo</strong> rimanda alla tipologia di uno specifica categoria di articoli.<br />
Nella <strong>descrizione</strong>, invece, si illustrano brevemente i vantaggi e le potenzialità dei servizi offerti dallo store. Informazioni sulla consegna, eventuali sconti, sono informazioni utili da inserire, che l&#8217;utente (soprattutto se nuovo) cerca prima di ogni altra cosa.</p>
<p>Gli annunci, per una maggiore incisività, completezza e capacità di generare il click, è preferibile che vengano arricchiti dalle <strong>Estensioni</strong>, in particolare: Sitelink, Callout, Snipper strutturati, ma anche estensioni di prezzo, località e chiamata.</p>
<p>Con riferimento alla strutturazione degli annunci, scopo della nostra consulenza Google Ads è di ottimizzare gli annunci affiché possano raggiungere il maggior numero possibile di utenti che navigano alla ricerca dei prodotti o servizi offerti dalla tua azienda, incentivandoli a cliccare sull&#8217;annuncio ed a raggiungere il tuo sito web aziendale dove completare la conversione.</p>
<h4 class="p3">Importanza della landing page</h4>
<p class="p3">Abbiamo già discusso dell’importanza di una landing page. Questa pagina di “atterraggio” è essenziale anche all’interno di una campagna Google ADS. Infatti, una volta che l’utente clicca sull’annuncio è importate che atterri su una pagina di destinazione pensata ad hoc. E’ bene sottolineare, però, che nella sua struttura, una landing page è distinta dal sito web principale, nel senso che segue una progettazione a se. Il suo obiettivo principale è quello di far compiere all’utente il maggior numero di azioni possibili: dal rilascio dei dati, fino all’acquisto di un prodotto specifico. Proprio per questo, una landing page deve essere accattivante e attrattiva, per “convertire” l’utente in cliente. In quest’ottica, è importante adottare un tipo di copywriting attrattivo, come abbiano già sottolineato nel paragrafo precedente.</p>
<h4>Obiettivi delle Campagne su Rete di Ricerca</h4>
<p>Gli obiettivi selezionabili per questo tipo di campagna sono:</p>
<ul>
<li>Vendite</li>
<li>Lead</li>
<li>Traffico sul sito web</li>
</ul>
<h4>Raggiungere la prima posizione</h4>
<p>Cosa <strong>non si vede</strong> nell&#8217;annuncio, ma incide fortemente sulla sua riuscita?  Il lavoro in termini di <strong>ottimizzazione</strong> effettuato a livello di campagna, annunci, keywords e landing page. Come potete vedere, infatti, con la query &#8220;filtri esterni acquario&#8221; l&#8217;annuncio creato da Ingematic compare in prima posizione su Google, ed il merito non è esclusivamente dell&#8217;offerta CPC (costo per click) massimo stabilito per vincere le aste, bensì il punteggio di qualità degli annunci, spesso più importante dell&#8217;offerta economica per il click.<br />
Ribadiamo un concetto già ripetuto: per un&#8217;ottima campagna Google ADS, è fondamentale l&#8217;ottimizzazione.</p>
<p>Infatti Google, come motore di ricerca, premia gli annunci ben scritti e che siano pertinenti ai prodotti che si offrono e alle landing page di destinazione. In tale ottica, infatti, si parla di “Quality score”. Questo “punteggio qualità” valuta qualitativamente l’oggettiva valenza di un annuncio. Più è alto questo punteggio, più possibilità ha l’annuncio di “scalare” i risultati in ricerca.</p>
<h4 class="p3">Keyword, pubblico target e stima CPC</h4>
<p class="p3">Avendo illustrato brevemente le caratteristiche delle campagne su rete di ricerca, vi starete sicuramente chiedendo se è facile impostare una campagna pubblicitaria. Ingematic risponde: no, non è facile. Per questo, c’è la nostra web agency e questa guida Google ADS. Perché non è facile impostare una campagna? In primis, perché Google ADS si basa sulle keyword. Ricordate? Abbiamo parlato di loro anche in merito della costruzione di un <strong><a href="https://www.ingematic.com/ecommerce-di-successo/">eCommerce di successo</a></strong>.</p>
<p>L&#8217;impostazione di una campagna pubblicitaria online parte sempre da un&#8217;attenta <strong>analisi del mercato</strong> di riferimento, dei <strong>competitor</strong> con i quali ci si andrà a confrontare, e definendo il proprio <strong>pubblico target di riferimento</strong>, ovvero le caratteristiche delle <strong>buyer personas</strong>, in termini di comportamenti, abitudini, interessi, sesso, età, località geografica, ricerche effettuate, ecc</p>
