Immuni app è operativa in tutta Italia dal 15 giugno. A quasi un mese di distanza, proviamo a comprendere se mette davvero a rischio la privacy dei cittadini.

Un download contro il Coronavirus

Come si sa, “Immuni app” (Immuni per gli amici) è l’app anti-Covid ideata per limitare e “tracciare” il contagio del famigerato Covid-19. Ed è proprio in merito alla sua “tracciabilità” che si sono avute discussioni. “La privacy è a rischio?” La domanda più gettonata merita sicuramente una risposta.
L’app per il Coronavirus è attualmente ferma a 4 milioni di download. Un numero discreto, se si pensa che affinché agisca correttamente è necessario che venga scaricata da almeno il 60 percento della popolazione.
Il trattamento dei “dati personali” è probabilmente un deterrente per il download. Per questo, noi di Ingematic ci sentiamo in dovere di fare un po’ di chiarezza.

Perché Immuni è “nata” per proteggere i dati

Nessuna preoccupazione per la diffusione dei dati personali, vi spieghiamo perché.
Una volta scaricata Immuni app non è necessario inserire alcuna informazione come mail, nome e cognome o numero di telefono.
Si attiva semplicemente con il Bluetooth. Ciò significa che, volendo, è possibile utilizzare anche senza la geolocalizzazione della posizione.
Così strutturata, Immuni genera un codice casuale per ogni dispositivo (iOS 13 in poi o Android che sia). Per questo, non contiene nessuna informazione che identifichi l’utente ed il suo device.
La raccolta sul server dei codici casuali avviene in modo criptato.

Codice Immuni e “positività” da Coronavirus

Uno dei primi casi in cui Immuni ha funzionato correttamente si è verificato proprio in Puglia. Molti quindi si chiedono cosa fare se si risulta essere positivi al Covid-19.
E’ semplice: basta segnalare il proprio codice.
Il codice OTP (One Time Password, in italiano “password attivabile una sola volta“) deve essere dettato all’operatore sanitario che comunica l’esito del tampone (qualora fosse positivo).
Quindi, il codice viene autorizzato e l’utente può procedere al caricamento sul server di Immuni delle chiavi crittografiche associate al suo dispositivo.
Il codice OTP viene utilizzato solo in caso di positività al Coronavirus.
Per fare il caricamento, occorre l’assistenza di un operatore sanitario autorizzato.

Per questo è essenziale non solo scaricare Immuni, ma soprattutto attivarla con il Bluetooth quando si è fuori casa. Non solo non si diffonde nessun dato, ma soprattutto si limita la diffusione del virus.