ATECO 2025 introduce grandi cambiamenti nell’inquadramento delle attività che si occupano di vendita online, soppiantando l’organizzazione precedente che le rimandava ad un codice unico. Quali sono gli esiti di questo cambiamento? Quali saranno le implicazioni fiscali ed amministrative per le aziende e-commerce?
Cosa cambia con ATECO 2025?
A partire dal 1° gennaio 2025 sono entrati in vigore i nuovi codici ATECO e da domani, 1° aprile, sarà anche obbligatoria la loro adozione per tutte le attività.
Il passaggio ad ATECO 2025 si prospetta come un cambiamento radicale: è previsto, infatti, uno snellimento dei codici per alcune attività che saranno assimilate fra loro, mentre per altre ci sarà una particolarizzazione dovuta ad un cambio di prospettiva nei principi di classificazione delle stesse.
Per il commercio elettronico, nello specifico, ATECO 2022 prevedeva il codice 47.91.10 per identificare il “commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”. Il passaggio ad ATECO 2025 poterà invece a differenziare le attività non più in base al canale di vendita adottato, bensì secondo la tipologia di articolo venduto.
Questo cambiamento comporterà dunque una riclassificazione delle attività e-commerce, le quali saranno ricollocate nei settori di appartenenza degli articoli di cui si occupano, secondo la tabella fornita dall’ISTAT (consultabile qui).
Qual è il nuovo codice ATECO per e-commerce?
Gli e-commerce, essendo riclassificati secondo la tipologia di merce venduta, subiranno una variazione non solo nell’attribuzione del codice ATECO, ma soprattutto dei regolamenti a cui far riferimento.
I negozi online dovranno infatti essere associati ai singoli settori di riferimento per la vendita di una determinata tipologia di prodotto. Ciò comporta un aumento dei codici necessari per vendere merci online da 1 a ben 96, che ricadono in classi diverse e corrispondono a modelli ISA presumibilmente diversi, che potrebbero comportare variazioni anche a livello di distinzione dei ricavi conseguiti, inserendoli in un’ottica di “multiattività”.
Pur essendo automatico il passaggio dal vecchio ai nuovi codici, dovrà essere premura di ogni attività controllare che il nuovo codice assegnato sia corrispondente con la realtà di ciascuno ed eventualmente seguire la procedura atta a correggerne l’assegnazione.
Si tratta di un cambiamento significativo nella gestione delle attività di e-commerce, che segue la costante espansione di questo settore degli ultimi anni. Il fine è quello di renderne la legislazione più particolareggiata e in linea con le necessità sempre crescenti di venditori e consumatori.
Sarà importante comprendere anche quali aspetti legislativi dovranno essere riconsiderati in questo cambiamento, in quanto vi sono presenti delle zone d’ombra che riguardano le specificità relative alla vendita online dal punto di vista amministrativo, fiscale e di tutela dei consumatori.
Sono ancora tanti gli aspetti da chiarire in merito a questo cambiamento, per garantire che si colmi il vuoto normativo di cui abbiamo parlato, ma siamo convinti che questa trasformazione porterà ad un’evoluzione positiva nell’ambito del commercio online e permetterà di svilupparne ulteriormente le grandi potenzialità.