<p>Queste analisi preliminari sono essenziali per definire una precisa <strong>segmentazione del pubblico destinatario</strong> dei nostri annunci pubblicitari e quindi per selezionare le giuste <strong>keywords</strong> (pertinenti con l’intento di ricerca degli utenti) da utilizzare per fare attivare gli annunci. La scelta delle parole chiave da utilizzare, oltre a basarsi sugli aspetti che abbiamo visto precedentemente, si fonda anche in base al volume di ricerca, alla stagionalità delle keyword, alla concorrenza presente sul web ed al costo per click (CPC) della campagna. Per le keywords selezionate è dunque necessario <strong>stimare il CPC</strong> medio, indispensabile per poter <strong>stabilire il budget</strong> giornaliero e mensile da dover investire, in base al numero di interazioni che si desidera ottenere.</p>
<h4 class="p3">Relazione fra keyword e budget</h4>
<p class="p3">Impiegare un elevato budget nelle campagne pubblicitarie, non significa ricevere automaticamente dei risultati. Keyword e target di pubblico devono essere ben bilanciati, per massimizzare la redditività dei singoli annunci, e quindi dell&#8217;intera campagna, in ottica di conversioni, che siano acquisti su un sito e-commerce oppure registrazioni con fornitura di contatti.</p>
<p class="p3">Facciamo un esempio. Se si decide di impostare una<span class="Apple-converted-space">  </span>campagna pubblicitaria con parole chiave con una keyword di difficoltà troppo alta è più difficile comparire nei primi risultati.</p>
<p class="p3">Questo è dovuto al fatto che molti altri competitor stanno già utilizzando quelle keyword. Troppi concorrenti, con le stesse parole chiave, comporta maggiore difficoltà nel posizionamento. Invece, se si utilizzano keyword pertinenti ma poco utilizzate la scalata verso i primi risultati nella SERP di Google sarà più semplice. Concludendo: è essenziale ottimizzare sia la spesa per click<span class="Apple-converted-space">  </span>che la scelta delle keyword giuste. E’ questo l’obiettivo di questa guida Google ADS di Ingematic: farti comprendere quanta professionalità accorra per impostare al meglio una “semplice” campagna pubblicitaria.</p>
<h4>Analisi dei dati: uno degli esempi di successo di Ingematic</h4>
<p class="p1">Per avere un’idea più precisa di come appare una campagna pubblicitaria Google ADS, Ingematic vi porta come esempio una delle tante campagne di successo impostate per un cliente. Nello specifico, la tipologia di campagna è di tipo “ricerca” (search). Come potete vedere, nella parte superiore della tabella sono i riportate le informazioni principali come la tipologia (ricerca) e il budget giornaliero utilizzato (55€). Appena sotto, è visualizzato il grafico inerente il periodo interessato (mese di giugno 2020): è importante per avere una visione diacronica dell’andamento della campagna. Successivamente, si entra nel pieno dell’analisi dei dati. Nella tabella, viene visualizzato un gruppo di annunci specifico (selezionato per il periodo del mese di giugno 2020).</p>
<div id="attachment_3243" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3243" class="size-full wp-image-3243" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca.png" alt="Google ADS - Report Campagna su Rete di Ricerca" width="1080" height="445" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca-200x82.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca-300x124.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca-400x165.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca-600x247.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca-768x316.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca-800x330.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca-1024x422.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-di-Ricerca.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3243" class="wp-caption-text">Report by Ingematic: campagna Google ADS (su rete di Ricerca)</p></div>
<p class="p1">La dashboard di Google ci riassume l’andamento della campagna in questione, suddiviso per il valori che abbiamo precedentemente introdotto. Infatti, oltre allo stato della campagna (il nostro è ovviamente “idoneo”) possiamo visualizzare immediatamente il numero di conversioni: 2.208,48. Quest’ultime sono calcolate in base agli altri valori immediatamente visualizzabili al loro fianco. In particolare, possiamo vedere il costo per conversione (0,76€), i clic e le “impressioni” ricevuti (rispettivamente 17.876 e 233.572).</p>
<p class="p1">Accanto a questi valori, inoltre, vediamo il “famoso” CTR (ossia il rapporto percentuale fra clic e impressioni), qui con un valore del 7.65%. Successivamente vediamo il CPC medio (costo per clic o PPC) di 0,09€ basato sul totale del costo della campagna (1.669,31 €). Ciò denota anche il tasso di conversione della campagna, pari al 12,35%, ed il valore di tutte le conversioni (58.500,76 €).</p>
<h3 class="p3">Campagna su Google Shopping</h3>
<p class="p3">Quante volte hai scritto su Google il prodotto che stavi cercando, per poi vederlo visualizzato nella sezione “shopping” del motore di ricerca? Ecco, Google Shopping è l’alternativa di Big G. ad Amazon. Lo scopo principale di questo strumento di Google, è quello di poter visualizzare nella ricerca i prodotti del proprio eCommerce. Aziende e attività commerciali grazie a questo strumento, possono accrescere la loro visibilità, ottenere più contatti in target o aumentare le visite nel negozio fisico, promuovendo un catalogo online dei propri prodotti disponibili per l&#8217;acquisto sul proprio sito e-commerce, oppure i propri prodotti venduti localmente.</p>
<p class="p3">Come? Ideale per gli store online, per usufruire di Google Shopping è necessario <strong>configurare</strong> un account Google Merchant Center e<strong> caricare</strong> un file che contenga tutte le informazioni dei prodotto a catalogo, <b>selezionando</b> il budget che si intende investire. Anche in questo caso, ci chiediamo. E’ facile impostare una campagna con Google Shopping. Ovviamente no, per le medesime ragioni già enunciate per Google Rete Ricerca.</p>
<div id="attachment_3159" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3159" class="size-full wp-image-3159" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1.png" alt="google ads tipologia google shopping" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Header_Slide-blog-1-1.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3159" class="wp-caption-text">Google ADS, Campagna tipo &#8220;Shopping&#8221;</p></div>
<p>Per entrare maggiormente nel dettaglio delle sponsorizzate <strong>Google Shopping</strong>, vi mostriamo un altro esempio di <strong>Ingematic</strong>.<br />
Come potete vedere, sulla sinistra ritroviamo il nostro annuncio di tipo ricerca/search che abbiamo già visto.<br />
Al suo fianco, troviamo un banner laterale destro.<br />
Proprio al suo interno, troviamo il nostro annuncio di tipo shopping. Il prodotto è il medesimo ma, differentemente dall&#8217;annuncio ricerca, quello di Google Shopping presenta più informazioni: il nome prodotto, il prezzo, il nome del negozio e l&#8217;immagine di riferimento.<br />
Come potete vedere, una campagna di ricerca unita ad una di shopping insieme fanno un risultato vincente nonostante gli altri competitor, perché si va ad <strong>occupare tutte le prime posizioni</strong>.<br />
Ovviamente, occorrono esperienza e professionalità per raggiungere questi risultati.</p>
<h4>Obiettivi delle Campagne Shopping</h4>
<p>Gli obiettivi selezionabili per le campagne google shopping sono:</p>
<ul>
<li>Vendite</li>
<li>Lead</li>
<li>Traffico sul sito web</li>
</ul>
<h3 class="p3">Campagna sulla Rete Display</h3>
<p class="p3">Ulteriore tipologia di annunci di Google ADS è quella che viene diffusa sulla “Rete display”, che consente di mostrare gli annunci di pubblicitari, agli utenti in target, mentre stanno navigando su altri siti di loro interesse, guardando un video su YouTube, gestendo la loro posta su Gmail oppure mentre stanno utilizzando un&#8217;app.</p>
<p class="p3">Le campagne pubblicitarie di Google Display contengono annunci visualizzabili all’interno di siti esterni che mettono a disposizione appositi spazi pubblicitari. Per farlo, questi siti hanno scelto di aderire a Google Adsense. Quante volte hai visto il video, banner del prodotto che stavi cercando su un sito terzo? Bene, questi siti disponendo di tali spazi di advertising riceveranno un piccola percentuale di guadagno per ogni click e “impression” ricevuti.</p>
<p class="p3">Sempre grazie a Google display, si possono creare annunci pubblicitari multimediali anche in formato video. Anche in questo caso, Google permette agli inserzionisti di selezionare il loro target e pubblico di riferimento basandosi sulla pertinenza dell’annuncio. In questo modo, Google Display è finalizzato alla <strong>distribuzione massiva del tuo brand</strong> sul web affinché cresca la tua visibilità. Come per gli altri strumenti, Google Display necessita di professionalità ed esperienza per essere utilizzato al meglio.</p>
<div id="attachment_3154" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3154" class="size-full wp-image-3154" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37.png" alt="Google ADS tipo display desktop" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/37.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3154" class="wp-caption-text">Esempi di sponsorizzate Google ADS (tipo display, da desktop)</p></div>
<p>Come possiamo vedere dagli esempi Ingematic, la tipologia display è diversificata per la modalità desktop e mobile. Nel primo caso, è possibile scegliere la tipologia di banner (inserito lateralmente oppure nell&#8217;header o nel footer del sito). Nella versione mobile, invece, l&#8217;annuncio è molto più visibile poiché la parte visual si concentra sull&#8217;immagine di riferimento scelta.</p>
<div id="attachment_3153" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3153" class="size-full wp-image-3153" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36.png" alt="Google ADS display mobile" width="1080" height="608" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36-200x113.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36-300x169.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36-400x225.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36-600x338.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36-768x432.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36-800x450.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36-1024x576.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/36.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3153" class="wp-caption-text">Esempi di sponsorizzate Google ADS (tipo display, da mobile)</p></div>
<p>E&#8217; bene sottolineare come, nella versione desktop, il visual dell&#8217;annuncio è equamente suddiviso in testo e immagini dando risalto ad entrambi i contenuti. Nella versione mobile, invece, è preferibile prediligere in prima linea la scelta dell&#8217;immagine. Un chiaro esempio è possibile vederlo nell&#8217;anteprima dell&#8217;annuncio di YouTube, dove l&#8217;immagine è maggiormente attrattiva e di sicuro impatto.</p>
<h4>Obiettivi delle Campagne Display</h4>
<p>Gli obiettivi selezionabili per le campagne Google ads su rete display sono:</p>
<ul>
<li>Vendite</li>
<li>Lead</li>
<li>Traffico sul sito web</li>
<li>Considerazione del prodotto e del brand</li>
<li>Notorietà del brand e copertura</li>
</ul>
<h3 class="p3">Il Remarketing per Google ADS</h3>
<p class="p3">Google ADS è essenziale anche le azioni di remarketing (o &#8220;retargeting”). Quest’ultima funzione è efficace per creare campagne volte a intercettare nuovamente gli utenti che hanno visitato il sito web senza divenire “lead” o “clienti”. Per la prima tipologia, significa che non hanno lasciato i loro recapiti di contatto (mail o telefono); nella seconda rientrano quegli utenti che hanno visitato un sito e-commerce e sono usciti senza fare acquisti (magari abbandonando i prodotti nel carrello). In questo senso, con Google ADS si può effettuare una campagna pubblicitaria mirata al “ripescaggio” di questi utenti mostrando in altri siti i prodotti che avevano precedentemente visualizzato.</p>
<div id="attachment_3245" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3245" class="size-full wp-image-3245" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing.png" alt="Google ADS Campagna Display con remarketing" width="1080" height="450" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing-200x83.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing-300x125.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing-400x167.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing-600x250.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing-768x320.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing-800x333.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing-1024x427.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Rete-Display-con-Remarketing.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3245" class="wp-caption-text">Report by Ingematic: campagna Google ADS Display con &#8220;remarketing&#8221;</p></div>
<p class="p1">In questo caso, Ingematic vi illustra un esempio di campagna pubblicitaria Google ADS proprio finalizzata al remarketing (campagna display). Il mese interessato è quello di settembre 2020, per un costo complessivo di 760,82€ e per un budget giornaliero medio di 25,00€. Come si può vedere, il valore delle conversioni è di 292 con un costo/conversione di 2,61€. Come illustreremo in seguito, differentemente da quello che accade in una campagna di tipo “ricerca”, quella volta al “remarketing” ha un costo per clic (interazione) molto maggiore, in questo caso pari a € 760,82 / 5166 clic = € 0,14/click). Intercettare gli utenti che hanno visitato il sito in precedenza è un’operazione più costosa, ma con le giuste tecniche si possono ottimizzare al meglio i risultati, come ha fatto Ingematic, riprendendo utenti che potenzialmente sarebbero passati ai competitor.</p>
<h3>Monitoraggio di Campagne Google Shopping</h3>
<p class="p1">Perché proprio questa tipologia? Perché, per loro struttura, le tipologie di annunci shopping necessitano di un più attento monitoraggio, continuo e frequente, sia delle conversioni che del budget. Questo è spiegato dal fatto che la modalità shopping mette il vostro prodotto a confronto con altri prodotti simili della concorrenza. Quindi, quando un utente cerca un determinato prodotto può “atterrare” sul vostro annuncio (quindi sul vostro sito) e fuggire via. Per questo è necessaria un’azione di remarketing, aggiungendo quotidianamente nuovi utenti al “pubblico” destinato al remarketing.</p>
<div id="attachment_3247" style="width: 1090px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3247" class="size-full wp-image-3247" src="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping.png" alt="Google ADS campagna shopping" width="1080" height="414" srcset="https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping-200x77.png 200w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping-300x115.png 300w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping-400x153.png 400w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping-600x230.png 600w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping-768x294.png 768w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping-800x307.png 800w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping-1024x393.png 1024w, https://www.ingematic.com/wp-content/uploads/2020/10/Google-ADS-Report-Campagna-Shopping.png 1080w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /><p id="caption-attachment-3247" class="wp-caption-text">Report by Ingematic: campagna Google ADS (tipologia &#8220;shopping&#8221;)</p></div>
<p class="p1">Nel caso specifico che vi riportiamo, la campagna Google ADS è proprio di tipo “shopping”, analizzata sempre per un periodo di un mese, dall&#8217;1 al 30 settembre 2020. Con un costo complessivo di 3.869,37€ si ha un tasso di conversione del 7,23% con un valore di tutte le conversione di 67.361,75. Il tutto si traduce nel numero di conversioni considerevole: 4.272,42.</p>
<h3 class="p3">Campagne Video</h3>
<p class="p3">Trattasi di campagne utili per mostrare dei video, oppure consente di incorporarli all&#8217;interno di altri contenuti video disponibili in streaming su YouTube (video discovery) oppure sulla rete display di Google sui siti partner (video outstream). Come vi sarà capitato spesso di notare, nell&#8217;impostazione di questi video, possiamo scegliere se concedere all&#8217;utente la possibilità di ignorarli (salta) dopo i primi 5 secondi di visione, oppure se renderli non ignorabili. Esistono anche i formati bumper per annunci di breve durata, utilizzati per campagne di brand awareness.</p>
<h4>Obiettivi delle Campagne Video</h4>
<p>Gli obiettivi selezionabili per le campagne google di tipo video sono:</p>
<ul>
<li>Vendite</li>
<li>Lead</li>
<li>Traffico sul sito web</li>
<li>Considerazione del prodotto e del brand</li>
<li>Notorietà del brand e copertura</li>
</ul>
<h3 class="p3">Campagne per App</h3>
<p class="p3">Questo tipo di campagna viene utilizzato per pubblicare degli annunci pubblicitari nella tua app, con l&#8217;obiettivo che quest&#8217;ultima raggiunga un numero maggiore di utenti paganti. Come entrare in contatto con loro? Le campagne per app supportano questo processo semplificando la promozione della tua app sulle più grandi piattaforme di Google, come Ricerca, Google Play, YouTube, Discover su Ricerca Google e la Rete Display di Google. Basta definire poche righe di testo, un&#8217;offerta, alcuni asset e il resto viene ottimizzato per fare in modo che siano gli utenti a trovarti.</p>
<h4>Obiettivi delle Campagne per App</h4>
<p>Gli obiettivi selezionabili peer questo tipo di campagne Google sono:</p>
<ul>
<li>Promozione di app</li>
</ul>
<h2 class="p1">Le Metriche di Google ADS</h2>
<p class="p1">Avendo descritto le differenti tipologie di annunci per la nostra guida Google ADS è bene soffermarsi su un altro aspetto importante: l’analisi dei dati. Analizzare dettagliatamente i report di riferimento di una campagna pubblicitaria di Google è essenziale per evidenziarne aspetti positivi e negativi, al fine di intervenire rapidamente con azioni correttive. Fortunatamente, Google ADS permette di visualizzare dettagliatamente tutte le metriche principali collegate agli annunci. Tuttavia, analizzare, comprendere e utilizzare il gran numero di dati forniti dalla piattaforma è abbastanza complesso, per cui è essenziale scegliere le metriche principali, essenziali per accorgersi se le nostre campagne stanno avendo successo, oppure no, o se comunque stiamo raggiungendo gli obiettivi di performance e di redditività che ci eravamo prefissati, consentendoci di capire e dove intervenire sotto l&#8217;aspetto tecnico.</p>
<p class="p1">Vediamo alcune delle metriche più comuni e cosa rappresentano.</p>
<ul>
<li class="p1"><strong>Impression</strong> (numero di volte in cui sono stati pubblicati gli annunci)</li>
<li class="p1"><strong>Clic</strong> (numero di click ricevuti dagli annunci)</li>
<li class="p1"><strong>CTR</strong> (rapporto percentuale fra click e impressioni)</li>
<li class="p1"><strong>Costo</strong> (budget speso dalla campagna)</li>
<li class="p1"><strong>CPC</strong> (costo per clic medio sostenuto)</li>
<li><strong>Posizione media</strong> (ranking dei nostri annunci rispetto a quelli dei competitor)</li>
</ul>
<p class="p1">Con riferimento alle conversioni generate, sono importanti i seguenti indicatori:</p>
<ul>
<li class="p1"><strong>Conversioni</strong> (il numero di volte in cui un obiettivo è stato raggiunto)</li>
<li><strong>Tasso di conversione</strong> (il rapporto espresso in percentuale tra il numero di conversioni e le interazioni effettuate con l’annuncio)</li>
<li class="p1"><strong>Costo/conversione</strong> (costo medio di ogni conversione avvenuta, ottenuto dividendo il costo sostenuto in riferimento alle conversioni prodotte)</li>
</ul>
<p>A queste metriche possiamo aggiungere ulteriori tre indicatori di performance KPI provenienti da Google Analytics: <strong>Frequenza di Rimbalzo</strong>, <strong>Pagine/Sessione</strong> e <strong>Durata della sessione</strong>, che consentono di valutare la profondità di visita del sito da parte degli utenti e innescare una serie di valutazioni utili a comprendere i motivi del raggiungimento (o meno) di determinati risultati.</p>
<h3 class="p1">KPI tecnici</h3>
<p class="p1">Esaminando i dati contenuti nei valori che abbiamo precedentemente elencato, è possibile fare delle stime su come sta procedendo una campagna. A seconda dell’obiettivo della campagna Ads, l&#8217;attenzione in fase di analisi sarà rivolta a metriche differenti, e lo stesso range secondo il quale una determinata metrica può essere considerata positiva o meno, sarà differente. Per questo motivo, è necessario fare una scrematura fra i vari indicatori disponibili, selezionando quelli considerati più adatti, dando il giusto peso a ciascun <strong>KPI tecnico</strong> (Key Performance Indicator), a seconda della rilevanza tecnica o strategica che il singolo indicatore di performance può avere per il nostro business.</p>
<p>Con riferimento ai KPI di tipo Analytics, se le campagne sono settate con parole chiave e annunci pertinenti ma la frequenza di rimbalzo misurata dovesse risultare molto alta, dovremmo indagare sulla qualità della landing page utilizzata, che potrebbe rivelarsi non adatta agli obiettivi prefissati, e quindi non riuscire a convincere l&#8217;utente, lasciando che abbandoni immediatamente il nostro sito web.</p>
<p>In altri casi può succedere che gli utenti trascorrano molto tempo sul nostro sito aziendale o sito e-commerce, visitano diverse pagine, magari inseriscono anche qual che articolo nel carrello, raggiungono una o più volte alcuni step della delicata fase di checkout, ma tuttavia non completano l&#8217;acquisto o la compilazione di un form di contatto predisposto. In questa ipotesi, è evidente che le campagne sembrano impostate correttamente e svolgere il loro compito perfettamente, riuscendo a convogliare sul nostro sito un pubblico in target con i nostri prodotti/servizi (durata sessione alta e alto numero di paghine viste), perciò il problema potrebbe dipendere da prezzi troppo alti, da una disponibilità limitata dei prodotto, da costi di spedizione eccessivi rispetto ai nostri competitor, oppure da problematiche tecniche del sito web nella fase del checkout.</p>
<h3 class="p1">KPI Strategici</h3>
<p class="p1">Le campagne di marketing online rappresentano per l&#8217;imprenditore un investimento, e come tale, qualsiasi sia l&#8217;ambito e il settore di operatività, la domanda principale è sempre: ci ho guadagnato? quanto?</p>
<p>Fatta questa premessa, gli indicatori di performance che tornano utili per misurare la redditività dell&#8217;investimento, sono Conversioni, Tasso di Conversione, Costo/Conversione e ROI. Trattasi di indicatori di tipo trategico perché ci permettono rapidamente di valutare le performance della campagna di advertising, misurandone la convenienza dei ricavi rispetto alla spesa sostenuta, per decidere quindi se continuare l&#8217;investimento, correggerlo o interromperlo.</p>
<p>I KPI tecnici permettono di ottimizzare le campagne Google Ads, raggiungendo un pubblico target più profilato e riducendo o meglio ottimizzando il budget investito. Nel caso in cui l&#8217;analisi evidenziasse KPI strategici con valori positivi ma, ad esempio, il CTR della campagna non fosse molto alto oppure gli annunci non si posizionassero al primo posto, non ci sarebbe da preoccuparsi eccessivamente. Bisognerebbe invece preoccuparsi, nel caso in cui i KPI tecnici fossero eccellenti, ma non si riuscisse ad ottenere un numero di conversioni congruo, tale da rendere l’investimento sostenibile.</p>
<h3 class="p1">Report di Google Ads</h3>
<p class="p1">Essenziale per l&#8217;analisi dei dati, è la costruzione di un report. Per fortuna, Google ADS offre diverse tipologie nell’elaborazione dei rapporti: rapporti predefiniti, rapporti custom e dashboard.</p>
<h4 class="p1">Rapporti predefiniti</h4>
<p class="p1">I rapporti predefiniti sono un buon inizio per chi non ha mai utilizzato ed analizzato reportistica. Nei rapporto predefiniti di Google ADS, in particolare, vengono evidenziate le metriche essenziali ed importanti da tenere sott’occhio. Inoltre, sono un buono step principale per produrre un report personalizzato.</p>
<h4 class="p1">Rapporti custom</h4>
<p class="p1">Differentemente dai “rapporti predefiniti”, i rapporti di Google ADS permettono di creare ex novo un documento esportabile. La piattaforma Google ADS mette a disposizione diverse soluzioni grafiche al report di riferimento: dalla classica tabella, fino ai grafici a linee e a torta. Scelta la tipologia grafica, è possibile iniziare a costruire il report attingendo alle informazioni che possiamo visualizzare.</p>
<h4 class="p1">Dashboard</h4>
<p class="p1">Come suggerisce il nome, la “dashboard” è una vera e propria “lavagna”. Simile ad un “pannello di controllo”, la dashboard ci permette di riempire il tavolo di lavoro con i report realizzati. Una volta generato un set di report visualizzabili in una sola bacheca, si possono definirne sia la posizione che la dimensione. Una dashboard può orientare tutti i report anche in una singola data, rendendo la visualizzazione più rapida e precisa.</p>
<h2 class="p1">Google ADS e Keyword planner</h2>
<p class="p1">Nella nostra guida Google ADS, parlando della giusta scelta delle keyword, non possiamo non menzionare il Keyword planner. Quest’ultimo è uno strumento di pianificazione delle parole chiave. Nello specifico, si utilizza per avere una stima e prevedere i costi e la qualità dei nostri annunci. In aggiunta, ha una forte componente sul lato SEO poiché offre possibili correlazioni in campo semantico per posizionare al meglio il contenuto delle nostre landing page sulla SERP di Google. In definitiva, il keyword planner è utile per trovare nuove parole chiave e per stimare volumi di ricerca e previsioni (visualizzando le metriche relative ai costi).</p>
<h2 class="p1">Geo-targeting</h2>
<p class="p1">Nell’impostazione di una campagna pubblicitaria di Google ADS è importate localizzare l’inserzione. In questo modo è possibile rendere maggiormente visibile il nostro annuncio anche in una specifica zona di interesse. In questo senso, la geotargetizzazione di Google è molto particolare perché consente di specificare una località esatta, escluderne altre e dare a Google la possibilità di suggerirne altre. Nelle opzioni avanzate della geotargetizzazione, si possono ridurre o ampliare i raggi chilometrici di intervento. Ovviamente, si può impostare la campagna anche in base al budget disponibile e allo storico delle impressioni e dei clic ottenuti in ogni zona interessata.</p>
<h2 class="p1">Regole editoriali da seguire</h2>
<p class="p1">Per quanto possiamo essere creativi nella creazione degli annunci, nella nostra guida Google ADS vogliamo soffermarci brevemente anche su alcune regole editoriali di Google. Queste sono principalmente tre:</p>
<ul>
<li class="p1">Contenuti vietati: è chiaramente vietato promuovere prodotti contraffatti e dannosi per la salute. Inoltre, è vietata la riproduzione di contenuti che inducano alla violenza o alla discriminazione</li>
<li class="p1">Contenuti con limitazioni: qui sono da intendersi i contenuti protetti da copyright, contenuti per adulti, farmaci, ecc.</li>
<li class="p1">Attività vietate: chiaramente Google vieta l’utilizzo illecito della pubblicità. Qui rientrano anche le normative sulla trasparenza, specialmente se vi è un’azione di “raccolta dati”.</li>
</ul>
<h2 class="p3">La consulenza Google ADS di Ingematic</h2>
<p class="p3">Lo strumento Google Ads, se impostato nella maniera corretta e soprattutto se gestito e ottimizzato in maniera continuativa e attenta da professionisti ed esperti del settore, prestando attenzione alla misurazione dei risultati intermedi ottenuti, consente all&#8217;azienda che vi investe, di ottenere <strong>risultati garantiti</strong>. Tuttavia in assenza di conoscenza approfondita da parte dell&#8217;azienda, si possono disperdere importanti budget in tentativi poco produttivi. Per questo motivo è importante affidarsi ad un professionista, per ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile e con la minima spesa, in altre parole <strong>massimizzare il ROI</strong> dell&#8217;investimento pubblicitario.</p>
<p class="p3">Noi di <strong>Ingematic</strong> siamo esperti nell&#8217;offrire <a href="https://www.ingematic.com/google-adwords-pay-per-click/"><strong>consulenza per gli strumenti Google Ads</strong></a>, perché è un lavoro che esercitiamo da diversi anni, ottimizzando giorno per giorno, con passione, le camapgne Pay per Click dei nostri clienti, con numerosi casi studio di successo alle spalle e in corso di gestione, siamo certificati e quindi garantiti agli occhi dei nostri clienti, direttamente da Google grazie alla certificazione ottenuta di <a href="https://www.ingematic.com/google-partner-web-agency/">agenzia Google Partner</a>, che certifica non soltanto la nostra conoscenza degli strumenti, ma soprattutto la capacità di <strong>garantire delle performance ottimali</strong> delle camapgne di advertising gestite. Essere <a href="https://www.ingematic.com/certificazioni-google-partner/">Google Partner certificati</a> non è “solo” un riconoscimento: è qualità nel servizio offerto ai nostri clienti e garanzia di performance.</p>
<h3>Le fasi essenziali della nostra conculenza Google Ads sono le seguenti:</h3>
<ul>
<li>Analiziamo il mercato di riferimento e scegliamo le parole chiave da acquistare con un approccio qualitativo e statistico.</li>
<li>Definiamo un pubblico target e una precisa geolocalizzazione delle campagne.</li>
<li>Procediamo con la creazione dell&#8217;account, e delle campagne pubblicitarie.</li>
<li>Stabiliamo modalità e tempi di pubblicazione personalizzabili, assieme al cliente.</li>
<li>Analizziamo giornalmente le statistiche del traffico, attuando una ottimizzazione continua giornaliera delle campagne perché soltanto questo approccio consente di ottenere il massimo ROI.</li>
<li>La fase di ottimizzazione prevede anche la valutazione delle performance degli annunci in base al Conversion Rate e al CTR (click-through rate), eliminando o sospendendo quelli che stanno generando un basso rendimento.</li>
</ul>
<h3>Ottimizzazione continua implica efficienza delle campagne</h3>
<p class="p3">L&#8217;obiettivo dell&#8217;ottimizzazione è in sintesi quello di aumentare il numero delle conversioni, ridurre al minimo il costo per click CPC, ridurre il costo per acquisizione CPA e aumentare il numero di interazione con gli annunci, ovvero i click generati dalla campagna, fruttando al meglio il budget investito. La partenza di ogni campagna è sempre un momento delicato per una campagna PPC, perché l&#8217;aumento delle performance della stessa è sempre graduale, e man mano che si raccolgono i dati, è possibile sfruttare gli stessi come feedback per ottimizzare l&#8217;utilizzo del budget incrementando la redditività e quindi l&#8217;efficienza della campagna.</p>
<h3 class="p3">Ma quanto costa Google Ads</h3>
<p class="p3">Giunti a questo punto della nostra guida Google ADS, è bene domandarci: quanto costa pianificare, impostare, avviare una campagna di Google ADS? Non esiste una risposta univoca adatta a tutti. Questo perché molto dipende dal settore di riferimento nel quale si opera e per il quale si decide di investire in campagne sponsorizzate, dipendendo molto dalla competitività corrispondente, dal CPC delle “parole chiave” utilizzate, dalla copertura temporale e geolocalizza, e da tanti altri parametri. Proprio in virtù di queste variabili, il costo è sensibile a variazione e deve essere attentamente valutato di volta in volta, in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere.</p>
<p>La nostra web agency ha voluto proporti questa piccola <strong>guida Google ADS </strong>con un obiettivo: introdurti al mondo delle pubblicità online di Google, farti comprendere il potenziale e farti capire l’importanza di rivolgersi ad esperti del settore.</p>
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<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last" style="--awb-bg-size:cover;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-column-wrapper-legacy"><div class="fusion-reading-box-container reading-box-container-2" style="--awb-title-color:#333333;--awb-margin-top:10px;--awb-margin-bottom:10px;"><div class="reading-box reading-box-center" style="background-color:#f6f6f6;border-width:1px;border-color:#f6f6f6;border-top-width:3px;border-top-color:var(--primary_color);border-style:solid;"><h2>Richiedi una Consulenza o un Preventivo senza impegno</h2><div class="reading-box-description fusion-reading-box-additional">Siamo Google Ads partner dal 2012, contattaci oggi stesso per pianificare la tua Campagna Google Ads di successo.
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